Recap settimanale · 27-31 luglio 2026
Microsoft e Amazon entrano, Meta esce: i conti riscrivono la tecnologia
6 indici in acquisto, 1 in vendita · 29 nuovi segnali Buy · Focus su Beni second. (USA) e Industriali (EU) · Volatilità in aumento
01
La view della settimana
La settimana si era aperta con due paure e nessun arbitro: il petrolio che riaccende l'inflazione, e il costo dell'intelligenza artificiale che non torna indietro sotto forma di ricavi. Mercoledì la Federal Reserve ha lasciato i tassi fermi per la quinta volta di fila. Poi sono arrivati i conti, e hanno spaccato la tecnologia in due.
Il risultato è il ribaltamento più netto che vediamo da mesi. Microsoft guadagna il 21,8% e Amazon il 17,0% nella settimana, ed entrambe entrano con un segnale di acquisto nuovo: il mercato ha premiato chi ha dimostrato che la spesa in intelligenza artificiale torna indietro come ricavo. Meta perde il 6,5% ed è passata in vendita, punita per quanto investe invece che premiata per quanto cresce. Apple cede il 7,2% dentro un acquisto aperto da quattro settimane, che ora è sotto di due punti. Alphabet e Nvidia restano in vendita da sette settimane. Tre posizioni ribaltate in cinque sedute, sugli stessi nomi che pesano di più sugli indici: è il motivo per cui il Nasdaq ha cancellato sei giorni di ribassi in una sola seduta e venerdì la tecnologia americana ha fatto il 5,5% partendo da un mese in perdita di quasi l'8%. Non è un settore in salute che accelera, è un settore bastonato che rimbalza — e che al suo interno ha appena cambiato i suoi leader.
Quello che nessuno ha risolto sta sul reddito fisso. La volatilità dei titoli di Stato americani sale da quattro settimane consecutive ed è cresciuta di quasi il 20%: nessun altro indicatore che seguiamo ha una direzione così persistente. Le azioni hanno festeggiato, le obbligazioni no. Finché quella tensione non gira, ogni rialzo azionario si regge su una gamba sola.
Due cose spiegano perché quel rimbalzo non chiude la partita. La prima è la riunione della Federal Reserve: i tassi sono rimasti fermi, ma tre membri hanno votato per alzarli e il trentennale americano è andato sui massimi dal 2007. Non è una banca centrale accomodante che prende tempo, è una banca centrale divisa — ed è da lì che nasce la tensione sui tassi che si legge in tutta la settimana, dalle utility in coda ai titoli che dipendono dal credito.
La seconda è il petrolio, che ha fatto avanti e indietro come nessun altro: giù di oltre il 7% in due sedute sulla tregua fra Stati Uniti e Iran — il peggior arco di tre sedute in sei anni — e poi di nuovo su dopo il crollo dei chip coreani. È l'oscillazione che ha deciso metà del listino europeo, ed è il motivo per cui Eni arriva alla settimana di conferma con la convinzione più alta di tutti.
Il filo che unisce tutto è la rotazione: il denaro non ha lasciato il mercato, ha cambiato veicolo. Dal silicio al software, dai difensivi alle banche. Si vede anche nella distanza fra i due indici americani, che dentro la settimana si è allargata: l'S&P 500 tiene perché metà del suo peso sta fuori dalla tecnologia, il Nasdaq no.
Tutte le azioni che hanno pubblicato i conti questa settimana. Sono 52 le azioni che seguiamo ad aver pubblicato i conti fra il 27 e il 31 luglio, ed è la ragione per cui la settimana ha spostato tanto. Qui sotto l'elenco completo con la variazione della settimana: ogni nome porta alla sua scheda, dove trovate la lettura tecnica per esteso e i livelli operativi.
