Analisi tecnica: il petrolio crolla sulla tregua con l'Iran, le azioni Intesa e UniCredit spingono la borsa italiana
La seduta di lunedì è nata a Washington, non nei bilanci: annullato l'attacco all'Iran e riaperti i negoziati, il greggio ha perso oltre il 5% e ha portato via con sé il premio geopolitico che aveva gonfiato luglio. Wall Street ha risposto con un rialzo corale e il Dow a un nuovo record di chiusura, mentre le azioni Amazon superavano per la prima volta i 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione e Meta rimbalzava del 6,6%.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata. Sulla borsa italiana le azioni Intesa Sanpaolo e UniCredit hanno spinto Piazza Affari con la curva dei rendimenti più ripida, le azioni Ferrari sono state fra i motori del listino e le azioni Eni hanno pagato il crollo del greggio; a Wall Street il rialzo è arrivato da Amazon, Microsoft, Alphabet e Nvidia, mentre a Londra AstraZeneca crollava del 6,2% su un'ipotesi di fusione. Per ciascuno trovate la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- La tregua vale più di una trimestrale: petrolio giù, megacap in fuga
- Nucleare e uranio: l'energia che serve all'intelligenza artificiale
- Semiconductor stocks e trimestrali: Palantir batte, Exxon delude
- Borsa italiana: analisi tecnica delle azioni Intesa, UniCredit, Ferrari ed Eni
- Londra ed Europa: AstraZeneca crolla, Shell cede le rinnovabili a TotalEnergies
- Brasile: Vale annuncia il riacquisto, Petrobras paga il greggio
- Gli ETF che hanno mosso la seduta: energia, oro e l'ETF sui semiconduttori
- Le trimestrali della settimana: 38 azioni sotto esame
- Indici europei: tre corrono insieme, Londra resta indietro da sola
- Analisi tecnica di SPY e QQQ: uno sul record, l'altro a sei punti
I nuovi segnali di acquisto della settimana
Ventinove nuovi segnali di acquisto e nemmeno uno di vendita: la settimana chiusa venerdì ha spinto tutto da una parte sola. Qui sotto ne trovate dodici, scelti fra i più rappresentativi. L'orizzonte è quello dello swing trading settimanale. Due famiglie li tengono insieme: il software con i servizi informatici, che sette giorni prima erano un comparto in vendita, e la difesa europea, che invece il segnale mensile lo conferma.
La tregua vale più di una trimestrale: petrolio giù, megacap in fuga
Il catalizzatore di lunedì non è arrivato da un bilancio ma da Washington: annullato l'attacco pianificato contro l'Iran e riaperti i negoziati, il premio geopolitico accumulato sul greggio a luglio — oltre venti punti percentuali in un mese — si è sgonfiato in poche ore. Il petrolio ha perso oltre il 5% rispetto alla chiusura di venerdì, e la caduta del costo dell'energia, letta dal mercato come sollievo sull'inflazione, ha riacceso l'appetito per il rischio. Il Dow ha chiuso a un nuovo record, l'S&P 500 ha guadagnato l'1,48% e il Nasdaq il 2,1%.
A guidare è stato il solito manipolo di grandi nomi. AmazonLong ha aggiunto il 4,6% superando per la prima volta i 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, MetaShort il 6,6% con il rientro dei timori sulla spesa per l'intelligenza artificiale, MicrosoftLong e AlphabetLong si sono fermate a ridosso del 5%, NvidiaShort al 2,9%. Il nostro modello arriva a questa giornata con tre delle cinque dalla parte giusta: siamo long su Amazon, Microsoft e Alphabet. Su Meta siamo short e il rimbalzo di lunedì ci è andato contro; lo diciamo perché è successo. Le posizioni contrarie che stanno pagando sono altrove e sono le più vecchie: PalantirShort più 25,91% da ventinove settimane, TeslaShort più 15,18% da sette, mentre l'acquisto su AMDLong vale il 97,78% da aprile.
Sotto la superficie c'è una divergenza che vale la pena registrare: mentre l'America correva, il KOSPI coreano perdeva oltre il 5% e il Nikkei circa un punto, su timori legati proprio agli investimenti nell'intelligenza artificiale. Lo stesso tema, letto in due modi opposti a dodici ore di distanza.
