Analisi tecnica: la BCE alza i tassi, le azioni Lottomatica volano e la borsa italiana regge meglio dell'Europa
Una sola storia ha tenuto insieme la giornata: l'inflazione che torna dal petrolio. Il dato americano sui prezzi alla produzione di agosto è uscito al 5,4% annuo contro il 4,7% di luglio, il mercato ha smesso di discutere se la Federal Reserve taglierà e ha cominciato a prezzare un rialzo, e la BCE ha alzato i tassi per la seconda volta dall'inizio della guerra in Iran. Wall Street ha chiuso in rosso per la quarta seduta di fila, con la tecnologia ultima fra i settori.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno, long o short, e la data in cui il segnale è scattato. Sulla borsa italiana, che ha retto meglio del resto d'Europa: le azioni Lottomatica in rialzo con quattro volte il volume abituale, le azioni Intesa Sanpaolo nel giorno in cui i soci approvano l'aumento di capitale per l'offerta su MPS, il rimbalzo delle azioni Leonardo e il calo delle azioni BPER e delle azioni Moncler. Sul fronte americano la vendita ha colpito le infrastrutture per l'intelligenza artificiale — Oracle, CoreWeave, Nvidia — mentre Apple è salita il giorno dopo il lancio del pieghevole.
Oggi alle 14:30 esce l'inflazione al consumo americana, l'ultimo dato prima della riunione della Federal Reserve del 15 e 16 settembre, e stasera chiude la candela settimanale: su due indici il nostro livello di uscita è vicino. Tutte le letture che seguono nascono da un modello sistematico, quindi da ai trading applicato a circa 450 strumenti, e restano riferimenti: la scelta è sempre di chi opera.
- Perché la borsa scende oggi: BCE e Fed
- La tecnologia in coda
- Piazza Affari: Lottomatica e Intesa-MPS
- Stati Uniti: i centri dati pagano i tassi
- Europa: minerari e Siemens Energy
- Indici europei: Francoforte gira
- Gli ETF della giornata
- Le variazioni della coorte
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
La BCE alza i tassi e il mercato prezza un rialzo della Fed: l'inflazione torna dal petrolio
La BCE ha portato il tasso di rifinanziamento principale al 2,65% dal 2,40% e quello sui depositi al 2,50%, con un tono da falco: Christine Lagarde ha avvertito che i rincari dell'energia passeranno gradualmente ai prezzi di fondo e agli alimentari, e secondo le indiscrezioni il consiglio vede spazio per un'altra mossa già a ottobre. Dall'altra parte dell'Atlantico il dato sui prezzi alla produzione, 5,4% annuo con il nucleo al 4,6%, ha portato il rendimento del decennale americano verso il 5% e il mercato monetario a prezzare circa il 70% di probabilità di un rialzo della Federal Reserve alla riunione del 15 e 16 settembre.
Sul nostro cruscotto le tre misure di tensione hanno accelerato insieme: volatilità azionaria più 8,4% in una seduta, volatilità del debito più 7%, differenziale fra Italia e Germania più 5,4%. Il petrolio ha guadagnato il 6,7% e porta il mese al 24,5%. Gli indici hanno pagato in modo diseguale: l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long meno 0,60%, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong meno 1,06%, quello sulle piccole società ETF sulle piccole capitalizzazioni americaneShort meno 1,01%. In Europa Francoforte ETF sul DAXLong meno 0,73%, Parigi ETF sul CAC 40Short meno 0,57%, Londra ETF sul FTSE 100Long meno 0,55%; l'ETF sul FTSE MIB ETF sul FTSE MIBShort ha chiuso praticamente in pari, mentre l'indice di Milano secondo le cronache ha guadagnato lo 0,45%.
Settori: la tecnologia ultima su due continenti, l'energia scende nel giorno del greggio in rialzo
Negli Stati Uniti solo due comparti hanno chiuso sopra lo zero: le comunicazioni XLCLong con più 0,60% e i beni di prima necessità XLPLong con più 0,05%. In coda la tecnologia XLKLong con meno 1,41%. L'energia XLELong ha perso lo 0,58% nel giorno in cui il greggio saliva del 6,7%, e questo è il dato più strano della griglia.
In Europa la classifica ha la stessa forma: in testa le telecomunicazioni EXV2Short più 0,31% e l'auto EXHGLong più 0,16%; in fondo le risorse di base EXV6Long con meno 3,83%, la tecnologia EXV3Long con meno 1,54% e gli industriali EXH4Long con meno 1,10%. Le banche europee EXV1Long hanno lasciato lo 0,39% nel giorno del rialzo dei tassi, il petrolio e gas EXH1Long lo 0,29%.
