Analisi tecnica: azioni Amazon su del 15%, Apple giù, Eni raddoppia e le banche tengono la borsa italiana
Luglio si è chiuso con una seduta che ha diviso in due i grandi nomi americani. Le azioni Amazon hanno guadagnato il 15,32% con il cloud in crescita del 37% e 220 miliardi di dollari di investimenti annunciati, mentre Apple ha perso il 7,35% pur avendo battuto le stime, punita da servizi e Cina sotto le attese. Nello stesso giorno l'energia ha incassato profitti da record — Exxon 14,5 miliardi, Chevron 12,1, Shell oltre 10 — e a Milano Eni ha raddoppiato l'utile trimestrale a 2,3 miliardi con un riacquisto di azioni da 3,4 miliardi.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la seduta — a Wall Street le azioni Amazon, Apple, Microsoft e Nvidia; a Piazza Affari le azioni Eni, Enel, Intesa Sanpaolo, Stellantis e Leonardo, con le banche a sostenere la borsa italiana — e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Analisi tecnica delle azioni Amazon e Apple: il cloud paga, l'hardware no
- Energia: profitti da record e il ritorno del tema extra-profitti
- Semiconductor stocks e macro: inflazione appiccicosa, la Bank of Japan alza i toni
- Borsa italiana: analisi tecnica delle azioni Eni, Enel, Intesa e Stellantis
- Europa: banche francesi forti, farmaceutici e auto in affanno
- Cina ed emergenti: ADR in recupero, il Brasile in slancio
- Gli ETF che hanno mosso la seduta: oro, semiconduttori e l'ETF con dentro la Corea
- ETF sui mercati emergenti: solo uno dei quattro ha dentro la Corea
- Le trimestrali della settimana: 48 azioni sotto esame
- Indici europei: tre a un passo dal record, Londra resta indietro
- Analisi tecnica di SPY e QQQ: due panieri, sei punti di distanza
I nuovi segnali di acquisto della settimana
Ventinove nuovi segnali di acquisto e nemmeno uno di vendita: in una settimana come questa è già un'informazione. Qui sotto ne trovate dodici, scelti fra i più rappresentativi. Il tema che li tiene insieme è il software e i servizi informatici, che sette giorni fa erano un comparto in vendita e oggi sono un comparto in acquisto.
Analisi tecnica delle azioni Amazon e Apple: il cloud paga, l'hardware no
Le azioni Amazon hanno dominato la giornata fra i grandi nomi americani, e la ragione sta tutta in un numero: le azioni Amazon hanno guadagnato il 15,32% dopo una trimestrale con ricavi a 200,6 miliardi di dollari e il cloud in crescita del 37% a 42,2 miliardi, il ritmo più rapido dal 2021, con investimenti 2026 indicati verso i 220 miliardi quasi tutti in infrastruttura per l'intelligenza artificiale. All'estremo opposto le azioni Apple hanno perso il 7,35% pur avendo superato le stime sulle metriche principali, con l'iPhone cresciuto del 22%: a punirle sono stati i servizi, 30,74 miliardi contro 31,22 attesi, e la Cina, 18,8 contro 19,6. Le azioni Apple restano comunque il caso più discusso della settimana, e la reazione conta più dei conti.
Il messaggio è netto: in questa fase il mercato paga la monetizzazione dell'intelligenza artificiale e castiga chi ne è soltanto utilizzatore. AlphabetShort ha guadagnato il 6,7%, MicrosoftLong il 3,02% e MetaShort il 3,28% accompagnando il rimbalzo. Sul lato opposto, la dispersione è stata violenta: RobloxShort è affondata del 26,85% dopo aver ritirato la guidance annuale e mancato le stime sugli utenti, RedditShort ha ceduto il 21%. Il nostro modello arriva a questa seduta ben posizionato sul comparto: siamo long su Amazon e su Microsoft, dove il segnale si è girato in acquisto la settimana scorsa, e long su MastercardLong con un più 6,25% dopo una trimestrale con utile per azione a 5,04 dollari contro 4,77 attesi. Sul lato delle vendite le posizioni più vecchie sono anche le più remunerative: OracleShort più 29,53% dal 15 giugno, PalantirShort più 27,44% da gennaio, NetflixShort più 22,11% da aprile. Su Alphabet e Meta siamo short e venerdì il mercato è andato dall'altra parte: capita, e lo diciamo.
