Analisi tecnica: Apple e Microsoft dopo i conti, le banche tengono la borsa italiana
Una sola trimestrale ha girato la seduta. Il cloud di Microsoft è cresciuto del 43% superando i 100 miliardi di ricavi annui, il titolo ha guadagnato il 15,51% e ha messo a segno il maggior guadagno di capitalizzazione mai visto in una singola giornata: il Nasdaq ha rotto un filotto di sei sedute in rosso, mentre Meta ha perso l'8% sulla spesa senza ritorno immediato. Dopo la campana sono arrivati gli altri due pesi, e stamattina la preapertura li separa ancora di più: Amazon avanza di circa il 9% con il cloud in crescita del 37%, le azioni Apple cedono intorno al 6% nonostante l'iPhone cresciuto del 22%.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi più cercati della seduta — a Piazza Affari le azioni UniCredit, Ferrari, Enel e Stellantis, con le banche italiane a trainare la borsa italiana; a Wall Street le azioni Microsoft, Amazon, Micron e Nvidia — e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Analisi tecnica di Apple e Microsoft dopo i conti: il cloud paga, la spesa senza ritorno no
- Infrastruttura per il calcolo: dodici nomi, un solo flusso
- Europa: i conti spaccano il listino, da Rolls-Royce ad adidas
- Borsa italiana: analisi tecnica delle banche, di Ferrari e Stellantis
- Brasile: Vale al miglior trimestre dal 2018, Usiminas la peggiore
- Gli ETF che hanno mosso la seduta: tecnologia, comunicazioni, banche europee
- Indici europei: quattro panieri, e uno solo resta indietro
- Analisi tecnica di SPY e QQQ: due punti e mezzo contro otto e mezzo dal record
I nuovi segnali di acquisto della settimana
Sono dodici, tutti nati nella settimana del 20 luglio, e quello che conta più di ogni singolo nome è dove non stanno: nessuno dei dodici appartiene al comparto che ieri ha guidato il rialzo. È una lista difensiva — energia, difesa, dati, telefonia e utility.
Analisi tecnica di Apple e Microsoft dopo i conti: il cloud paga, la spesa senza ritorno no
Microsoft azioni è stata la ricerca del giorno, e con ragione: le azioni Microsoft hanno guadagnato il 15,51% con la divisione cloud in crescita del 43% e oltre 100 miliardi di ricavi annui superati: circa 450 miliardi di capitalizzazione aggiunti in una seduta, il record assoluto. Sul fronte opposto MetaShort ha perso il 7,95% con una guidance del terzo trimestre sotto il consenso e i timori sulla spesa che non produce ritorno; QualcommShort ha ceduto il 7% con l'utile netto giù di un quarto. Dopo la campana AmazonShort ha aggiunto circa l'8% con il cloud in crescita del 37%, la più rapida da diciotto trimestri, mentre le azioni Apple hanno perso circa il 4% nonostante l'iPhone in crescita del 22%. La preapertura di stamattina allarga la forbice: Amazon intorno al più 9%, Apple intorno al meno 6%. È lo stesso spartiacque di mercoledì notte — il cloud che consegna contro l'hardware che non basta più — e oggi si apre da lì. Apple azioni è stata la ricerca più frequente della notte fra i grandi nomi americani, davanti a Microsoft e Meta: la reazione conta più dei conti.
Qui va detta la parte scomoda, perché è quella che serve davvero a chi legge. Il nostro modello era short su MicrosoftLong dall'8 giugno, e la chiusura di ieri ha superato entrambi gli stop che avevamo pubblicato in scheda: chi seguiva quel livello era uscito, chi non lo seguiva ha visto la posizione andare a meno 15,45%. Il segnale settimanale si sta rovesciando in acquisto proprio sulla candela in formazione, e la chiusura di stasera decide. Vale il contrario su MetaShort: lì l'acquisto è morto sotto i conti e il segnale nuovo, questa settimana, è di vendita. Restano solide invece FortinetLong, più 78,8% dal segnale con la trimestrale sopra le attese, e StarbucksLong, che con il quarto trimestre consecutivo di crescita ha guadagnato l'8,6%.
Infrastruttura per il calcolo: dodici nomi, un solo flusso
Dodici titoli si sono mossi insieme fra il 18% e il 31%, e sono di famiglie diversissime: FuelCell EnergyShort più 30,6%, IRENShort più 30,5% su 2,8 miliardi di nuovi contratti nel cloud, Cipher MiningShort più 28,1%, NebiusShort più 27,1%, Bloom EnergyShort più 26,5%, CoreWeaveShort più 21,5%, CleanSparkShort e Applied DigitalShort oltre il 20%, Astera LabsShort al 20%, MicronShort più 18,4%. Minatori di criptovalute riconvertiti a centri di calcolo, produttori di celle a combustibile, memorie e connettività: quello che li unisce non è il mestiere, è il tema.
