Analisi tecnica del petrolio e dei semiconduttori: le azioni Eni sulla borsa italiana, Alphabet paga la spesa, il Brasile declassato
Quattro giorni dopo che un dato debolissimo sull'occupazione aveva cancellato le scommesse su una stretta della Federal Reserve, il mercato ha ribaltato la lettura: il greggio è salito per la quarta seduta consecutiva, il decennale americano è tornato sopra il 4,72% e il trentennale ha superato il 5%. Nell'economia reale fra venerdì e martedì non è cambiato nulla; è cambiato il prezzo di una materia prima. Gli indici hanno perso poco — S&P 500 meno 0,32%, Nasdaq meno 0,60% — ma le società minori americane hanno guadagnato lo 0,43% e la volatilità è rimasta bassa: una rotazione ordinata.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la seduta — Marathon Petroleum, Valero e ConocoPhillips sul petrolio, Alphabet che lascia il 3,84% sulla revisione della spesa, Riot Platforms e CoreWeave sull'infrastruttura per l'intelligenza artificiale, NVIDIA e Apple fra i semiconduttori — e sulla borsa italiana le azioni Eni in scia al greggio, le azioni Leonardo sulla difesa e Stellantis dalla parte dei ribassi. Per ciascuno trovate la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Il petrolio riscrive le aspettative sui tassi: analisi tecnica dei titoli dell'energia
- Riot e Anthropic: 9,1 miliardi accendono l'infrastruttura per l'intelligenza artificiale
- Analisi tecnica di Alphabet: il mercato punisce la spesa, e il software con lei
- La rotazione difensiva: le utility americane in testa alla seduta
- Il Brasile declassato: sesta seduta in calo e il nostro modello che gira
- Borsa italiana: le azioni Eni in scia al greggio, vendite su Stellantis
- Gli ETF che hanno mosso la seduta: l'ETF sull'energia, l'ETF sull'oro e i semiconduttori
- Le trimestrali della settimana: dai brasiliani a Home Depot
- Indici europei: tre panieri sul record e uno che resta indietro
- Analisi tecnica di SPY e QQQ: uno esce dalla congestione, l'altro cambia lato
I nuovi segnali di acquisto della settimana
I nuovi segnali di acquisto della settimana chiusa venerdì sono 27, e questa è la loro seconda giornata di vita: il momento in cui si vede quali hanno cominciato a lavorare e quali no. Qui sotto ne trovate 12, ordinati dal migliore al peggiore per risultato dal segnale, e l'orizzonte è quello dello swing trading settimanale. Tre famiglie li tengono insieme: l'oro con i suoi produttori, la tecnologia grande e i nomi legati ai viaggi.
Il petrolio riscrive le aspettative sui tassi: analisi tecnica dei titoli dell'energia
La seduta di martedì è un caso di scuola su quanto una sola variabile possa muovere l'intera curva delle aspettative. Venerdì un dato debolissimo sull'occupazione — 23.000 posti persi — aveva cancellato le scommesse su una stretta della Federal Reserve a settembre e portato il decennale americano intorno al 4,61%. Tre sedute dopo il rendimento è sopra il 4,72% e il trentennale ha superato il 5%. In mezzo non è successo niente all'economia: è salito il barile, quarta seduta consecutiva, con lo Stretto di Hormuz ancora paralizzato.
Sul listino la raffinazione ha fatto la parte del leone. Marathon PetroleumLong ha guadagnato il 5,03%, ValeroLong il 2,85%, ConocoPhillipsLong il 2,35% e ChevronLong lo 0,90%. È il secondo giorno consecutivo di questo tema, ed è la conferma che cercavamo: un premio geopolitico che dura una seduta sola di solito rientra, uno che ne dura due comincia a essere un prezzo.
La lettura di analisi tecnica che conta però è sui flussi, ed è la stessa che avevamo scritto lunedì. Su ExxonMobilLong e sull'ETF Vanguard sull'energiaLong il denaro settimanale continua a uscire mentre il prezzo sale: martedì hanno chiuso a più 0,01% e più 1,11%, cioè fermi, proprio nella giornata in cui il comparto correva. Su ChevronLong e ConocoPhillipsLong il flusso regge, e infatti hanno seguito il tema. Distinguere fra distribuzione e accumulo dentro lo stesso rialzo settoriale è l'unico modo di scegliere fra otto nomi che salgono insieme, ed è il lavoro che un sistema di ai trading fa scandagliando l'intero universo prima di prendere una direzione.
