Analisi tecnica: il FTSE MIB è passato in vendita dopo 21 settimane, le azioni Eni sul petrolio, la sanità americana crolla
Wall Street ha riaperto in vendita dopo il fine settimana lungo, e la causa è una sola: il rendimento del decennale americano è salito verso il 4,8%, il livello più alto da quasi due anni. Sopra ci si è messo un dato sull'occupazione uscito al triplo delle attese, che ha ribaltato l'aspettativa sui tassi — il mercato ora prezza sei probabilità su dieci di un rialzo il 16 settembre, dove fino a fine agosto scommetteva sul taglio.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno, long o short, e la data in cui il segnale è scattato. Sulla borsa italiana: le azioni Telecom Italia e le azioni Poste sul rilancio dell'offerta, le azioni Eni sul greggio in tensione, le azioni STMicroelectronics peggiori del listino, con Inwit e Prysmian dall'altra parte. In Europa la sanità è il comparto peggiore su giorno, settimana e mese. Sul fronte americano la seduta ha diviso la tecnologia per prodotto: Micron più 6,10%, SanDisk più 11,90% e Intel più 9,10% da una parte, Shopify meno 7,60% dall'altra, mentre la sanità perdeva il 2,52% con Amgen a meno 10,08%.
C'è poi il fatto tecnico che riguarda l'indice di casa: con la chiusura di venerdì 4 settembre il nostro modello ha girato il FTSE MIB in vendita, chiudendo un segnale di acquisto durato ventuno settimane con più 12,20%. Da lunedì il paniere italiano lavora dall'altro lato. Tutte le letture che seguono nascono da un modello sistematico, quindi da ai trading applicato a circa 450 strumenti, e restano riferimenti: la scelta è sempre di chi opera.
- Il rovesciamento sui tassi
- Energia prima, sanità ultima
- Piazza Affari: Telecom Italia e il rilancio
- Il FTSE MIB passa in vendita
- Europa: la sanità è il comparto peggiore
- Stati Uniti: la memoria corre, la sanità crolla
- Indici europei: Milano si stacca
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- I segnali della settimana
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Il mercato prezza un rialzo americano il 16 settembre, non un taglio
La riapertura americana ha avuto un tema solo, ed è il costo del denaro. Il rendimento del decennale statunitense è salito verso il 4,8%, massimo da ottobre 2023, dentro una vendita globale sul debito. Il dato sull'occupazione, con 162 mila nuovi posti contro attese vicine a 56 mila e revisioni al rialzo sui mesi precedenti, ha fatto il resto: i futures danno ora circa il 60% di probabilità a un rialzo dei tassi alla riunione del 16 settembre. Sullo sfondo la Banca Centrale Europea è attesa giovedì a portare il tasso principale al 2,50%.
Gli indici hanno pagato in modo diseguale: l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long ha lasciato lo 0,55%, quello sulle società a piccola capitalizzazione ETF sulle piccole capitalizzazioni americaneShort lo 0,45%, mentre l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong si è fermato a meno 0,08%. In Europa la giornata è stata piatta: Francoforte invariata, Parigi più 0,16%, Milano meno 0,11%, Londra meno 0,04%.
La rotazione più leggibile da settimane: si compra chi produce oggi
La griglia dei comparti di ieri dice una cosa sola, e la dice su entrambe le sponde dell'Atlantico. Negli Stati Uniti l'energia XLELong è stata il primo comparto con più 1,11%, e porta più 12,64% sull'arco del mese, il numero più alto dell'intera griglia; dietro le utility XLUShort con più 0,86%. In coda la sanità XLVLong con meno 2,52% e i finanziari XLFLong con meno 1,38%.
In Europa il disegno è identico e più marcato in testa: le risorse di base EXV6Long hanno guadagnato l'1,83% e il petrolio e gas EXH1Long lo 0,76%, mentre la sanità europea EXV4Short ha lasciato il 2,33%. Quest'ultima è l'unico comparto della griglia, su entrambe le sponde, in perdita su tutti e tre gli orizzonti: giorno, settimana e mese.
Borsa italiana: le azioni Telecom Italia più 2,89% sul rilancio di Poste, STM peggiore del listino
Milano ha chiuso quasi invariata, a meno 0,11%, dopo aver toccato quasi il meno 1% nella prima parte di seduta, e il recupero ha un nome solo. Le azioni Telecom Italia Telecom ItaliaLong hanno guadagnato il 2,89% sul rilancio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio di Poste ItalianeLong: il consiglio ha alzato di 30 centesimi la componente in contanti, portando il corrispettivo a 1,97 euro più 0,218 nuove azioni Poste per ogni titolo TIM, con una valorizzazione implicita intorno a 7,83 euro sui prezzi di inizio settembre. Poste ha definito la mossa finale, ha rinunciato alla condizione di soglia minima del 66,67% e ha riaperto il periodo di adesione dal 21 al 25 settembre. Le azioni Poste hanno chiuso a più 0,53%.
