EN IT

Il decennale americano verso il 4,8% ribalta l'attesa sui tassi. Energia prima e sanità ultima, Amgen meno 10,08%. A Milano Telecom Italia più 2,89% sul rilancio di Poste, STM peggiore del listino. E il FTSE MIB e' passato in vendita: chiuso a piu' 12,20% dopo ventuno settimane.

Analisi tecnica: il FTSE MIB è passato in vendita dopo 21 settimane, le azioni Eni sul petrolio, la sanità americana crolla
Osservatorio Economico · La seduta

Analisi tecnica: il FTSE MIB è passato in vendita dopo 21 settimane, le azioni Eni sul petrolio, la sanità americana crolla

8 settembre 2026 AiTrading67 · Trade Desk Osservatorio Mercati

Wall Street ha riaperto in vendita dopo il fine settimana lungo, e la causa è una sola: il rendimento del decennale americano è salito verso il 4,8%, il livello più alto da quasi due anni. Sopra ci si è messo un dato sull'occupazione uscito al triplo delle attese, che ha ribaltato l'aspettativa sui tassi — il mercato ora prezza sei probabilità su dieci di un rialzo il 16 settembre, dove fino a fine agosto scommetteva sul taglio.

Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno, long o short, e la data in cui il segnale è scattato. Sulla borsa italiana: le azioni Telecom Italia e le azioni Poste sul rilancio dell'offerta, le azioni Eni sul greggio in tensione, le azioni STMicroelectronics peggiori del listino, con Inwit e Prysmian dall'altra parte. In Europa la sanità è il comparto peggiore su giorno, settimana e mese. Sul fronte americano la seduta ha diviso la tecnologia per prodotto: Micron più 6,10%, SanDisk più 11,90% e Intel più 9,10% da una parte, Shopify meno 7,60% dall'altra, mentre la sanità perdeva il 2,52% con Amgen a meno 10,08%.

C'è poi il fatto tecnico che riguarda l'indice di casa: con la chiusura di venerdì 4 settembre il nostro modello ha girato il FTSE MIB in vendita, chiudendo un segnale di acquisto durato ventuno settimane con più 12,20%. Da lunedì il paniere italiano lavora dall'altro lato. Tutte le letture che seguono nascono da un modello sistematico, quindi da ai trading applicato a circa 450 strumenti, e restano riferimenti: la scelta è sempre di chi opera.

Le notizie che hanno mosso i nostri titoli
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GLOBALE
Il rovesciamento sui tassi

Il mercato prezza un rialzo americano il 16 settembre, non un taglio

La riapertura americana ha avuto un tema solo, ed è il costo del denaro. Il rendimento del decennale statunitense è salito verso il 4,8%, massimo da ottobre 2023, dentro una vendita globale sul debito. Il dato sull'occupazione, con 162 mila nuovi posti contro attese vicine a 56 mila e revisioni al rialzo sui mesi precedenti, ha fatto il resto: i futures danno ora circa il 60% di probabilità a un rialzo dei tassi alla riunione del 16 settembre. Sullo sfondo la Banca Centrale Europea è attesa giovedì a portare il tasso principale al 2,50%.

Gli indici hanno pagato in modo diseguale: l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long ha lasciato lo 0,55%, quello sulle società a piccola capitalizzazione ETF sulle piccole capitalizzazioni americaneShort lo 0,45%, mentre l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong si è fermato a meno 0,08%. In Europa la giornata è stata piatta: Francoforte invariata, Parigi più 0,16%, Milano meno 0,11%, Londra meno 0,04%.

