Analisi tecnica: i chip cedono per la quarta seduta e il petrolio crolla, la borsa italiana tiene con Ferrari
Le azioni dei semiconduttori hanno perso terreno per la quarta seduta consecutiva, con l'innesco arrivato dalla Corea del Sud e non da Wall Street, mentre il petrolio ha chiuso il peggior arco di tre sedute in sei anni. Il denaro non è uscito dal mercato: si è spostato, e nelle schede che seguite trovate l'analisi tecnica dei nomi che in questo momento raccolgono più attenzione — da Saipem ed Eni, travolte insieme al greggio, a Ferrari e Stellantis che hanno tenuto la borsa italiana in verde, fino a Coca-Cola, PayPal e Boeing che hanno spinto il Dow con le trimestrali. Sul lato opposto AMD, Micron, SanDisk e Nvidia, cioè il cuore del comparto che sta pagando il conto.
Per ciascuno trovate la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato. Due cose vale la pena anticipare, perché sono il senso della giornata: su Saipem il nostro segnale è passato in vendita lunedì, il giorno prima della trimestrale che ha tagliato la guidance, e su Eni siamo invece in acquisto mentre il barile ci va contro. Dichiariamo entrambe, anche quella scomoda. Oggi decide la Federal Reserve e riportano Microsoft e Meta: fino ad allora ogni giudizio sul comparto tecnologico è provvisorio.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Analisi tecnica dei semiconduttori: quarta seduta di vendite, l'innesco arriva da Seul
- Le trimestrali che hanno spinto il Dow: Coca-Cola, PayPal, Visa, Ford
- Petrolio: il peggior arco di tre sedute in sei anni
- Big tech e Federal Reserve: la settimana che decide il tema dell'intelligenza artificiale
- Borsa italiana: analisi tecnica di Ferrari, Saipem, Eni, Fincantieri e Leonardo
- Indici europei: quattro panieri, un solo segnale di acquisto da aprile
- La lettura del desk: dove è finito il denaro uscito dai chip
- Analisi tecnica di SPY e QQQ: due indici americani, sette punti di distanza
I nuovi segnali di acquisto della settimana
Sono 12, tutti nati nella settimana del 20 luglio, e la cosa che conta più di ogni singolo nome è dove non sono: nessuno di questi dodici sta nel comparto che ieri ha guidato il mercato. È una lista onesta e fuori tempo rispetto alla rotazione in corso.
Analisi tecnica dei semiconduttori: quarta seduta di vendite, l'innesco arriva da Seul
L'innesco è arrivato dalla Corea del Sud: il Kospi, l'indice della borsa di Seul, ha lasciato il 10,8% in una sola seduta, con le azioni SK Hynix giù del 14,7% e Samsung del 13,4%, travolte da un'ondata di chiusure forzate di posizioni a leva. Sono i due maggiori produttori mondiali di memoria DRAM, ed è da lì che il colpo si è propagato al resto del comparto. Da lì le vendite hanno attraversato il Pacifico e si sono fermate addosso a Wall Street: le azioni AMDLong hanno perso fra l'8% e il 10%, MicronShort circa l'8%, SanDiskShort intorno all'8%, mentre NvidiaShort ha limitato i danni al 2% confermandosi il termometro dell'intero tema dell'intelligenza artificiale.
Dietro il movimento ci sono due cause che si sommano: i progressi cinesi nella produzione avanzata di chip e i dubbi crescenti sulla sostenibilità della spesa per l'intelligenza artificiale. La debolezza si è estesa agli ADR cinesi, con le azioni AlibabaLong trascinate anche dalla pressione sul segmento dei veicoli elettrici. Chi segue il comparto attraverso gli ETF ha visto lo stesso movimento sul paniere dei semiconduttori (SMH) e su quelli specializzati sulla memoria, che in tre sedute hanno restituito quanto avevano guadagnato in tre settimane.
Le trimestrali che hanno spinto il Dow: Coca-Cola, PayPal, Visa, Ford
Il traino del Dow Jones — terzo rialzo consecutivo, più 1,03% — è arrivato dai conti. Le azioni Coca-ColaLong hanno guadagnato circa il 5% dopo un trimestre sopra le attese — utile per azione rettificato a 0,97 dollari contro 0,93 stimati, ricavi a 13,38 miliardi in crescita del 7% — e soprattutto dopo il ritocco al rialzo della previsione annuale. I volumi globali sono cresciuti del 5%, il balzo più forte in diciassette anni.
