La settimana a doppio picco: la Fed mercoledì, i giganti in fila e il petrolio che si sgonfia
I mercati hanno chiuso venerdì 24 luglio una settimana nervosa con una seduta a due velocità — Dow più 0,46%, S&P 500 appena sopra la parità a 7.412, Nasdaq meno 0,64% — e sono rimasti fermi per tutto il fine settimana. La settimana che si apre, invece, ha due picchi ravvicinati: mercoledì 29 la decisione della Federal Reserve, attesa su un mantenimento fra il 3,50% e il 3,75%, e in mezzo un muro di trimestrali che comprende Microsoft e Meta la sera del 29, Apple e Amazon il 30, con Eni e Intesa Sanpaolo il 29 e, sempre sulla Borsa Italiana, le azioni EnelLong e le azioni FerrariLong il 30.
A cambiare il tono di fondo è stato il petrolio, sceso di circa il 4% e capace da solo di riportare in verde l'Europa. Sullo sfondo, il risiko bancario italiano entra nei giorni che contano: il consiglio di amministrazione di Banco BPM martedì 28, quello di Monte dei Paschi giovedì 30. Qui sotto i fronti aperti, tema per tema, con la posizione del nostro modello di ai trading e l'analisi tecnica da cui nasce. Ogni titolo rimanda alla sua ultima analisi settimanale pubblicata; dove il nostro segnale va nella direzione opposta al movimento di venerdì, lo diciamo apertamente.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Settantadue ore che pesano più di un mese
- Prezzo del petrolio in calo: il greggio si sgonfia e l'Europa respira
- Il paradosso del trimestre battuto e punito
- Conti sparsi: energia in festa, difesa a due velocità
- Borsa Italiana: due consigli di amministrazione e un'offerta da trenta miliardi
- Azioni STM, Moncler e Poste Italiane: l'altra faccia del listino
- Un'assicurazione a Singapore e un'auto tedesca in affanno
- Starship vola, il titolo resta a terra
- L'Ibovespa paga il conto del greggio
I nuovi segnali di acquisto della settimana
L'analisi tecnica settimanale chiusa venerdì ha prodotto 12 nuovi segnali di acquisto, e oggi hanno una particolarità che vale più di ogni singolo nome: tutti e 12 hanno il segnale del giorno allineato a quello settimanale. Nella sessione precedente quasi quattro su dieci nascevano già in contraddizione col breve termine. Questa tabella la aggiorno ogni giorno: è così che si vede quali reggono e quali cominciano a incrinarsi.
Settantadue ore che pesano più di un mese
Si comincia martedì 28 con una tornata già densa: riportano PayPalLong, Coca-ColaLong, BoeingShort, VisaLong e FordShort, e nello stesso giorno si riunisce il consiglio di amministrazione di Banco BPM.
Mercoledì 29 è il giorno chiave. Nel pomeriggio americano arriva la decisione della Federal Reserve, attesa su un mantenimento fra il 3,50% e il 3,75%; in serata riportano MicrosoftShort e MetaLong, due titoli su cui il nostro modello ha posizioni opposte e che nella stessa serata verranno misurati sullo stesso metro, il capex. In Europa, la stessa giornata porta i conti di Eni e di Intesa Sanpaolo.
Giovedì 30 tocca ad AppleLong e AmazonShort — di nuovo due segnali opposti sullo stesso appuntamento — insieme a Coinbase, a FerrariLong e a EnelLong, mentre a Siena si riunisce il consiglio di Monte dei Paschi. Venerdì chiudono Exxon MobilLong e ChevronLong, con un Brent più basso di quattro punti rispetto a una settimana fa. In un mercato che punisce il capex e premia la monetizzazione dell'intelligenza artificiale, saranno le guidance più dei numeri di trimestre a dettare la direzione.
