Analisi tecnica: la Fed più falco travolge il Nasdaq e i chip, la borsa italiana tiene con Eni e Nexi
La giornata l'ha decisa la Federal Reserve: tassi fermi ma con un tono da falco, e Wall Street ha guardato di sotto. Il Nasdaq si è avvicinato alla correzione trascinato dai semiconduttori, mentre la borsa italiana ha tenuto grazie ai conti.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi più cercati della seduta — a Piazza Affari le azioni Eni, Nexi, Intesa Sanpaolo e Stellantis; a Wall Street Nvidia, Micron, Microsoft e Meta — e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Analisi tecnica dei semiconduttori: il selloff non trova fondo
- Big tech e Federal Reserve: Microsoft promossa, Meta bocciata
- Energia in controtendenza: il petrolio fa da scudo
- Europa: banche tedesche forti, lusso francese in frenata
- Borsa italiana: analisi tecnica di Eni, Nexi e Intesa Sanpaolo
- Brasile: banche e consumi reggono, indice in verde
- ETF che hanno mosso la seduta: semiconduttori, tecnologia, energia
- Indici europei: quattro panieri, un solo segnale da aprile
- Analisi tecnica di SPY e QQQ: sette punti di distanza
I nuovi segnali di acquisto della settimana
Sono 12, tutti nati la settimana del 20 luglio, e la cosa che conta più di ogni singolo nome è dove non sono: nessuno di questi dodici sta nel comparto che ha guidato la caduta di ieri. È una lista difensiva, in energia, difesa, dati e telefonia.
Analisi tecnica dei semiconduttori: il selloff non trova fondo
L'innesco è tornato dall'Asia: SK Hynix ha riportato un utile operativo record ma sotto le attese altissime del mercato, affondando insieme a Samsung — rispettivamente circa meno 13% e meno 8% — e trascinando l'intero comparto delle memorie DRAM. Da lì il colpo ha attraversato il Pacifico: le azioni MicronShort hanno perso il 9,94%, SanDiskShort circa il 7%, IntelShort il 6%, AMDLong il 5%, mentre NvidiaShort ha limitato il calo al 3,5% restando il termometro dell'intero tema dell'intelligenza artificiale. Le azioni Micron sono state il fanalino di coda del gruppo.
Dietro il movimento due paure che si sommano: la sostenibilità della spesa in intelligenza artificiale — con le indiscrezioni su Nvidia che finanzierebbe il prossimo centro dati di OpenAI — e i progressi cinesi nelle apparecchiature per chip, che aprono lo spettro di una sovraofferta sulle memorie. Hanno ceduto anche QualcommShort, giù del 4,4% dopo i conti, e BroadcomShort.
Big tech e Federal Reserve: Microsoft promossa, Meta bocciata
Il fulcro della giornata è stato il FOMC. La Federal Reserve ha lasciato i tassi al 3,50-3,75%, quinta pausa di fila, ma tre membri hanno votato per un rialzo di 25 punti base, il segnale di impazienza più esplicito da mesi. Il mercato obbligazionario ha temuto una Fed «dietro la curva»: il trentennale americano sui massimi dal 2007, il decennale oltre il 4,67%.
Dopo la campana, il verdetto sui due pesi massimi: MicrosoftShort ha battuto su tutta la linea — ricavi a 90 miliardi, più 18%, con la divisione cloud in accelerazione del 43% — e ha guadagnato circa il 3%. Le azioni Microsoft restano però un nostro short: la reazione dirà se il quadro tecnico va rivisto. All'opposto MetaLong ha deluso, con utile per azione sotto le stime e un piano di spesa che ha spaventato: reazione di circa meno 10%. Stasera il testimone passa ad AppleLong e AmazonShort, giudizio finale sulla settimana.