Una nota sul prezzo d'ingresso, perché è dove si perde il vantaggio: Marathon PetroleumLong ha percorso in una sola giornata circa cinque volte la propria oscillazione tipica. Il tema può essere giusto e il momento sbagliato, ed è esattamente il caso in cui la gestione del rischio conta più della direzione.
Riot e Anthropic: 9,1 miliardi accendono l'infrastruttura per l'intelligenza artificiale
Il rialzo più vistoso della giornata è arrivato da Riot PlatformsShort, salita di circa il 17% in seduta e fino al 25% nelle contrattazioni successive alla chiusura, dopo aver affittato ad Anthropic il proprio impianto di Rockdale, in Texas: 191 megawatt di capacità e 9,1 miliardi di dollari di ricavi contrattualizzati fino al giugno 2048, che salgono a 16,1 miliardi con le opzioni di rinnovo. È la conferma di una tendenza strutturale — chi estraeva bitcoin che si riconverte in fornitore di capacità di calcolo — e ha trascinato l'intero comparto: TeraWulfShort più 3,40%, IRENShort più 2,61%, Applied DigitalShort più 2,17%.
Sulla stessa onda, a mercato chiuso, CoreWeaveShort ha comunicato ricavi trimestrali per 2,6 miliardi di dollari, un ritmo annualizzato di 10,4 miliardi, un portafoglio ordini salito a 129,2 miliardi e un margine operativo rettificato al 59%. Il titolo aveva già guadagnato il 2,42% in giornata.
Qui la nostra posizione è dalla parte opposta del movimento e va detta per prima: il segnale settimanale su tutti e cinque questi nomi è di vendita, e martedì sono saliti tutti. Vale però la pena spiegare perché non la giriamo per una notizia. Un contratto ventennale cambia il conto economico di una società; non cambia la struttura di prezzo delle altre quattro, che restano quello che erano il giorno prima. Il nostro protocollo lavora sul segnale settimanale, e un segnale non si rovescia perché un concorrente ha firmato: si rovescia quando lo fa il prezzo, e il livello a cui succede è scritto nella scheda di ogni titolo.
Analisi tecnica di Alphabet: il mercato punisce la spesa, e il software con lei
Il protagonista in negativo è stato AlphabetShort, che ha lasciato il 3,84%. A pesare, tre elementi insieme: la revisione al rialzo della spesa in conto capitale per il 2026, portata in area 195-205 miliardi di dollari con il flusso di cassa trimestrale scivolato in negativo per la prima volta; un collocamento obbligazionario da 25 miliardi per finanziare i centri di calcolo; e un fronte regolatorio che si allarga, fra l'esposto di quasi trecento editori francesi sulle sintesi generate dall'intelligenza artificiale e l'appello dei procuratori federali sul rimedio antitrust nella ricerca. È il paradosso di questa fase: la spesa che dovrebbe garantire la leadership viene punita nel breve perché comprime i margini.
Il resto del software ha seguito. AppLovinShort ha ceduto il 5,99% sotto un'ondata di revisioni al ribasso di tre grandi intermediari, arrivate dopo una trimestrale che ha mancato le attese di ricavo — il primo passo falso sulle previsioni da quando è quotata. DatadogLong ha perso un altro 5,37%, prolungando la debolezza successiva ai conti: la previsione era stata alzata, ma restano i timori sul rallentamento della crescita e sulla contrazione del margine di cassa. AdobeLong ha lasciato il 3,39%. Il messaggio è unico e vale per tutti e tre: sui nomi ad alta crescita con valutazioni tirate, anche numeri buoni ma non eccezionali vengono venduti.
Fra i semiconduttori la giornata è stata invece di tenuta: NVIDIALong praticamente invariata a meno 0,02%, AMDLong più 1,01%, MicronShort più 0,87%. La rotazione ha colpito il software e la pubblicità, non il silicio.