A2A S.p.A. (A2A) -3,6% · AbbVie, Inc. (ABBV) -3,2% · Adidas AG (DLY_ADS) -8,2% · AES Corporation (AES) -1,1% · Amazon.com, Inc. (AMZN) +17,0% · American Water Works Company, Inc. (AWK) -0,4% · Anglo American plc (DLY_AAL) +0,3% · Apple Inc. (AAPL) -7,2% · AXA SA (CS) +0,2% · Azimut Holding Spa (AZM) +5,1% · BAE Systems plc (DLY_BA.) +6,2% · Bristol-Myers Squibb Company (BMY) +5,2% · Capgemini SE (CAP) +14,0% · Chevron Corporation (CVX) +1,0% · Compagnie de Saint-Gobain SA (SGO) +9,6% · Danone SA (BN) -3,5% · Davide Campari-Milano N.V. (CPR) +5,9% · DiaSorin S.p.A. (DIA) +7,7% · Edison International (EIX) -8,0% · Eni S.p.A. (ENI) +4,4% · Exxon Mobil Corporation (XOM) -1,0% · Ferrari NV (RACE) +6,9% · Fincantieri S.p.A. (FCT) +6,1% · Fortis Inc. (FTS) -3,1% · GSK plc (DLY_GSK) +0,6% · Hera S.p.A. (HER) -3,4% · L'Oreal S.A. (OR) +3,3% · Leonardo SpA (LDO) +5,5% · London Stock Exchange Group plc (DLY_LSEG) -4,3% · Mastercard Incorporated Class A (MA) +6,2% · Meta Platforms Inc Class A (META) -6,5% · Microsoft Corporation (MSFT) +21,8% · Moderna, Inc. (MRNA) +1,4% · Nebius Group N.V. Class A (NBIS) +1,4% · Nexi S.p.A. (NEXI) +7,2% · Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. (NCLH) -4,3% · Procter & Gamble Company (PG) -2,0% · Prysmian S.p.A. (PRY) -5,3% · Pulmonx Corp. (LUNG) +39,3% · Reddit, Inc. Class A (RDDT) -16,6% · Regeneron Pharmaceuticals, Inc. (REGN) +16,3% · Riot Platforms, Inc. (RIOT) -10,5% · Rivian Automotive, Inc. Class A (RIVN) -3,9% · Robinhood Markets, Inc. Class A (HOOD) -8,8% · Roblox Corp. Class A (RBLX) -25,1% · Shell plc (DLY_SHEL) +2,4% · Siemens Healthineers AG (DLY_SHL) +5,1% · SoFi Technologies Inc (SOFI) -0,9% · Starbucks Corporation (SBUX) +1,9% · Telecom Italia S.p.A. (TIT) +0,3% · uniQure N.V. (QURE) +12,0% · VINCI SA (DG) +3,5%.
Il risultato è il ribaltamento più netto che vediamo da mesi. Microsoft guadagna il 21,8% e Amazon il 17,0% nella settimana, ed entrambe entrano con un segnale di acquisto nuovo: il mercato ha premiato chi ha dimostrato che la spesa in intelligenza artificiale torna indietro come ricavo. Meta perde il 6,5% ed è passata in vendita, punita per quanto investe invece che premiata per quanto cresce. Apple cede il 7,2% dentro un acquisto aperto da quattro settimane, che ora è sotto di due punti. Alphabet e Nvidia restano in vendita da sette settimane. Tre posizioni ribaltate in cinque sedute, sugli stessi nomi che pesano di più sugli indici: è il motivo per cui il Nasdaq ha cancellato sei giorni di ribassi in una sola seduta e venerdì la tecnologia americana ha fatto il 5,5% partendo da un mese in perdita di quasi l'8%. Non è un settore in salute che accelera, è un settore bastonato che rimbalza — e che al suo interno ha appena cambiato i suoi leader.
Quello che nessuno ha risolto sta sul reddito fisso. La volatilità dei titoli di Stato americani sale da quattro settimane consecutive ed è cresciuta di quasi il 20%: nessun altro indicatore che seguiamo ha una direzione così persistente. Le azioni hanno festeggiato, le obbligazioni no. Finché quella tensione non gira, ogni rialzo azionario si regge su una gamba sola.