Come la leggoUn rialzo dei tassi prezzato al 60% non è una sfumatura: è il rovesciamento di un'ipotesi che il mercato accarezzava da mesi, e cambia il terreno sotto ai settori. Chi vale per gli utili di domani — software, biotecnologie, tutto ciò che ha ricavi lontani nel tempo — perde di più quando il denaro costa di più; chi produce e incassa oggi guadagna. La rotazione di ieri è esattamente questa, e si legge meglio nei comparti che negli indici. Sul nostro cruscotto quattro misure di tensione salgono insieme: volatilità azionaria, volatilità del debito, rischio di coda e differenziale fra Italia e Germania. Quando il rischio di coda sale insieme alla volatilità ordinaria, il mercato non è solo più nervoso: sta pagando di più per proteggersi dagli scenari estremi. Sulla gestione del rischio la conseguenza pratica è che questa settimana ha due date, giovedì e il 16, e in mezzo conviene avere posizioni più piccole del solito.
S&P 500 long (G / P) · Invesco QQQ Trust long (G / P) · ETF sulle piccole capitalizzazioni americane short (G / P) · ETF sul DAX long (G / P) · ETF sul FTSE MIB short (G / P) *
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📈
ROTAZIONE
Energia prima, sanità ultima

La rotazione più leggibile da settimane: si compra chi produce oggi

La griglia dei comparti di ieri dice una cosa sola, e la dice su entrambe le sponde dell'Atlantico. Negli Stati Uniti l'energia XLELong è stata il primo comparto con più 1,11%, e porta più 12,64% sull'arco del mese, il numero più alto dell'intera griglia; dietro le utility XLUShort con più 0,86%. In coda la sanità XLVLong con meno 2,52% e i finanziari XLFLong con meno 1,38%.

In Europa il disegno è identico e più marcato in testa: le risorse di base EXV6Long hanno guadagnato l'1,83% e il petrolio e gas EXH1Long lo 0,76%, mentre la sanità europea EXV4Short ha lasciato il 2,33%. Quest'ultima è l'unico comparto della griglia, su entrambe le sponde, in perdita su tutti e tre gli orizzonti: giorno, settimana e mese.

Come la leggoIl nostro modello è long sull'energia americana dal 13 luglio e sul petrolio e gas europeo dal 20 luglio, quindi la giornata gli ha dato ragione su entrambi; ed è short sulla sanità europea dal 20 luglio, che è il terzo riscontro della stessa seduta. Sulla sanità americana invece siamo long dal 26 maggio, e lì il meno 2,52% ci è andato contro: lo scriviamo perché il quadro va dato intero. Il punto operativo è un altro e riguarda la gestione del rischio di chi costruisce una lista: ieri i temi erano due e ciascuno tirava con sé una decina di nomi. In una rotazione così compatta il rischio non è scegliere il titolo sbagliato, è sceglierne cinque che sono la stessa scommessa senza accorgersene. La price action per comparti va letta come una mappa di correlazioni, non come un elenco di occasioni indipendenti.
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🇮🇹
ITALIA
Piazza Affari

Borsa italiana: le azioni Telecom Italia più 2,89% sul rilancio di Poste, STM peggiore del listino

Milano ha chiuso quasi invariata, a meno 0,11%, dopo aver toccato quasi il meno 1% nella prima parte di seduta, e il recupero ha un nome solo. Le azioni Telecom Italia Telecom ItaliaLong hanno guadagnato il 2,89% sul rilancio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio di Poste ItalianeLong: il consiglio ha alzato di 30 centesimi la componente in contanti, portando il corrispettivo a 1,97 euro più 0,218 nuove azioni Poste per ogni titolo TIM, con una valorizzazione implicita intorno a 7,83 euro sui prezzi di inizio settembre. Poste ha definito la mossa finale, ha rinunciato alla condizione di soglia minima del 66,67% e ha riaperto il periodo di adesione dal 21 al 25 settembre. Le azioni Poste hanno chiuso a più 0,53%.

Il resto del listino si è diviso con nettezza. Dal lato che sale: INWITShort più 3,12% e le azioni Prysmian PrysmianShort più 2,39%, difensivi e infrastrutture di rete, con le azioni Eni EniLong a più 1,25% sul greggio e TenarisShort a più 1,35%. Dal lato che scende: le azioni STMicroelectronics STMicroelectronicsShort peggiori del paniere a meno 3,41%, le azioni Stellantis Stellantis MilanoShort meno 2,80%, le azioni Ferrari FerrariLong meno 2,20% e le azioni Nexi NexiLong meno 1,40%. Ferme le azioni UniCredit UniCreditLong e Monte dei PaschiLong, entrambe a più 0,33%.