Energia: profitti da record e il ritorno del tema extra-profitti
La notizia macro della giornata è arrivata dai colossi petroliferi. Exxon MobilLong ha riportato un utile trimestrale di 14,5 miliardi di dollari, più che raddoppiato sull'anno e il migliore dal 2022, circa 160 milioni al giorno; ChevronLong ha quadruplicato a 12,1 miliardi dai 2,5 di un anno prima; ShellLong ha superato i 10 miliardi. Il motore è il greggio, salito di oltre il 40% da inizio anno fra la guerra USA-Iran e le tensioni sullo Stretto di Hormuz. A Washington sono tornate le proposte di tassazione degli extra-profitti, e resta un rischio regolatorio da tenere d'occhio sul comparto.
La parte tecnica dice qualcosa che i titoli dei giornali non dicono. Le azioni Chevron sono salite del 2,35% e quelle Exxon hanno perso lo 0,97% nel giorno del massimo utile dal 2022: su tre dei quattro grandi il nostro indicatore di flusso settimanale non conferma il movimento. Quando la notizia migliore possibile non spinge il prezzo, di solito era già nel prezzo. Il nostro modello è long su tutti e quattro — Chevron a più 5,04% dal segnale del 13 luglio, Shell a più 4,56%, EniLong a più 4,44% — con Exxon in leggera perdita.
Semiconductor stocks e macro: inflazione appiccicosa, la Bank of Japan alza i toni
Il contesto che tiene svegli i gestori è l'inflazione che non molla. L'indice dei prezzi preferito dalla Federal Reserve ha toccato i massimi da tre anni, e venerdì il costo del lavoro del secondo trimestre è uscito caldo, più 0,9% con i salari su del 3,2%. Il risultato è una curva dei rendimenti alta e più ripida, con il dollaro in indebolimento che ha dato ossigeno a euro ed emergenti. Da Tokyo è arrivata la novità: la Bank of Japan ha lasciato il tasso all'1% ma con voto 8-1, revisione al rialzo della view sull'economia e porta aperta a una mossa già a settembre.
Sui semiconduttori il quadro tecnico resta separato dal rimbalzo dei prezzi. Il nostro modello è short su NvidiaShort dall'8 giugno con un più 2,16%, su MicronShort dal 13 luglio con un più 3,05%, e le posizioni più vecchie sul software sono anche le più remunerative: OracleShort più 29,53% dal 15 giugno, PalantirShort più 27,44% da gennaio. In controtendenza AMDLong, dove siamo long dal 6 aprile con un più 94,32%: è il caso che spiega meglio di ogni altro perché il modello non chiude sui livelli intermedi. Fra i macro il solo indicatore con una tendenza vera è la volatilità dei titoli di Stato, cresciuta del 27% in quattro settimane senza una sola pausa.
Borsa italiana: analisi tecnica delle azioni Eni, Enel, Intesa e Stellantis
La borsa italiana ha chiuso in sostanziale parità, ma con storie societarie di peso. Le azioni Eni sono state la protagonista della seduta italiana: le azioni Eni hanno riportato un utile netto trimestrale raddoppiato a 2,3 miliardi di euro, con un riacquisto di azioni da 3,4 miliardi e un dividendo di 1,10 euro con possibile cedola straordinaria a ottobre, e la quotazione Eni ha reagito con un rialzo di oltre il 4% in avvio. Le azioni Enel seguono a ruota per peso nel listino: le azioni Enel hanno chiuso in leggero calo pur confermando una semestrale robusta, con margine operativo a 11,8 miliardi, utile ordinario a 3,93 miliardi e guidance confermata.