Quando un blocco così eterogeneo si muove all'unisono non sta rispondendo a una notizia societaria, sta assorbendo un flusso, e i flussi entrati in un giorno escono con la stessa velocità. Il nostro modello è short su tutti e dodici e ieri ha incassato il colpo restando comunque in guadagno su quasi tutta la fila: CoreWeaveShort più 26,5% dal segnale, NebiusShort più 14,2%, SanDiskShort più 5,5%, NvidiaShort più 5%, con MicronShort sotto del 3%. Applicando il nostro protocollo, un titolo che sale del 20% con il segnale settimanale di vendita non diventa un acquisto: diventa un caso da osservare fino alla chiusura della settimana. TSMCShort e IntelShort, quest'ultima su del 12,5% per pura simpatia e senza notizie proprie, raccontano la stessa cosa.
Europa: i conti spaccano il listino, da Rolls-Royce ad adidas
La giornata europea è stata una valanga di conti con esiti opposti. Rolls-RoyceLong ha guadagnato il 5,5% con l'utile operativo semestrale su del 46% e la guidance alzata, miglior titolo di Londra; Schneider ElectricLong ha fatto il 10,83% con ricavi semestrali record a 21,2 miliardi e la crescita organica dell'anno portata al 10-13% sulla domanda dei centri dati; CapgeminiLong è salita del 5% alzando anche lei le stime; Lloyds Banking GroupLong ha aggiunto il 4% con l'utile ante imposte su del 23%, il dividendo del 30% e un riacquisto da un miliardo di sterline; BAE SystemsLong ha guadagnato il 2% con il portafoglio ordini a 84 miliardi.
Dall'altra parte, adidasShort ha perso l'11,5% nella peggior seduta della sua storia: ricavi trimestrali record, ma quasi un miliardo di spese di marketing per i Mondiali e l'uscita del direttore finanziario hanno fatto il resto. SanofiShort ha ceduto l'8,9% nonostante i conti sopra le attese e la guidance alzata, perché ha interrotto tre programmi di ricerca e svalutato 952 milioni. Il nostro modello è long su Rolls-Royce, Schneider Electric, Capgemini, Lloyds, BAE Systems e ShellLong, ed è short su Sanofi da maggio e su adidas dalla settimana in corso: sulle due che ieri sono crollate il segnale era già dalla parte giusta, e questo va detto con la stessa franchezza con cui diciamo il contrario su Microsoft.
Borsa italiana: analisi tecnica delle banche, di Ferrari e Stellantis
La borsa italiana ha seguito il rimbalzo con il comparto che le riesce meglio. Sette righe su otto fra i titoli italiani mossi insieme al proprio settore sono banche e assicurazioni: AzimutShort più 3,9%, UniCreditLong più 2,4%, Banco BPMLong più 2,4%, BPER BancaLong più 2,3%, Banca MediolanumLong più 2%, UnipolLong più 1,7%, FinecoBankLong più 1,3%. Nessuna di loro ha trainato il comparto, tutte lo hanno seguito, e in una giornata di movimenti verticali seguire è una virtù. Sui conti, Ferrari azioni resta la ricerca italiana più frequente della giornata: le azioni Ferrari sono salite del 2% con la guidance alzata a circa 7,6 miliardi di ricavi, CampariLong ha guadagnato il 4,5% ed è stato il miglior titolo in apertura, EnelLong ha riportato un margine operativo semestrale di 11,8 miliardi con una reazione contenuta.
Il rovescio della medaglia ha due nomi, e uno dei due è stato fra le ricerche più cercate della giornata a Piazza Affari. Stellantis azioni: StellantisShort ha perso il 6,2% sulla linea di Milano, con ricavi trimestrali su del 13%, ma utile netto a 0,3 miliardi e margine operativo all'1,8%, sotto il consenso, con 1,0-1,2 miliardi di dazi da assorbire. PrysmianShort ha ceduto l'1,9% pur avendo alzato le stime, il classico caso in cui il mercato vende la notizia buona. Su entrambe il nostro modello è short da inizio giugno e da inizio luglio, e sulle azioni Stellantis il segnale mensile conferma la lettura di lungo. Fra le banche siamo long su tutte tranne Azimut, dove il segnale settimanale è passato in vendita il 20 luglio.
Brasile: Vale al miglior trimestre dal 2018, Usiminas la peggiore
ValeShort ha chiuso il miglior secondo trimestre dal 2018, con produzione robusta e prezzi favorevoli, ed è stato il titolo più scambiato della seduta pur guadagnando solo l'1,4%. All'estremo opposto UsiminasShort ha perso il 9,25% ed è stato il peggiore dell'indice: utile trimestrale su del 236% e margine operativo su dell'86%, ma indicazioni deboli sul secondo semestre fra costi e margini. È lo stesso schema visto in Europa su Prysmian, e in Brasile si è propagato al comparto siderurgico, con la sola CSN in calo del 4,8% in simpatia.
