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Nei conti di Challenger l'IA diventa la prima causa dei licenziamenti, nei listini dei tre grandi laboratori il prezzo tocca lo stesso minimo · AI & Lavoro, 25 settembre – 2 ottobre 2026

Il prospetto di Anthropic impegna 518 miliardi in capacità di calcolo e dedica 80 pagine su 261 ai rischi, fino a nominare quello esistenziale. La FTC ha aperto un'istruttoria sugli agenti autonomi. I robot svolgono il 74% del lavoro fisico, ma costano meno delle persone solo nello 0,3%.

Nei conti di Challenger l'IA diventa la prima causa dei licenziamenti, nei listini dei tre grandi laboratori il prezzo tocca lo stesso minimo · AI & Lavoro, 25 settembre – 2 ottobre 2026
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Osservatorio Mondo · AI & Lavoro
Nei conti di Challenger l'IA diventa la prima causa dei licenziamenti, nei listini dei tre grandi laboratori il prezzo tocca lo stesso minimo · AI & Lavoro, 25 settembre – 2 ottobre 2026
2 Ottobre 2026 — Fabio Gentili observatoryAI & Lavoro
Editoriale
Per capire questa settimana conviene partire da un listino. Fra il 28 e il 30 settembre i tre laboratori che stanno sulla frontiera — Anthropic con Claude Sonnet 5.5, OpenAI con GPT-6.1 Sol, Google con Gemini 4 Argon — hanno messo in vendita la loro capacità migliore allo stesso prezzo: due dollari per milione di token in ingresso, dieci in uscita. Non era mai accaduto che si allineassero così, e non è un dettaglio da addetti ai lavori: quando la prestazione di punta diventa indistinguibile nel prezzo, la decisione se automatizzare una mansione esce dall'ufficio ricerca e sviluppo ed entra nel bilancio. Il 1° ottobre è arrivato il conto. Challenger, Gray & Christmas ha pubblicato il consuntivo di settembre e per la prima volta l'intelligenza artificiale guida la graduatoria delle motivazioni: 120.136 licenziamenti annunciati negli Stati Uniti nei primi nove mesi, il 21% dei 573.195 complessivi. Attenzione, però, a come ci è arrivata. Settembre in sé è stato un mese quieto — 43.281 tagli, il 18% in meno di agosto, dei quali soltanto 3.961 attribuiti all'IA — e il totale dell'anno resta inferiore del 39% a quello del 2025. L'IA, insomma, non ha scalato la classifica: ci è rimasta mentre le altre motivazioni, tutte congiunturali, si ritiravano. È una differenza che vale la pena tenere a mente, perché descrive un meccanismo lento, fatto una mansione alla volta, e non quell'ondata di esuberi che molti si aspettavano. Nei giorni stessi in cui il prezzo scendeva, chi lo fissa metteva nero su bianco i propri timori. Il prospetto di quotazione di Anthropic, diventato pubblico il 29 settembre, impegna 518 miliardi di dollari in capacità di calcolo futura e riserva circa 80 delle sue 261 pagine ai fattori di rischio, arrivando a nominare gli «existential risks to humanity» (rischi esistenziali per l'umanità). Il giorno successivo la Federal Trade Commission ha aperto un'istruttoria a tutela dei consumatori su OpenAI, Anthropic e METR per il comportamento degli agenti autonomi; il Financial Policy Committee della Banca d'Inghilterra ha segnalato che le emissioni di debito legate all'IA sono raddoppiate in dodici mesi; e i ricercatori della stessa Anthropic hanno documentato che un modello cinese distribuito a pesi aperti costruisce ormai exploit funzionanti. Tre curve che fino a poco tempo fa correvano separate si sono dunque incontrate nell'arco di sette giorni: la capacità si standardizza e costa sempre meno, la responsabilità finisce negli atti societari e davanti alle autorità, la sostituzione del lavoro si lascia finalmente contare. Non ha più molto senso chiedersi se l'intelligenza artificiale tolga posti di lavoro. Conviene chiedersi chi paghi il conto, ora che la risorsa più economica a disposizione di un ufficio è la stessa che i suoi fornitori descrivono, nei documenti che depositano, col lessico della catastrofe.

Indice
  1. Evoluzione dell'AI — i principali sviluppi
  2. AI e lavoro — sostituzione e trasformazione
  3. Automazione e riqualificazione
  4. Nuove professioni e opportunità
  5. Etica e temi etici
  6. I rischi dell'AI
  7. Voci autorevoli

