Analisi tecnica dopo l'inflazione americana: le azioni Eni e Leonardo sulla borsa italiana, CoreWeave e Cisco accendono l'intelligenza artificiale
Il dato che doveva decidere la giornata è arrivato e ha deciso poco, che era l'esito meno considerato. L'inflazione americana di luglio è salita dello 0,1% sul mese e dello 0,2% nella componente di fondo, portando i tassi annui al 3,4% e al 2,5%, entrambi in calo di un decimo: le probabilità di un rialzo della Federal Reserve a settembre sono scese al 38% dal 48% del giorno prima. Wall Street ha chiuso mista con il Nasdaq davanti, sostenuta dai conti dell'intelligenza artificiale e frenata dai grandi nomi che non ne fanno parte.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la seduta — CoreWeave e Cisco sui conti, Nebius e Super Micro sull'infrastruttura per il calcolo, Dell e Arista Networks a doppia e a singola cifra, NVIDIA che torna a salire fra i semiconduttori e Alphabet ancora debole sulla spesa — e sulla borsa italiana le azioni Eni in scia al greggio, le azioni Leonardo sulla promozione di RBC, le azioni Stellantis ferme e le banche in attesa del consolidamento. Per ciascuno trovate la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- L'inflazione in linea e la Fed che si allontana: analisi tecnica di una seduta rinviata
- CoreWeave e Cisco: i conti accendono l'infrastruttura per l'intelligenza artificiale
- Analisi tecnica dei grandi nomi tecnologici: chi sale sui conti e chi resta indietro
- Il Brasile alla sesta seduta in calo: analisi tecnica di un mercato che scende in blocco
- Borsa italiana: le azioni Eni in scia al greggio, le azioni Leonardo sulla promozione
- Regno Unito: Shell cede le rinnovabili a TotalEnergies, Rolls-Royce non si ferma
- Gli ETF che hanno mosso la seduta: l'ETF sui semiconduttori, gli ETF sull'oro e la tecnologia americana
- Le trimestrali della settimana: dai semiconduttori a Walmart
- Indici europei: tre panieri sul record e uno che resta indietro
- Analisi tecnica di SPY e QQQ: uno rientra in congestione, l'altro cambia lato
I nuovi segnali di acquisto della settimana
I nuovi segnali di acquisto della settimana chiusa venerdì sono 27, e questa è la loro terza giornata di vita: il momento in cui la distinzione fra chi ha cominciato a lavorare e chi no smette di essere rumore. Qui sotto ne trovate 12, ordinati dal migliore al peggiore per risultato dal segnale, e l'orizzonte è quello dello swing trading settimanale. Tre famiglie li tengono insieme: l'oro con i suoi produttori, la difesa europea e americana, e la tecnologia grande.
L'inflazione in linea e la Fed che si allontana: analisi tecnica di una seduta rinviata
La seduta di mercoledì ruotava attorno a un numero e quel numero è arrivato dove doveva. L'inflazione americana di luglio è salita dello 0,1% sul mese e dello 0,2% nella componente di fondo, portando i tassi annui al 3,4% e al 2,5%, entrambi in calo di un decimo rispetto a giugno e allineati alle attese. In un ciclo normale sarebbe una non-notizia; oggi è un sollievo, perché il mercato non teme un taglio mancato ma un rialzo in arrivo.
Le conseguenze sono state immediate e ordinate: le probabilità di una stretta a settembre sono scese al 38% dal 48% del giorno prima e dal 70% di un mese fa, il decennale americano è calato per la seconda seduta consecutiva verso il 4,68%, il dollaro si è indebolito. Sul quadro di stress il movimento è stato collettivo: la volatilità azionaria ha perso il 4,8% nella giornata e il 22,5% sull'arco a quattro settimane, la volatilità obbligazionaria — che era l'unica misura di tensione in aumento — ha ceduto il 7,5% in un giorno, lo spread fra i titoli italiani e tedeschi si è ristretto del 3,1%.