Borsa italiana: le azioni Lottomatica più 5,44%, Intesa Sanpaolo vara l'aumento per l'offerta su MPS
Milano ha chiuso in rialzo dello 0,45% secondo le cronache di seduta, meglio degli altri listini europei, e si è mosso per storie singole più che per la banca centrale. Le azioni Lottomatica LottomaticaShort hanno guadagnato il 5,44% con quattro volte il volume abituale, quasi tutto in acquisto: il rialzo più ampio e più sostenuto dal denaro fra i grandi nomi del listino. Le azioni Leonardo LeonardoShort sono rimbalzate del 2,85% dopo il calo di mercoledì, insieme alle azioni Fincantieri FincantieriLong più 1,40%; in rialzo anche INWITShort più 2,25% e le azioni Ferrari FerrariLong più 1,50%.
Sulle banche la notizia del giorno è l'assemblea di Intesa Sanpaolo, che ha approvato con il 96,96% dei voti l'aumento di capitale al servizio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi; il prossimo passo è il via libera della Consob al documento d'offerta. Nello stesso giorno Monte dei Paschi ha depositato in Consob i documenti delle due offerte pubbliche di scambio su Banco BPM e Banca Generali. Le azioni Intesa Sanpaolo Intesa SanpaoloLong hanno chiuso a più 0,09%, le azioni MPS Monte dei PaschiLong a più 0,55%, MediobancaLong a più 0,39%, mentre le azioni UniCredit UniCreditLong hanno ceduto lo 0,50%, le azioni Banco BPM Banco BPMShort lo 0,06% e le azioni BPER BPER BancaLong l'1,17%. Sul lato debole le azioni Moncler MonclerShort meno 3,45%, AvioShort meno 2,74%, BuzziShort meno 2,71%, le azioni Prysmian PrysmianShort meno 2,64% e STMicroelectronicsShort meno 2,00%.
Oracle, CoreWeave e Nvidia in calo, Apple sale col pieghevole: i tassi colpiscono l'intelligenza artificiale
La vendita si è concentrata sulle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, il comparto più sensibile al costo del denaro. CoreWeaveLong ha perso il 6,13%, IntelShort il 5,57%, OracleLong il 5,38%, Dell TechnologiesLong il 5,35%, NebiusLong il 5,09% e Micron TechnologyShort il 4,90%; NVIDIALong ha lasciato il 2,37%. A mercati chiusi Oracle ha pubblicato un trimestre record: ricavi a 19,35 miliardi di dollari, cloud infrastrutturale più 121% a 7,4 miliardi, utile per azione rettificato di 1,92 dollari contro 1,74 attesi e previsioni per l'anno alzate oltre i 90 miliardi, e il titolo è salito del 7% dopo la chiusura. Nvidia ha pagato anche l'indagine del Dipartimento di Giustizia americano sull'accordo di licenza con la startup Groq.
Dall'altra parte AppleShort ha guadagnato il 3,56% il giorno dopo la presentazione dell'iPhone pieghevole, e AlphabetShort e MicrosoftLong hanno chiuso in lieve rialzo. Meta PlatformsShort ha perso l'1,42% nonostante l'aumento di giudizio di JPMorgan. Nell'energia i grandi nomi sono rimasti fermi con il greggio in forte rialzo: Exxon MobilLong più 0,61%, ConocoPhillipsLong più 0,37%, ChevronLong meno 0,49%. In rialzo la difesa, con Lockheed MartinShort più 1,08% e Northrop GrummanShort più 0,66%, sostenuta dal ciclo della produzione missilistica.
Europa: i minerari e Siemens Energy pagano la giornata, Francoforte la piazza peggiore
Le risorse di base sono state il peggior comparto del continente: GlencoreLong ha perso il 4,11% e Rio TintoLong il 3,12%. Fra i tedeschi SAPLong meno 2,76% con il resto della tecnologia, SiemensLong meno 2,38% e Infineon TechnologiesShort meno 2,02%; a Parigi EssilorLuxotticaShort meno 2,11% e LVMHShort meno 1,16%, a Londra HSBCLong meno 1,30%.
Francoforte ha avuto la seduta peggiore fra le tre piazze principali: Siemens EnergyShort ha perso il 2,98%, la peggiore del DAX, e SAP è scesa in vista dei propri conti. A Londra il greggio ha tenuto a galla le major, con ShellLong più 0,83%, e a Parigi TotalEnergiesLong ha guadagnato lo 0,22%. In rialzo anche British American TobaccoShort più 1,54%, AllianzLong più 0,55% e RheinmetallLong più 0,40%.
Indici europei: Francoforte gira in vendita sulla settimana, Londra decide stasera
ETF sul DAXLong ha perso lo 0,73%, ETF sul CAC 40Short lo 0,57%, ETF sul FTSE 100Long lo 0,55% e ETF sul FTSE MIBShort lo 0,06%. Dal proprio massimo storico Milano dista il 4,19%, Francoforte il 4,51%, Parigi il 7,16% e Londra il 9,46%.