Come la leggoSu STMicroelectronics c'è una precisazione che vale più della percentuale, perché ribalta la spiegazione corrente. La lettura diffusa è che le azioni STM abbiano seguito una debolezza generale dei semiconduttori; i nostri dati dicono il contrario. Nella stessa seduta Micron Technology ha guadagnato il 6,10%, Sandisk l'11,90% e Intel il 9,10%. La memoria americana correva mentre STM lasciava il 3,41%: non è il comparto a essere debole, sono i produttori europei di chip analogici e per l'automotive, che condividono il nome ma non il ciclo. Un titolo che scende mentre i suoi omologhi salgono sta pagando qualcosa che riguarda soltanto lui. Sul nostro modello la giornata è stata favorevole: siamo short su STM dal 13 luglio e short su Stellantis dall'8 giugno, e siamo long su Telecom Italia dal 24 agosto. Eni resta il nome italiano con la Forza del Segnale più alta della nostra lista, all'83%, dove la Forza misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e non la sua sicurezza. Dall'altra parte, la giornata ci ha dato torto su Inwit e Prysmian, su cui siamo short.
Telecom Italia long (G / P) · Poste Italiane long (G / P) · INWIT short (G / P) · Prysmian short (G / P) · Eni long (G / P) · Tenaris short (G / P) · STMicroelectronics short (G / P) · Stellantis Milano short (G / P) · Ferrari long (G / P) · Nexi long (G / P) · UniCredit long (G / P) · Monte dei Paschi long (G / P) *
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📊
IL NOSTRO MODELLO
Il capovolgimento sul FTSE MIB

Il segnale di acquisto si è chiuso a più 12,20% dopo ventuno settimane: da lunedì si lavora dall'altro lato

Il fatto tecnico della settimana non si vede nella variazione dell'indice. Sul ETF sul FTSE MIBShort il segnale di acquisto durava dal 13 aprile, ventuno settimane, e portava più 12,20% con tutte e tre le finestre di presa beneficio già raggiunte — la prima alla sesta settimana, la seconda all'undicesima, la terza alla diciassettesima. Con la chiusura di venerdì 4 settembre il prezzo ha chiuso sotto il proprio livello di uscita e il segnale settimanale è girato: da lunedì il paniere italiano lavora dall'altro lato.

Il Punto di Inversione si è riposizionato a 54,75, cioè il 2,40% sopra i corsi, che è la posizione tipica del livello di protezione su una posizione ribassista appena nata. Le due sedute successive al capovolgimento hanno lasciato il prezzo praticamente fermo, a meno 0,11% martedì: il segnale è nuovo e non ha ancora prodotto movimento.

Come la leggoQuesto è il modo migliore in cui un trade può finire, ed è il motivo per cui vale la pena raccontarlo. Il percorso è stato fatto per intero, tutti e tre gli obiettivi sono stati incassati fra la sesta e la diciassettesima settimana, e alla fine il livello di uscita ha fatto il proprio mestiere chiudendo la posizione a più 12,20%. Non c'è stato nessun incidente: c'è stato un ciclo che si è esaurito. I numeri lo dicevano da settimane. La Forza del Segnale su questo paniere era scesa a zero su cento, il minimo assoluto della scala, contro il 7 dell'ETF sull'S&P 500 e il 17 di quello sul Nasdaq: la spinta che aveva generato il trade si era esaurita. Il flusso di denaro settimanale è l'unico negativo fra i tre panieri. E il livello di uscita era rimasto fermo per due settimane consecutive invece di continuare a salire, che su un rialzo è il primo avviso. C'è però un numero che va nella direzione opposta e che tiene la lettura delicata: l'indice di direzione settimanale sta a 33, contro il 13 dell'S&P e il 15 del Nasdaq. Una tendenza qui c'è, ed è l'unica vera dei tre. Per chi opera in swing trading sull'indice italiano il punto ora non è più se il rialzo regge: è se il ribasso appena nato ha abbastanza spazio davanti.
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🇪🇺
EUROPA
Francoforte, Parigi e Londra

