La Fed cambia verso, i giganti deludono sui margini: la seduta che ha spostato le attese
Mercoledì di separazione fra le due sponde dell'Atlantico: Wall Street chiude in leggero calo nell'attesa dei conti di Alphabet e Tesla, mentre l'Europa corre spinta da un'inflazione britannica più fredda del previsto. Ma la notizia vera della giornata sta altrove, e non porta il nome di una società: con il petrolio oltre il 3% sull'escalation fra Stati Uniti e Iran, il mercato ha smesso di chiedersi quando la Federal Reserve taglierà i tassi e ha cominciato a scontare un rialzo a settembre.
I conti serali hanno poi consegnato il secondo tema. Alphabet e Tesla hanno battuto entrambe sui ricavi e sono state vendute entrambe lo stesso: una per quanto spende, l'altra per quanto guadagna su ciò che vende. Sul nostro sistema il rimbalzo tecnologico della vigilia resta quello che era — un movimento di prezzo che il denaro di fondo non ha ancora firmato — mentre l'unico gruppo in cui il flusso settimanale conferma davvero il rialzo è, per la prima volta da settimane, quello delle banche europee.
La notizia più grossa della giornata non porta il nome di una società. Con l'escalation fra Stati Uniti e Iran arrivata all'undicesima notte di raid consecutivi, e le minacce sul passaggio di Hormuz e sul Mar Rosso, Brent e WTI hanno superato il 3% in una sola seduta. Il greggio sale da un mese, e questo ha spostato le attese sulla politica monetaria americana: i mercati ora assegnano una probabilità fra il 55% e il 60% a un rialzo dei tassi a settembre, dove fino a poche sedute fa si discuteva soltanto di quando sarebbe arrivato il prossimo taglio.
Il resto della giornata si legge da qui. Wall Street ha chiuso in leggero calo, con l'S&P 500 giù dello 0,14% e il Nasdaq dello 0,57%, mentre l'Europa correva sull'inflazione britannica più fredda del previsto: Londra oltre l'1,2%, Milano quasi all'1%, Parigi allo 0,89%.
Alphabet ha riportato ricavi per 119,8 miliardi di dollari, in crescita del 24% sull'anno, con il cloud in progresso dell'81% a 24,8 miliardi e un portafoglio contratti oltre i 500 miliardi. Numeri forti, eppure il titolo ha perso circa il 4% nelle contrattazioni dopo la chiusura: il flusso di cassa disponibile è diventato negativo, appesantito da 45 miliardi di spesa per investimenti in un solo trimestre.
Tesla ha seguito lo stesso copione. Ricavi a 28,24 miliardi, in crescita del 26% e sopra i 25,71 attesi, consegne trimestrali record a 480.126 veicoli, abbonamenti alla guida autonoma in aumento del 56%. Ma l'utile per azione rettificato si è fermato a 0,33 dollari contro gli 0,51 stimati, e il margine operativo è crollato all'1,4%, con l'utile operativo in calo del 57% sull'anno. Il titolo ha ceduto circa il 3% dopo la campanella.
Nello stesso gruppo di trimestrali, ServiceNow ha riportato conti solidi — ricavi a 3,98 miliardi, in crescita del 23,6%, utile sopra le attese e previsioni alzate — dopo una seduta pesante e un anno in calo del 38%. GE Vernova ha invece perso il 6,14% nonostante ricavi superiori alle attese, per l'utile mancato e la debolezza persistente della divisione eolica. In controtendenza Northrop Grumman, in recupero del 2,54% con un giorno di ritardo sulla guidance alzata e sul portafoglio ordini record da 105 miliardi.
Posizione della nostra ultima analisi tecnica settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda del titolo.
Super Micro Computer è stata il maggior movimento singolo della giornata americana, con un rialzo fra il 13% e il 26% a seconda del momento: il giorno prima aveva annunciato un portafoglio ordini record oltre i 60 miliardi e un margine lordo atteso fra il 15% e il 17%, contro una previsione precedente di poco più dell'8%. AMD ha guadagnato l'8,1% durante il proprio evento sull'intelligenza artificiale a San Francisco, dopo che Bank of America aveva anticipato conti e previsioni in miglioramento sulla domanda di server. Più cauto il resto: Intel ha ceduto il 3,39% ripiegando dopo il balzo dell'8,6% del giorno prima, Nvidia ha guadagnato un più contenuto 2,3% senza catalizzatori propri.
Sul fronte opposto, Reddit ha perso il 9,18%, il calo più marcato fra i titoli che seguiamo, su previsioni trimestrali deludenti e sul raffreddamento delle attese per i ricavi da licenze sui dati per l'addestramento dei modelli linguistici, mentre cresce l'attenzione dell'autorità americana su questo tipo di accordi. SpaceX ha ceduto il 6,70%, e prosegue la discesa dopo la quotazione: le posizioni ribassiste sono salite fino al 32% del capitale flottante, circa 25 miliardi, partendo da appena 40 milioni un mese fa. Il fondo ARK di Cathie Wood ha comunque comprato sulla debolezza.
Posizione della nostra ultima analisi tecnica settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda del titolo.
A Milano la giornata è stata dominata dal risiko attorno a Monte dei Paschi, in progresso del 2,4%. Intesa Sanpaolo, in rialzo dell'1,3%, resta protagonista con l'offerta pubblica in corso — 1,6 azioni di nuova emissione più 1 euro in contanti per ogni azione MPS — mentre continua a circolare l'ipotesi di una fusione alternativa fra Banco BPM e la stessa MPS in chiave difensiva, sostenuta da Crédit Agricole, primo azionista di BPM con il 29,3% del capitale. Perché risulti competitiva, quella fusione dovrebbe offrire fra 0,75 e 0,77 azioni Banco BPM per ogni azione MPS, con un premio stimato fra il 3,8% e l'8,5% e sinergie annue lorde sopra 1,1 miliardi. Il consiglio di MPS esaminerà la semestrale il 6 agosto, data che potrebbe risultare decisiva anche per il progetto alternativo. Unipol ha guadagnato il 2,2% per l'accordo con Intesa sulla cessione degli sportelli; Banco BPM ha invece ceduto lo 0,9%.