Prezzo del petrolio in calo: il greggio si sgonfia e l'Europa respira
Il fatto macro di venerdì è stato il ritracciamento del petrolio: il Brent ha perso circa il 4% scendendo verso i 96,8 dollari, il calo giornaliero più ampio da fine giugno, con il greggio americano in scia. Il movimento è stato attribuito alle speranze di trattative fra Stati Uniti e Iran, dopo l'escalation di inizio settimana. Su questo punto siamo obbligati a una precisazione onesta: la narrativa sul dossier iraniano resta mista fra le fonti, e la ricostruzione politica va presa con le pinze. La reazione dei prezzi, invece, è stata inequivocabile.
L'effetto si è scaricato sulle borse europee, tutte in guadagno: DAX più 1,36%, FTSE MIB più 0,95%, FTSE 100 più 0,91% e CAC 40 più 0,88%. Wall Street ha fatto peggio, con il SPYLong appena sopra la parità e il QQQShort ancora sotto pressione per il peso dei semiconduttori e dei timori sulla spesa per l'intelligenza artificiale — quelli che giovedì avevano bruciato circa 800 miliardi di dollari di capitalizzazione sulle grandi della tecnologia. L'oro si è mosso poco, più 0,2%, il dollaro è rimasto fermo con l'euro a 1,137, e il VIX è sceso a 18,6: un livello di calma apparente che però lo SKEW, il termometro del rischio di coda, continua a smentire segnalando tensione latente.
La Banca Centrale Europea aveva già lasciato i tassi fermi giovedì 23, con il deposito al 2,25% e una decisione unanime; ora l'attenzione si sposta sul comitato della Federal Reserve di mercoledì e sulla Bank of England di giovedì. Un Brent più basso è una buona notizia per l'inflazione e una cattiva notizia per i petroliferi: le azioni Exxon MobilLong e ChevronLong chiudono la settimana con i conti di venerdì, e su entrambe il nostro segnale è lungo mentre la materia prima che ne alimenta i margini si sta sgonfiando. È una divergenza che va detta subito, perché è la prima cosa da sorvegliare nei prossimi giorni.
Il paradosso del trimestre battuto e punito
Le azioni IntelShort hanno consegnato il caso più istruttivo della settimana. Il secondo trimestre è arrivato nettamente sopra le attese — ricavi a 16,1 miliardi di dollari, più 25% su base annua, la crescita più rapida in circa quindici anni, ed EPS rettificato di 0,42 dollari contro i 0,21 attesi — e nelle contrattazioni successive alla chiusura il titolo era salito del 13%. Venerdì ha chiuso in calo del 7,9%. Il ribaltamento ha un nome preciso: capex oltre i 20 miliardi e una perdita netta di 11 miliardi. In questa fase il mercato guarda alla spesa prima che ai ricavi, e la punizione arriva anche quando il trimestre è ottimo.
Lo stesso filo lega altri due nomi. AlphabetShort ha perso il 7% nella reazione al trimestre del 22 luglio, colpevole di aver alzato il capex 2026 a una forchetta fra 195 e 205 miliardi; TeslaShort esce dalla peggior settimana dal 2022 dopo un utile per azione di 0,33 dollari contro i 0,50 attesi, nonostante ricavi record trainati dalle consegne, con Piper Sandler che ha tagliato il prezzo obiettivo a 450 dollari. Su tutti e tre il nostro segnale settimanale è corto e la seduta gli ha dato ragione.
Sul lato opposto sta chi l'intelligenza artificiale la monetizza invece di finanziarla. SalesforceShort ha guadagnato il 4,3% e ServiceNowShort circa il 6% sulla spinta di contratti aziendali e pubblici, incluso un accordo con il dipartimento americano per i veterani da 1,6 miliardi; OracleShort è salita dopo l'aggiudicazione di un contratto decennale col Pentagono per un valore fino a 7 miliardi. Su tutte e tre il nostro modello è ancora corto, e venerdì sono salite: lo dichiariamo senza attenuanti, perché il segnale settimanale non si è girato e un rally di giornata non lo capovolge. Chiude il quadro AppleLong, miglior mega-cap con più 3,5% su un miglioramento di giudizio di Baird che ne valorizza il profilo di intelligenza artificiale a bassa intensità di capitale come rifugio, alla vigilia dei conti del 30 luglio.
