Analisi tecnica: il petrolio crolla, sale il software
La settimana più densa dell'estate si apre con un ribaltamento che nessun indicatore poteva anticipare. La pausa delle ostilità fra Stati Uniti e Iran nel fine settimana ha tolto di colpo il premio bellico dal petrolio: il greggio ha lasciato il 7,5% in due sedute, e con lui è finito in fondo alle classifiche tutto il comparto energetico, su entrambe le sponde dell'Atlantico. Nello stesso giorno i semiconduttori hanno riaperto il capitolo più scomodo dell'anno, quello di quanto costi davvero la corsa all'intelligenza artificiale e di chi la stia finanziando: le azioni Nvidia hanno pagato la rivelazione di una garanzia da 250 miliardi di dollari sul debito di un centro dati, mentre la memoria di SanDisk e Micron veniva travolta dalla concorrenza cinese, e con loro sono scesi anche i produttori europei. In controtendenza netta il software, con Salesforce, ServiceNow, Shopify e Palantir tutti in rialzo: il denaro non ha lasciato il tema dell'intelligenza artificiale, ha cambiato veicolo. Il risultato è una Wall Street in ordine sparso, appesa alla decisione della Federal Reserve di mercoledì.
In borsa italiana la seduta si è divisa lungo la stessa linea: banche e difesa in progresso, energia in fondo, con le azioni Eni maglia nera del listino. Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che in questo momento raccolgono più attenzione — Nvidia, Shopify e Palantir da una parte, Enel, Stellantis, STM, Intesa Sanpaolo, Leonardo e Fincantieri dall'altra — e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
Per il nostro desk la giornata vale doppio, perché tocca proprio dove il modello aveva appena comprato. Sabato l'analisi tecnica settimanale ha prodotto dodici nuovi segnali di acquisto concentrati su energia, difesa, industria e utility; lunedì tre di quei dodici hanno perso il segnale giornaliero, e sono esattamente i tre energetici europei. Vale la pena dire subito come si legge, perché letto di fretta sembrerebbe un errore del modello e non lo è: quegli ingressi hanno pochi giorni di vita, i trade restano entro un paio di punti dal prezzo di partenza e il Punto di Inversione settimanale sta lì a dire quanto si rischia. Un segnale tecnico misura la struttura del prezzo, e una tregua diplomatica resta un fatto esterno che quella struttura non contiene. Quello che conta ora è la disciplina di gestione, che qui significa non inseguire e non vendere di pancia il giorno dopo la notizia.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Il petrolio restituisce il premio bellico
- Semiconduttori: torna la paura del finanziamento circolare
- La rotazione: dal silicio al software
- Gli indici europei battono l'America grazie al petrolio
- Borsa italiana: banche e difesa su, energia giù
- I titoli italiani che seguiamo: le banche fanno l'anno
- Le trimestrali europee danno un segnale
- Analisi tecnica di SPY e QQQ: due indici, sei punti di distanza
I nuovi segnali di acquisto della settimana
Sono dodici, nati con l'analisi settimanale del fine settimana, e la cosa che conta più di ogni singolo nome è dove sono concentrati: energia, difesa e industria, utility, telecomunicazioni. È il lato del mercato che vive di ordini e incassi presenti. Nella colonna del segnale del giorno trovate la data in cui è scattato l'acquisto sul giornaliero; la candela settimanale in corso chiude venerdì, quindi quella colonna resta provvisoria fino ad allora.
Il petrolio restituisce il premio bellico
La notizia che ha dato il tono alla giornata non arriva da un bilancio ma da una tregua. Con la pausa degli attacchi fra Stati Uniti e Iran, il greggio ha restituito d'un colpo il premio accumulato in settimane di tensione, e in Europa anche il gas ha ceduto circa l'8%. Il movimento ha ridisegnato la seduta a cascata: rendimenti in discesa, dollaro in lieve arretramento, oro in rialzo di oltre un punto.
Sul nostro universo l'effetto è stato chirurgico. Le azioni Eni sono state la peggiore di Milano, e con loro hanno ceduto TenarisShort in Italia. Fra le major, Exxon MobilLong, ConocoPhillipsLong, PetrobrasLong e BPLong si sono mosse tutte al ribasso oltre una volta e mezza la loro oscillazione tipica, e lo stesso ha fatto TotalEnergiesLong in Francia. Tre società, tre mercati, una sola causa: quando la materia prima lascia il 7,5% in due sedute, chi la estrae la segue.
Semiconduttori: torna la paura del finanziamento circolare
Il vero terremoto è nei chip. NvidiaShort ha perso il 3,5% dopo la rivelazione di trattative per garantire circa 250 miliardi di dollari di debito legato a un centro dati, cifra che ha riacceso il timore del finanziamento circolare: il produttore di processori che di fatto finanzia il proprio cliente per garantirsi la domanda futura. Le azioni AMD hanno lasciato l'8,3%, appesantite anche da un rapporto su una presunta svolta cinese nella litografia.