Il riferimento del settore bancario resta Intesa SanpaoloLong. Le azioni Intesa hanno aperto la stagione dei conti bancari italiani e restano il metro con cui si misura tutto il comparto: e due giorni prima le azioni Intesa Sanpaolo avevano riportato il miglior semestre di sempre, con 5,6 miliardi di utile e la guidance alzata sopra i dieci miliardi: sono le uniche azioni del nostro universo dove struttura, notizia e flusso di denaro dicono oggi la stessa cosa, e il nostro modello è long dal 7 aprile con un più 15,59%. Siamo long anche su UniCreditLong, Banco BPMLong e BPER BancaLong: le azioni UniCredit restano fra le più scambiate del listino e guadagnano il 13,65% dal segnale di aprile, mentre le azioni Banco BPM e le azioni BPER arrivano ai conti di mercoledì: le azioni BPM guadagnano il 24,46% dal segnale e restano la struttura migliore del gruppo, le azioni BPER il 7,87%. Fra i nuovi segnali della settimana ci sono anche le azioni Leonardo e le azioni Campari, e Leonardo porta i conti proprio in settimana. Sul lato opposto le azioni Stellantis: StellantisShort resta una delle azioni su cui il nostro modello è short da inizio giugno, con un più 15,78% dal segnale, e le azioni Stellantis hanno perso l'1,96% venerdì seguendo il comparto auto europeo. Short anche su PrysmianShort: le azioni Prysmian restano però il caso da seguire, perché hanno il segnale mensile più vicino a rovesciarsi di tutta la lista italiana.
Europa: banche francesi forti, farmaceutici e auto in affanno
La settimana europea si è chiusa con un calendario fitto. In Francia BNP ParibasLong ha pubblicato numeri robusti, con l'utile netto salito a 4,3 miliardi e i ricavi in crescita del 12% a 14,1 miliardi, mentre Schneider ElectricLong ha battuto le attese; in controtendenza SanofiShort, penalizzata da conti giudicati misti, dove il nostro modello è short da maggio. In Germania VolkswagenShort ha perso circa il 2% su una trimestrale debole e ricavi rivisti al ribasso, in un comparto auto stretto fra domanda fiacca e dazi americani: anche qui siamo short, dal 15 giugno, con un più 7,19%.
Il dato che tiene insieme il continente è però un altro, ed è la lista dei nuovi segnali. SAPLong, BASFLong, KeringLong, Saint-GobainLong, CapgeminiLong e ThalesLong sono tutti nuovi acquisti settimanali nati la settimana scorsa: software tedesco, chimica, lusso francese, materiali da costruzione, consulenza e difesa. Non è un tema unico, è un'ampiezza che torna. Restano solide le banche del continente, con Lloyds Banking GroupLong a più 13,68% dal segnale di aprile e Deutsche BankLong a più 10,26%, mentre BayerLong arriva ai conti di martedì con il segnale acceso da giugno e appena il 2,23% di guadagno.
Cina ed emergenti: ADR in recupero, il Brasile in slancio
Il dollaro debole e il ritorno di appetito per il rischio hanno riacceso gli emergenti. Gli ADR cinesi hanno recuperato: AlibabaLong più 5,1%, BaiduShort più 3,4%, JD.comLong più 2,2%, in un rimbalzo del comparto tecnologico di Pechino. Il nostro modello è long su Alibaba dal 13 luglio con un più 6,33% e su JD.com con un più 11,44%: entrambe le posizioni erano già aperte prima del rimbalzo. Su Baidu siamo invece dal lato delle vendite.
In Brasile l'indice principale ha guadagnato l'1,88%, sostenuto dai flussi esteri e dal biglietto verde fiacco, con Itaú UnibancoLong più 2,2% a fare da traino, PetrobrasLong più 2,0% e ValeShort l'azione più scambiata della seduta. Sul siderurgico e minerario brasiliano la nostra posizione è short da inizio maggio e resta in guadagno del 6,39%: il rimbalzo di venerdì non ha cambiato la struttura. Quando il dollaro arretra e la volatilità scende, i capitali tornano a cercare rendimento fuori dagli Stati Uniti, e questo è esattamente il quadro della giornata.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: oro, semiconduttori e l'ETF con dentro la Corea
Tre panieri hanno mosso la seduta e altri tre meritano lo spazio pur senza averla mossa. Dalla seduta: Consumo discrezionale USAShort ha guadagnato il 3,29% ed è stato il migliore, ma è quasi tutto Amazon, e sul paniere restiamo dal lato delle vendite; Materiali USALong ha perso il 2,34% ed è il peggiore, con i minerari e l'uranio che cedono in blocco; Energia USALong ha aggiunto l'1,00% sull'onda dei conti petroliferi, e lì siamo long con un più 3,24%.