La lettura di analisi tecnica che ne ricavo riguarda però il prezzo, non il dato. SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, si è mosso per meno di mezzo punto percentuale nel giorno più atteso del mese e ha chiuso esattamente sul bordo inferiore della propria fascia di congestione, rientrandoci dopo esserne uscito il giorno prima. Un indice che nel giorno dell'inflazione respira meno della metà del proprio normale non ha deciso niente: ha rinviato. Il volume in acquisto è risalito al 33,43% dal 25,14%, quindi la pressione in vendita si è allentata senza rovesciarsi.
CoreWeave e Cisco: i conti accendono l'infrastruttura per l'intelligenza artificiale
Se la macro ha tolto un rischio, i conti hanno fornito la spinta. CoreWeaveLong ha comunicato ricavi trimestrali per 2,58 miliardi di dollari, più 112% sull'anno, con una perdita rettificata di 1,03 dollari per azione migliore delle attese, la previsione annuale alzata a 12,4-13,2 miliardi e ordini arretrati per 104 miliardi: il titolo aveva guadagnato oltre il 13% dopo la chiusura di martedì e ha aggiunto il 19,28% nella seduta di mercoledì. CiscoLong ha rincarato con un trimestre record — ricavi a 17,3 miliardi, più 18%, utile rettificato a 1,22 dollari, più 23%, ordini legati all'intelligenza artificiale cresciuti di circa quattro volte e mezzo — chiudendo in rialzo del 2,86% vicino ai massimi.
Il finale però ricorda che il mercato è esigente: nonostante i numeri sopra le attese, Cisco ha ceduto circa il 4,6% dopo la chiusura, penalizzata da una previsione sui margini appesantita da un mix di prodotti più orientato all'hardware. È lo schema che da mesi separa i vincitori dai perdenti di questo tema: contano le previsioni, non i numeri di ieri.
Il traino si è propagato a tutta la scala del comparto: NebiusShort più 34,14%, Super MicroLong più 19,02%, Dell TechnologiesLong più 9,87%, IRENShort più 9,86%, Credo TechnologyLong più 8,26%, Arista NetworksLong più 6,39%, OracleLong più 5,36%. Tre di questi movimenti sono finiti fra le anomalie della giornata, cioè fra quelli che hanno percorso più del doppio della propria oscillazione tipica.
Il nostro modello arriva a questa giornata con le posizioni giuste già aperte da mesi. Su Dell è long da febbraio con un guadagno del 227,19% dal segnale, su Arista Networks da giugno con più 24,06%: due trade che la seduta ha premiato senza bisogno di inseguire nulla. Restiamo short su Nebius e IREN, che hanno partecipato al rialzo. Un comparto che salta in blocco dopo una trimestrale non è rumore, è denaro che rientra: distinguere il rientro di denaro dal rimbalzo è il lavoro che un sistema di ai trading fa scandagliando l'intero universo prima di scegliere un lato.
Analisi tecnica dei grandi nomi tecnologici: chi sale sui conti e chi resta indietro
In un indice tirato dall'intelligenza artificiale, i grandi nomi che non appartengono a quel tema hanno perso terreno, ed è la ragione per cui il Nasdaq ha guadagnato meno dell'uno per cento in una giornata così. MetaShort ha ceduto il 3,38%, MicrosoftLong il 2,26%, AmazonLong l'1,83%, TeslaShort l'1,59% pur in un clima disteso.
Il caso che si trascina resta AlphabetShort, ancora fra i peggiori dei grandi nomi. Il catalizzatore vero è del 5 agosto — l'uscita del proprio responsabile scientifico dopo ventisette anni, insieme ad altri ricercatori di primo piano — ma il mercato continua a scontare l'incognita sulla guida della ricerca sull'intelligenza artificiale, i timori sull'aumento della spesa per i centri di calcolo e un fronte regolatorio che non si chiude, con il nodo dei pagamenti di distribuzione sullo sfondo.