Sui nostri segnali il quadro si è mosso ancora. Parigi è in vendita dal 24 agosto e Milano dalla chiusura del 4 settembre. Francoforte, in acquisto da aprile, ha la vendita settimanale in formazione sulla candela che chiude stasera, con il prezzo tipico della settimana il 2,95% sotto il livello di uscita. Londra, in acquisto dal 7 aprile, chiude lo 0,09% sotto il proprio livello, ma il prezzo tipico sta ancora lo 0,69% sopra: con i valori di oggi servirebbe un altro calo intorno all'1,1% per cambiare lato.
Gli ETF della giornata: l'ETF sulla tecnologia, l'ETF sull'oro, l'ETF Vanguard sul mondo e l'ETF sui semiconduttori
XLK — il Technology Select Sector SPDR, cioè l'ETF sulla tecnologia americana — è stato il paniere settoriale peggiore di Wall Street, meno 1,41%, mentre XLC, il Communication Services Select Sector SPDR, l'ETF sulle comunicazioni, è stato il migliore con più 0,60%. In Europa EXV6 — l'iShares STOXX Europe 600 Basic Resources, l'ETF sulle risorse di base — ha perso il 3,83%.
Tre panieri meritano la scheda anche con movimenti meno ampi. GLD — lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha perso l'1,73% e ha girato in vendita il segnale giornaliero: con i tassi reali e il dollaro in salita, l'oro ha reagito ai tassi prima che alla guerra. VT — il Vanguard Total World Stock, l'ETF Vanguard sull'azionario di tutto il mondo — ha ceduto lo 0,85%. SOXX — l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori — ha perso il 2,74% insieme ai nomi dei centri dati.
I nuovi segnali di acquisto: le variazioni di ieri
La coorte settimanale è nata con la chiusura di venerdì 4 settembre: 21 nuovi segnali di acquisto, 14 operabili. Da martedì a venerdì in questa scheda pubblichiamo soltanto ciò che cambia, e stasera la coorte chiude la sua settimana: lunedì arriva quella nuova.
Ieri le variazioni sono state più numerose del solito. Su SNDLLong e BB SeguridadeLong il segnale giornaliero è passato in vendita, mentre il settimanale resta in acquisto. Quattro brasiliani sono tornati sopra il proprio livello d'ingresso: Banco do BrasilLong, Itau UnibancoLong, ItausaLong e EcoRodoviasLong. Sono invece scesi sotto l'ingresso Volkswagen AG PrefLong e SandiskLong, e Recursion PharmaceuticalsLong si è allontanata ancora dal proprio. Nessun nome della coorte riporta i conti in settimana.
Le trimestrali della settimana: dopo Oracle e Adobe, MFE-MediaForEurope, Carnival e FedEx
Tre società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni, tutte a cavallo della riunione della Federal Reserve.
Mercoledì 16 settembre
MFE-MediaForEurope Short
Giovedì 17 settembre
Carnival Short
FedEx Long
Analisi tecnica di SPY e QQQ: il Nasdaq perde di più ma ha il livello di uscita più lontano
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha perso lo 0,60%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, l'1,06%. Dopo due sedute in cui il paniere tecnologico aveva perso meno di quello largo, ieri il rapporto si è rovesciato, e la composizione settoriale spiega poco: applicando a ciascun paniere le variazioni dei propri comparti si ottiene uno scarto atteso di 0,07 punti contro i 0,46 osservati. La vendita è arrivata proprio sui nomi della tecnologia.
La geometria dei due trade resta opposta. SPY è nella ventiduesima settimana di un segnale di acquisto con tutte e tre le finestre di presa beneficio già raggiunte, e chiude lo 0,28% sopra il proprio Punto di Inversione settimanale; il prezzo tipico della settimana però sta lo 0,75% sopra, quindi con i valori di oggi servirebbe una chiusura intorno all'1,2% più in basso per spegnere il segnale. QQQ è nella quarta settimana, ancora sotto il proprio ingresso, con tutte le finestre davanti e un prezzo tipico il 2,05% sopra il livello: per il capovolgimento servirebbe un calo di oltre il 3%.
Il quadro d'insieme: il venerdì dell'inflazione
La giornata di oggi ha un solo appuntamento che conta davvero: l'inflazione al consumo americana di agosto, alle 14:30, l'ultimo dato prima della riunione della Federal Reserve del 15 e 16 settembre, seguita da quella della Banca del Giappone del 17 e 18. Il mercato ci arriva con la volatilità in salita da due settimane e con una partecipazione al rialzo che ha perso il 18,1% in una settimana e il 40% sull'arco del mese. Un indice che tiene mentre la partecipazione si assottiglia è un indice tenuto in piedi da pochi nomi, e ieri quei nomi — la tecnologia — sono stati i primi a essere venduti. Stasera la chiusura della candela settimanale dirà su quali panieri il rialzo di primavera resta vivo.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema — Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).