Doppietta anche sui pagamenti: le azioni PayPalLong sono salite di oltre il 4,5% con l'utile per azione a 1,38 dollari contro 1,28 attesi, mentre VisaLong ha riportato dopo la chiusura ricavi netti per 11,6 miliardi in crescita del 14%. Nell'auto le azioni FordShort hanno battuto le stime e alzato la previsione sul risultato operativo annuale a 10-11 miliardi. Caso a parte BoeingShort: perdita per azione a 0,76 dollari contro 0,34 attesi, appesantita da una svalutazione di 280 milioni sul programma presidenziale, eppure il titolo ha chiuso in rialzo di quasi il 4%.
Petrolio: il peggior arco di tre sedute in sei anni
Il greggio americano ha chiuso in calo del 7,5% e il Brent dell'8,7%, entrambi sui minimi da metà mese: è il peggior arco di tre sedute per il petrolio da oltre sei anni, con il Brent che ha bruciato circa il 16% in tre giorni. Il motore è geopolitico — segnali di distensione in Medio Oriente e una proposta per un meccanismo regionale congiunto di gestione dello Stretto di Hormuz — e il rientro del premio di rischio ha travolto anche gas naturale, rame e oro.
La lettura per i petroliferi è stata immediata, da TotalEnergiesLong a Parigi fino a PetrobrasLong a San Paolo, passando per le azioni EniLong maglia nera a Milano.
Big tech e Federal Reserve: la settimana che decide il tema dell'intelligenza artificiale
Anche senza conti pubblicati i grandi della tecnologia hanno tenuto banco. Le azioni AppleLong hanno visto la capitalizzazione superare brevemente i 5.000 miliardi di dollari, seconda società di sempre a toccare la soglia, in attesa della trimestrale del 30 luglio. MetaLong ha annunciato un accordo da 14 miliardi con BlackRock per costruire un centro dati da un gigawatt in Texas: un altro tassello nella corsa agli investimenti che il mercato guarda ormai con occhio critico.
Oggi la Federal Reserve annuncia la decisione sui tassi, con il consenso pressoché unanime su nessuna variazione nell'intervallo 3,50-3,75%, e subito dopo riportano MicrosoftShort e la stessa Meta. È la sera che dice se la spesa per l'intelligenza artificiale continuerà a crescere e chi la pagherà.
Borsa italiana: analisi tecnica di Ferrari, Saipem, Eni, Fincantieri e Leonardo
In Europa il baricentro è stato opposto a quello dei chip: il lusso. LVMHShort è salita fino al 3% dopo aver riportato, per la prima volta in due anni, una crescita delle vendite nella divisione moda e pelletteria, con ricavi a 19,5 miliardi di euro. La quotazione ha guadagnato terreno per tutta la seduta e l'effetto traino ha spinto il listino di Parigi e la borsa italiana, dove il FTSE MIB ha chiuso in rialzo di circa mezzo punto con le azioni FerrariLong sul podio.
Sul resto del listino hanno comandato le storie societarie. Le azioni SaipemShort sono finite fra i peggiori dopo una trimestrale sotto le attese accompagnata dal taglio della previsione sull'EBITDA. EniLong ha approvato la decisione finale d'investimento per il campo offshore Cronos al largo di Cipro, con primo gas atteso nel 2028. Le Eni azioni arrivano però alla semestrale di stamattina con il giornaliero già passato in vendita, ed è questo il vero appuntamento della giornata sulla quotazione di Eni. Stamattina riportano anche le Intesa azioni, su cui il nostro segnale di acquisto è attivo da aprile. Sul fronte industria e difesa doppia notizia sugli ordini: FincantieriLong, tramite la controllata VARD, si è aggiudicata un contratto record da 700 milioni di euro, mentre le azioni LeonardoLong hanno incassato un ordine dal governo della Romania per due velivoli da trasporto: le Leonardo azioni restano fra le poche del listino con un segnale di acquisto nato questa settimana.
Indici europei: quattro panieri, un solo segnale di acquisto da aprile
Vale la pena guardare i quattro listini insieme, perché anche ieri tre su quattro hanno fatto meglio dell'America: DAXLong più 0,22%, CAC 40Long più 0,51%, FTSE 100Long più 0,80%, mentre FTSE MIBLong ha perso lo 0,66% ed è l'unico dei quattro in rosso. Sul piano dell'analisi tecnica restano nella stessa condizione di fondo, e non capita spesso: tutti e quattro hanno il segnale settimanale in acquisto dalla prima metà di aprile, quindi da circa sedici settimane, e tutti e quattro viaggiano fra il 2,1% e il 3,4% sopra il proprio Punto di Inversione settimanale.