Conti sparsi: energia in festa, difesa a due velocità
Fuori dalla tecnologia le trimestrali hanno raccontato storie molto diverse fra loro. Le azioni American ExpressShort hanno ceduto circa il 5%: l'utile per azione ha battuto le stime a 4,53 dollari, ma i ricavi da 19,64 miliardi sono rimasti sotto il consenso, e nemmeno la guidance annuale sui ricavi alzata a più 10% è bastata a salvare la seduta. Charles SchwabLong, al contrario, è rimasta piatta pur avendo consegnato un trimestre da record, con utile per azione in crescita del 42% e ricavi a 7,07 miliardi: quando il mercato ha già prezzato la buona notizia, la buona notizia non muove più il prezzo.
Nell'energia il protagonista è stato SLBLong, miglior titolo dell'S&P 500 con più 10,4% su un trimestre pulito da 8,97 miliardi di ricavi: il nostro segnale sul titolo è lungo e la giornata lo ha premiato in pieno. Positiva nei giorni precedenti anche HalliburtonShort, e qui siamo dal lato opposto: il nostro modello è corto su un titolo che ha corso con il resto dei servizi petroliferi, ed è una posizione da tenere sotto stretta osservazione.
La difesa aveva già archiviato la sua tornata a inizio settimana: Lockheed MartinLong più 10% e RTXLong più 7% su risultati oltre le attese e portafoglio ordini record, mentre Northrop GrummanShort ha perso il 5,6% pur avendo battuto le stime, penalizzata dai costi di programma: tre titoli dello stesso comparto, tre esiti diversi, e i nostri segnali erano allineati su tutti e tre. Completano il quadro HoneywellLong, più 6,4% al debutto come società focalizzata sull'automazione dopo lo scorporo dell'aerospazio, e Eli LillyLong, fra i migliori della salute sulla scia di dati positivi negli studi avanzati sull'obesità.
Borsa Italiana: due consigli di amministrazione e un'offerta da trenta miliardi
La Borsa Italiana è corsa sul tema dell'anno per il settore, il consolidamento bancario, e venerdì i finanziari hanno trainato l'indice: BPERLong è stata la migliore del FTSE MIB con più 2,75%, seguita da Intesa SanpaoloLong a più 2,5%, MediobancaLong a più 2,17%, Monte dei PaschiLong a più 2,14% e Banco BPMLong a più 2,05%.
Il quadro societario è intricato quanto il grafico è lineare. Intesa ha depositato in Consob un'offerta pubblica di acquisto e scambio da circa 30,6 miliardi su Monte dei Paschi; Banco BPM ha messo sul tavolo, sulla stessa preda, l'ipotesi di una fusione fra pari. I due appuntamenti che contano cadono a due giorni di distanza — il consiglio di amministrazione di Banco BPM martedì 28 e quello di Monte dei Paschi giovedì 30 — e sullo sfondo resta la partita Mediobanca-Generali, con il 13,2% del Leone che entra in dote a Siena attraverso l'offerta su Piazzetta Cuccia, in chiusura nel terzo trimestre.
Capitolo a parte per UniCreditLong, che ha riportato il miglior semestre della sua storia, con un utile netto vicino ai 6,3 miliardi e l'ambizione per l'intero 2026 alzata oltre gli 11 miliardi. Il titolo aveva ceduto il 4,7% giovedì per prese di beneficio, salvo recuperare venerdì con Barclays che alza il prezzo obiettivo a 90,20 euro. Su tutte e sei le azioni bancarie il nostro segnale settimanale è lungo, e sono trade avviati da settimane.