Gli altri tre non hanno mosso la seduta e restano comunque utili da guardare. Gli ETF sull'oro sono il primo: il nostro modello è short da marzo con un più 10,12%, e il metallo ha perso il 3,1% in quattro settimane. L'ETF sui semiconduttori è il secondo, ed è il paniere in cui la distanza fra prezzo e struttura è più larga: siamo short dal 13 luglio con un più 3,24% mentre i chip rimbalzano. Gli ETF sui finanziari, infine, sono il posto meno chiacchierato e più coerente del listino americano — Vanguard FinanziariLong a più 7,91% dal segnale di aprile e Finanziari USALong a più 8,60% — nell'unico comparto americano che il nostro report settimanale classifica in regime favorevole.
ETF sui mercati emergenti: solo uno dei quattro ha dentro la Corea
C'è poi un caso che la seduta non ha mosso e che merita comunque la scheda, perché riguarda cosa si compra davvero quando si compra un paniere. I semiconduttori coreani corrono da settimane, trainati da Samsung Electronics e SK Hynix, ed è il comparto che ha spinto l'indice di Seul. Un ETF dedicato alla Corea non lo copriamo, ma la Corea è dentro uno solo dei quattro panieri emergenti che seguiamo, e la differenza è grossa: nell'ETF emergenti MSCIShort, costruito sull'indice MSCI, Samsung Electronics pesa il 5,27% e SK Hynix il 3,98%, insieme oltre il 9% del fondo e seconda e terza posizione assoluta (dati al 30 luglio 2026). Negli altri tre — ETF emergenti VanguardLong, ETF emergenti SchwabLong e ETF emergenti SPDRShort — di coreani non ce n'è nemmeno uno fra i primi venticinque, perché gli indici FTSE e S&P classificano la Corea come mercato sviluppato e la lasciano fuori dal paniere emergente.
Chi compra «un ETF sui mercati emergenti» pensando che siano intercambiabili sta scegliendo, senza saperlo, se avere o no il comparto che in questo momento corre di più. È lo stesso meccanismo che raccontiamo in chiusura su SPY e QQQ, applicato agli emergenti. Sul posizionamento siamo long su Vanguard e Schwab da aprile e short su MSCI e SPDR dal 13 luglio: sull'unico paniere che porta la Corea siamo quindi dal lato opposto al movimento, mentre venerdì su tutti e quattro è scattato un acquisto sul giornaliero che il settimanale non ha ancora confermato.
Le trimestrali della settimana: 48 azioni sotto esame
La settimana che comincia porta i conti di 48 azioni che seguiamo, e non e' una settimana qualunque: fra lunedi' e venerdi' passano sotto esame due banche italiane, tre petroliferi, mezza infrastruttura per l'intelligenza artificiale e la difesa. Qui sotto l'elenco per giorno, con il link all'ultima analisi pubblicata di ciascuno e la posizione del nostro modello, cosi' potete leggere il quadro tecnico prima che escano i numeri.
lunedì 3 · AmplifonLong · Berkshire HathawayLong · LeonardoLong · PalantirShort · Vertex PharmaceuticalsLong
martedì 4 · SafiloLong · Archer-Daniels-MidlandLong · AmgenLong · Arista NetworksLong · BayerLong · Booking HoldingsLong · BPLong · CaterpillarShort · GerdauLong · Gilead SciencesLong · Itaú UnibancoLong · Eastman KodakShort · MerckLong · SpotifyLong · ToyotaLong
mercoledì 5 · Banco BPMLong · BradescoLong · BPER BancaLong · Coca-Cola ConsolidatedLong · ExpediaLong · FigmaLong · FastlyLong · InfineonShort · IonQShort · KlabinLong · MercadoLibreLong · Novo NordiskLong · Occidental PetroleumLong · ShopifyLong · SanDiskShort · Energy FuelsShort · TeraWulfShort
giovedì 6 · AirbnbLong · ConocoPhillipsLong · Deutsche TelekomLong · FiservLong · PetrobrasLong · Petrobras (San Paolo)Long · PelotonLong · Unity SoftwareLong · UnipolLong
venerdì 7 · Munich ReLong · Take-Two InteractiveLong
Tre nomi meritano un'occhiata in anticipo. Le azioni Leonardo aprono le danze lunedi' con un segnale di acquisto nato la settimana scorsa. Le azioni Banco BPM e le azioni BPER arrivano mercoledi' con la struttura piu' solida di tutta la nostra lista italiana, denaro settimanale in ingresso da tre settimane e volatilita' in compressione. E mercoledi' tocca anche a Infineon e SanDisk, dove siamo short: sui semiconduttori i conti di questa settimana valgono doppio.