Il resto del listino si è diviso con nettezza. Dal lato che sale: INWITShort più 3,12% e le azioni Prysmian PrysmianShort più 2,39%, difensivi e infrastrutture di rete, con le azioni Eni EniLong a più 1,25% sul greggio e TenarisShort a più 1,35%. Dal lato che scende: le azioni STMicroelectronics STMicroelectronicsShort peggiori del paniere a meno 3,41%, le azioni Stellantis Stellantis MilanoShort meno 2,80%, le azioni Ferrari FerrariLong meno 2,20% e le azioni Nexi NexiLong meno 1,40%. Ferme le azioni UniCredit UniCreditLong e Monte dei PaschiLong, entrambe a più 0,33%.
Il segnale di acquisto si è chiuso a più 12,20% dopo ventuno settimane: da lunedì si lavora dall'altro lato
Il fatto tecnico della settimana non si vede nella variazione dell'indice. Sul ETF sul FTSE MIBShort il segnale di acquisto durava dal 13 aprile, ventuno settimane, e portava più 12,20% con tutte e tre le finestre di presa beneficio già raggiunte — la prima alla sesta settimana, la seconda all'undicesima, la terza alla diciassettesima. Con la chiusura di venerdì 4 settembre il prezzo ha chiuso sotto il proprio livello di uscita e il segnale settimanale è girato: da lunedì il paniere italiano lavora dall'altro lato.
Il Punto di Inversione si è riposizionato a 54,75, cioè il 2,40% sopra i corsi, che è la posizione tipica del livello di protezione su una posizione ribassista appena nata. Le due sedute successive al capovolgimento hanno lasciato il prezzo praticamente fermo, a meno 0,11% martedì: il segnale è nuovo e non ha ancora prodotto movimento.
La sanità europea perde su giorno, settimana e mese: è il comparto peggiore della griglia
Le tre piazze principali hanno chiuso praticamente ferme: Francoforte invariata, Parigi a più 0,16%, Londra a meno 0,04%. Sotto la superficie però il movimento c'è stato, e ha seguito lo stesso schema americano. Il comparto peggiore è stato la sanità EXV4Short, meno 2,33%, in perdita anche sulla settimana e sul mese; i migliori le risorse di base EXV6Long, più 1,83%, e il petrolio e gas EXH1Long, più 0,76%.
Fra i nomi, Infineon TechnologiesShort resta il titolo tedesco più seguito dopo l'acquisizione di C2i Semiconductors annunciata la settimana scorsa; SAPLong e Dassault SystemesLong restano sul lato debole del software europeo. Su AirbusShort segnaliamo un dato che diverge dalle cronache di giornata: alcune fonti danno il titolo in calo, i nostri prezzi lo danno in rialzo dell'1,03%, e in questa scheda vale il nostro feed. Deutsche Bank ha ribadito la raccomandazione di acquisto con obiettivo a 232 euro dopo le 57 consegne di agosto.
La memoria corre e il software cade: Amgen meno 10,08%, Baidu meno 6,96% con il 96,6% del volume in acquisto
La seduta americana ha spaccato la tecnologia per prodotto. Dal lato che sale: SandiskLong più 11,90%, CoreWeaveLong più 11,70%, IntelShort più 9,10%, Micron TechnologyShort più 6,10% e Advanced Micro DevicesShort più 4,69%. Dal lato che scende: ShopifyLong meno 7,60% e BaiduShort meno 6,96%. Fra i grandi pesi AppleShort meno 2,51%, MicrosoftLong meno 2,04% e NVIDIALong meno 2,01% alla vigilia dello stacco del dividendo da 0,25 dollari, con la presentazione a una conferenza il 10.
Fuori dalla tecnologia il colpo è arrivato dalla sanità: AmgenLong ha perso il 10,08%, Beam TherapeuticsShort il 9,54% e Intuitive SurgicalLong il 4,51%. Nel consumo discrezionale ExpediaLong ha lasciato il 7,90% e BookingLong il 6,70%, cioè le due grandi piattaforme di viaggio nello stesso giorno e nella stessa misura. Sul fronte cinese il Dipartimento della Difesa americano ha designato AlibabaShort e Baidu come entità legate al militare cinese, escludendole dagli appalti pubblici.
Indici europei: Milano è l'unico già girato
ETF sul DAXLong ha chiuso invariato, ETF sul CAC 40Short a più 0,16%, ETF sul FTSE MIBShort a meno 0,11% e ETF sul FTSE 100Long a meno 0,04%. Le distanze dal record raccontano quattro storie diverse: il paniere tedesco è il più vicino al proprio massimo, meno 2,21%, seguito da Milano a meno 3,49%, Parigi a meno 4,95% e Londra a meno 7,68%.