Due cose spiegano perché quel rimbalzo non chiude la partita. La prima è la riunione della Federal Reserve: i tassi sono rimasti fermi, ma tre membri hanno votato per alzarli e il trentennale americano è andato sui massimi dal 2007. Non è una banca centrale accomodante che prende tempo, è una banca centrale divisa — ed è da lì che nasce la tensione sui tassi che si legge in tutta la settimana, dalle utility in coda ai titoli che dipendono dal credito.
La seconda è il petrolio, che ha fatto avanti e indietro come nessun altro: giù di oltre il 7% in due sedute sulla tregua fra Stati Uniti e Iran — il peggior arco di tre sedute in sei anni — e poi di nuovo su dopo il crollo dei chip coreani. È l'oscillazione che ha deciso metà del listino europeo, ed è il motivo per cui Eni arriva alla settimana di conferma con la convinzione più alta di tutti.
Il filo che unisce tutto è la rotazione: il denaro non ha lasciato il mercato, ha cambiato veicolo. Dal silicio al software, dai difensivi alle banche. Si vede anche nella distanza fra i due indici americani, che dentro la settimana si è allargata: l'S&P 500 tiene perché metà del suo peso sta fuori dalla tecnologia, il Nasdaq no.
Tutte le azioni che hanno pubblicato i conti questa settimana. Sono 52 le azioni che seguiamo ad aver pubblicato i conti fra il 27 e il 31 luglio, ed è la ragione per cui la settimana ha spostato tanto. Qui sotto l'elenco completo con la variazione della settimana: ogni nome porta alla sua scheda, dove trovate la lettura tecnica per esteso e i livelli operativi.
A2A S.p.A. (A2A) -3,6% · AbbVie, Inc. (ABBV) -3,2% · Adidas AG (DLY_ADS) -8,2% · AES Corporation (AES) -1,1% · Amazon.com, Inc. (AMZN) +17,0% · American Water Works Company, Inc. (AWK) -0,4% · Anglo American plc (DLY_AAL) +0,3% · Apple Inc. (AAPL) -7,2% · AXA SA (CS) +0,2% · Azimut Holding Spa (AZM) +5,1% · BAE Systems plc (DLY_BA.) +6,2% · Bristol-Myers Squibb Company (BMY) +5,2% · Capgemini SE (CAP) +14,0% · Chevron Corporation (CVX) +1,0% · Compagnie de Saint-Gobain SA (SGO) +9,6% · Danone SA (BN) -3,5% · Davide Campari-Milano N.V. (CPR) +5,9% · DiaSorin S.p.A. (DIA) +7,7% · Edison International (EIX) -8,0% · Eni S.p.A. (ENI) +4,4% · Exxon Mobil Corporation (XOM) -1,0% · Ferrari NV (RACE) +6,9% · Fincantieri S.p.A. (FCT) +6,1% · Fortis Inc. (FTS) -3,1% · GSK plc (DLY_GSK) +0,6% · Hera S.p.A. (HER) -3,4% · L'Oreal S.A. (OR) +3,3% · Leonardo SpA (LDO) +5,5% · London Stock Exchange Group plc (DLY_LSEG) -4,3% · Mastercard Incorporated Class A (MA) +6,2% · Meta Platforms Inc Class A (META) -6,5% · Microsoft Corporation (MSFT) +21,8% · Moderna, Inc. (MRNA) +1,4% · Nebius Group N.V. Class A (NBIS) +1,4% · Nexi S.p.A. (NEXI) +7,2% · Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. (NCLH) -4,3% · Procter & Gamble Company (PG) -2,0% · Prysmian S.p.A. (PRY) -5,3% · Pulmonx Corp. (LUNG) +39,3% · Reddit, Inc. Class A (RDDT) -16,6% · Regeneron Pharmaceuticals, Inc. (REGN) +16,3% · Riot Platforms, Inc. (RIOT) -10,5% · Rivian Automotive, Inc. Class A (RIVN) -3,9% · Robinhood Markets, Inc. Class A (HOOD) -8,8% · Roblox Corp. Class A (RBLX) -25,1% · Shell plc (DLY_SHEL) +2,4% · Siemens Healthineers AG (DLY_SHL) +5,1% · SoFi Technologies Inc (SOFI) -0,9% · Starbucks Corporation (SBUX) +1,9% · Telecom Italia S.p.A. (TIT) +0,3% · uniQure N.V. (QURE) +12,0% · VINCI SA (DG) +3,5%.