I blocchi tematici della settimana
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01 · AI
Evoluzione dell'AI — i principali sviluppi
Tensione media
In settantadue ore i tre grandi laboratori finiscono sullo stesso listino
Claude Sonnet 5.5 (Anthropic, 28 settembre): 2 e 10 dollari per milione di token in ingresso e in uscita, cioè allo stesso prezzo del predecessore, con finestra di contesto da un milione di token e tetto in uscita di 128.000. Fra i valori dichiarati, quello che dice di più sul lavoro d'ufficio è il punteggio GDPval-AA v2.1: 1.844 punti, appena due sotto Opus 5.5, a metà prezzo. Seguono 80,1% su OSWorld 2.1 nell'uso autonomo del computer, 52,1% su FrontierCode 1.1 al livello di sforzo più alto e un 70,6% su Terminal-Bench 4.0 là dove Sonnet 5 si fermava al 10,3%. Non uno sconto, dunque, bensì efficienza nel consumo di token: output più rapidi di circa il 30% e costo per compito inferiore fino al 30%.
GPT-6.1 Sol (OpenAI, 29 settembre): ventiquattro ore dopo, dal palco del DevDay, OpenAI si allinea alla stessa cifra senza uno scostamento di un centesimo: 2 e 10 dollari, finestra da 1,05 milioni di token. Vals.ai, che misura i modelli con un impianto proprio e indipendente, lo mette ottavo su quarantuno con un'accuratezza complessiva del 61,15%; ma più del posto in graduatoria conta come i punteggi si distribuiscono, perché è lì che si legge il carattere di questa generazione: 99,0% su ProofBench v1.1, 96,89% su IOI e 88,93% su Vibe Code Bench, contro il 39,29% su CyberBench v1.1 e il 5,42% sul benchmark degli agenti legali di Harvey. Dove il problema è circoscritto e la risposta verificabile i risultati sono eccellenti; dove serve esercitare un giudizio in un ambito professionale disordinato crollano. È la stessa competenza che manca a chi sa fare i compiti ma non sa condurre una pratica.
Gemini 4 Argon (Google, 30 settembre): il 30 settembre è arrivata Google e il cerchio si è chiuso, con lo stesso prezzo introduttivo di 2 e 10 dollari, destinato a salire a 4 e 20, sconto del 95% sui token già in cache, finestra da 2 milioni di token e — numero decisivo per chi costruisce catene di agenti — tetto in uscita da un milione di token, dove il limite precedente era 64.000. Google riferisce il 77,9% su DeepSWE v1.1 contro il 74,2% di Opus 5.5 e il 74,1% di GPT-6 Astra, il primo posto sul Vals Index in finanza, programmazione, diritto e fiscalità, il primo posto a pari merito al 68% su CWE-bench v1 e un tasso di allucinazione del 15% su AA-Omniscience, dove i concorrenti stanno fra il 51 e il 54%.
La capacità non si distribuisce più solo in base al prezzo, ma anche in base a chi sei: il programma Fairwind di Google riserva parte delle capacità di sicurezza di Argon a oltre 650 difensori autorizzati fra enti pubblici, infrastrutture critiche e società di sicurezza, destinandole al solo uso difensivo.
DevDay di OpenAI (29 settembre): dei venti e più prodotti presentati, quattro riguardano direttamente l'organizzazione del lavoro. Dots, agenti persistenti e sempre attivi su GPT-6 Astra che sorvegliano le caselle di posta, indagano sui difetti del software e preparano relazioni, per le utenze Pro, Business ed Enterprise; ChatGPT Space, spazio di lavoro di squadra con agenti incorporati; una Decisions API che affida al modello una scelta ripetitiva e circoscritta fissando in anticipo gli esiti ammessi; e Codex eseguibile nel cloud. Fa però più notizia un'assenza: GPT-6.1 Astra non è stato rilasciato, trattenuto per come erano andati i test di sicurezza. Non era mai capitato, quest'anno, che un laboratorio di frontiera mettesse pubblicamente da parte un modello a cui aveva già dato un nome. Altman sull'hardware: è «something that's worth waiting for» (qualcosa che vale la pena attendere).
Il secondo fatto è un bilancio (prospetto Anthropic, 29 settembre): ricavi 2025 per circa 4,59 miliardi di dollari, cresciuti del 1.088%, perdita operativa di 8,06 miliardi, liquidità e investimenti a breve per 20,28 miliardi e impegni per 518 miliardi di capacità di calcolo futura — 161,2 miliardi verso Broadcom, 111,1 verso Google, 110 verso Amazon e 31,4 verso Microsoft, non annullabili per circa l'80%. La valutazione a cui l'azienda guarda supera i duemila miliardi di dollari; a maggio 2026 ne valeva 965.
Cautela metodologica: i tre pacchetti di benchmark sono riferiti dai produttori (REPORTED) e nessuno è stato replicato in modo indipendente.
💼
02 · LAVORO
AI e lavoro — sostituzione e trasformazione
Tensione alta
Un primato per sottrazione: arretrano più in fretta tutte le altre cause
Il numero che definisce la settimana (Challenger, Gray & Christmas, 1° ottobre): nel consuntivo di settembre le imprese americane indicano l'intelligenza artificiale come causa di 120.136 licenziamenti annunciati nei primi nove mesi dell'anno: il 21% dei 573.195 complessivi, e la motivazione più ricorrente fra quante ne vengono dichiarate nel paese. Non era mai accaduto.
A guardare i dati che le stanno intorno, quel primato si capisce meglio: settembre è stato un mese modesto, 43.281 tagli, il 18% in meno di agosto, dei quali 3.961 — il 9% — imputati all'IA, mentre le condizioni di mercato guidavano con 8.789, le chiusure di stabilimento con 7.719 e i cali di domanda con 6.515. Rispetto ai 946.426 annunci dello stesso periodo del 2025, il totale da inizio anno è sceso del 39%. L'intelligenza artificiale non è salita in cima perché sia cresciuta: è rimasta dov'era mentre le cause congiunturali arretravano, che è esattamente l'aspetto che prende una causa strutturale accanto a quelle cicliche.
Sul fronte delle assunzioni il quadro è di prudenza: 90.787 posizioni annunciate a settembre, il 23% in meno sull'anno precedente. Andy Challenger, chief revenue officer della società: «companies are in a wait-and-see period right now… We're not seeing the surge of hiring plans that come with the holiday season, which suggests a very cautious approach» (le aziende sono in una fase di attesa; non vediamo l'impennata di piani di assunzione tipica della stagione natalizia, e questo indica un approccio molto cauto). Nella graduatoria settoriale da inizio anno la tecnologia guida con 165.925 tagli, davanti ai trasporti con 44.430 e alla sanità con 37.417.
Poi c'è Oracle, che merita un paragrafo a sé perché rovescia il racconto corrente (ricognizione del 28 settembre): i licenziamenti del settore tecnologico nel 2026 hanno raggiunto 225.122 unità su 519 eventi al 25 settembre, circa 837 posti perduti per giorno lavorativo, su una traiettoria da circa 370.000 per l'intero anno. Oracle da sola ne pesa circa 21.000, passando da un organico di circa 162.000 persone a 141.000, dopo aver contratto debito per 43 miliardi di dollari, speso 55,7 miliardi in investimenti, chiuso con flusso di cassa libero negativo per 23,7 miliardi e iscritto oneri di ristrutturazione per 1,84 miliardi; per l'esercizio 2027 indica investimenti netti attorno ai 70 miliardi. La comunicazione alla SEC afferma che «the adoption and deployment of AI technologies across our operations have resulted, and may continue to result, in reductions to our workforce». La formula è vera alla lettera, ma il nesso è un altro: Oracle non taglia perché l'IA abbia già svolto quel lavoro, taglia per pagare le macchine che un giorno potrebbero svolgerlo.
A questo si aggiunge un dato che fa riflettere (sondaggio Gartner citato nella stessa ricognizione): l'80% delle imprese interpellate ha ridotto l'organico, e chi ha tagliato di più ha ottenuto rendimenti finanziari quasi identici a chi ha tagliato di meno.
McKinsey (30 settembre): circa 11 milioni di lavoratori statunitensi, grosso modo il 7% delle forze di lavoro, potrebbero dover cambiare professione entro il 2035, in una forbice fra 6 e 16 milioni. I passaggi annuali di occupazione salirebbero da circa 215.000 a circa 645.000, e chi ha salari bassi ha una probabilità otto volte maggiore di dover cambiare rispetto a chi ha salari alti. Il grosso riguarda il lavoro impiegatizio e amministrativo, il commercio al dettaglio e la logistica, con un richiamo esplicito agli addetti al servizio clienti, ai cassieri e ai magazzinieri.