Fra i semiconduttori la giornata è stata invece di ritorno: NVIDIALong più 3,03% dopo settimane di indecisione. La rotazione ha premiato il silicio e l'infrastruttura, e ha lasciato indietro la pubblicità e i servizi. Vale la pena notare che il comparto tecnologico europeo ha fatto l'opposto, meno 0,76%: il movimento è nato dai conti di due società americane, quindi resta un fatto societario prima che di comparto.
Il Brasile alla sesta seduta in calo: analisi tecnica di un mercato che scende in blocco
Il movimento più ampio della giornata per estensione è arrivato da San Paolo, dove l'indice principale ha ceduto il 2,5% nella sesta seduta consecutiva di calo. La miccia sono state le minute della banca centrale, che hanno segnalato tassi alti più a lungo raffreddando le speranze di un'accelerazione del ciclo di tagli, il tutto in un anno elettorale. Le banche hanno pagato il conto più salato, ma non si sono salvati nemmeno i pilastri delle materie prime: ValeShort ha perso circa il 2% e PetrobrasLong l'1,3% malgrado il greggio più alto, entrambe con volumi elevati da ribilanciamento istituzionale.
Sul nostro modello c'è una cosa da isolare e da raccontare con precisione. Il segnale settimanale su Itaú UnibancoShort, Banco do BrasilShort, ItausaShort, BradescoShort, CosanShort e AmbevShort è passato in vendita sulla candela di questa settimana, cioè mentre il mercato scendeva: quei sei segnali sono ancora in formazione e si confermano solo alla chiusura di venerdì. Su ValeShort la vendita è invece attiva e confermata da maggio, con un guadagno del 10,2% dal segnale.
C'è un dettaglio di analisi tecnica che vale più della cronaca. Fra i movimenti fuori scala della giornata compare anche MercadoLibreLong, meno 5,76%, che è quotata in America ma fa in Brasile la maggior parte del fatturato: quando l'informazione è il Paese, i singoli titoli smettono di raccontare storie diverse e la geografia conta più del listino su cui il titolo è scambiato.
Borsa italiana: le azioni Eni in scia al greggio, le azioni Leonardo sulla promozione
Milano ha tenuto meglio delle altre europee, e a spingere è stato il solito terzetto. Le azioni EniLong hanno guidato il listino agganciate al greggio e al risiko geopolitico, con il nostro segnale di acquisto attivo da metà luglio e un guadagno del 3,92% dal segnale. Sulla difesa, le azioni LeonardoLong sono salite dopo il giudizio favorevole di RBC, sostenute anche dal tema del riarmo europeo: il segnale è di acquisto da fine luglio e porta più 8,38%. Bene anche le azioni FincantieriLong, che proseguono sul tema del consolidamento subacqueo e della difesa navale.
Sulle banche i movimenti sono stati minimi ma la direzione è chiara: le azioni UniCreditLong hanno limato un progresso confermandosi prima del listino per capitalizzazione, mentre le azioni Intesa SanpaoloLong hanno ceduto qualche decimo con l'operazione su MPS attesa ormai per la finestra fra settembre e ottobre. Le azioni BPM restano il trade più avanti del gruppo: Banco BPMLong porta più 33,93% dal segnale. Sul fronte opposto le azioni StellantisShort restano l'unica vendita italiana in forte guadagno, e le azioni PrysmianShort la seconda.
Una nota di analisi tecnica sulle banche, perché è il comparto dove la nostra posizione è più esposta. Il segnale settimanale su Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banco BPM è di acquisto da aprile, e le tre posizioni sono in guadagno rispettivamente del 21,18%, del 18,02% e del 33,93% dal segnale. L'indicatore di forza relativa sul settimanale sta però sopra 70 su tutte e tre: sono trade maturi, e su un trade maturo il lavoro utile è proteggere il risultato invece di aumentarlo. Le azioni Enel restano invece le uniche del gruppo ancora sotto il livello d'ingresso, con EnelLong a meno 1,47% dal segnale, con il prezzo appena sopra il proprio Punto di Inversione settimanale.