02
Regime macro
contesto di mercatoRisk-On
Il quadro macro resta favorevole nel complesso, con la volatilità azionaria rientrata e l'ampiezza del mercato in miglioramento, ma la tensione sui tassi sale ormai da un mese ed è l'unico fronte che non ha ancora girato.
VIX
Neutro
MOVE
Favorevole
DXY
Neutro
Ampiezza
Neutro
03
Indici principali
7 ETF BroadSei indici su sette restano in acquisto, e la mappa è tutta europea nella parte alta: Milano guida con oltre il 12% dal segnale, seguita dalle small cap americane sopra l'11%. L'eccezione è il Nasdaq, l'unico passato in vendita, che chiude la settimana ancora l'8% sotto i suoi massimi. Vale la pena notare cosa dice la Forza del Segnale: quasi ovunque è bassa, anche dove il guadagno è a doppia cifra. Sono trend che durano da sedici settimane e che hanno perso spinta strada facendo — la struttura regge, l'accelerazione no. Il confronto fra i due americani resta il termometro più onesto della fase, e lo abbiamo seguito ogni giorno negli Osservatori, dall’apertura della settimana alla chiusura di venerdì.
State Street SPDR S&P 500 ETF (SPY)Acquisto · in corso›
Il segnale di acquisto sull'S&P 500 dura da sedici settimane e vale quasi il 10%, con il prezzo tornato a meno di due punti dal record. Ma l'istogramma MACD settimanale è passato sotto lo zero e il trend perde direzione: la struttura tiene, la spinta si è consumata. La terza finestra di alleggerimento del nostro modello cade la settimana prossima.
Forza del Segnale14 / 100
Invesco QQQ Trust Series I (QQQ)Vendita›
È l'unico dei sette passato in vendita, e la conferma non è arrivata: dal segnale il Nasdaq è salito dello 0,5%, allontanandosi dalla soglia che validerebbe il ribasso. Resta l'8% sotto i massimi, con tre massimi decrescenti sul giornaliero e il momentum settimanale ancora sotto zero. Un segnale acceso che il mercato non ha ancora avallato.
Forza del Segnale9 / 100
iShares Russell 2000 ETF (IWM)Acquisto · in corso›
Le small cap americane sono il secondo miglior trade aperto del gruppo, sopra l'11% in sedici settimane. Questa settimana l'istogramma MACD ha completato la discesa sotto lo zero con incrocio ribassista, e sul giornaliero si contano quattro massimi decrescenti. Il paniere è il più distribuito dei sette: nessun settore lo traina da solo, il che lo rende sensibile ai tassi più che alle singole storie.
Forza del Segnale38 / 100
Multi Units France Sicav (CAC)Acquisto · in corso›
Parigi è tornata a un passo dal massimo storico, meno dell'1% di distanza contro il 2,3% di sette giorni fa, e l'istogramma MACD ha ripreso a salire dopo tre settimane di ritirata. Il contraltare sta nei volumi: la partecipazione degli acquisti sul giornaliero è scesa nettamente proprio mentre il prezzo attaccava il record. Industria e banche, i due pesi maggiori del paniere, hanno guadagnato entrambe oltre il 2%.
Forza del Segnale11 / 100
Amundi DAX II UCITS ETF Acc (DAX)Acquisto · in corso›
Francoforte ha recuperato dai minimi ed è rientrata a circa un punto dal record dopo tre tentativi respinti, con il momentum settimanale tornato in miglioramento. Il segnale dura da quindici settimane e vale il 3,4%: il guadagno più contenuto fra gli europei. La convinzione misurata dal nostro modello resta bassa, quindi il quadro va accompagnato più che rilanciato.