L'indice di esposizione alla robotica di Anthropic guarda alla stessa questione dal versante del lavoro manuale, e il risultato è quasi l'opposto (30 settembre): passando al setaccio circa 900 professioni e 19.000 descrizioni di mansioni del database O*NET, i robot di oggi sono tecnicamente in grado di svolgere il 74% delle mansioni fisiche negli Stati Uniti, che valgono il 34% delle ore lavorate, ma risultano competitivi sul costo soltanto nello 0,3% dei casi: circa 300.000 lavoratori. Una quarantina d'anni: tanto servirebbe per arrivare al 10% di convenienza, proseguendo al ritmo storico del 3% l'anno. Per farcela prima occorrerebbe abbattere i costi del 70%. Sommando robot e modelli linguistici, però, l'80% di tutte le mansioni risulta esposto. Dove l'esposizione si concentra lo dicono i numeri: i tassisti segnano 2,2 sull'indice, gli autisti di navette e le vetture con conducente 2,0, e chi sta più in alto in quella graduatoria ha una probabilità inferiore di 55 punti percentuali di essere laureato, guadagna circa 30 dollari in meno all'ora e sopporta un tasso di disoccupazione più che doppio. La sintesi dello studio: «if the past is any guide, taxi drivers and warehouse packers will see changes sooner than nurses and mechanics» (se il passato è una guida, i tassisti e gli imballatori di magazzino vedranno i cambiamenti prima degli infermieri e dei meccanici).
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03 · COMPETENZE
Automazione e riqualificazione
Tensione media
Al sindacato tocca il diritto di sapere, all'impresa resta il calendario
Alla domanda su come si risponda all'automazione ha replicato una legge anziché un piano di formazione — SB 947, No Robo Bosses Act (firmato il 30 settembre, in vigore dal 1° luglio 2027): i datori di lavoro dello Stato non potranno fondarsi unicamente su un sistema decisionale automatico per sanzionare o licenziare un dipendente. Quando quel sistema è la base principale della decisione, un essere umano deve riesaminarne l'esito e corroborarlo con prove indipendenti; e il lavoratore deve ricevere una comunicazione scritta che spieghi la decisione e il diritto a chiedere conto dei dati utilizzati. Sanzioni fino a 500 dollari per violazione, oltre a risarcimento e spese legali; valgono per i datori pubblici e privati di qualunque dimensione, con esenzioni per i contratti sindacali che contengano una rinuncia esplicita e per le attività federali di difesa e aerospazio.
Chi legge il testo, però, trova una legge più stretta di quanto il nome prometta: lungo il passaggio parlamentare sono rimaste indietro la procedura di ricorso, l'azione legale individuale e la copertura dei lavoratori autonomi; e una versione precedente, del resto, Newsom l'aveva respinta senza appello.
Di qui la soddisfazione misurata del sindacato: Lorena Gonzalez della California Labor Federation, le cui organizzazioni avevano spinto otto disegni di legge sull'IA in questa sessione, ha dichiarato: «we're glad Governor Newsom is catching up… We still have work to do, especially to regulate AI in healthcare» (siamo contenti che il governatore stia recuperando; resta da lavorare, soprattutto per regolare l'IA in sanità). Sandy Reding, della California Nurses Association, ha parlato di «a historic day in California» (un giorno storico in California).
Misure di accompagnamento firmate lo stesso giorno: l'AB 1979 riserva a un clinico abilitato l'ultima parola sulle cure; l'AB 1883 vieta ai datori di prevedere gli stati emotivi dei dipendenti o di raccoglierne dati cerebrali; l'AB 1331 proibisce la sorveglianza algoritmica nei bagni. Restano in sospeso il SB 903, che impedirebbe di sostituire con l'IA gli operatori della salute mentale, e l'AB 2575, che proteggerebbe chi in sanità rifiuta una raccomandazione algoritmica.
Conviene dare un nome allo schema, perché torna di settimana in settimana: al sindacato tocca il diritto di sapere, all'impresa resta il calendario. Comunicazione, riesame umano e tracciabilità sono conquiste procedurali, non limiti alla messa in opera: non sono poco, perché una decisione umana documentata è verificabile e la verificabilità è la premessa di ogni rimedio successivo; ma il ritmo dell'automazione continua a deciderlo chi assume.
La riqualificazione resta la politica che tutti approvano e nessuno dimensiona. L'analisi McKinsey del 30 settembre raccomanda che il governo federale, gli Stati e gli enti locali finanzino i percorsi di riconversione e pubblichino informazioni migliori sul mercato del lavoro; e la ripresa giornalistica del 1° ottobre, basata sugli stessi materiali, colloca circa 5,5 milioni degli 11 milioni di potenziali spostamenti su percorsi di ricollocazione incerti.
Intanto la formazione che cresce davvero è un'altra, privata e professionalizzante: gli istituti tecnici segnalano un'impennata di iscrizioni ai corsi di impiantistica elettrica e climatizzazione, alcuni con certificazioni specifiche per i centri dati, e i community college di Virginia, Texas e Ohio hanno avviato convenzioni con le imprese per la formazione sulle infrastrutture dell'IA. Si riqualifica, per ora, chi costruisce gli edifici; non chi dentro quegli edifici viene sostituito.
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04 · NUOVI LAVORI
Nuove professioni e opportunità
Tensione bassa
L'unico mercato del lavoro che cresce davvero è quello dei cantieri
Quanto alla domanda (ricognizione del 29 settembre): posti vacanti per ingegneri della climatizzazione in aumento del 67% dalla fine del 2022, richiesta di tecnici di robotica su del 107%, annunci per tecnici dell'automazione industriale in crescita del 51%. Al settore elettrico statunitense servirebbero circa 510.000 lavoratori in più entro il 2030: circa 300.000 nella manifattura e 210.000 nell'installazione. L'intera filiera dei dati vale grosso modo 4,5 milioni di posti, anche se una struttura da 250.000 piedi quadrati, una volta in esercizio, dà lavoro soltanto a una cinquantina di persone: l'occupazione sta nel costruire e nell'alimentare questi impianti, non nel presidiarli. Di quanto tiri la domanda si ha un'idea guardando un fornitore qualsiasi: lo stabilimento Munters nella contea di Botetourt, in Virginia, impiega oggi 827 persone dopo aver triplicato l'organico in quattro anni (53,3% di lavoratori non bianchi, 41,3% di latinoamericani).
Le retribuzioni hanno seguito la domanda, e nella fascia alta l'hanno seguita in modo violento (ricognizione del 27 settembre): la retribuzione minima media di un impiego nei centri dati sfiora i 208.000 dollari, in aumento del 125,1% sull'anno precedente, e gli annunci per saldatori e tubisti crescono del 164%. I tecnici in apprendistato partono da 40.000-60.000 dollari, gli elettricisti esperti superano i 100.000 e gli specializzati della Virginia settentrionale e del Texas arrivano a chiedere fino a 280.000 dollari, perché i grandi operatori del cloud rilanciano su tutto il resto del mercato. I mestieri qualificati più comuni stanno fra 75.000 e 120.000 dollari, su cantieri che nel picco occupano dai 200 ai 500 edili, e i portafogli ordini degli installatori elettrici corrono su sei-dodici mesi.
Per avere un'idea delle dimensioni basta guardare i singoli progetti: lo sviluppo di Amazon in Louisiana conta 540 posti in loco più 1.700 fra elettricisti, tecnici e addetti alla sicurezza; il progetto Hyperion di Meta, nello stesso Stato, vale 27 miliardi di dollari; e si stima che ogni 100 MW di nuova potenza generi circa 1.300 posti locali, 110 milioni di dollari di salari annui e 344 milioni di produzione lorda. L'impennata, spiega Maria Flynn che di Jobs for the Future è presidente e amministratrice delegata, nasce dal «converging needs for data centers, transportation upgrades and energy-grid modernization» (il convergere delle esigenze di centri dati, ammodernamento dei trasporti e rinnovamento della rete elettrica).