Nucleare e uranio: l'energia che serve all'intelligenza artificiale
Il filone più caldo fra le società di media dimensione è stato quello dell'energia nucleare, alimentato dalla domanda elettrica dei centri dati per l'intelligenza artificiale — la stessa ondata che sta dietro alla diffusione dell'ai trading e dei sistemi automatici. NuScale PowerShort ha guadagnato circa il 7% e riporta i conti mercoledì; il produttore di uranio CamecoShort ha aggiunto il 3,9%, sostenuto dalle indiscrezioni su una possibile quotazione di Westinghouse, di cui la società canadese è azionista.
Qui il nostro modello è dalla parte opposta del movimento di giornata su entrambe, e vale la pena spiegare perché non cambiamo idea per un rialzo di ventiquattr'ore. Le due posizioni short sono aperte da sei e dodici settimane e valgono rispettivamente il 7,68% e il 14,35%: il rimbalzo di lunedì le ha intaccate, non ribaltate. Nella stessa famiglia le vendite più vecchie sono anche le più remunerative — Rocket LabShort più 36,02% da dieci settimane e Virgin GalacticShort più 20,79% da otto — mentre su D-Wave QuantumShort, che riporta giovedì, il conto è sostanzialmente in pareggio dopo un balzo del 10,51% in una sola seduta.
Semiconductor stocks e trimestrali: Palantir batte, Exxon delude
A mercati chiusi PalantirShort ha riportato un secondo trimestre sopra le attese — utile per azione di 0,41 dollari contro i 0,34 del consenso, ottavo risultato migliore delle stime di fila — con ricavi in area 1,81 miliardi e una previsione per l'intero 2026 alzata a 7,65-7,66 miliardi, in crescita del 71%. Il nodo resta la reazione del titolo: su questa valutazione il mercato pretende un'accelerazione più marcata per pagare ancora. Il nostro modello è short da gennaio e la posizione vale il 25,91%.
Sul fronte opposto Exxon MobilLong ha mostrato l'altra faccia dell'energia con un utile rettificato di 3,52 dollari contro i 3,68 attesi, il 4,3% sotto il consenso, lasciando comunque il titolo pressoché fermo. Noi siamo long da tre settimane e la posizione è in perdita dell'1,20%: il crollo del greggio arriva nel momento peggiore per quel segnale. Oggi l'agenda è fittissima: AMDLong, con ricavi attesi intorno agli 11,2 miliardi e i chip per l'intelligenza artificiale in primo piano dopo l'accordo con Anthropic, e poi BookingLong, CaterpillarShort, McDonald'sShort, PfizerShort, SpotifyLong, AmgenLong e Arista NetworksLong, oltre alla prima trimestrale in assoluto di SpaceX dopo la campana.
Borsa italiana: analisi tecnica delle azioni Intesa, UniCredit, Ferrari ed Eni
La borsa italiana si è confermata fra le migliori d'Europa, con il listino principale in progresso di circa lo 0,9%, in linea con Parigi e Francoforte. A trainare sono state le banche, favorite dall'irripidimento delle curve dei rendimenti: le azioni UniCredit hanno guadagnato il 2,6% e le azioni Intesa Sanpaolo il 2,4%. Molto bene anche le azioni Ferrari, salite del 2,7% e fra i principali motori dell'indice. In controtendenza le azioni Eni, giù dell'1,1% con il crollo del greggio, e le azioni Leonardo, che hanno ceduto lo 0,7% per prese di beneficio sulla difesa dopo la trimestrale di fine luglio.
Sulle banche italiane il nostro modello è posizionato da mesi e i conti lo dicono: Intesa SanpaoloLong è in acquisto da diciotto settimane con il 18,37%, UniCreditLong da diciassette con il 16,70%, Banco BPMLong da diciotto con il 27,10%, BPER BancaLong da nove con l'11,30%. Nella stessa famiglia MediobancaLong vale il 34,88% da diciassette settimane, Monte dei PaschiLong il 26,36% e GeneraliLong il 23,45%. Anche le azioni Ferrari sono in acquisto, da nove settimane e con il 12,97%. Sull'altro lato del listino le vendite hanno pagato altrettanto: le azioni Stellantis rendono il 16,03% da nove settimane sul lato corto, le azioni Prysmian l'11,55% da cinque e STMicroelectronicsShort il 15,90% da quattro — StellantisShort e PrysmianShort sono fra le vendite più durature del listino.
La settimana milanese entra nel vivo mercoledì e giovedì con la tornata dei conti: le azioni Banco BPM e le azioni BPER mercoledì (Banco BPMLong e BPER BancaLong), poi le azioni Generali con GeneraliLong, MediobancaLong e Monte dei PaschiLong giovedì.