Forza del Segnale8 / 100
Amundi FTSE MIB UCITS ETF (MIB)Acquisto · in corso›
Milano guida il gruppo con oltre il 12% dal segnale, ma la settimana ha lasciato un segno preciso: il 27 luglio il prezzo ha attaccato il massimo storico ed è stato respinto con decisione. La direzionalità del trend è in aumento, il momentum settimanale in calo da quattro settimane — una divergenza tutta sua. Le banche pesano quasi metà del paniere e questa settimana hanno tirato. Le banche corrono dentro un risiko di offerte e consigli di amministrazione che abbiamo raccontato <a href="https://aitrading67.com/tag/report_giornaliero/" style="color:#ffffff;text-decoration:underline;text-underline-offset:2px">all'apertura della settimana</a>.
Forza del Segnale0 / 100
iShares Core FTSE 100 UCITS ETF (ISF)Acquisto · in corso›
Londra porta la notizia tecnica più netta dei sette: l'istogramma MACD settimanale è risalito per quattro letture di fila ed è tornato sopra lo zero con incrocio rialzista, su un trend fra i più direzionali del gruppo. Il guadagno dal segnale resta però il più magro, sotto il 2%, e c'è ancora oltre l'8% di spazio fino al record. La partecipazione degli acquisti sul giornaliero si è però assottigliata.
Forza del Segnale11 / 100
04
Rotazione settoriale
USA · EuropaNegli Stati Uniti il consumo discrezionale ha staccato tutti con oltre il 6% settimanale, ma su un indicatore di trend ancora fiacco: è un movimento che parte, non uno che matura. In coda le utility, in perdita di oltre il 4%, e con loro immobiliare e materiali — i tre comparti che soffrono quando i tassi salgono, puniti nella stessa settimana su entrambe le sponde dell'Atlantico. In Europa il disegno è più ordinato: industriali, banche e risorse di base salgono insieme sul giorno, sulla settimana e sul mese, e le banche europee sono l'unico posto dove i tre orizzonti raccontano la stessa storia. Il quadro completo dei 20 ETF settoriali — Stati Uniti ed Europa, comparto per comparto — è nella scheda dedicata alla rotazione settoriale.
Settori USA
XLY›
State Street Consumer Discreti
in salita · +6.11%
XLC›
State Street Communication Ser
in salita · +1.83%
XLF›
State Street Financial Select
in salita · +1.12%
XLP›
State Street Consumer Staples
in salita · +1.09%
XLV›
State Street Health Care Selec
stabile · -0.01%
XLE›
State Street Energy Select Sec
stabile · -0.12%
XLB›
State Street Materials Select
in calo · -1.62%
XLRE›
State Street Real Estate Selec
in calo · -1.92%
XLU›
State Street Utilities Select
in calo · -4.19%
Settori Europa
EXH4›
iShares STOXX Europe 600 Indus
in salita · +2.11%
EXV1›
iShares STOXX Europe 600 Banks
in salita · +2.05%
EXV6›
iShares STOXX Europe 600 Basic
in salita · +1.71%
EXH1›
iShares STOXX Europe 600 Oil &
stabile · +0.11%
EXV3›
iShares STOXX Europe 600 Techn
stabile · -0.23%
EXV4›
iShares STOXX Europe 600 Healt
in calo · -0.61%
EXH9›
iShares STOXX Europe 600 Utili
in calo · -3.06%
05
Buy confermati
alla settimana di confermaNove nomi hanno superato la settimana di conferma: quattro americani e cinque fra Europa e Regno Unito. Per il nostro metodo questo passaggio conta più del segnale iniziale — un segnale che regge la prima verifica ha basi più solide di uno che nasce e subito si contraddice. Il filo che li unisce è evidente: energia e industria pesante, con Eni che arriva con la convinzione più alta del gruppo, seguita dal software francese di progettazione e da TotalEnergies. Sul lato americano la difesa e l'industria — Lockheed Martin e Honeywell — accanto a Exxon e all'informatica personale. È il lato del mercato fatto di ordini e di incassi presenti, l'opposto di ciò che il riprezzamento dei tassi sta punendo. Vale la pena leggere le schede individuali prima di decidere: la conferma dice che il segnale ha tenuto, non che il momento sia quello giusto per chiunque.