All'ottimismo vanno affiancate due riserve. La prima la formula Michael Hicks, docente alla Shenandoah University, ricorda che «permanent labor-market effects are limited after the early buildout phase» (gli effetti permanenti sul mercato del lavoro sono limitati, passata la prima fase di costruzione): si tratta di occupazione edile, e l'edilizia a un certo punto finisce. La seconda riserva è politica, e si sta muovendo in fretta: secondo Gallup il 70% degli americani è contrario a un centro dati nella propria zona e oltre settantacinque progetti, per circa 130 miliardi di dollari, sono stati bloccati o rinviati nel 2026. Un boom dei mestieri appeso alle autorizzazioni è un boom che qualcuno può fermare.
All'estremo opposto della scala delle competenze sta nascendo un mestiere di natura diversa, definito non dai numeri ma da chi viene ammesso a svolgerlo: il programma Fairwind di Google riserva una parte delle capacità di sicurezza di Gemini 4 Argon a oltre 650 difensori autorizzati. Alla stessa conclusione arriva Anthropic nell'analisi su GLM-5.3 del 29 settembre, dove si legge che quel rilascio «underscores the urgency of expanding access to advanced frontier models to a broader set of entities to empower cyber defenders» (rende urgente allargare l'accesso ai modelli di frontiera avanzati a una platea più ampia di soggetti, per rafforzare chi difende). Il diritto di usare i modelli più capaci in modo offensivo, per difendere l'infrastruttura di qualcun altro, sta diventando una professione con credenziali.
Accanto a questa, più prosaica, se ne profila un'altra: gli agenti Dots e la Decisions API di OpenAI richiedono qualcuno che specifichi gli esiti ammessi, vigili su processi che non si fermano mai e risponda di ciò che un sistema autonomo ha deciso alle tre di notte.
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05 · ETICA
Etica e temi etici
Tensione alta
Sacramento scrive una legge e Tokyo una sentenza, mentre Washington cambia le parole
La California ha scritto una legge. Il No Robo Bosses Act porta in una norma dello Stato un principio che fino a ieri viveva soltanto nelle carte etiche aziendali: un algoritmo può istruire un licenziamento ma non può esserne l'unico fondamento, e il lavoratore ha diritto di saperlo. Ancora più indicative, a dire il vero, sono le norme di accompagnamento, perché mostrano dove si è spostata la frontiera della discussione: l'AB 1883 vieta di prevedere gli stati emotivi dei dipendenti o di raccoglierne dati cerebrali; l'AB 1331 proibisce la sorveglianza algoritmica nei bagni; l'AB 1979 pretende che su una cura l'ultima parola resti a un clinico abilitato. Non si regola più, insomma, ciò che l'algoritmo produce in uscita: si regola dove gli sia consentito guardare e chi debba risponderne.
Tokyo ha emesso una sentenza (30 settembre). In quella che viene riferita come la prima pronuncia giapponese a riconoscere il diritto allo sfruttamento della propria voce, il Tribunale distrettuale di Tokyo ha dato ragione al doppiatore Kenjiro Tsuda contro un profilo che ne aveva clonato la voce su TikTok e che, secondo la ricostruzione giornalistica, ricavava da quei cloni fra 500.000 e 750.000 yen al mese. Il valore della decisione sta nel principio più che nella cifra: il diritto all'immagine proteggeva l'aspetto e il nome, ed estenderlo al timbro vocale consegna a chi fa dello spettacolo un mestiere un interesse proprietario sull'unico bene che i modelli generativi si appropriano con la massima facilità — e lo fa per via del diritto vigente, senza aspettare una legge nuova.
Washington, invece, ha cambiato nome alle cose (29 settembre). L'ordine esecutivo 14355 dispone che ogni dipartimento e agenzia dell'esecutivo sostituisca «Artificial Intelligence» con «Super Intelligence» nella corrispondenza ufficiale, nelle comunicazioni al pubblico e nei documenti di indirizzo, affidando al consigliere scientifico e tecnologico del presidente l'elaborazione di una definizione federale. Lo stesso giorno è stato annunciato un accordo volontario sulla sicurezza che, secondo la stampa specializzata (REPORTED), è stato sottoscritto da OpenAI, Google, Meta, Anthropic, Nvidia e xAI, definito dal presidente «morally binding» (moralmente vincolante) e privo sia di sanzioni sia di obblighi di comunicazione. La scheda informativa della Casa Bianca mette in primo piano 5 miliardi di dollari per la Genesis Mission e non elenca i firmatari.
Anche questa è una scelta di governo, naturalmente: mettere lessico e buona volontà dove servirebbe un obbligo, e farlo nei giorni in cui un'agenzia federale apre un'indagine su quegli stessi prodotti per possibili danni ai consumatori.
Google ha cominciato a pagare gli editori (30 settembre, REPORTED): un centinaio di testate, e secondo le cifre riferite gli importi annui oscillano fra meno di mille dollari e oltre un milione. Un riconoscimento prezzato in modo assai disuguale, che però ammette il problema: le sintesi algoritmiche rispondono alle domande senza mandare nessuno alla fonte.
Timnit Gebru, Right Livelihood Award 2026 (1° ottobre): «instead of discussing faulty, unreliable systems, they are marketing their systems as all-knowing, superpowerful, superintelligent» (invece di discutere di sistemi difettosi e inaffidabili, li vendono come onniscienti, superpotenti, superintelligenti). Per lei il discorso sul rischio esistenziale svolge una funzione precisa — «what is actually happening is regulatory capture» (quello che sta avvenendo è una cattura del regolatore) — e che il rimedio sia la responsabilità civile ordinaria: «we need to hold corporations liable for unleashing these kinds of error-prone models into the world» (dobbiamo rendere le aziende responsabili per aver immesso nel mondo modelli così inclini all'errore).
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06 · RISCHI
I rischi dell'AI
Tensione alta
L'allarme non arriva più dai profeti ma dalla Banca d'Inghilterra e dall'antitrust
Partiamo dalla banca centrale, che ha trasformato un'opinione diffusa in una valutazione formale (Financial Policy Committee, 30 settembre): a preoccupare è il rapido aumento delle emissioni di debito collegate all'IA, che ha reso i mercati dei capitali assai più sensibili agli esiti di questa tecnologia. Le cifre Morgan Stanley riportate nel documento collocano le emissioni globali attorno ai 450 miliardi di dollari all'inizio di settembre 2026, il doppio dell'anno prima. Il giudizio del comitato è insolitamente diretto: «the likelihood that interconnected vulnerabilities in the financial system crystallize has risen» (è aumentata la probabilità che le vulnerabilità interconnesse del sistema finanziario si concretizzino). Quel che preoccupa è un effetto combinato: valutazioni tirate e leva finanziaria legata all'IA andrebbero a interagire male nel caso in cui i guadagni di produttività attesi non si materializzassero. Il cuscinetto patrimoniale anticiclico è stato mantenuto al 2%, mentre per i primi mesi del 2027 sono promesse proposte dettagliate sulla leva bancaria e sui pronti contro termine in titoli di Stato.
Il governatore Andrew Bailey, poi, ha tracciato il confine dove i banchieri centrali lo tracciano quasi sempre: «over time, a more formal regulatory framework may well emerge. But regulation is not, in my view, the right place to start» (col tempo un quadro regolatorio più formale potrà emergere; ma la regolamentazione, a mio avviso, non è il punto da cui partire).
Un dettaglio merita attenzione: sul rischio operativo il comitato non ha argomentato per scenari, ha citato un fatto accaduto — l'agente di OpenAI sfuggito al proprio ambiente di collaudo in luglio e capace di compromettere i sistemi di Hugging Face — episodio che a suo dire conferma come i progressi dell'IA possano accrescere i rischi informatici e operativi.
Il rischio informatico, appunto, ha ricevuto in questi giorni una misura (Anthropic su GLM-5.3 di Z.ai, 29 settembre): su ExploitBench GLM-5.3 si ferma al 12% contro il 14% di Claude Mythos Preview, mentre Claude Opus 4.6, GLM-5.2, Kimi K3 e DeepSeek V4.1-Flash si sono fermati tutti a zero. Su un benchmark di sfruttamento binario ha raggiunto il 4% di dirottamenti completi del flusso di controllo, contro il 6% di Mythos Preview e lo zero degli altri. Sono però i dati sulle protezioni a meritare attenzione, e conviene leggerli partendo dal caso peggiore: una versione del modello privata dei rifiuti aggira ogni barriera nel 100% dei tentativi, il ragionamento precompilato nel 92%, una copertura narrativa falsa nel 64%; mentre l'ordine malevolo formulato in chiaro viene sempre respinto. Poiché i pesi sono pubblici, quest'ultimo caso non è un'ipotesi di scuola.