Regno Unito: Shell cede le rinnovabili a TotalEnergies, Rolls-Royce non si ferma
Il paniere britannico ha chiuso in calo per la terza seduta consecutiva, zavorrato dalle materie prime in ripiego nel corso della seduta e dalla debolezza dei pesi massimi. La notizia societaria del giorno è stata il passaggio di mano nelle rinnovabili: ShellLong ha ceduto alla francese TotalEnergiesLong la propria divisione rinnovabili terrestri europee, un tassello che riallinea entrambe attorno al proprio mestiere principale. Entrambe hanno chiuso in calo con il comparto petrolifero, e su entrambe il nostro segnale settimanale è di acquisto: è il caso in cui il ribasso va contro il segnale invece di confermarlo, e la lente segnala senza concludere.
BPLong ha fatto peggio nella stessa fase di storno del greggio in corso di seduta a Londra, malgrado il Brent in chiusura positiva. In controtendenza Rolls-RoyceLong, che ha guadagnato circa il 2% proseguendo il fortissimo movimento del 2026 su difesa e aerospazio: il nostro segnale è di acquisto da metà aprile con più 17,96% dal segnale, e il titolo sta a meno 2,47% dal proprio massimo storico con la forza relativa ancora sotto 65 su entrambi gli orizzonti — cioè con spazio davanti, cosa rara in questa fase.
HSBCLong ha chiuso in leggero rialzo dopo i conti, con il mercato però a giudicare troppo piccolo il nuovo programma di riacquisto di azioni proprie. Resta sullo sfondo, senza catalizzatore del giorno, la debolezza di AstraZenecaShort, ancora sotto pressione dopo le indiscrezioni sulla fusione e il risultato negativo di uno studio clinico di inizio mese: lì il nostro modello è short da metà luglio.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: l'ETF sui semiconduttori, gli ETF sull'oro e la tecnologia americana
Sei panieri raccontano la seduta. Il ETF sui semiconduttoriShort sui semiconduttori è stato il più forte con più 2,32%, più del comparto tecnologico generale, e porta più 3,00% sulla settimana: è il modo di stare sul silicio senza dipendere dal singolo nome, e stasera riceve il proprio esame con i conti del maggiore produttore di apparecchiature. Lì il nostro segnale settimanale è di vendita da metà luglio.
L'ETF sulla tecnologia americanaLong sulla tecnologia americana ha guidato la mappa settoriale con più 1,49% ed è il modo più diretto di prendere il tema dei conti senza scegliere fra sette nomi saliti insieme; il suo segnale settimanale è passato in acquisto proprio su questa candela, quindi è provvisorio. Il paniere tecnologico europeo ha fatto l'opposto, meno 0,76%, e la distanza fra i due dice che il movimento è nato in America.
Gli ETF sull'oro restano il modo più tranquillo di prendere il tema del metallo: il SPDR Gold SharesLong è fra i nuovi segnali di acquisto della settimana, porta più 1,62% dal segnale e ha la perdita tipica più bassa del gruppo, il 2,3%; sull'ultimo mese ha guadagnato l'8,81%. Il metallo ha chiuso in area record, sopra i 4.400 dollari l'oncia in mattinata, e sale mentre la volatilità azionaria scende: chi cerca l'esposizione senza la volatilità dei produttori la trova qui.