1
HPQ
HP Inc.
Forza 70
›
2
XOM
Exxon Mobil Corporation
Forza 55
›
3
LMT
Lockheed Martin Corporation
Forza 55
›
4
HON
Honeywell International Inc.
Forza 47
›
1
ENI
Eni S.p.A.
Forza 83
›
2
DSY
Dassault Systemes SE
Forza 64
›
3
TTE
TotalEnergies SE
Forza 58
›
4
EXPN
Experian plc
Forza 56
›
5
EXH1
iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS ETF
Forza 44
›
Nessuno questa settimana
06
Classifiche del Ranker
Top per Forza del SegnaleSedici nuove azioni americane con un segnale di acquisto, e la prima cosa da dire riguarda la qualità: tre dei cinque in testa arrivano con la banda che il nostro protocollo segnala come da scartare, pur avendo il segnale acceso. La convinzione più alta è su AMC e su Pulmonx, entrambe intorno all'84 su 100, seguite da Ford e Salesforce a 72. È una composizione insolita, che mette insieme intrattenimento, dispositivi medici, automobile tradizionale e software aziendale: nessuna tesi settoriale unica, il che di per sé racconta un mercato che sta cercando una direzione invece di seguirne una. Vale la pena leggere le singole schede prima di muoversi: la Forza alta misura l'ampiezza del movimento, non la sua sicurezza, e dove il movimento è più ampio il percorso è più accidentato. La taglia va scelta di conseguenza.
Centoventi azioni americane restano in posizione aperta, e le prime cinque hanno una caratteristica in comune che vale più della classifica: sono tutte azioni tecnologiche e servizi digitali ad alta convinzione, fra 86 e 87 su 100. Fortinet, PayPal, Snowflake, Oscar Health e Datadog rappresentano esattamente il lato del mercato che il riprezzamento dei tassi ha punito nelle ultime due settimane e che il rimbalzo di giovedì notte ha in parte riabilitato. È la tensione da tenere d'occhio: sono trade che funzionano, con la spinta ancora intatta, ma appartengono al comparto più esposto se la pressione sul reddito fisso dovesse riprendere. Chi è già dentro accompagna; per chi guarda da fuori, la lettura delle singole schede dice più della posizione in classifica.
Centotrentotto azioni americane restano in stato di vendita, e la parte alta della lista è occupata da nomi con la convinzione al massimo: Blaize, Roblox e Reddit arrivano tutti a 100 su 100, seguiti da Meta a 92 e Robinhood a 79. Tutti e cinque portano però la banda che sconsiglia l'operatività, ed è una combinazione che merita una spiegazione: una convinzione così alta misura quanto il movimento è ampio e coerente, non quanto sia prudente inseguirlo adesso. Sono ribassi già avviati, spesso su titoli a volatilità elevata, dove il rischio di entrare tardi è concreto. La lettura utile è di contesto più che operativa: dicono dove il mercato sta togliendo capitale, e questa settimana lo sta togliendo dalle azioni speculative e dai social.
Dodici nuove azioni europee e britanniche con un segnale di acquisto, e qui la lettura è più leggibile che sul mercato americano. In testa Capgemini e Kering a 75 su 100, seguite da BAE Systems, SAP e Leonardo a 63. Difesa e aerospazio compaiono due volte nei primi cinque, ed è la conferma di un tema che il nostro modello segue da settimane: sono aziende con ordini a lungo termine già iscritti a bilancio, esattamente il tipo di visibilità che il mercato sta premiando mentre punisce chi promette ricavi futuri. Tutti e cinque arrivano in banda C, quindi con apertura prudente: il segnale è valido, la taglia va contenuta. Il lusso di Kering è l'anomalia del gruppo e merita una lettura a sé.