La rotazione difensiva: le utility americane in testa alla seduta
Sotto la superficie di indici che perdevano tre decimi, il denaro si è mosso in modo ordinato e riconoscibile: in testa alla seduta l'ETF sull'energia americana con più 1,25% e l'ETF sulle utility con più 1,16%, in coda le comunicazioni con meno 0,50% e l'immobiliare con meno 0,72%. Utility ed energia che salgono insieme mentre i rendimenti obbligazionari corrono è la firma classica della rotazione difensiva, e spiega perché le società minori americane abbiano guadagnato lo 0,43% mentre i grandi indici cedevano.
Sui singoli nomi il movimento è stato ampio. Edison InternationalShort ha guadagnato il 3,04%, Constellation EnergyLong il 2,93% e PG&ELong l'1,53%; sul lato energia Marathon PetroleumLong più 5,03% e ValeroLong più 2,85% hanno trainato il comparto muovendosi a più del doppio del proprio paniere.
Qui il nostro modello è diviso, ed è utile spiegare perché. Su Constellation Energy e su PG&E il segnale settimanale è di acquisto e la giornata lo ha premiato. Su Edison International è invece di vendita, e il titolo è salito del 3%: quando il modello sta contro il movimento, la lettura corretta è tenere quel nome piccolo finché uno dei due cede. Sulle utility, poi, vale un'avvertenza di contesto — un comparto che sale perché i rendimenti salgono ha una relazione fragile con i tassi, e oggi esce il dato che li muove.
Il Brasile declassato: sesta seduta in calo e il nostro modello che gira
La nota più pesante è arrivata da San Paolo. JPMorgan ha declassato l'azionario brasiliano a neutrale da sovrappeso, tagliando l'obiettivo di fine anno sull'Ibovespa a 185.000 punti da 190.000. Le motivazioni sono quattro: un ciclo dei tassi vicino alla fine, con atteso un solo altro taglio da 25 punti base a settembre; l'attività economica in rallentamento; il ciclo del credito in deterioramento; e la storica sottoperformance degli attivi brasiliani nei sei mesi che precedono le elezioni. L'indice ha chiuso in calo del 2,5%, sesta seduta negativa consecutiva.
Le vendite sono state diffuse e ordinate per comparto: banche con Itaú UnibancoShort e Banco do BrasilShort intorno al meno 2,5%, siderurgia con GerdauLong a meno 4,32%, petroliferi con PetrobrasLong a meno 2,18%, e sul nostro universo anche ItausaShort a meno 3,7% e ValeShort a meno 2,02%. Fra i movimenti fuori scala della giornata due dei sei erano brasiliani, ed è la firma di un mercato che scende in blocco: quando l'informazione è il Paese, i singoli titoli smettono di raccontare storie diverse.
Sul nostro modello è successa una cosa che vale la pena isolare. Il segnale settimanale su Itaú UnibancoShort, Banco do BrasilShort, ItausaShort, BradescoShort, CosanShort e AmbevShort è passato in vendita sulla candela di questa settimana, cioè nel momento stesso in cui il declassamento arrivava sul mercato. È il tipo di coincidenza che va dichiarata con precisione: quei segnali sono in formazione e si confermano solo alla chiusura di venerdì. Su ValeShort la vendita è invece attiva e confermata da maggio.
Borsa italiana: le azioni Eni in scia al greggio, vendite su Stellantis
A Milano il paniere principale ha chiuso fiacco ma sopra la parità, sostenuto da due temi. Il primo è l'energia: le azioni EniLong sono state le migliori del listino con un progresso del 2,01%, agganciate direttamente alla fiammata del greggio. Il secondo è la difesa, con le azioni LeonardoLong in rialzo dello 0,75%. Bene anche le azioni PrysmianShort, più 1,35%, sul tema delle reti e dei centri di calcolo.
Sul fronte opposto, vendite decise sulle azioni StellantisShort, meno 2,60%, e un comparto bancario in leggera flessione: le azioni UniCreditLong e le azioni Intesa SanpaoloLong entrambe intorno al meno mezzo punto, le azioni Banco BPMLong a meno 0,88%. Le azioni EnelLong hanno chiuso sostanzialmente invariate, a meno 0,91%. Da segnalare, sul tratto obbligazionario, il Bund ai massimi da quindici anni e un movimento di vendita generalizzato sui titoli di Stato europei, coerente con quanto accadeva sui titoli americani.