Le banche hanno tenuto il listino: Itaú UnibancoLong più 2,2% ha guidato il rialzo nel rimbalzo globale, BradescoLong è rimasta piatta annunciando un aumento di capitale fino a 10 miliardi di real, AmbevLong ha riportato un utile trimestrale su del 24,5%. PetrobrasLong ha guadagnato il 2% mentre il petrolio trovava un pavimento. Il nostro modello è long su Itaú, Bradesco, Ambev e Petrobras, e short su Vale da inizio maggio e su Usiminas da metà giugno: sul siderurgico brasiliano la posizione è dalla parte giusta da settimane.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: tecnologia, comunicazioni, banche europee
Guardare la seduta dai panieri toglie ogni ambiguità. Tecnologia USAShort ha guadagnato il 5,5% ed è stato di gran lunga il migliore, seguito dai due cloni Vanguard TecnologiaShort e Fidelity Tecnologia, entrambi al 5%; all'estremo opposto Comunicazioni USALong ha perso il 2,68% e Consumo difensivo USALong il 2,16%. In Europa il disegno è più ordinato: Risorse di base EuropaShort più 2,64%, Banche europeeLong più 2,54%, industriali più 1,87%, tutti e tre in rialzo anche sulla settimana e sul mese.
La differenza fra i due continenti è tutta qui. Il balzo americano è un rimbalzo dentro un mese negativo — la tecnologia resta a meno 7,8% su trenta giorni — mentre il rialzo europeo è la continuazione di una tendenza che dura da settimane. Il nostro modello è short sulla tecnologia americana, con il segnale girato in vendita nella settimana in corso, e long sulle banche europee da inizio aprile. Le due posizioni non si contraddicono: descrivono due mercati che in questo momento stanno facendo cose diverse.
Indici europei: quattro panieri, e uno solo resta indietro
I quattro indici europei che seguiamo hanno tutti il segnale settimanale di acquisto acceso all'inizio di aprile, e tutti e quattro stanno fra il 2,9% e il 3,6% sopra il proprio Punto di Inversione settimanale: nessuno dei quattro è vicino a perdere il segnale. Le rese però divergono parecchio — FTSE MIBLong più 12,2% dal segnale, CAC 40Long più 4,8%, DAXLong più 3,3%, FTSE 100Long più 2,1%.
L'informazione che conta è un'altra e riguarda la distanza dal record. DAX, CAC 40 e FTSE MIB stanno tutti entro il 2% dal proprio massimo storico; il FTSE 100 è il solo a starne il 7,6% sotto. Londra ha lo stesso segnale degli altri tre, la stessa distanza dal proprio livello di inversione e un terzo della loro resa: è il paniere che partecipa al rialzo europeo senza mai arrivare in cima. Chi cerca esposizione al continente ha in questo numero la ragione per preferire Milano, Parigi o Francoforte.
Analisi tecnica di SPY e QQQ: due punti e mezzo contro otto e mezzo dal record
Chiudiamo con il confronto che spiega la rotazione meglio di qualunque commento. SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, sta il 2,46% sotto il proprio record e ha ancora il segnale settimanale di acquisto acceso dal 6 aprile, con una resa del 9,16%; QQQShort, quello sul Nasdaq 100, sta l'8,7% sotto il suo e ha il segnale di vendita dal 20 luglio. Ieri il primo ha guadagnato l'1,68%, il secondo il 3,3%: il doppio, perché la tecnologia pesa il 50,5% nel secondo paniere contro il 32,9% del primo, e i finanziari valgono lo 0,24% contro il 12,6%.
Tecnicamente i due sono in stati opposti e per ragioni comprensibili. Il primo ha ripreso ieri il Punto di Inversione settimanale che aveva perso mercoledì, ma oggi esaurisce la diciassettesima settimana di trade e con essa l'ultima finestra di presa beneficio: da lunedì davanti non ha più obiettivi, solo un guadagno da difendere. Il secondo ha restituito in una seduta tutto quello che la vendita aveva accumulato in due settimane, e si ritrova a più 0,1% dall'ingresso con il segnale giornaliero a un quarto di punto dal rovesciarsi.
Un rimbalzo, non una svolta
Quello che regge è l'ossatura: la partecipazione al mercato si è allargata dell'11% in quattro settimane, la volatilità azionaria è crollata del 17,3% e sei indici su sette hanno chiuso in rialzo. Quello che non torna è la qualità del movimento: trentasei titoli si sono mossi oltre una volta e mezza la propria oscillazione tipica, un numero che questa scheda non aveva mai registrato, e dodici di loro appartengono allo stesso tema.
Sul posizionamento restiamo short sui semiconduttori e sull'infrastruttura per il calcolo, long sulle banche europee e italiane, sull'energia e sui difensivi. Oggi guardiamo tre cose: la reazione ai conti di Apple e Amazon, la chiusura settimanale che decide cinque dichiarazioni di stop, e la chiusura mensile che convalida o annulla cinquantacinque segnali provvisori di luglio. È una giornata in cui i fatti arrivano tutti insieme.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.