La sanità europea perde su giorno, settimana e mese: è il comparto peggiore della griglia

Le tre piazze principali hanno chiuso praticamente ferme: Francoforte invariata, Parigi a più 0,16%, Londra a meno 0,04%. Sotto la superficie però il movimento c'è stato, e ha seguito lo stesso schema americano. Il comparto peggiore è stato la sanità EXV4Short, meno 2,33%, in perdita anche sulla settimana e sul mese; i migliori le risorse di base EXV6Long, più 1,83%, e il petrolio e gas EXH1Long, più 0,76%.

Fra i nomi, Infineon TechnologiesShort resta il titolo tedesco più seguito dopo l'acquisizione di C2i Semiconductors annunciata la settimana scorsa; SAPLong e Dassault SystemesLong restano sul lato debole del software europeo. Su AirbusShort segnaliamo un dato che diverge dalle cronache di giornata: alcune fonti danno il titolo in calo, i nostri prezzi lo danno in rialzo dell'1,03%, e in questa scheda vale il nostro feed. Deutsche Bank ha ribadito la raccomandazione di acquisto con obiettivo a 232 euro dopo le 57 consegne di agosto.

Come la leggoLa sanità europea è l'unico comparto della griglia, su entrambe le sponde, che perde su tutti e tre gli orizzonti temporali, e il nostro modello è short su quel paniere dal 20 luglio: è una delle posizioni che sta funzionando meglio in questo momento. Sul software europeo il quadro è coerente col tema dei tassi — ricavi lontani nel tempo che valgono meno quando il denaro costa di più. La nota metodologica su Airbus merita una riga perché riguarda il modo in cui lavoriamo: quando una fonte esterna e il nostro feed dei prezzi si contraddicono, comanda il feed, e lo verifichiamo nome per nome. Su otto titoli europei per cui le cronache di ieri portavano una percentuale, sette combaciano al centesimo con i nostri dati e uno no. Quello lo scriviamo come lo vediamo noi, e diciamo che l'abbiamo fatto.
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🇺🇸
STATI UNITI
Wall Street riapre in vendita

La memoria corre e il software cade: Amgen meno 10,08%, Baidu meno 6,96% con il 96,6% del volume in acquisto

La seduta americana ha spaccato la tecnologia per prodotto. Dal lato che sale: SandiskLong più 11,90%, CoreWeaveLong più 11,70%, IntelShort più 9,10%, Micron TechnologyShort più 6,10% e Advanced Micro DevicesShort più 4,69%. Dal lato che scende: ShopifyLong meno 7,60% e BaiduShort meno 6,96%. Fra i grandi pesi AppleShort meno 2,51%, MicrosoftLong meno 2,04% e NVIDIALong meno 2,01% alla vigilia dello stacco del dividendo da 0,25 dollari, con la presentazione a una conferenza il 10.

Fuori dalla tecnologia il colpo è arrivato dalla sanità: AmgenLong ha perso il 10,08%, Beam TherapeuticsShort il 9,54% e Intuitive SurgicalLong il 4,51%. Nel consumo discrezionale ExpediaLong ha lasciato il 7,90% e BookingLong il 6,70%, cioè le due grandi piattaforme di viaggio nello stesso giorno e nella stessa misura. Sul fronte cinese il Dipartimento della Difesa americano ha designato AlibabaShort e Baidu come entità legate al militare cinese, escludendole dagli appalti pubblici.