Una nota di analisi tecnica sulle banche, perché è il comparto dove la nostra posizione è più esposta. Il segnale settimanale su Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banco BPM è di acquisto da aprile, e le tre posizioni sono in guadagno rispettivamente del 20,86%, del 24,66% e del 33,84% dal segnale. L'indicatore di forza relativa sul settimanale è però sopra 70 su due delle tre: sono trade maturi, e su un trade maturo il lavoro utile è proteggere il risultato.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: l'ETF sull'energia, l'ETF sull'oro e i semiconduttori
Quattro panieri hanno definito la seduta, e vale la pena guardarli per quello che sono, cioè strumenti. L'ETF sull'energia americanaLong sull'energia americana ha guadagnato l'1,25% ed è il modo più diretto di stare sul tema del greggio senza scegliere fra otto raffinerie; sul mese porta più 10,62%, che è il movimento più ampio dell'intera mappa settoriale. L'ETF su petrolio e gas europeiLong su petrolio e gas europei ha fatto meglio ancora nella singola giornata, più 1,63%.
Sul fronte difensivo, l'ETF sulle utility americane ha aggiunto l'1,16% in una giornata di rendimenti in salita — una combinazione che di norma non si vede e che segnala rotazione più che convinzione di fondo. Sul lato opposto della mappa, l'ETF sull'immobiliare americanoLong sull'immobiliare americano ha perso lo 0,72% ed è l'unico comparto negativo sia sulla giornata sia sulla settimana sia sul mese.
Due panieri restano centrali anche senza essere la notizia del giorno. Gli ETF sull'oro sono lo strumento con cui si prende il tema del metallo pagando meno rischio dei produttori: il SPDR Gold SharesLong è fra i nuovi segnali di acquisto della settimana e ha la perdita tipica più bassa del gruppo, il 2,3%. E l'ETF sui semiconduttori resta il modo di stare sul silicio senza dipendere dal singolo vincolo regolatorio che martedì ha tenuto NVIDIA ferma: ETF sulla tecnologia americanaLong sulla tecnologia americana ha chiuso a meno 0,12%, con il segnale settimanale passato in acquisto proprio su questa candela.
Le trimestrali della settimana: dai brasiliani a Home Depot
Il calendario dei prossimi giorni è denso e concentrato su due blocchi. Il primo è brasiliano, e arriva nella settimana peggiore possibile: banche, utility e siderurgia rendicontano fra oggi e venerdì mentre l'indice scende da sei sedute e il Paese è appena stato declassato. Il secondo è americano e si chiude martedì prossimo con la distribuzione.
mercoledì 12 · Banco do BrasilShort · BraskemShort · E.ONLong · UltraparLong · Virgin GalacticShort
giovedì 13 · JD.comLong · Intuitive MachinesShort · CPFL EnergiaShort · BradesparShort · OndasLong
venerdì 14 · CosanShort · PDG RealtyLong
martedì 18 · Home DepotLong · BaiduShort
Il nome su cui vale la pena fermarsi è JD.comLong, che riporta domani. È uno dei sei movimenti fuori scala di martedì, meno 4,6% cioè oltre il doppio della sua oscillazione tipica, e allo stesso tempo la nostra lente sulla finestra che precede i conti gli assegna cinque indizi accesi: denaro in miglioramento, volume in acquisto in aumento, minimi che non scendono più, volatilità in compressione e una configurazione di minimi crescenti. Cinque indizi favorevoli e una barra pesante nello stesso giorno non si annullano: rendono il nome interessante e inadatto a un ingresso prima dei conti.
Sul metodo, una precisazione che facciamo ogni volta. La nostra misura sulla stagione di luglio dice che entrare con il segnale attivo prima dei conti rende in media il 2,12% contro il 2,03% del gruppo di controllo: gli utili non spostano la resa media, allargano la dispersione. Restano quindi una ragione per entrare più piccoli.
Indici europei: tre panieri sul record e uno che resta indietro
I quattro panieri europei che seguiamo hanno tutti il segnale settimanale di acquisto attivo dalla prima metà di aprile, quindi da diciassette settimane, e tutti e quattro stanno sopra il proprio Punto di Inversione settimanale. Fin qui si somigliano. La differenza sta in quanto hanno prodotto e in quanto sono lontani dai propri massimi.