Ma il movimento più violento porta la firma della memoria: SanDiskShort è precipitata dell'11%, peggiore titolo del suo indice e ormai il 45% sotto i massimi di giugno, trascinando MicronShort del 5%. Il detonatore è il debutto in borsa di un produttore cinese di memorie, che ha ridato corpo alla paura di una guerra di prezzo. Nel 2026 il rischio per i produttori occidentali non è più solo la domanda: è la capacità cinese che avanza sull'intera filiera.
La rotazione: dal silicio al software
La reazione degli investitori non è stata la fuga dal tema dell'intelligenza artificiale, ma la sua rotazione. Con i semiconduttori sotto pressione i capitali si sono spostati sui software applicativi: SalesforceShort ha guadagnato il 7%, ServiceNowShort l'8%, mentre le azioni Shopify sono salite del 7,9% dopo un avvio di copertura a Overweight con obiettivo a 192 dollari e due promozioni a Buy nella stessa giornata. Anche PalantirShort ha aggiunto il 4,1%, sostenuta dalla domanda delle imprese e dai contratti pubblici.
È la stessa scommessa giocata dal lato di chi vende l'intelligenza artificiale come servizio invece che come hardware, dove i multipli non dipendono da un piano di investimenti da centinaia di miliardi.
Gli indici europei battono l'America grazie al petrolio
Vale la pena guardare i quattro listini insieme, perché ieri hanno fatto meglio dell'America e il motivo è lo stesso che ha punito i petroliferi. Un continente che importa energia respira quando il barile scende: DAXLong ha guadagnato l'1,36%, CAC 40Long e FTSE MIBLong lo 0,53% ciascuno, FTSE 100Long lo 0,40%, mentre l'indice ampio americano restava sulla parità e quello tecnologico cedeva.
Sul piano dell'analisi tecnica i quattro sono nella stessa condizione di fondo, e non capita spesso: tutti e quattro hanno il segnale settimanale in acquisto dalla prima metà di aprile, quindi da circa quindici settimane, e tutti e quattro viaggiano fra il 2% e il 3,2% sopra il proprio Punto di Inversione settimanale. Tre su quattro stanno inoltre a meno del 2% dal proprio record: l'unico staccato è il paniere londinese, che resta l'8,6% sotto il massimo e porta anche il guadagno più magro del gruppo.
Un'ultima nota per chi arriva qui cercando gli indici di borsa italiana e il suo listino: il paniere di Milano non va letto da solo. È il più esposto alle banche fra i quattro, e questo spiega insieme la sua corsa dell'anno e la sua sensibilità a ogni notizia sui tassi — a partire da quella che arriva domani.
Borsa italiana: banche e difesa su, energia giù
Piazza Affari ha chiuso in rialzo di mezzo punto, con una polarizzazione dettata dal petrolio. Sul lato dei rialzi le banche, con UniCreditLong in progresso del 2,3% e Monte dei PaschiLong a più 1,3%, e la difesa, con le azioni Leonardo a più 2%. Bene anche FerrariLong, salita del 2% a due giorni dai conti. Sul lato opposto il crollo del greggio ha fatto delle azioni Eni la maglia nera del listino, trascinando i petroliferi.
Intesa SanpaoloLong, prima capitalizzazione del listino, ha accompagnato il buon momento del comparto bancario. Nei prossimi giorni il calendario si infittisce: i conti del primo semestre di Fincantieri arrivano il 29 luglio e la trimestrale del costruttore di auto sportive il 30.
I titoli italiani che seguiamo: le banche fanno l'anno
Allargando lo sguardo dalla cronaca alla mappa, il quadro italiano del nostro modello è il più nitido di tutti i mercati che seguiamo, e ha un tema dominante: le banche e il risparmio gestito. Su nove nomi finanziari il segnale è di acquisto su tutti e nove, e otto viaggiano in doppia cifra dal segnale: MediobancaLong oltre il 36%, Monte dei PaschiLong quasi al 29%, Banco BPMLong al 24,5%, Banca MediolanumLong al 23%, GeneraliLong al 21%, poi Intesa SanpaoloLong e FinecoBankLong sopra il 14% e UniCreditLong al 13,8%. È il tema più redditizio dell'anno su Piazza Affari e il modello ci sta dentro dalla prima metà di aprile.
Il primo della classe assoluto però non è una banca: le azioni Saipem sono in acquisto dal dicembre scorso e valgono oltre il 78% dal segnale. Ieri il crollo del greggio le ha trascinate giù insieme a tutto il comparto, ed è esattamente il caso in cui la variazione di una giornata non dice nulla su un trade che ha percorso quella strada.