Indici europei: tre a un passo dal record, Londra resta indietro
I quattro indici europei che seguiamo hanno tutti il segnale settimanale di acquisto acceso dall'inizio di aprile e stanno tutti fra il 3,0% e il 3,8% sopra il proprio Punto di Inversione settimanale: nessuno è vicino a perdere il segnale, e i margini sono quasi identici. Le rese però divergono molto — FTSE MIBLong più 12,37% dal segnale, CAC 40Long più 5,28%, DAXLong più 3,44%, FTSE 100Long più 1,92%.
L'informazione che nessuno mette in fila riguarda la distanza dal record. DAX, CAC 40 e FTSE MIB stanno tutti entro il 2% dal proprio massimo storico — rispettivamente l'1,02%, lo 0,66% e l'1,78% — mentre il FTSE 100 ne sta il 7,78% sotto. Londra ha lo stesso segnale degli altri tre, lo stesso margine dal proprio livello di inversione e un sesto della resa di Milano: è il paniere che partecipa al rialzo europeo senza mai arrivare in cima. Chi cerca esposizione al continente ha in questo numero la ragione per preferire Milano, Parigi o Francoforte.
Analisi tecnica di SPY e QQQ: due panieri, sei punti di distanza
Chiudiamo con il confronto che spiega la rotazione meglio di qualunque commento. SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, sta l'1,76% sotto il proprio record e ha il segnale settimanale di acquisto acceso dal 6 aprile, con una resa del 9,94%; QQQShort, l'ETF sul Nasdaq 100, ne sta l'8,10% sotto e ha il segnale di vendita dal 20 luglio. Sei punti percentuali di differenza fra due panieri dello stesso mercato, nello stesso giorno.
La ragione sta nella composizione. La tecnologia pesa il 50,54% nel secondo paniere contro il 32,91% del primo, e i finanziari valgono lo 0,24% contro il 12,59%. In un mese in cui il comparto tecnologico ha perso il 5,53% e i finanziari sono stati l'unico settore americano in regime favorevole, quella differenza di pesi è diventata una differenza di sei punti dal record. Venerdì su entrambi è scattato un segnale di acquisto giornaliero: sul primo conferma il settimanale, sul secondo lo contraddice, e finché il prezzo non recupera oltre quattro punti percentuali il contrasto resta aperto. Chi cerca esposizione azionaria americana in questa fase sta scegliendo, di fatto, fra queste due composizioni.
Il mese ha convalidato una rotazione
Luglio si è chiuso e con esso si sono convalidati i segnali mensili, che sono i più lenti del nostro modello e quindi i più difficili da far girare. Ventisei acquisti e ventisette vendite hanno superato la conferma di fine mese, e messi uno accanto all'altro raccontano una storia sola: in acquisto finanziari, pagamenti, difesa, aerospazio ed Europa; in vendita semiconduttori, uranio, servizi petroliferi e tutta la parte più speculativa del listino, dallo spazio all'idrogeno.
È il motivo per cui, dopo una settimana che ha ribaltato sei segnali settimanali dal lato delle vendite a quello degli acquisti sul software, guardiamo comunque con più attenzione alle banche europee che ai nomi rimbalzati. Il settimanale racconta gli ultimi cinque giorni, il mensile ha appena chiuso trenta giorni di prezzi. Questa settimana i conti di Bayer e Booking martedì e quelli di Banco BPM e BPER mercoledì diranno se la parte che ci convince regge anche alla prova dei numeri.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell’apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni azione citata. Se invece cercate la spiegazione dei concetti da zero — cosa sono gli stop, come si legge un doppio minimo, che cos’è una nuvola di Ichimoku — le guide stanno nella sezione Formazione.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
31/07Report settimanale sui mercati31/07Report sulla rotazione dei settoriStati Uniti · Italia · Germania · Francia · Regno Unito · Brasile · ETF