FTSE MIBLong è il migliore dei quattro con più 15,78% dal segnale, e sta a meno 0,58% dal proprio record. CAC 40Long segue con più 7,76% e meno 0,40% dal record. DAXLong porta più 6,48% ed è il più vicino al massimo di tutti, meno 0,33%. Tre panieri incollati ai propri record, con la distanza dal Punto di Inversione settimanale fra il 2,52% e il 3,12%: un cuscino sottile ma uniforme.
Il quarto è quello che dice qualcosa. FTSE 100Long sul paniere britannico ha prodotto più 1,79% in diciassette settimane, cioè un quinto del francese e un nono dell'italiano, e sta a meno 7,91% dal proprio massimo storico — venti volte la distanza degli altri tre. È la divergenza che vale la pena sorvegliare: quando tre indici di un continente sono sui massimi e il quarto è quasi l'8% sotto, il quarto non sta partecipando allo stesso movimento, e la sua distanza dal Punto di Inversione, l'1,87%, è anche la più sottile del gruppo.
Analisi tecnica di SPY e QQQ: uno esce dalla congestione, l'altro cambia lato
Martedì SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, e QQQLong, l'ETF sul Nasdaq 100, hanno perso quasi lo stesso — meno 0,32% e meno 0,34% — e stanno in due posizioni tecniche completamente diverse.
SPY è a meno 0,81% dal proprio massimo storico, con il segnale di acquisto attivo dal 6 aprile, quindi alla diciottesima settimana, e più 13,41% dal livello a cui è scattato. Tutte e tre le finestre di presa beneficio del nostro sistema sono state raggiunte, l'ultima alla diciassettesima settimana: davanti non ci sono più obiettivi da pubblicare, e a governare il trade resta solo la protezione che sale. Il fatto tecnico della giornata è però un altro: per quattro sedute il prezzo era rimasto dentro la propria fascia di congestione, e martedì ne è uscito dal basso. La zona è passata da congestione a resistenza, e il volume in acquisto è sceso al 25,14% del totale.
QQQ sta al capo opposto. È a meno 4,03% dal proprio record, la terza finestra di presa beneficio non è mai stata raggiunta, e sulla candela settimanale in formazione il nostro modello ha stampato un segnale di acquisto dopo quattro settimane in cui il segnale dichiarato era di vendita. Il Punto di Inversione settimanale è sceso di colpo di trentasei punti, il che significa che è il modello a cambiare lato, non il prezzo a essersi mosso. È provvisorio e chiude venerdì.
La ragione della divergenza sta nel paniere. QQQ pesa oltre il 50% in tecnologia e appena lo 0,24% in finanziari; SPY il 32,91% e il 12,59%. Martedì energia e utility hanno guadagnato oltre l'1%: quelle due caselle valgono insieme il 6,56% in SPY e il 2,20% in QQQ. Quando il denaro ruota verso i comparti difensivi, il Nasdaq non ha dove parcheggiarlo.
Una seduta decisa dal prezzo di una materia prima
Fra venerdì e martedì nell'economia americana non è cambiato niente. È cambiato il prezzo del barile, quarta seduta consecutiva di rialzo con lo Stretto di Hormuz ancora bloccato, e questo è bastato a riportare il decennale sopra il 4,72% e il trentennale sopra il 5%, cancellando la lettura che il dato debolissimo sull'occupazione aveva imposto solo tre sedute prima. Gli indici hanno perso poco, le società minori sono salite, la volatilità è rimasta bassa: rotazione verso i difensivi in attesa del dato sull'inflazione, che esce oggi.
Per il nostro modello la giornata ha premiato tre letture. Le vendite su Alphabet e AppLovin, entrambe in essere da giugno, hanno lavorato con cali oltre il 3,8%; gli acquisti sull'energia — Marathon Petroleum, Valero, ConocoPhillips e Chevron — hanno seguito il tema per il secondo giorno; e sei segnali di vendita si sono formati sui brasiliani nella settimana stessa del declassamento del Paese, anche se restano provvisori fino a venerdì. Dove siamo dalla parte opposta del movimento — cinque posizioni corte sull'infrastruttura per l'intelligenza artificiale salita in blocco sul contratto fra Riot e Anthropic — lo abbiamo scritto nella scheda, con il livello che deciderà quando quelle posizioni si chiudono.
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