Permanent polarisation, geoeconomic competition and new global equilibria
gennaio 2026 restituisce l'immagine di un sistema globale in cui la polarizzazione politico-culturale non è più un fenomeno episodico, ma una condizio
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World Observatory · Society, Culture & Politics
Permanent polarisation, geoeconomic competition and new global equilibria
1 January 2026 – 31 January 2026— Fabio GentiliWorld ObservatorySocietyCulturePolitics
Editorial
January 2026 returns the image of a global system in which political-cultural polarisation is no longer an episodic phenomenon, but a permanent structural condition. In Europe and the United States, younger generations display a growing distance from traditional elites — not only in economic terms, but above all in their perception of values and the functioning of democratic institutions. China, meanwhile, is consolidating a pragmatic international narrative, positioning itself as a rational actor in contrast to an Occident perceived as fractured. Against this backdrop, the World Economic Forum identifies geoeconomic competition as the primary global risk of 2026: economic instruments — tariffs, technology controls, investment restrictions — are progressively supplanting conventional armed conflict as the principal vector of international tension.
Il gennaio 2026 restituisce l'immagine di un sistema globale in cui la polarizzazione politico-culturale non è più un fenomeno episodico, ma una condizione strutturale permanente. In Europa e negli Stati Uniti le giovani generazioni mostrano una crescente distanza dalle élite tradizionali — non solo sul piano economico, ma soprattutto nella percezione dei valori e del funzionamento delle istituzioni democratiche. La Cina consolida nel frattempo una narrazione internazionale pragmatica, presentandosi come attore razionale in contrapposizione a un Occidente percepito come diviso. Sullo sfondo, il World Economic Forum identifica la competizione geoeconomica come il principale rischio globale del 2026: gli strumenti economici — dazi, controlli tecnologici, restrizioni agli investimenti — stanno progressivamente sostituendo il conflitto armato tradizionale come principale vettore di tensione internazionale.
Geographic area summary
🇪🇺
EU
Europe
High Tension
Strategic autonomy and nationalist momentum
The expansion of radical right-wing parties is consolidating across several EU member states — in Germany and France these movements attract media coverage disproportionate to their actual electoral results, reinforcing perceptions of legitimacy and influence. (ECFR)
Young Europeans (Gen Z) tend to frame society not through traditional left/right ideological divisions, but through cultural and socioeconomic identity lenses, fuelling protests and new spaces for political contestation. (Wikipedia)
EU High Representative Kaja Kallas emphasises the importance of a more European NATO and greater strategic independence from Washington. The very concept of Europe as a 'centre of gravity' for the US is openly under debate. (Reuters)
In Hungary, opposition forces are gaining ground in voting intentions against the Orbán government, while LGBTQ+ rights tensions confirm that identity issues now sit at the heart of continental social dynamics. (Reuters / Washington Post)
La crescita dei partiti radicali di destra si consolida in diversi Paesi UE — in Germania e Francia questi movimenti ottengono una visibilità mediatica sproporzionata rispetto ai risultati elettorali reali, rafforzando la percezione di legittimazione e capacità di influenza. (ECFR)
I giovani europei (Gen Z) tendono a concepire la società non attraverso divisioni ideologiche tradizionali destra/sinistra, ma in termini identitari culturali e socio-economici, alimentando proteste e nuovi spazi di contestazione. (Wikipedia)
L'Alta Rappresentante UE Kaja Kallas sottolinea l'importanza di una NATO più europea e di una maggiore indipendenza strategica da Washington. Il concetto stesso di Europa come 'centro di gravità' degli USA è messo apertamente in discussione. (Reuters)
In Ungheria le forze di opposizione guadagnano terreno nelle intenzioni di voto rispetto al governo Orbán, mentre le tensioni sui diritti LGBTQ+ confermano che le questioni identitarie sono oggi al centro delle dinamiche sociali continentali. (Reuters / Washington Post)
🇺🇸
USA
United States
High Tension
Fragmented opposition and civic activism in recovery
The Trump administration operates in an environment of intense polarisation. Progressive opposition maintains open contestation but has limited capacity to shape legislation given the current political majority structure. (Wikipedia)
A substantial proportion of young Americans believes China is matching or surpassing the US in global power — with significant implications for foreign policy opinion and the perceived role of the United States in the world. (Axios)
The TikTok debate remains live: viewed by some as a cultural tool for youth expression, by others as a vector for disinformation and external influence, with ongoing calls for regulation or restrictions. (Britannica)