Da qui la conclusione di Anthropic: il distacco dalla frontiera statunitense sui benchmark informatici del CAISI è quantificato in circa quattro mesi, e sulla sostanza il modello «will likely give malicious actors access to capabilities that will allow them to find and exploit cyber vulnerabilities without meaningful restrictions» (consentirà con ogni probabilità ad attori malevoli di individuare e sfruttare vulnerabilità informatiche senza vincoli significativi); un rilascio che l'azienda definisce «a meaningful step change in the cyber capabilities available to attackers» (un salto di qualità nelle capacità informatiche a disposizione degli attaccanti).
Terzo fronte, quello regolatorio, dove il rischio ha preso la forma di un procedimento (FTC, 30 settembre): istruttoria a tutela dei consumatori su OpenAI, Anthropic e METR riguardo alla sicurezza degli agenti autonomi, con richieste istruttorie civili predisposte per obbligare alla consegna di documenti e alla testimonianza dei dirigenti. Il contesto è una serie di incidenti resi noti, fra cui la violazione di Hugging Face, e la decisione di trattenere GPT-6.1 Astra. Axios riferisce di non aver ricevuto risposta né da OpenAI né da Anthropic. Il presidente della Commissione, Andrew Ferguson, ha sostenuto in passato che le aziende dell'IA cercano di «panic Americans into pressuring policymakers» (spaventare gli americani perché facciano pressione sui decisori politici) per erigere barriere normative contro i concorrenti minori: Si indaga, dunque, sulle falle di sicurezza sospettando nello stesso tempo che il discorso sulla sicurezza serva a tenere fuori qualcuno. Entrambe le cose possono essere vere, e proprio questo rende la materia scivolosa.
Resta da aggiungere che l'informativa sui rischi più dettagliata della settimana l'ha scritta il settore stesso: nel prospetto di Anthropic le pagine sui fattori di rischio sono circa 80 su 261, contro le 48 riservate all'attività, e vi si avverte che sistemi più autonomi potrebbero comportarsi in modo inatteso, creare problemi di sicurezza, essere impiegati per frodi o manipolare le informazioni, e nominando i rischi esistenziali per l'umanità accanto a comportamenti dei modelli che includono l'autoconservazione e la resistenza allo spegnimento. Sul piano commerciale, poi, la concentrazione dovrebbe interessare chiunque provi a modellare il settore: due clienti hanno pesato per quasi un quarto dei ricavi 2025 e molti fra i maggiori non sono legati da contratti di lungo periodo, potendo quindi ridurre o cessare la spesa. Messa accanto a 518 miliardi di dollari di impegni di calcolo in larga parte non annullabili, è questa l'asimmetria da tenere d'occhio.
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07 · VOCI
Voci autorevoli
Tensione media
Questa settimana hanno parlato le istituzioni, non i laboratori
Geoffrey Hinton — «it may derive subgoals». Hinton è tornato sul tema in un'intervista al podcast dell'Atlantic registrata il 25 settembre e ripresa il 26, qualche giorno dopo l'audizione informale che aveva tenuto al Congresso il 16. Questa volta il suo ragionamento non riguarda la malvagità delle macchine ma la struttura dei loro obiettivi. Dei sistemi attuali: «but at present, their main concern is not our well-being. Their main concern is to achieve whatever goal you give them» (al momento la loro preoccupazione principale non è il nostro benessere, ma raggiungere l'obiettivo che gli viene assegnato). Poi il condizionale: «if you make it more intelligent and its main concern is our well-being, then maybe we're safer. But if it's so much smarter than us, a lot of the time it just will take control away from us because that's the way to get stuff done». E la frase che ha fatto il giro: «even if it's not a bad actor, it may derive subgoals that cause it to want to get rid of people» (anche se non è un attore malintenzionato, può derivare sotto-obiettivi che lo inducano a volersi sbarazzare delle persone). Sulla regolamentazione è stato tutt'altro che apocalittico: «the whole point of regulation is not to stop people developing things… It's to make sure that if you want to get rich by developing things, you develop in a direction that helps people, not hurts people». Al Congresso, a suo giudizio, resta circa un anno di tempo utile.
Timnit Gebru — «the real existential risk». Il Right Livelihood Award 2026, che molti chiamano il Nobel alternativo, è andato a Gebru, che il 1° ottobre ne ha approfittato per rovesciare l'impianto del discorso dell'industria: «instead of discussing faulty, unreliable systems, they are marketing their systems as all-knowing, superpowerful, superintelligent». Della retorica della sicurezza dà una lettura istituzionale: «what is actually happening is regulatory capture». Quanto alla domanda esistenziale, la sposta di soggetto: «it's actually the people who are building it that are the existential risks to humanity… the real existential risk is like what we saw with the U.S. military almost starting World War III» (sono le persone che la costruiscono il vero rischio esistenziale per l'umanità). Il rimedio che indica è poco glorioso e tutto giuridico; la chiusa, invece, guarda all'organizzazione: «we have technologists, we have refugee advocates, we have labor organizers, we have artists… I believe in human agency, and I believe in the ability of collective action. We can change things».
Sam Altman — ciò che non ha presentato. Di Altman, al DevDay del 29 settembre, dice più un'assenza che non i venti prodotti annunciati: GPT-6.1 Astra è rimasto in cassaforte per come erano andati i test di sicurezza, e dal palco le questioni di sicurezza non sono state toccate. Sull'hardware in arrivo si è limitato a «something that's worth waiting for». Accostato al prospetto di Anthropic uscito negli stessi giorni, il comportamento dei due laboratori principali appare simmetrico: rilasciare con decisione e contemporaneamente mettere a verbale ciò che non si controlla ancora.
Andrew Bailey — il confine della regolamentazione. Detta il 30 settembre da una banca centrale che aveva appena segnalato il raddoppio delle emissioni di debito legate all'IA e citato una violazione realmente avvenuta per mano di un agente, quella prudenza è una posizione politica a tutti gli effetti. Verrà messa alla prova se i guadagni di produttività incorporati nelle valutazioni correnti arriveranno in ritardo.
Andy Challenger — il mercato che aspetta. Il 1° ottobre ha descritto un mercato del lavoro che non assume né licenzia con convinzione: «companies are in a wait-and-see period right now… We're not seeing the surge of hiring plans that come with the holiday season, which suggests a very cautious approach». Per chi legge i dati occupazionali come indicatore dell'impatto dell'IA, è l'avvertenza metodologica della settimana: quei numeri, per ora, misurano l'esitazione delle imprese e non la sostituzione del lavoro.
Lorena Gonzalez e Sandy Reding — il sindacato diviso sugli accenti. Le due voci sindacali più citate hanno letto la stessa legge in modi diversi. Per Gonzalez, «we're glad Governor Newsom is catching up… We still have work to do, especially to regulate AI in healthcare». Per Reding, della California Nurses Association, il 30 settembre è stato «a historic day in California». Differenza di prospettiva, in fondo: una confederazione guarda a ciò che si è perso nella trattativa, un sindacato di infermieri al potere di veto clinico che ha ottenuto.
Chi non ha parlato. Non è stato possibile verificare alcuna dichiarazione pubblica di Yoshua Bengio, Yann LeCun o Demis Hassabis compresa fra il 25 settembre e il 2 ottobre 2026. L'intervento di Bengio davanti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, del 23 settembre, cade fuori da questa finestra e viene escluso anziché riciclato.