Come la leggoIl dato più interessante della giornata non sta in nessun grafico di prezzo. Su Baidu, che ha perso quasi il 7% sulla notizia americana, il 96,6% del volume scambiato è stato classificato dal lato dell'acquisto: sotto quel crollo c'è qualcuno che ha comprato tutto, verosimilmente il canale continentale cinese aperto proprio il 7 settembre con l'ingresso delle azioni di classe A nello Stock Connect. Un crollo con quel lato di volume è un passaggio di mano, e va raccontato in modo diverso da una liquidazione. Il nostro modello è short su Baidu, quindi la giornata ci ha dato ragione, ma questo dato ci tiene prudenti sulla nostra stessa posizione. Sugli altri nomi: siamo short su Apple dal 10 agosto e la seduta ci ha dato ragione; siamo short su Intel mentre il titolo saliva del 9,10%, ed è la posizione più scomoda che abbiamo in questo momento. Su Amgen siamo long e il meno 10,08% ci è andato contro: tre volte e mezzo la sua oscillazione tipica in una seduta sola. Su Booking ed Expedia il prezzo ha chiuso oltre lo stop che pubblicavamo, e quando due concorrenti diretti si muovono così insieme la causa è quasi sempre di comparto.
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INDICI
I quattro panieri europei

Indici europei: Milano è l'unico già girato

ETF sul DAXLong ha chiuso invariato, ETF sul CAC 40Short a più 0,16%, ETF sul FTSE MIBShort a meno 0,11% e ETF sul FTSE 100Long a meno 0,04%. Le distanze dal record raccontano quattro storie diverse: il paniere tedesco è il più vicino al proprio massimo, meno 2,21%, seguito da Milano a meno 3,49%, Parigi a meno 4,95% e Londra a meno 7,68%.

Sui nostri segnali il quadro è questo: il paniere tedesco è in acquisto dal 13 aprile con il prezzo l'1,07% sopra il proprio livello di uscita; Londra è in acquisto dal 7 aprile con l'1,63% di margine; Parigi è in vendita dal 24 agosto, con il prezzo il 2,12% sotto il proprio livello di inversione.

Come la leggoQuello che diverge oggi è Milano, ed è l'informazione che questa scheda esiste per dare. Il paniere italiano è l'unico dei quattro che ha attraversato il proprio livello di uscita — sta il 2,40% sotto, mentre Francoforte e Londra hanno margini positivi fra l'1 e l'1,6% — e con la chiusura di venerdì il segnale è girato. Il fatto che gli altri tre reggano è una notizia in sé: non è l'Europa che gira, è il paniere italiano che arriva a fine ciclo dopo ventuno settimane e più 12,20%. Vale la pena aggiungere il paniere francese, già short dal 24 agosto e che martedì ha comunque chiuso in rialzo: un segnale di vendita che vede il proprio indice salire è il caso in cui la gestione del rischio conta più della tesi.
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STRUMENTI
I panieri della seduta

Gli ETF che hanno mosso la giornata: l'ETF sull'oro, l'ETF sui semiconduttori e l'ETF sull'energia

GLD — lo SPDR Gold Shares, cioè l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha ceduto l'1,73%, ed è il movimento più ampio del gruppo. SOXX — l'iShares Semiconductor ETF, l'ETF sui semiconduttori — ha guadagnato l'1,64% trainato dalla memoria, mentre XLK, il Technology Select Sector SPDR, cioè l'ETF sulla tecnologia americana, si è fermato a più 0,32%.

Sul fronte dei comparti che ruotano, XLE — l'Energy Select Sector SPDR, l'ETF sull'energia americana — ha guadagnato l'1,11% e porta più 12,64% sul mese; XLU, l'ETF sulle utility americane, lo 0,86%. In Europa EXV6, l'ETF sulle risorse di base, ha fatto più 1,83% e EXV1, l'ETF sulle banche europee, è rimasto fermo a meno 0,08%.