Political-cultural polarisation is compounded by rising toxicity in public discourse among political elites — a pattern observed in social media analytics and in the messaging of elected representatives. (arXiv)
L'amministrazione Trump opera in un clima di forte polarizzazione. L'opposizione progressista mantiene contestazioni aperte ma ha capacità limitate di incidere legislativamente a causa della struttura di maggioranza politica. (Wikipedia)
Una larga porzione di giovani americani ritiene che la Cina stia eguagliando o superando gli USA in termini di potere globale — con implicazioni significative sulle opinioni riguardo alla politica estera e al ruolo statunitense nel mondo. (Axios)
Il dibattito su TikTok si mantiene acceso: percepito da alcuni come strumento culturale di espressione giovanile, è visto da altri come veicolo di disinformazione e influenza esterna, con richieste di regolamentazione o restrizioni. (Britannica)
La polarizzazione politico-culturale è accentuata da un aumento della tossicità del discorso pubblico tra élite politiche, fenomeno osservato anche nei dati di analisi dei social media e nei messaggi dei parlamentari. (arXiv)
🇨🇳
CN
China
Low Tension
Pragmatic external narrative, consolidated internal control
Control of information and public narratives remains firm: the State emphasises domestic stability and cultural sovereignty, fully aligned with the objectives of consolidating central power in the context of international competition.
Chinese state media interpret certain Western political gestures — such as the British Prime Minister's visit to Beijing — as pragmatic economic moves rather than ideologically antagonistic positions. (The Guardian)
The China–EU Business Development Forum 2026 signals the persistence of bilateral economic and technological dialogue despite geopolitical tensions, revealing the dual pull between a competition narrative and a cooperation one. (ceeman.org)
Il controllo dell'informazione e delle narrative pubbliche resta saldo: lo Stato enfatizza stabilità interna e sovranità culturale, in perfetta linea con gli obiettivi di consolidamento del potere centrale nel contesto della competizione internazionale.
I media statali cinesi interpretano certi comportamenti politici occidentali — come la visita del Primo Ministro britannico a Pechino — come gesti di pragmatismo economico piuttosto che posizioni ideologiche antagoniste. (The Guardian)
Il China–EU Business Development Forum 2026 segnala la permanenza di un dialogo economico e tecnologico bilaterale nonostante le tensioni geopolitiche, rivelando la doppia tensione tra narrativa della competizione e quella della cooperazione. (ceeman.org)
🌐
GLOBAL
Global
High Tension
WEF 2026: an era of systemic competition
Around 50% of Global Risks Perception Survey experts anticipate a 'turbulent or stormy' scenario over the next two years; nearly 60% believe the landscape will remain unstable or deteriorate further over the following decade. (WEF)
Geoeconomic risk — the use of tariffs, technology controls and investment restrictions as instruments of international power — emerges as the leading perceived global risk in 2026, partially displacing conventional armed conflict. (Reuters)
Like-minded countries (EU, Canada, India) are exploring alternative forms of cooperation to insulate themselves from unilateral instability, generating a new network of middle powers capable of reshaping global political culture. (ECFR)
Disinformation and social polarisation are identified as systemic risks closely linked to technological dynamics: digital tools amplify divisions, create identity bubbles and erode institutional trust. (ESG360)
Circa il 50% degli esperti del Global Risks Perception Survey prevede uno scenario 'turbolento o tempestoso' nei prossimi due anni; quasi il 60% ritiene che nei successivi 10 anni il panorama rimarrà instabile o peggiorerà. (WEF)
Il rischio geoeconomico — uso di dazi, controlli tecnologici, restrizioni agli investimenti come leve di potere internazionale — emerge come il principale rischio globale percepito nel 2026, in sostituzione parziale del conflitto armato tradizionale. (Reuters)
Paesi 'like-minded' (UE, Canada, India) stanno esplorando forme di cooperazione alternativa per proteggersi dall'instabilità unilaterale, generando un nuovo network di potenze medie che può influenzare la cultura politica globale. (ECFR)
Disinformazione e polarizzazione sociale sono identificati come rischi sistemici strettamente collegati alle dinamiche tecnologiche: gli strumenti digitali amplificano divisioni, creano bolle identitarie e indeboliscono la fiducia nelle istituzioni. (ESG360)
Monthly deep-dive
Focus
Minneapolis: when federal enforcement becomes a cultural question
Two deaths during ICE operations ignite a debate spanning security, civil rights and public perceptions of the federal government's role
The Minneapolis episodes have assumed a significance that goes far beyond a policing incident. Both citizens killed were Americans — not suspects in irregular immigration cases — which broadened the scope of protest well beyond communities directly engaged with immigration issues. The two events occurred in rapid succession, creating a perception of escalation in federal operations.