Sulla distanza dai record il gruppo si divide: il paniere tedesco sta l'1,59% sotto il massimo, il francese l'1,22%, l'italiano il 2,61%, mentre quello londinese resta staccato del 7,82% e porta anche il guadagno più magro. Una nota per chi arriva qui cercando gli indici di borsa italiana: il paniere di Milano non va letto da solo, perché è il più esposto alle banche fra i quattro. Questo spiega insieme la sua corsa dell'anno e la sua sensibilità a ogni notizia sui tassi, a partire da quella che arriva stasera. Chi guarda la borsa oggi, e la borsa italiana oggi in particolare, trova un listino che sale meno degli altri per la prima volta in settimane, e la ragione sta tutta nel peso delle sue banche.
La lettura del desk: dove è finito il denaro uscito dai chip
Il dato che spiega la giornata meglio di qualsiasi commento è la partecipazione del mercato: è salita dell'11,5% in una sola seduta, cioè proprio nel giorno in cui l'indice tecnologico americano perdeva quasi un punto. Quando l'ampiezza si allarga mentre i pesi massimi cadono, il denaro resta dentro il mercato e cambia semplicemente destinazione. Per chi fa swing trading è la differenza fra un mercato da evitare e un mercato in cui cambia solo il posto dove stare.
La destinazione si legge nella mappa dei comparti: sanità più 2,36%, consumo di base più 2%, comunicazioni più 1,87%, contro tecnologia meno 1,84% ed energia meno 1,35%. Sette comparti su venti si sono mossi in direzione opposta a quella che la nostra fotografia settimanale del venerdì indicava — ed è la misura di quanto velocemente questa rotazione stia riscrivendo le classifiche. Nessun modello, e nemmeno l'ai trading più raffinato, anticipa una tregua diplomatica decisa in un fine settimana: quello che si può fare è leggerne gli effetti sul grafico il giorno dopo, ed è esattamente ciò che facciamo qui. Il resto è gestione del rischio: sapere in anticipo dove si esce vale più di indovinare dove si va.
Analisi tecnica di SPY e QQQ: due indici americani, sette punti di distanza
Chiudiamo con la lettura tecnica del desk, che oggi sta tutta in un confronto. SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, tratta il 2,57% sotto il proprio record; QQQShort, quello sul Nasdaq 100, il 9,77%. Sette punti percentuali di distanza fra due panieri che il pubblico tratta spesso come sinonimi, ed erano sei ventiquattro ore fa: la forbice si sta allargando.
La ragione è nella composizione e si legge in due numeri: la tecnologia pesa il 32,91% nel primo e il 50,54% nel secondo, mentre i finanziari valgono il 12,59% nel primo e sono praticamente assenti nel secondo. Ieri la tecnologia ha ceduto l'1,84% mentre sanità e consumo di base guadagnavano circa due punti, e questo è bastato a portare l'indice ampio in progresso mentre l'altro perdeva quasi un punto. Sul piano tecnico i due sono in stati opposti: il primo è appena uscito sopra la propria zona di congestione con il volume in acquisto risalito al 71,7%, e ha il Punto di Inversione settimanale a meno di un punto sotto il prezzo; il secondo ha chiuso sotto la banda inferiore di Bollinger, appoggiato al minimo delle ultime trenta sedute, con il segnale settimanale passato in vendita nella settimana del 20 luglio.
Una rotazione, non una fuga
Quello che tiene è l'ossatura: la partecipazione al mercato si allarga invece di restringersi, il segno medio dei movimenti fuori scala resta positivo, e i comparti che salgono sono quelli dove il denaro va quando vuole restare investito senza correre. Quello che preoccupa è concentrato in un punto solo, ed è il tema che ha guidato il mercato per un anno: i semiconduttori e l'infrastruttura per l'intelligenza artificiale stanno cedendo su tutti e tre gli orizzonti temporali nello stesso momento.
Sul posizionamento siamo in vendita su gran parte dei semiconduttori da metà giugno e in acquisto sul blocco difensivo e sui finanziari; la posizione più scomoda resta l'energia, dove il segnale settimanale regge mentre il barile va nella direzione opposta. Oggi guardiamo tre cose: la decisione della Federal Reserve, i conti di Microsoft e Meta, e la semestrale di Eni prima dell'apertura di Milano. È una giornata in cui conviene lasciare che siano i fatti a parlare per primi.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato. (EN: «What you find here… how to manage risk in trading… trading chart patterns explained… the desk's trading journal… before the US premarket.»)