Sul lato delle vendite il modello ha ragione da mesi su tre nomi che il pubblico continua a cercare. StellantisShort è short dal 1° giugno con quasi il 20% di guadagno; STMicroelectronicsShort lo è dal 13 luglio con il 14,7% e porta la convinzione più alta di tutto il listino italiano, cento su cento — è il titolo su cui in questo momento si concentra il maggior numero di ricerche di analisi tecnica in Italia, e la nostra lettura va nella direzione opposta all'attesa di molti; MonclerShort chiude il terzetto dal marzo scorso, col lusso che non riparte.
Un nome merita una riga a sé, perché ieri è stato il più cercato di tutta la borsa italiana: EnelLong. Il nostro segnale di acquisto è aperto dal 7 aprile, ma il guadagno resta appena sopra la parità e da ieri il giornaliero è passato in vendita mentre il settimanale regge. È il caso in cui l'attenzione del pubblico e la forza del titolo non vanno di pari passo, e conviene saperlo prima di comprare per curiosità. Fra i nuovi, l'ingresso più fresco d'Italia è LeonardoLong: il segnale settimanale di acquisto è scattato ieri, quindi il trade nasce oggi. Poco dietro FincantieriLong, in acquisto dal 6 luglio con l'11,3% e i conti del primo semestre domani; e FerrariLong, in acquisto dall'8 giugno con l'8,1% e la trimestrale giovedi'.
Le trimestrali europee danno un segnale
L'Europa, per una volta, ha offerto notizie societarie più nette di Wall Street. AstraZenecaShort ha battuto le attese con un utile per azione in crescita del 21%, guadagnando l'1,1% e contribuendo a spingere il listino londinese nonostante il tonfo dei petroliferi. Bene anche Rolls-RoyceLong, in progresso del 2,6%.
Il segnale più interessante arriva però dal lusso: LVMHShort ha chiuso un primo semestre in accelerazione, con ricavi in crescita del 2% organico e il secondo trimestre al 3%, e soprattutto una divisione moda e pelletteria tornata a crescere per la prima volta dopo sette trimestri di calo, con orologi e gioielleria a più 11%. Con la domanda americana in ripresa, è il primo indizio concreto che il ciclo del lusso possa aver toccato il fondo.
Analisi tecnica di SPY e QQQ: due indici, sei punti di distanza
Chiudiamo con la lettura tecnica del desk, che oggi sta tutta in un confronto. SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, tratta il 2,80% sotto il proprio record; QQQShort, quello sul Nasdaq 100, l'8,89%. Sei punti percentuali di distanza fra due indici che il pubblico tratta spesso come sinonimi.
La ragione è nella composizione, e si legge in un numero solo: nel paniere del primo i finanziari pesano il 12,59%, nel secondo lo 0,24%. Lunedì la tecnologia ha ceduto lo 0,90% mentre i finanziari guadagnavano l'1,01%, e questo è bastato a tenere l'indice ampio sulla parità mentre l'altro scendeva. Sul piano dell'analisi tecnica i due sono in stati opposti: il primo è compresso, con otto livelli tecnici distinti nello spazio di un punto e mezzo sopra il prezzo e il proprio Punto di Inversione settimanale a meno di un punto sotto; il secondo è appoggiato alla banda inferiore di Bollinger con il vuoto sotto, e il suo segnale settimanale è passato in vendita nella settimana del 20 luglio.
Una giornata che ha spostato un tema, non il mercato
Quello che tiene è più di quello che si è fermato. Difesa, industria, banche e sanità sono esattamente dove il nostro modello li aveva messi, e i segnali delle settimane scorse su questi comparti stanno fra il 10% e il 24% di guadagno. Quello che si è fermato è un tema solo, l'energia, e si è fermato per una ragione esterna al mercato: una tregua diplomatica che nessuna analisi tecnica poteva contenere. Nessuna di quelle posizioni è però compromessa: sono ingressi recenti, vicini al prezzo di partenza, con lo stop già definito.
Da qui a venerdì comanda il calendario. Mercoledì arriva la decisione della Federal Reserve e nella stessa settimana riportano le quattro società più grandi del listino americano. In una fase così, la gestione del rischio conta più della selezione: la differenza fra agire oggi e agire a evento passato è trascurabile sull'orizzonte di settimane, il rischio no. Il nostro desk non ha aperto nulla, e non è un'astensione: è una decisione.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato. Non vendiamo piattaforme di trading online e non gestiamo denaro altrui: pubblichiamo un metodo e i suoi risultati, comprese le volte in cui sbaglia.