UniCredit ha chiuso poco mossa ma ha il proprio catalizzatore nelle ore successive: il consiglio guidato da Andrea Orcel si è riunito per approvare la semestrale, il cui comunicato è atteso prima dell'apertura di giovedì. Nel frattempo Moody's ha posto sotto revisione per un possibile miglioramento il rating della banca, alla luce del consolidamento di Commerzbank. Fuori dal risiko, Leonardo ha firmato con l'indonesiana PT ESystem Solutions un contratto per dodici velivoli da addestramento destinati al Ministero della Difesa di Giacarta, mentre Saipem ha ottenuto da una controllata Eni un contratto di perforazione al largo della Costa d'Avorio da circa 260 milioni di dollari.
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GSK ha guadagnato il 6,19% nonostante un annuncio a prima vista negativo: la crescita del fatturato rallenterà quest'anno fra il 3% e il 5% a cambi costanti, dal 7% del 2025, per la scadenza del brevetto sui farmaci contro l'HIV e per un accordo con l'amministrazione americana sull'abbassamento dei prezzi. Il mercato ha premiato previsioni meno negative del temuto, e HSBC ha alzato il giudizio; lo stesso intermediario ha però tagliato quello su AstraZeneca, in un riordino delle preferenze interno al comparto che non ne cambia la valutazione complessiva. Hanno continuato a soffrire RELX, in calo del 3,30%, e London Stock Exchange Group, dell'1,50%: su entrambe pesa il timore di disintermediazione acceso dal lancio di un nuovo strumento di intelligenza artificiale per i team legali aziendali.
A Parigi il titolo della giornata è stato Airbus, in rialzo fra il 6,35% e il 7%: il costruttore ha presentato obiettivi di redditività al 2029 fra 12 e 13 miliardi, confermato le previsioni per il 2026, annunciato un riacquisto di azioni proprie da 5 miliardi in anticipo sui piani e delineato l'accelerazione produttiva sulle famiglie A220, A320, A330 e A350.
Posizione della nostra ultima analisi tecnica settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda del titolo.
Nike ha perso il 2% dopo aver annunciato la revisione della vendita online in Cina: da gennaio venderà soltanto attraverso il proprio sito, la propria applicazione e le piattaforme principali, interrompendo del tutto le vendite tramite gli attuali distributori. La decisione arriva dopo un calo del 12% dei ricavi cinesi e del 32% per il marchio Converse; l'amministratore delegato ha comprato un milione di dollari di azioni sul mercato lo stesso giorno.
Palantir ha ceduto fra il 3,5% e il 6,1% per un insieme di ragioni che si sommano: l'esame dell'autorità statistica britannica sul contratto con il servizio sanitario nazionale, la comparsa di un concorrente gratuito e aperto che replica alcune funzioni del suo software, le preoccupazioni sulla valutazione in vista della trimestrale del 3 agosto e la rottura tecnica sotto le medie mobili di lungo periodo. Nel comparto delle criptovalute la rotazione verso i centri dati ha continuato a premiare Riot Platforms, in rialzo dell'8,79%, e Cipher Mining, del 6,86%, mentre Coinbase ha restituito il 5,53% dopo il rally dell'11% del giorno precedente.
In Brasile le banche hanno trainato un indice altrimenti piatto: Banco do Brasil ha guadagnato il 3,52% risultando il titolo più scambiato della giornata, in un rialzo che gli analisti descrivono come guidato dalla convinzione più che dalla tecnica. Localiza ha invece ceduto il 2,51% sul programma governativo di riduzione dell'imposta sui veicoli nuovi, che continua a penalizzare l'intero noleggio.
Se dovessi tenere una sola cosa di questa giornata, non sarebbe nessuna delle trimestrali. Sarebbe il fatto che il mercato dei tassi ha cambiato domanda: non più quando arriva il prossimo taglio, ma se non arrivi invece un rialzo. È un cambio di presupposto che tocca ogni valutazione, perché buona parte dei segnali nati nelle ultime settimane è nata sull'ipotesi opposta.
I conti di Alphabet e Tesla si incastrano nello stesso ragionamento. Due società che crescono a doppia cifra e vengono vendute lo stesso dicono che il mercato ha smesso di pagare la crescita in sé e ha iniziato a chiedere quanto costa produrla. Con tassi attesi in salita, quel conto pesa il doppio: è il motivo per cui il rimbalzo dei semiconduttori si è fermato dopo una seduta e mezza, e per cui il nostro sensore sul flusso settimanale continua a non firmarlo.
L'eccezione, e vale la pena guardarla, arriva dall'Europa. I bancari italiani ed europei sono l'unico comparto in cui il denaro di fondo sta accumulando davvero mentre il prezzo sale, con la volatilità compressa. È la configurazione che di solito precede un movimento, e arriva alla vigilia di una stagione di risultati bancari. Con UniCredit che riporta e la partita su Monte dei Paschi ancora aperta, però, la disciplina resta quella di sempre: fra oggi e i risultati non si prendono posizioni che i risultati stessi potrebbero rendere sbagliate entro poche ore. È il perimetro del nostro swing trading settimanale: si legge la price action, si aspetta che il denaro di fondo confermi, e si lascia parlare il calendario.