Energia in controtendenza: il petrolio fa da scudo
L'unico settore verde è stato l'energia, spinta dal greggio in rialzo sulle rinnovate tensioni in Medio Oriente. Il Brent ha viaggiato intorno agli 89 dollari, con il barile americano su di quasi il 7% in giornata e di oltre un quinto sul mese. Sul paniere ConocoPhillipsLong ha guidato i big oil, seguita da Exxon MobilLong e ChevronLong. Il rovescio è il rincaro dei carburanti, proprio la variabile d'inflazione che la Federal Reserve ha appena citato.
Europa: banche tedesche forti, lusso francese in frenata
In Germania la stella è stata Deutsche BankLong, con un secondo trimestre solido e il trading obbligazionario in accelerazione, capace di battere gran parte dei rivali americani e di sostenere il DAX. In Francia, giornata di semestrali pesanti nel lusso: HermèsShort ha riportato ricavi per 8,16 miliardi nel primo semestre, più 6% a cambi costanti, ma il titolo ha girato in calo perché al mercato non è bastato l'outlook di fronte alla decelerazione. Le azioni Hermès hanno perso circa l'11%.
Meglio le altre: L'OréalLong ha mostrato vendite semestrali in crescita comparabile del 6,5%, DanoneLong ha accelerato nel secondo trimestre al più 4,2%, e AirbusLong ha confermato gli obiettivi 2026 dopo consegne in forte crescita. Trattandosi di conti diffusi a mercato chiuso, la reazione piena è attesa nella seduta di oggi.
Borsa italiana: analisi tecnica di Eni, Nexi e Intesa Sanpaolo
La borsa italiana ha chiuso in leggero calo, il FTSE MIB a meno mezzo punto, ma con due protagoniste in controtendenza grazie ai conti. Le azioni EniLong sono state le migliori del paniere, in rialzo di oltre il 7% dopo la semestrale, doppiamente favorite dal petrolio in tensione: le Eni azioni erano fra le più cercate della giornata. Bene anche NexiLong, più 3,4% su risultati semestrali sopra il consensus.
Più cauta la reazione a Intesa SanpaoloLong, che pure ha comunicato un utile netto semestrale di 5,554 miliardi in crescita del 6,5%, con il titolo altalenante nel dopo-dati: le azioni Intesa restano un nostro acquisto attivo da aprile. Sul resto del listino hanno approvato le semestrali anche SnamShort, PrysmianShort e FinecoBankLong. Fra i nomi caldi delle ricerche c'erano anche le azioni Stellantis: su StellantisShort il nostro modello è però short, con il settimanale in vendita e solo il giornaliero appena girato.
Brasile: banche e consumi reggono, indice in verde
Controcorrente rispetto a Wall Street, l'Ibovespa ha guadagnato lo 0,7%. Le azioni ValeShort hanno chiuso piatte nel braccio di ferro tra scommesse sullo stimolo cinese e riduzione dell'esposizione; PetrobrasLong ha aggiunto lo 0,5% da peso massimo dell'indice, Itaú UnibancoLong lo 0,4% sulle attese di un allentamento graduale della Selic e AmbevLong l'1,5%, segnale di tenuta dei consumi interni. BradescoLong ha intanto aperto la tornata di trimestrali delle banche.
ETF che hanno mosso la seduta: semiconduttori, tecnologia, energia
Vale la pena guardare la giornata anche dagli ETF, che sono lo strumento con cui la gran parte degli investitori sta dentro questi temi. Il paniere che ha mosso tutto è quello dei semiconduttori: l'ETF sui semiconduttori (SOXX) ha lasciato oltre il 5%, ed è il tipo di seduta per cui la query ETF in maggior crescita di oggi è «etf trading strategies», su del 160%: quando la volatilità sale, il pubblico cerca come muoversi. Noi quel tema lo esprimiamo sui singoli chip, dove siamo short, più che sul paniere.