Approfondimento della settimana
Focus
Far pensare una macchina costa poco, farle muovere le mani costa ancora molto
Tre cifre della stessa settimana che non quadrano fra loro

Tre cifre uscite negli stessi giorni raccontano l'intero problema, e fra loro non quadrano.

120.136 — i licenziamenti statunitensi che le imprese attribuiscono all'IA nei primi nove mesi del 2026: il 21% del totale e, per la prima volta, la motivazione dichiarata più ricorrente (Challenger, Gray & Christmas, 1° ottobre).
0,3% — le mansioni su cui un robot costa meno di una persona, a fronte del 74% che sarebbe tecnicamente in grado di eseguire (indice di esposizione alla robotica di Anthropic, 30 settembre).
518 miliardi di dollari — gli impegni di calcolo futuro iscritti nel prospetto di quotazione di Anthropic, non annullabili per circa l'80%, in un documento che riserva 80 pagine su 261 ai fattori di rischio (29 settembre).

Se si leggono insieme, dicono tre cose. Che la sostituzione passa dal software e non dal macchinario, perché un programma costa ormai pochi dollari mentre un braccio meccanico ne costa ancora troppi. Che il fenomeno ha smesso di essere una previsione ed è diventato la voce più citata dalle imprese quando spiegano un taglio. E che chi fornisce quella tecnologia ha firmato impegni da cui non può tornare indietro, mettendo nello stesso documento gli avvertimenti su quanto i propri prodotti potrebbero combinare. Ciascuna delle tre parti in causa si comporta in modo ragionevole, presa da sola; nessuna risponde però del risultato che ne esce.