Come la leggoLa riga dell'oro è quella che spiega meglio la giornata. L'ETF sull'oro è nostro dal 3 agosto e ha perso l'1,73% in un giorno di attacchi a impianti energetici e tregua scaduta, cioè nel contesto che in teoria dovrebbe farlo correre. Il motivo sta nella scheda sui tassi: quando il costo reale del denaro sale, tenere un bene che non paga cedole costa di più, e quel costo batte la domanda di rifugio. È un promemoria operativo su come va letto l'oro in questo regime. Sull'ETF sui semiconduttori siamo short dal 13 luglio e il più 1,64% ci è andato contro; teniamo però la distinzione fra il paniere e i suoi pezzi, perché siamo long sull'ETF sulla tecnologia americana e short su quello specifico dei chip, e non è una contraddizione ma la fotografia di una rotazione interna al comparto. Sull'ETF sull'energia americana siamo long dal 13 luglio, ed è il riscontro migliore del gruppo. Una nota di trasparenza sui dati: la nostra serie sul petrolio come materia prima è ferma al 4 settembre, quindi il movimento del greggio in questa scheda è sottostimato.
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IL NOSTRO MODELLO
La coorte del 4 settembre

I nuovi segnali di acquisto: le variazioni di ieri, e una che conta

La coorte settimanale è nata con la chiusura di venerdì 4 settembre: 21 nuovi segnali di acquisto, 14 operabili. Da martedì a venerdì di questa scheda pubblichiamo soltanto ciò che cambia — chi passa sopra o sotto il proprio livello d'ingresso, chi cambia lato sul giornaliero, chi riporta i conti, chi esce dalla coorte.

Ieri il gruppo si è finalmente mosso per intero, perché Wall Street e San Paolo hanno riaperto: undici dei ventuno nomi sono brasiliani e martedì hanno avuto la prima seduta piena della settimana. La variazione che conta riguarda però un nome americano: Recursion PharmaceuticalsLong ha perso il 5,23% dentro il comparto peggiore della giornata, restando fra i segnali operabili con la Forza del Segnale al 76%. Fra i brasiliani, CemigLong ha guadagnato il 3,91% ed è il migliore della coorte.

Come la leggoSu Recursion vale la pena fermarsi, perché è il caso didattico della settimana: un segnale settimanale di acquisto nato su una barra che va nella direzione opposta, dentro un comparto che quel giorno ha perso il 2,52%. Non lo togliamo dalla lista, perché il rischio per noi è un attributo e non un veto, ma è il tipo di segnale che va riguardato la settimana dopo invece che inseguito subito. C'è poi un'osservazione sulla struttura della coorte che riguarda chiunque costruisca una lista: fra gli operabili brasiliani ci sono tre banche più una holding che di una di quelle banche è la controllante, cioè quattro segnali che sono in sostanza due scommesse. La gestione del rischio qui non passa dallo stop, passa dal conteggio. Il caveat vale sempre e lo ripetiamo: i dati passati non garantiscono i risultati futuri.
Recursion Pharmaceuticals long (G / P) · Cemig long (G / P) · Volkswagen AG Pref long (G / P) · Sandisk long (G / P) · Iveco long (G / P) *
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CALENDARIO
I conti dei prossimi sette giorni

Le trimestrali della settimana: Adobe e Oracle domani sera, il termometro sulla spesa in intelligenza artificiale

Quattro società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni, e le prime due arrivano insieme domani dopo la chiusura americana.

Giovedì 10 settembre

Adobe Long

Oracle Long

Avio Short

Mercoledì 16 settembre

MFE-MediaForEurope Short

Come la leggoOracle e Adobe riportano lo stesso giorno e il mercato le legge come il termometro della spesa in infrastrutture per l'intelligenza artificiale: il consenso stima per Oracle ricavi intorno ai 19,13 miliardi di dollari e per Adobe un utile per azione rettificato di 6,09 dollari su circa 6,7 miliardi di ricavi. Le opzioni prezzano movimenti impliciti di circa l'11% e del 5,4%. Il punto operativo non è la previsione, è il cumulo: quei numeri arrivano su un comparto già teso, in una settimana che si chiude con la riunione della banca centrale americana del 16. Chi ha nomi tecnologici con ricavi lontani nel tempo ha due eventi in fila, e il secondo amplifica il primo. Il modo in cui guardiamo le trimestrali è misurato e non impressionistico: i conti non spostano il rendimento medio, raddoppiano la dispersione. Non sono quindi un motivo per entrare né per stare fuori, sono un motivo per entrare con una posizione più piccola.
Adobe long (G / P) · Oracle long (G / P) · Avio short (G / P) · MFE-MediaForEurope short (G / P) *
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STATI UNITI
I due panieri americani