Azioni STM, Moncler e Poste Italiane: l'altra faccia del listino
Le azioni STMicroelectronicsShort hanno perso un altro 2,41% venerdì, dopo il meno 15% di giovedì: conti in crescita, ma una guidance giudicata debole, e il mercato ha fatto il resto. Nel lusso MonclerShort ha ceduto circa l'8% dopo i risultati, con Jefferies che taglia il prezzo obiettivo a 53 euro e mantiene un giudizio interlocutorio. Su entrambe il nostro segnale era già corto prima del tonfo.
Peggiore del listino principale è stata Poste ItalianeShort, meno 3,65%: la semestrale definita da record ha innescato prese di beneficio, in un copione ormai frequente in questa stagione. Anche qui il nostro modello era già impostato al ribasso.
In verde LeonardoShort, più 1,2%, dopo che l'amministratore delegato ha lasciato intendere che un altro Paese potrebbe aderire al programma per il caccia di nuova generazione entro dodici mesi: qui siamo dalla parte opposta, il nostro segnale è corto su un titolo che venerdì è salito, e va detto senza girarci intorno. SaipemLong è stata sostenuta dal rialzo di prezzo obiettivo di Rothschild, a 5,8 euro con giudizio di acquisto. Chiude EniLong, poco sotto la parità a meno 0,7% con il ritracciamento del Brent, in attesa del trimestre di mercoledì 29: il nostro segnale è lungo e il greggio si è mosso contro, un altro punto da sorvegliare in settimana.
Un'assicurazione a Singapore e un'auto tedesca in affanno
La notizia societaria più pesante del fine settimana corre sull'asse Londra-Monaco: le azioni AllianzLong rilevano la divisione vita di HSBCLong a Singapore per circa 2,1 miliardi di dollari, con un accordo di distribuzione bancaria in esclusiva per quindici anni. Per il gruppo tedesco è l'ingresso strategico nella piazza asiatica dopo il tentativo fallito su Income Insurance; per la banca britannica, salita dell'1,7%, è un altro tassello dello snellimento verso il cuore asiatico del business. Su entrambe il nostro modello è lungo e la notizia ha spinto nella stessa direzione.
Nel Regno Unito la difesa ha continuato a sostenere il FTSE 100 sulla spinta del piano di investimenti britannico, mentre gli energetici ShellLong e BPLong hanno seguito al ribasso il greggio: su entrambe il nostro segnale è lungo e la seduta è andata dall'altra parte, esattamente come sui petroliferi americani. L'agenda londinese si riempie subito, con AstraZenecaShort attesa lunedì e GSKLong martedì: due conti farmaceutici che arrivano su segnali settimanali opposti fra loro.
In Germania il DAX è stato trainato da SAPShort, con il portafoglio ordini del cloud in crescita fra il 26% e il 27%, pur avendo il gruppo tagliato la guidance di utile operativo per la diluizione delle acquisizioni: il nostro segnale sul titolo resta corto mentre il titolo tira l'indice, ed è la seconda settimana consecutiva che lo dichiariamo. All'opposto Volkswagen ha perso il 2,4% con l'utile operativo giù del 9,5%, le consegne in calo dell'8,6% per il crollo cinese e i ricavi attesi rivisti al ribasso; il costruttore tedesco non rientra fra i titoli che seguiamo con scheda dedicata e lo citiamo come termine di paragone.
Starship vola, il titolo resta a terra
L'evento del fine settimana è arrivato dal cielo: il tredicesimo volo di prova di Starship è riuscito, il primo dopo la quotazione di giugno, con il dispiegamento di venti satelliti di nuova generazione e la riaccensione dei motori nello spazio. La reazione del titolo, che non rientra fra i nomi con scheda dedicata e citiamo in chiaro, è finora silenziata: il mercato continua a guardare al consumo di cassa più che ai successi tecnici, e sarà uno dei nomi da osservare in apertura di settimana. Nel nervosismo che ha preceduto il lancio, le azioni Rocket LabShort avevano ceduto circa il 7% venerdì, in linea con il nostro segnale corto.