Sul settore, il denaro di ieri si è mosso in modo netto. Tecnologia USAShort, l'ETF sul settore tecnologico americano, ha perso il 2,64% — e con lui Vanguard TecnologiaShort e Fidelity TecnologiaShort, gli equivalenti su Vanguard e Fidelity: su tutti e tre siamo short, e tutti e tre hanno chiuso oltre il primo stop dichiarato. L'ETF Vanguard sul tech è anche fra i più cercati, con «vanguard etf» in crescita nelle ricerche di oggi. Industriali USALong, l'ETF sugli industriali, è stato il peggiore con meno 3,19%, e qui siamo long: è il paniere su cui ieri il mercato ci ha dato torto. In controtendenza Energia USALong, l'ETF sull'energia, unico in verde con più 1,88%, dove il nostro segnale settimanale d'acquisto ha trovato il barile a favore. Fra le ricerche in crescita compaiono anche «spy etf» e «covered call etf», entrambe su del 20%: sui due panieri ampi la nostra lettura è nella scheda di chiusura.
Indici europei: quattro panieri, un solo segnale da aprile
Vale la pena guardare i quattro listini insieme, perché anche ieri hanno perso meno dell'America: DAXLong meno 0,13%, CAC 40Long meno 0,56%, FTSE MIBLong meno 0,62%, mentre FTSE 100Long ha guadagnato lo 0,36%, l'unico in verde. Sul piano dell'analisi tecnica restano nella stessa condizione di fondo: tutti e quattro hanno il segnale settimanale in acquisto dalla prima metà di aprile, circa sedici settimane.
Il numero che racconta l'anno è la distanza fra i quattro dal segnale di aprile: il paniere italiano vale l'11,4%, contro il 4,5% del francese, il 2,8% del tedesco e l'1,9% del britannico. Milano ha fatto due volte e mezzo Parigi ed è il riflesso diretto del peso delle sue banche, che spiega insieme la corsa dell'anno e la sensibilità a ogni notizia sui tassi, a partire da quella di ieri. Chi guarda la borsa italiana oggi trova il listino più esposto alle banche fra i quattro.
Analisi tecnica di SPY e QQQ: sette punti di distanza
Chiudiamo con la lettura tecnica del desk, che oggi sta tutta in un confronto. SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, tratta il 4,07% sotto il proprio record; QQQShort, quello sul Nasdaq 100, l'11,6%. Sette punti e mezzo di distanza fra due panieri che il pubblico tratta spesso come sinonimi, ed erano quattro appena una settimana fa: la forbice si sta allargando in fretta.
La ragione è nella composizione: la tecnologia pesa il 32,9% nel primo e il 50,5% nel secondo, mentre i finanziari valgono il 12,6% nel primo e sono praticamente assenti — lo 0,24% — nel secondo. Senza il cuscinetto delle banche, e con la doppia esposizione ai chip, il Nasdaq scende il doppio quando il tema del giorno sono i semiconduttori. Sul piano tecnico i due sono in stati opposti: il primo ha ancora il segnale settimanale d'acquisto ma la chiusura di ieri è scesa appena sotto il Punto di Inversione, il secondo è già passato in vendita nella settimana del 20 luglio e ha chiuso sotto la banda inferiore di Bollinger.
Una rotazione, non una fuga
Quello che tiene è l'ossatura: la partecipazione al mercato si allarga invece di restringersi, il segno medio dei movimenti fuori scala resta contenuto e i comparti che salgono sono quelli dove il denaro va quando vuole restare investito senza correre. Quello che preoccupa è concentrato in un punto solo, il tema che ha guidato il mercato per un anno: i semiconduttori e l'infrastruttura per l'intelligenza artificiale cedono su tutti e tre gli orizzonti temporali nello stesso momento.
Sul posizionamento siamo in vendita su gran parte dei semiconduttori da metà giugno e in acquisto sul blocco difensivo, sulle banche europee e sull'energia. Oggi guardiamo tre cose: la reazione dei settori alla Federal Reserve, i conti di Apple e Amazon stasera, e se il barile si ferma. È una giornata in cui conviene lasciare che siano i fatti a parlare per primi.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.