Londra ed Europa: AstraZeneca crolla, Shell cede le rinnovabili a TotalEnergies
Londra è rimasta la piazza più debole del continente, e la ragione ha un nome: AstraZenecaShort è crollata del 6,2% dopo le indiscrezioni su colloqui preliminari di fusione con Bristol Myers Squibb, un'ipotesi che darebbe vita a uno dei maggiori gruppi farmaceutici al mondo ma di cui il mercato ha faticato a cogliere la logica industriale. Sul titolo il nostro modello è in vendita da quattro settimane e la posizione vale l'8,69%: è il caso in cui la lettura tecnica ha anticipato la notizia.
Sempre a Londra ShellLong ha ceduto lo 0,8% annunciando la cessione a TotalEnergiesLong del proprio business di rinnovabili terrestri europeo — circa 500 megawatt fra solare ed eolico operativi o in costruzione fra Regno Unito, Italia, Olanda e Spagna, più un portafoglio di progetti da 3,5 gigawatt. È un'operazione che fotografa due strategie opposte: la ritirata delle grandi petrolifere anglosassoni dal rinnovabile e l'affondo della francese. Noi siamo in acquisto su entrambe, e su Shell la posizione vale il 5,24% da quattro settimane.
Sul continente Francoforte ha visto in evidenza Siemens HealthineersLong più 4,6%, AdidasShort più 3,5%, SAPLong più 3,4%, AirbusLong più 3,4% e Mercedes-BenzLong più 2,6%. Fra queste l'acquisto su Airbus è il più maturo, quattordici settimane e 15,63%; su Adidas siamo invece in vendita e lunedì il titolo è salito.
Brasile: Vale annuncia il riacquisto, Petrobras paga il greggio
L'indice brasiliano è stato frenato proprio dal capitolo che altrove ha aiutato: la discesa del greggio ha spinto PetrobrasLong in calo di oltre due punti. ValeShort ha ceduto circa un punto sul ripiegamento del minerale di ferro, pur in una giornata segnata dall'annuncio di un nuovo piano di riacquisto fino a 100 milioni di azioni ordinarie e di una remunerazione complessiva agli azionisti di circa 8,64 miliardi di real. In controtendenza i finanziari, sostenuti dall'attenuarsi dei timori sull'inflazione: Itaú UnibancoLong ha guadagnato oltre l'1% e BradescoLong circa mezzo punto.
Sul Brasile il nostro modello è in vendita su Vale da quattordici settimane, e la posizione vale l'8,41%; siamo invece in acquisto sui due istituti di credito e su Petrobras. In settimana arrivano la decisione sui tassi della banca centrale e una raffica di trimestrali locali: BradescoLong mercoledì, PetrobrasLong giovedì.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: energia, oro e l'ETF sui semiconduttori
Una giornata come questa si legge bene dagli strumenti con cui ci si sta dentro. Gli ETF sulle comunicazioni americane hanno guidato con il 2,86%, seguiti dagli ETF sugli industriali con l'1,85% e da quelli sul consumo discrezionale con l'1,83%: sono i tre comparti che il carburante più economico premia direttamente. All'estremo opposto gli ETF sull'energia hanno perso l'1,28%, ed è la faccia rovesciata della stessa notizia.
Fuori dalla rotazione del giorno ci sono due panieri che meritano una riga per conto loro. Gli ETF sull'oro restano fra i più seguiti in assoluto: il nostro modello è in vendita su quel comparto da ventun settimane e la posizione vale il 10,08%, con il metallo che lunedì si è mosso di appena due decimi. L'ETF sui semiconduttori è l'altro: siamo in vendita da quattro settimane con il 2,71%, e la giornata di ieri — con il comparto tecnologico salito meno del mercato — non ha smentito quella lettura. Sugli ETF sulla tecnologia americana siamo short da due settimane e la posizione è in perdita dell'1,53%: qui il rimbalzo ci è andato contro.