Sul fronte cinese, AlibabaLong resta sostenuta dai catalizzatori sull'intelligenza artificiale: i suoi modelli sono stati approvati per alimentare le funzioni di assistente vocale di Apple in Cina, con la prospettiva di un accesso, seppur limitato, ai processori di fascia alta di NvidiaShort destinati al mercato cinese. È uno dei pochi casi in cui la stessa notizia lavora a favore di una posizione lunga e di una corta contemporaneamente, per ragioni diverse.
Nel comparto cripto, CoinbaseShort e StrategyShort avevano corso a inizio settimana, rispettivamente più 11% e più 5%, la seconda sulla spinta di un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie, con bitcoin in tenuta. Su entrambe il nostro modello è corto e il rally di inizio settimana gli ha dato torto: il settimanale non si è girato, ma sono due posizioni che vanno guardate con attenzione, tanto più che Coinbase riporta i conti giovedì 30.
L'Ibovespa paga il conto del greggio
Il Brasile è stato l'unico grande listino in controtendenza: l'Ibovespa ha perso l'1,52% chiudendo a 174.042 punti, importando l'avversione al rischio da Wall Street e subendo in pieno il tonfo del greggio, con il real intorno a 5,09 sul dollaro e il tasso di riferimento fermo al 14,25%.
Fra i finanziari, le azioni Banco do BrasilShort hanno guidato i ribassi con meno 2,77%, coerenti con il nostro segnale corto, mentre Itaú UnibancoLong ha limitato la perdita all'1,08%: qui siamo lunghi su un titolo sceso, e lo segnaliamo. Nelle utility CPFL EnergiaLong ha ceduto il 2,44% dentro un settore giù di oltre il 3%, un'altra divergenza rispetto alla nostra impostazione lunga, e PetrobrasLong ha perso l'1,72% seguendo il petrolio.
In controtendenza il siderurgico, sostenuto dal minerario: GerdauLong ha guadagnato lo 0,83% e CSN l'1,13% — quest'ultima non rientra fra i titoli con scheda dedicata — mentre ValeShort ha limitato il calo allo 0,58%. Sul piano societario, nel fine settimana Embraer ha comunicato un portafoglio ordini trimestrale record da 34,5 miliardi di dollari: anche il costruttore aeronautico è fuori dal nostro perimetro di copertura e lo citiamo per completezza.
Settantadue ore che possono riscrivere il terreno
Fra mercoledì pomeriggio e giovedì sera il mercato incassa due cose insieme: la posizione della banca centrale americana sui tassi e le previsioni dei quattro gruppi che, da soli, pesano una fetta enorme degli indici. Capire il trading in una settimana così significa accettare che la reazione conti quanto il dato: è una concentrazione di informazione che in cinque sedute può spostare il terreno più di quanto abbia fatto tutto luglio, e la settimana appena chiusa ha già mostrato con quale metro verranno lette quelle previsioni.
Il petrolio che si sgonfia lavora su due tavoli opposti: toglie pressione all'inflazione, e quindi aiuta chi spera in una banca centrale meno rigida, ma toglie anche sostegno agli energetici proprio nella settimana in cui i due grandi americani riportano i conti. È la ragione per cui, su quel comparto, le nostre posizioni lunghe sono oggi il punto più esposto del quadro, e lo abbiamo detto in tre riquadri diversi.
La lezione della settimana, però, resta quella di Intel: ricavi in crescita del 25%, utile per azione doppio rispetto alle attese, e un titolo che chiude in calo di quasi otto punti. In questa fase battere le stime non protegge nessuno. A decidere sarà quello che i giganti diranno sui prossimi trimestri, e per chi segue un metodo l'unica risposta sensata è avere i livelli decisi prima che parlino, invece di deciderli dopo.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e da questa settimana la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.