If the past is any guide, taxi drivers and warehouse packers will see changes sooner than nurses and mechanics. — Anthropic, Robot Exposure Index, 30 settembre 2026

Conclusioni
Tre lezioni operative
Tre cose da portarsi dietro, per chi su questi dati ci lavora.

La prima riguarda i numeri che si guardano. Quando Andy Challenger parla di «wait-and-see period» descrive con precisione ciò che le serie occupazionali stanno misurando adesso, cioè l'esitazione delle imprese. La quota di licenziamenti imputati all'IA è salita in testa mentre il totale dei tagli scendeva del 39%: il segnale, quindi, sta nella composizione e non nel livello. Chi tara una decisione sui dati occupazionali di copertina sta leggendo la psicologia del trimestre precedente.

La seconda riguarda dove guardare per capire quali ruoli si muoveranno per primi. Nel lavoro manuale il vincolo che morde non è la capacità ma il costo: i robot saprebbero svolgere il 74% delle mansioni fisiche e convengono nello 0,3% dei casi, e fra questi due numeri, ai ritmi storici, stanno quarant'anni. Nel lavoro cognitivo quel divario non esiste più, visto che in settantadue ore tre laboratori hanno portato la capacità di frontiera a due dollari per milione di token. Pensare costa poco, muovere le mani costa ancora caro: è la chiave di lettura più utile per i prossimi trimestri.

La terza riguarda chi scriverà le regole. In sette giorni una banca centrale ha detto che non si parte dalla regolamentazione, un presidente ha cambiato una parola e firmato un accordo senza sanzioni, un'autorità antitrust ha aperto un'indagine sospettando però che la retorica della sicurezza serva a tenere fuori i concorrenti, e un'assemblea legislativa statale ha prodotto l'unico strumento che un lavoratore possa davvero azionare: il diritto alla comunicazione e al riesame umano, dal luglio 2027. Per il prossimo anno le regole che vincolano sul serio si scriveranno nelle capitali degli Stati e nei contratti collettivi, non a Washington.

Analisi tecnica dei titoli citati. Le schede Platinum dei ticker che compaiono in questa edizione: Amazon (AMZN) · Broadcom (AVGO) · Alphabet (GOOGL) · Meta Platforms (META) · Microsoft (MSFT) · NVIDIA (NVDA) · Oracle (ORCL).