Analisi tecnica di SPY e QQQ: metà del divario di ieri è solo composizione settoriale

SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha perso lo 0,55%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, si è fermato a meno 0,08%. In una giornata di fuga dal rischio il paniere più aggressivo dei due ha fatto meglio, e il motivo è misurabile: sanità e finanziari, i due comparti peggiori della seduta, pesano insieme il 22,06% nell'S&P 500 e il 5,35% nel Nasdaq 100. Quella sola differenza di peso vale 0,28 punti percentuali sul divario di 0,47 realmente osservato.

La geometria dei due trade resta molto diversa. L'ETF sull'S&P 500 è alla ventiduesima settimana di un segnale di acquisto che porta il 12,73%, con tutte e tre le finestre di presa beneficio incassate, e sta l'1,72% sotto il proprio record; l'ETF sul Nasdaq 100 è alla quinta settimana, ancora l'1,74% sotto il proprio livello d'ingresso, con tutte e tre le finestre davanti e i cancelli temporali aperti, e sta il 4,05% sotto il suo.

Come la leggoIl confronto si riduce a una frase: nel primo si difende un risultato, nel secondo si aspetta ancora che cominci. Sul paniere largo c'è un dato di martedì che merita attenzione e che non si vede nel prezzo: in una seduta chiusa a meno mezzo punto, la quota di volume comprata è stata solo del 17,98%. Prezzo che cede poco, volume che esce parecchio, a un punto e mezzo dal massimo storico: non è distribuzione per debolezza dei prezzi, è un cambio di mani in alto. La misura che coglie la differenza fra i due panieri è la Forza del Segnale, che misura convinzione e ampiezza di un movimento e mai la sua sicurezza: 7 su 100 sul paniere largo, 17 su quello tecnologico. Sono entrambe letture basse. Su una struttura matura mossa da quasi nessuna convinzione, e con la banca centrale americana riunita il 16 settembre, la fase è da gestione del rischio su quello che si ha, non da costruzione di esposizione nuova sui panieri larghi.
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La sintesi del desk

Il quadro d'insieme: un mercato che sale su sempre meno gambe

La settimana è governata da due appuntamenti ravvicinati e da una variabile che quasi nessuno guarda. Gli appuntamenti sono la Banca Centrale Europea di giovedì 10, attesa al 2,50%, e la Federal Reserve del 16 settembre, che il mercato ora immagina in rialzo dopo un dato sull'occupazione uscito al triplo delle attese. La variabile è l'ampiezza: la partecipazione al rialzo è scesa sotto la metà del listino americano, cioè meno di un titolo su due sta sopra la propria media di medio periodo, ed è in calo del 32% sull'arco del mese. Un indice che tiene mentre la partecipazione si assottiglia è un indice tenuto in piedi da pochi nomi, e quella fragilità non si vede finché non cede. Con il petrolio in tensione e il costo del denaro che sale, sbagliare il titolo in una fase così costa il doppio: non c'è nessuna marea a rimediare.

Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.

Le edizioni precedenti
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* Il nostro sistema — Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).

Disclaimer. I contenuti di questa pagina sono pubblicati a scopo formativo e informativo e costituiscono opinione personale e analisi tecnica dell'autore. Non sono consulenza finanziaria, sollecitazione all'investimento, né raccomandazione personalizzata. Le operazioni in strumenti finanziari comportano rischi elevati e possono determinare perdite anche significative del capitale investito. Ogni decisione operativa è di esclusiva responsabilità dell'utente, che dichiara di operare in piena autonomia e piena consapevolezza del rischio. AiTrading67 non è un broker né un intermediario finanziario e non è affiliato ad alcun broker o piattaforma di negoziazione.
Fonti
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