Sessantuno azioni europee e britanniche in posizione aperta, con una parte alta molto italiana: Eni, FinecoBank e Fincantieri arrivano tutte a 83 su 100, insieme a Brunello Cucinelli, mentre Bayer guida a 89. È la fotografia di un mercato domestico in salute, che la classifica di Milano conferma dal lato degli indici. Eni in particolare merita attenzione perché è anche fra i nomi che hanno superato la settimana di conferma, con la semestrale ormai alle spalle: due verifiche indipendenti che dicono la stessa cosa. Le azioni bancarie italiane restano il comparto dove giornaliero, settimanale e mensile raccontano la stessa storia, ed è una coerenza che in questa fase non è affatto scontata.
Quarantasette azioni europee in stato di vendita, guidati da Adidas con la convinzione al massimo e da Lottomatica a 82. Seguono QDVE, l'ETF sul Nasdaq quotato in Europa, Italgas e Hermès. La composizione dice qualcosa di preciso: consumo discrezionale, gioco e lusso occupano tre delle cinque posizioni, e sono i settori che pagano per primi quando il potere d'acquisto si contrae. Tutti e cinque portano la banda che sconsiglia l'operatività, quindi la lettura è di contesto: segnalano dove la pressione si sta concentrando, non un invito ad agire. Hermès in particolare arriva alla seconda settimana e la sua scheda individuale merita una lettura, perché il quadro tecnico è meno univoco di quanto la posizione in classifica suggerisca.
Una sola azione con un nuovo segnale di acquisto sul resto del mondo questa settimana: Banco do Brasil, con una convinzione media e la banda C che invita all'apertura prudente. Una lista così corta è essa stessa un'informazione — in una settimana in cui Stati Uniti ed Europa hanno prodotto ventotto nuovi segnali, i mercati emergenti ne hanno offerto uno. Vale la pena ricordare che il dollaro debole di venerdì lavora storicamente a favore di questi mercati: se la debolezza del biglietto verde dovesse consolidarsi, è ragionevole aspettarsi che la lista si allunghi nelle prossime settimane. Per ora resta un segnale singolo, da leggere sulla sua scheda prima di qualsiasi considerazione di portafoglio.
Dodici azioni brasiliane in posizione aperta e tutte concentrate su due temi: energia e credito. Light guida con 86 su 100, seguita da Ultrapar a 70, poi Cosan, Petrobras e Bradesco. È la stessa tesi che funziona sui mercati sviluppati — aziende con incassi presenti invece che promesse future — applicata a un mercato dove il ciclo delle materie prime pesa più che altrove. Il legame con il petrolio è diretto e va tenuto presente: il greggio resta oltre il 20% sopra sul mese, ma la sua salita nasce da ragioni geopolitiche più che economiche, e questo rende il gruppo più esposto alle notizie che ai fondamentali. Le schede individuali lo dicono meglio della classifica.
Diciotto azioni in stato di vendita fuori da Stati Uniti ed Europa, con Gafisa in testa a 81 su 100 e Oi a 67, seguite da due siderurgiche e da Qualicorp. Costruzioni, telecomunicazioni e acciaio: sono i comparti brasiliani più sensibili al costo del denaro, e la loro presenza in blocco su questa lista è coerente con la tensione sui tassi che attraversa tutta la settimana, dagli Stati Uniti al Brasile. Tutti portano la banda che sconsiglia l'operatività. La lettura è la stessa degli altri blocchi in vendita: servono a capire dove il capitale si sta ritirando, e in questo caso lo fa dai settori che dipendono dal credito.
Nota metodologica — Nulla di quanto scritto costituisce consulenza finanziaria, sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari, né raccomandazione di alcun tipo. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Il trading comporta rischi significativi di perdita; l'utente opera sotto la propria responsabilità. La forza del Segnale è un framework analitico interno usato solo per ordinare la qualità tecnica relativa all'interno del paniere. © Fabio Gentili.