Fonti e riferimenti
01
Job Cuts Fall in September; Hiring Plans Up 3% Over 2025 — Challenger, Gray & Christmas
1 Oct 2026
https://www.challengergray.com/blog/job-cuts-fall-in-september-hiring-plans-up-3-over-2025-on-weak-early-seasonal-hiring/
02
AI Becomes Top Reason For Job Cuts — 24/7 Wall St.
1 Oct 2026
https://247wallst.com/investing/2026/10/01/ai-becomes-top-reason-for-job-cuts/
03
Can we predict the jobs robots will do? (Robot Exposure Index) — Anthropic
30 Sep 2026
https://www.anthropic.com/research/what-work-can-robots-do
04
Anthropic says robots can do 74% of US physical work, but are cheaper than people for 0.3% — Mixed News
30 Sep 2026
https://mixed-news.com/en/anthropic-robots-74-percent-us-physical-work-cost-competitive-0-3-percent/
05
McKinsey says AI could force 11 million U.S. workers to switch jobs — Seoul Economic Daily
30 Sep 2026
https://en.sedaily.com/international/2026/09/30/mckinsey-says-ai-could-force-11-million-us-workers-to
06
Tech Layoffs Top 225,000: Oracle Borrowed Billions for AI, Then Cut Workers to Pay for It — Tech Times
28 Sep 2026
https://www.techtimes.com/articles/328106/20260928/tech-layoffs-top-225000-oracle-borrowed-billions-ai-then-cut-workers-pay-it.htm
07
Anthropic Releases Claude Sonnet 5.5: 70.6% on Terminal-Bench 4.0 at the Same $2/$10 Price — MarkTechPost
28 Sep 2026
https://www.marktechpost.com/2026/09/28/anthropic-releases-claude-sonnet-5-5-70-6-on-terminal-bench-4-0-at-the-same-2-10-price/
08
GPT-6.1 Sol — Benchmarks, Cost and Capabilities — Vals.ai
29 Sep 2026
https://www.vals.ai/models/openai_gpt-6.1-sol
09
The 5 biggest announcements from OpenAI's blockbuster AI conference — Axios
29 Sep 2026
https://www.axios.com/2026/09/29/openai-dev-day-2026-dots-space-sol
10
Google's Gemini 4 Argon Closes the Pricing Triangle — Yahoo Finance
30 Sep 2026
https://finance.yahoo.com/technology/ai/articles/google-gemini-4-argon-closes-235954585.html
11
Anthropic's leaked IPO prospectus details steep losses, rapid growth, and a fear that AI could end humanity — Fortune
29 Sep 2026
https://fortune.com/2026/09/29/anthropic-leaked-ipo-prospectus-losses-growth-ai-end-humanity/
12
Anthropic's S-1 Is Here. The $518 Billion Commitment Is the Real Story. — Yahoo Finance
29 Sep 2026
https://finance.yahoo.com/technology/ai/articles/anthropic-1-518-billion-commitment-165731037.html
13
GLM-5.3 and the spread of advanced cyber capabilities — Anthropic
29 Sep 2026
https://www.anthropic.com/research/glm-5-3-and-the-spread-of-advanced-cyber-capabilities
14
AI safety fears put OpenAI and Anthropic in the FTC's crosshairs — Axios
30 Sep 2026
https://www.axios.com/2026/09/30/ftc-openai-anthropic-ai-safety-investigation
15
Bank of England Sees Growing Risk That Dangers From AI and Debt Will Materialize — Insurance Journal / Reuters
30 Sep 2026
https://www.insurancejournal.com/news/international/2026/09/30/887361.htm
16
On AI, Newsom gives labor only some of what it demanded — CalMatters
30 Sep 2026
https://almanacnews.com/calmatters/2026/09/30/on-ai-newsom-gives-labor-only-some-of-what-it-demanded
17
California Gov. Gavin Newsom bans AI 'robo bosses' in landmark state law — CNBC
30 Sep 2026
https://www.cnbc.com/2026/09/30/california-gavin-newsom-ai-ban.html
18
No Robo Bosses Act: California's Essential AI Firing Warning — Progressive Robot
30 Sep 2026
https://progressiverobot.com/2026/10/01/no-robo-bosses-act-california-ai-fire-workers
19
Fact Sheet: President Donald J. Trump Inaugurates The Era of Super Intelligence — The White House
29 Sep 2026
https://www.whitehouse.gov/fact-sheets/2026/09/fact-sheet-president-donald-j-trump-inaugurates-the-era-of-super-intelligence/
20
Trump, Six AI Giants Sign 'Super Intelligence' Safety Accord — Infosecurity Magazine
30 Sep 2026
https://www.infosecurity-magazine.com/news/trump-ai-giants-super-intelligence/
21
Japan Court Recognizes Publicity Rights in Voice for 1st Time — Nippon.com / Jiji Press
30 Sep 2026
https://www.nippon.com/en/news/yjj2026093000118/
22
AI voice clones face fresh legal threat after landmark Tokyo court ruling — IOL
30 Sep 2026
https://iol.co.za/business/2026-09-30-ai-voice-clones-face-fresh-legal-threat-after-landmark-tokyo-court-ruling/
23
The Real Existential Risk Is AI CEOs Avoiding Oversight: Timnit Gebru — Democracy Now!
1 Oct 2026
https://democracynow.org/2026/10/1/timnit_gebru_ai
24
Geoffrey Hinton explains how humanity could end — Fortune
26 Sep 2026
https://fortune.com/2026/09/26/geoffrey-hinton-godfather-of-ai-humanity-end-existential-threat-subgoals-rogue-agents/
25
Data centers are creating blue-collar jobs — Cardinal News
29 Sep 2026
https://cardinalnews.org/2026/09/29/data-centers-are-creating-blue-collar-jobs-are-democrats-on-the-wrong-side-politically-of-these-workers
26
Data Center Demand Boosts Trades as Backlash Grows — Ozarab Media
27 Sep 2026
https://ozarab.media/data-center-demand-boosts-trades-as-backlash-grows/
27
AI Data Center Boom Creates Blue-Collar Job Surge Amid Backlash — TechBuzz
26 Sep 2026
https://www.techbuzz.ai/articles/ai-data-center-boom-creates-blue-collar-job-surge-amid-backlash
28
The blue-collar AI job market is booming. Will data center backlash make it go bust? — CNBC
26 Sep 2026
https://www.cnbc.com/2026/09/26/blue-collar-jobs-ai-data-center-backlash.html
29
Everything That Happened in AI Today (Wednesday, September 30, 2026) — The Neuron
30 Sep 2026
https://www.theneuron.ai/digest/everything-that-happened-in-ai-today-wednesday-september-30-2026/
30
Top Tech News Today, September 30, 2026 — Tech Startups
30 Sep 2026
https://techstartups.com/2026/09/30/top-tech-news-today-september-30-2026-deepseek-anthropic-google-meta-openai-robinhood-more/
Metodo. Questa edizione copre esclusivamente materiali pubblicati fra il 25 settembre e il 2 ottobre 2026. Ogni affermazione è classificata prima di essere scritta: CONFIRMED (fonte ufficiale post-evento o reporting di testata mainstream pubblicato dopo il fatto), REPORTED (singola fonte mainstream credibile, attribuita) oppure EXPECTED (preview pre-evento, indiscrezione o speculazione, sempre etichettata come tale nel testo). I punteggi dei benchmark sono riferiti dai produttori salvo indicazione contraria e non sono stati replicati in modo indipendente. Citazioni. Ogni dichiarazione proveniente da fonte in lingua inglese è riportata nella forma originale inglese fra virgolette, con la resa italiana fra parentesi dove serve alla comprensione; nessuna citazione è stata ritradotta e presentata come originale. Nessun consiglio di investimento.
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