Due panieri quotati in Europa completano il quadro, e vale la pena nominarli per quello che sono. Il ETF UCITS sulla tecnologia americanaLong replica il comparto tecnologico dell'S&P 500 in forma UCITS ed è quotato a Francoforte: più 0,79% nella giornata e più 2,96% sul mese, cioè il modo europeo di prendere lo stesso tema che ha mosso Wall Street mercoledì, senza passare da uno strumento in dollari. Il ETF sulle risorse di base europeeLong sulle risorse di base europee ha aggiunto lo 0,37% e porta più 6,73% sul mese, ed è il paniere più vicino al tema dei metalli industriali: il rame ha chiuso vicino ai propri massimi storici per una tensione sulle scorte fra le due principali borse dei metalli, e questo è il modo che abbiamo per starci dentro.
Sul fronte opposto della mappa, l'ETF sui materiali americaniLong sui materiali americani ha perso l'1,24% ed è il peggiore della giornata, seguito dal consumo discrezionale a meno 1,13% e dalle comunicazioni a meno 0,90%. Sono tre panieri che il Report del venerdì dava in salute e che le sedute successive hanno smentito: il badge dice divergenza forte su tutti e tre. L'ETF sui semiconduttori resta il modo di stare sul silicio senza dipendere dal singolo nome, ed è il comparto che stasera riceve il proprio esame con i conti del maggiore produttore di apparecchiature.
Le trimestrali della settimana: dai semiconduttori a Walmart
Il calendario dei prossimi giorni è concentrato in due punti. Il primo arriva stasera, dopo la chiusura americana, con Applied MaterialsShort: è il test sul sentimento verso i produttori di apparecchiature per semiconduttori, cioè il comparto che mercoledì è tornato a salire, e il nostro modello lo tiene short da fine luglio. Il secondo è brasiliano e arriva nella settimana peggiore possibile, con utility e finanziarie che pubblicano i conti mentre l'indice scende da sei sedute.
giovedì 13 · Applied MaterialsShort · RWEShort · OndasLong · CPFL EnergiaShort · LightLong · BradesparShort
venerdì 14 · CosanShort · PDG RealtyLong
giovedì 20 · WalmartShort
martedì 25 · ZoomLong · IntuitLong · AutodeskLong
Il nome su cui vale la pena fermarsi è JD.comLong, che pubblica i conti oggi. La nostra lente sulla finestra che precede i conti gli assegna quattro indizi accesi — denaro in miglioramento, volume in acquisto in aumento, volatilità in compressione e una configurazione di minimi crescenti — e il segnale settimanale è di acquisto da metà luglio. Quattro indizi favorevoli non sono una previsione sul risultato: dicono che la struttura si stava preparando, e la struttura non sa cosa contengono i conti.
Sul metodo, la precisazione che facciamo ogni volta. La nostra misura sulla stagione di luglio dice che entrare con il segnale attivo prima dei conti rende in media il 2,12% contro il 2,03% del gruppo di controllo: gli utili non spostano la resa media, allargano la dispersione. Restano quindi una ragione per entrare più piccoli, e vale la pena ricordare che la misura copre una sola stagione.
Indici europei: tre panieri sul record e uno che resta indietro
I quattro panieri europei che seguiamo hanno tutti il segnale settimanale di acquisto attivo dalla prima metà di aprile, quindi da diciotto settimane, e tutti e quattro stanno sopra il proprio Punto di Inversione settimanale. Fin qui si somigliano. La differenza sta in quanto hanno prodotto e in quanto sono lontani dai propri massimi.
FTSE MIBLong resta il migliore dei quattro con più 15,73% dal segnale e sta a meno 0,61% dal proprio record. CAC 40Long segue con più 7,22% e meno 0,89% dal record, DAXLong porta più 6,32% ed è a meno 0,79%. Tre panieri incollati ai propri massimi, con la distanza dal Punto di Inversione settimanale fra il 2,39% e il 2,99%: un cuscino sottile e uniforme, che si è assottigliato di qualche decimo rispetto a ieri perché la giornata europea è stata negativa mentre l'America saliva.