Sui nostri segnali il quadro è questo: il paniere tedesco è in acquisto dal 13 aprile con il prezzo l'1,07% sopra il proprio livello di uscita; Londra è in acquisto dal 7 aprile con l'1,63% di margine; Parigi è in vendita dal 24 agosto, con il prezzo il 2,12% sotto il proprio livello di inversione.
Gli ETF che hanno mosso la giornata: l'ETF sull'oro, l'ETF sui semiconduttori e l'ETF sull'energia
GLD — lo SPDR Gold Shares, cioè l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha ceduto l'1,73%, ed è il movimento più ampio del gruppo. SOXX — l'iShares Semiconductor ETF, l'ETF sui semiconduttori — ha guadagnato l'1,64% trainato dalla memoria, mentre XLK, il Technology Select Sector SPDR, cioè l'ETF sulla tecnologia americana, si è fermato a più 0,32%.
Sul fronte dei comparti che ruotano, XLE — l'Energy Select Sector SPDR, l'ETF sull'energia americana — ha guadagnato l'1,11% e porta più 12,64% sul mese; XLU, l'ETF sulle utility americane, lo 0,86%. In Europa EXV6, l'ETF sulle risorse di base, ha fatto più 1,83% e EXV1, l'ETF sulle banche europee, è rimasto fermo a meno 0,08%.
I nuovi segnali di acquisto: le variazioni di ieri, e una che conta
La coorte settimanale è nata con la chiusura di venerdì 4 settembre: 21 nuovi segnali di acquisto, 14 operabili. Da martedì a venerdì di questa scheda pubblichiamo soltanto ciò che cambia — chi passa sopra o sotto il proprio livello d'ingresso, chi cambia lato sul giornaliero, chi riporta i conti, chi esce dalla coorte.
Ieri il gruppo si è finalmente mosso per intero, perché Wall Street e San Paolo hanno riaperto: undici dei ventuno nomi sono brasiliani e martedì hanno avuto la prima seduta piena della settimana. La variazione che conta riguarda però un nome americano: Recursion PharmaceuticalsLong ha perso il 5,23% dentro il comparto peggiore della giornata, restando fra i segnali operabili con la Forza del Segnale al 76%. Fra i brasiliani, CemigLong ha guadagnato il 3,91% ed è il migliore della coorte.
Le trimestrali della settimana: Adobe e Oracle domani sera, il termometro sulla spesa in intelligenza artificiale
Quattro società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni, e le prime due arrivano insieme domani dopo la chiusura americana.
Giovedì 10 settembre
Adobe Long
Oracle Long
Avio Short
Mercoledì 16 settembre
MFE-MediaForEurope Short
Analisi tecnica di SPY e QQQ: metà del divario di ieri è solo composizione settoriale
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha perso lo 0,55%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, si è fermato a meno 0,08%. In una giornata di fuga dal rischio il paniere più aggressivo dei due ha fatto meglio, e il motivo è misurabile: sanità e finanziari, i due comparti peggiori della seduta, pesano insieme il 22,06% nell'S&P 500 e il 5,35% nel Nasdaq 100. Quella sola differenza di peso vale 0,28 punti percentuali sul divario di 0,47 realmente osservato.
La geometria dei due trade resta molto diversa. L'ETF sull'S&P 500 è alla ventiduesima settimana di un segnale di acquisto che porta il 12,73%, con tutte e tre le finestre di presa beneficio incassate, e sta l'1,72% sotto il proprio record; l'ETF sul Nasdaq 100 è alla quinta settimana, ancora l'1,74% sotto il proprio livello d'ingresso, con tutte e tre le finestre davanti e i cancelli temporali aperti, e sta il 4,05% sotto il suo.
Il quadro d'insieme: un mercato che sale su sempre meno gambe
La settimana è governata da due appuntamenti ravvicinati e da una variabile che quasi nessuno guarda. Gli appuntamenti sono la Banca Centrale Europea di giovedì 10, attesa al 2,50%, e la Federal Reserve del 16 settembre, che il mercato ora immagina in rialzo dopo un dato sull'occupazione uscito al triplo delle attese. La variabile è l'ampiezza: la partecipazione al rialzo è scesa sotto la metà del listino americano, cioè meno di un titolo su due sta sopra la propria media di medio periodo, ed è in calo del 32% sull'arco del mese. Un indice che tiene mentre la partecipazione si assottiglia è un indice tenuto in piedi da pochi nomi, e quella fragilità non si vede finché non cede. Con il petrolio in tensione e il costo del denaro che sale, sbagliare il titolo in una fase così costa il doppio: non c'è nessuna marea a rimediare.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema — Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).