The two killings generated bipartisan calls for transparent investigations: figures from both political sides, alongside mayors, governors and civic associations, demanded accountability for the circumstances of the shootings. (TIME / Washington Post)
Protests and demands for transparency regarding the use of force engaged not only activists but also politicians and local institutions. The use of immigration enforcement operations as urban policing instruments has further polarised debate over the federal government's role, the exercise of force by federal agencies and — at a deeper level — the nature of the social contract between State and citizens.
These cases have put under the spotlight the use of immigration enforcement operations as urban policing tools, further polarising debate over the role of the federal government and the exercise of force by federal agencies. — TIME
The Minneapolis phenomenon should be read as a structural signal: it has fed institutional distrust towards federal agencies, generated civic mobilisations at both local and national level, and reinforced a cultural narrative according to which the use of federal force in urban contexts can produce lasting social effects — shaping public perception on immigration, public order and civil rights for months, if not years, to come.
Gli episodi di Minneapolis hanno assunto una valenza che va oltre la cronaca di polizia. Entrambi i cittadini uccisi erano statunitensi — non sospetti di immigrazione irregolare — il che ha ampliato la portata della protesta ben oltre le comunità direttamente coinvolte nelle questioni migratorie. I due eventi sono avvenuti a breve distanza temporale, creando una percezione di escalation delle operazioni federali.
I due omicidi hanno generato richieste bipartisan di indagini trasparenti: esponenti di entrambi gli schieramenti politici, oltre a sindaci, governatori e associazioni civiche, hanno chiesto verifiche sulle circostanze delle sparatorie. (TIME / Washington Post)
Le proteste e le richieste di trasparenza sull'uso della forza hanno coinvolto non solo attivisti ma anche politici e istituzioni locali. L'uso delle operazioni di controllo dell'immigrazione come strumento di enforcement urbano ha polarizzato ulteriormente il dibattito sul ruolo del governo federale, sull'esercizio della forza da parte delle agenzie federali e — più in profondità — sulla natura del contratto sociale tra Stato e cittadini.
Questi casi hanno messo sotto i riflettori l'uso delle operazioni di controllo dell'immigrazione come strumento di enforcement urbano, polarizzando ulteriormente il dibattito sul ruolo del governo federale e sull'esercizio della forza da parte delle agenzie federali. — TIME
Il fenomeno Minneapolis va letto come segnale strutturale: ha alimentato sfiducia istituzionale nei confronti delle agenzie federali, ha generato mobilitazioni civiche sia locali che nazionali e ha dato impulso a una narrativa culturale secondo cui l'uso della forza federale in contesti urbani può avere impatti sociali duraturi — influenzando la percezione pubblica su immigrazione, ordine pubblico e diritti civili per mesi, se non anni.
Methodological note: Elaboration based on public sources, sector reports and informational materials available at the time of writing, with the support of a generative artificial intelligence system (Claude/ChatGPT), used as a tool for analytical support and synthesis. Factual or interpretative inaccuracies are possible, particularly where information is incomplete, contested or still being verified. Interpretations, assessments and conclusions remain the sole responsibility of the author.Nota metodologica: Elaborazione su fonti pubbliche, report di settore e materiali informativi disponibili al momento della redazione, con il supporto di un sistema di intelligenza artificiale generativa (Claude/ChatGPT), utilizzato come strumento di supporto all'analisi e alla sintesi. Eventuali imprecisioni fattuali o interpretative sono possibili, in particolare in presenza di informazioni incomplete, controverse o in fase di accertamento. Interpretazioni, valutazioni e conclusioni restano di esclusiva responsabilità dell'autore.