Il quarto è quello che dice qualcosa. FTSE 100Long sul paniere britannico ha prodotto più 1,73% in diciotto settimane, cioè un quarto del francese e un nono dell'italiano, e sta a meno 7,96% dal proprio massimo storico — dieci volte la distanza degli altri tre. È la divergenza da sorvegliare: quando tre indici di un continente sono sui massimi e il quarto è quasi l'8% sotto, il quarto non sta partecipando allo stesso movimento. La sua distanza dal Punto di Inversione, l'1,81%, è anche la più sottile del gruppo, ed è il paniere più esposto ai titoli petroliferi ed estrattivi.
Analisi tecnica di SPY e QQQ: uno rientra in congestione, l'altro cambia lato
Mercoledì SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, e QQQLong, l'ETF sul Nasdaq 100, si sono separati per la prima volta dopo una settimana passata a muoversi insieme: più 0,25% il primo, più 0,73% il secondo, cioè quasi il triplo. La ragione sta nella composizione — SPY pesa il 32,91% in tecnologia e il 12,59% in finanziari, QQQ il 50,54% e lo 0,24% — e in una giornata in cui il comparto tecnologico guadagna l'1,49% e i finanziari lo 0,21%, quella differenza di pesi vale esattamente il mezzo punto di scarto.
Ma il fatto tecnico è un altro, ed è il più importante della settimana. Su QQQ il nostro segnale settimanale si è rovesciato in acquisto sulla candela in corso, cancellando la vendita attiva dal 20 luglio: quello short si chiude in perdita del 5,77%. È provvisorio fino alla chiusura di venerdì, e va detto così. Su SPY invece il segnale di acquisto non si è mai interrotto da aprile: i due panieri stanno tornando a dire la stessa cosa dopo un mese in cui dicevano cose opposte.
Le due letture della maturità si specchiano. La qualità del setup — l'indice che misura in che fase si trova la struttura, da compressa a tesa — sta a 68,7 su SPY e a 32,8 su QQQ: il primo è teso e ha incassato tutte e tre le finestre di presa beneficio, il secondo è compresso e le sue finestre non esistono ancora, perché si calcolano quando il segnale è confermato. C'è però un numero che raffredda l'entusiasmo: nella seduta il volume in acquisto su QQQ è stato del 18,01%, cioè più di quattro quinti degli scambi sono passati dal lato di chi vende in una giornata chiusa in guadagno.
Il dato che doveva decidere e non ha deciso
L'inflazione americana di luglio è uscita esattamente dove il mercato la aspettava, e questo ha tolto pressione ai tassi invece di aggiungerne: le scommesse su un rialzo a settembre sono scese al 38% dal 48%, il decennale è calato per la seconda seduta e tutti gli indicatori di tensione si sono alleggeriti insieme. Wall Street ha chiuso mista, con il Nasdaq davanti e i grandi nomi fuori dal tema dell'intelligenza artificiale a perdere terreno. Il greggio ha chiuso la sesta seduta consecutiva in rialzo e l'oro è in area record, quindi la pressione sui prezzi resta dove era.
Per il nostro modello è stata una buona giornata. Le posizioni long su Dell e Arista Networks, aperte da mesi, hanno lavorato dentro il tema che ha mosso l'indice — la prima porta più 227% dal segnale, la seconda più 24% — e le vendite su Alphabet e AstraZeneca hanno continuato a funzionare. Sul listino italiano il modello è long su otto nomi su dieci e in guadagno su tutte le posizioni citate. Restiamo short su Nebius e IREN, che hanno partecipato al rialzo dell'infrastruttura per il calcolo. E sei segnali di vendita si sono formati sui titoli brasiliani nella settimana in cui il mercato scende per la sesta seduta, anche se restano provvisori fino a venerdì.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell’apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni azione citata. Se invece cercate la spiegazione dei concetti da zero — cosa sono gli stop, come si legge un doppio minimo, che cos’è una nuvola di Ichimoku — le guide stanno nella sezione Formazione.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.