Le trimestrali della settimana: 38 azioni sotto esame
Trentotto strumenti del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni, e la densità si concentra fra oggi e giovedì. Per ciascuno trovate il link all'ultima analisi pubblicata e la posizione del modello.
martedì 4 · AMDLong · BookingLong · CaterpillarShort · McDonald'sShort · PfizerShort · SpotifyLong · AmgenLong · Arista NetworksLong · Archer-Daniels-MidlandShort · BayerLong · HSBCLong · Itaú UnibancoLong
mercoledì 5 · Eli LillyLong · AppLovinShort · DisneyShort · NuScale PowerShort · eBayShort · Western DigitalShort · InfineonShort · GlencoreShort · Banco BPMLong · BPER BancaLong · BradescoLong
giovedì 6 · Constellation EnergyShort · ConocoPhillipsLong · CloudflareLong · MP MaterialsShort · D-Wave QuantumShort · SiemensLong · RheinmetallLong · Deutsche TelekomLong · DiageoLong · GeneraliLong · MediobancaLong · Monte dei PaschiLong · PetrobrasLong
venerdì 7 · AllianzLong · Munich ReLong
Indici europei: tre corrono insieme, Londra resta indietro da sola
I quattro panieri europei vanno letti insieme, perché lunedì uno dei quattro ha fatto una cosa diversa dagli altri tre. DAXLong ha guadagnato l'1,52% e si è fermato a **0,15%** dal proprio record, FTSE MIBLong l'1,35% a **0,46%** dal massimo, CAC 40Long l'1,13% a **0,31%**. Tre indici a meno di mezzo punto dal loro miglior livello di sempre, tutti e tre con il nostro segnale di acquisto attivo da diciassette o diciotto settimane: il tedesco vale il 5,01%, il francese il 6,47%, l'italiano il 13,88%.
FTSE 100Long ha fatto l'opposto: unico in calo, meno 0,17%, e soprattutto a quasi otto punti percentuali dal proprio record — venti volte la distanza degli altri tre. Il segnale di acquisto c'è anche lì, da diciotto settimane, ma vale l'1,75%, cioè un ottavo di quello italiano nello stesso arco di tempo. La ragione della giornata è il tonfo di AstraZeneca e la debolezza dei petroliferi; la ragione dei diciotto mesi è strutturale, e riguarda la composizione di quel listino.
Analisi tecnica di SPY e QQQ: uno sul record, l'altro a sei punti
Il confronto fra i due grandi panieri americani è la fotografia migliore di questa fase. SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, ha chiuso a più 1,42% e si trova a tre decimi di punto dal proprio massimo storico: il nostro acquisto è attivo da diciotto settimane e vale l'11,51%. QQQShort, l'ETF sul Nasdaq 100, ha fatto meglio nella singola giornata — più 1,76% — ma resta a quasi il 7% dal proprio record, e lì il nostro segnale è di vendita da tre settimane, in perdita del 2,32%.
La spiegazione sta nella composizione. Il paniere tecnologico ha metà del proprio peso in un solo comparto — quello che lunedì è salito meno delle comunicazioni e degli industriali — e praticamente nessuna esposizione ai finanziari, che valgono il 12,6% dell'S&P e appena lo 0,24% del Nasdaq. Finché la forza del mercato arriva da banche, industriali e consumi, il primo la incassa e il secondo no. IWMLong, il paniere delle società più piccole, ha guadagnato l'1,72% e conferma: quando il rischio scende, sale tutto ciò che non è tecnologia pura.
Un rialzo comprato con una notizia, non con i conti
La seduta di lunedì ha un'origine sola e vale la pena tenerla a mente: il greggio ha perso oltre il 5% perché un attacco militare è stato annullato nel fine settimana. Da lì viene tutto il resto — le compagnie aeree, le crociere, il consumo discrezionale, perfino il rimbalzo delle grandi tecnologiche, che con l'Iran non c'entrano nulla ma respirano quando il rischio percepito scende. Sul nostro desk quindici dei trentuno nuovi acquisti giornalieri hanno il segnale settimanale ancora in vendita e il denaro in uscita: il prezzo sale mentre i soldi escono, che è la firma di un rimbalzo tecnico.
Dentro la stessa giornata c'è però una seconda storia, e quella è di sostanza. Lo spread fra il decennale italiano e quello tedesco si è ristretto di quasi il 5% e la curva americana si è irripidita: le banche hanno guadagnato per la ragione strutturale che le fa guadagnare. È l'unico comparto della giornata in cui il segnale mensile convalidato a luglio, quello settimanale e quello giornaliero dicono la stessa identica cosa — e su Piazza Affari quelle posizioni sono aperte da diciassette e diciotto settimane. Mercoledì e giovedì i conti di Banco BPM, BPER, Generali, Mediobanca e Monte dei Paschi diranno se il comparto regge anche alla prova dei numeri.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell’apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni azione citata. Se invece cercate la spiegazione dei concetti da zero — cosa sono gli stop, come si legge un doppio minimo, che cos’è una nuvola di Ichimoku — le guide stanno nella sezione Formazione.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
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