Analisi tecnica: perché la borsa scende oggi, un solo settore verde su venti, le azioni Eni salgono mentre la difesa crolla
Il mercato ha smesso di guardare agli utili e ha cominciato a guardare il Golfo Persico. L'escalation militare nello Stretto di Hormuz ha portato il Brent sopra i 101 dollari al barile per la prima volta da maggio, e la reazione è stata quella prevedibile: si vende tutto e si compra l'energia. Su undici comparti americani uno solo ha chiuso in positivo; in Europa due su nove.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno, long o short, e la data in cui il segnale è scattato. Sulla borsa italiana: le azioni Eni migliori del listino sul greggio, le azioni Leonardo e le azioni Fincantieri travolte da una nota di intermediario sulla difesa, le azioni Poste e le azioni Stellantis sul lato debole. Sul fronte americano l'intelligenza artificiale ha premiato chi ha dato numeri — Cloudflare più 10,51%, Meta più 6,55%, Marvell più 4,26% — mentre Apple non si è mossa nel giorno del proprio evento di presentazione.
C'è poi un numero che seguiamo da settimane e che oggi merita la prima riga: la partecipazione del mercato è scesa del 13,1% in una settimana e del 37% sul mese, quarta settimana consecutiva di calo. Poco più di quattro titoli americani su dieci stanno sopra la propria media di medio periodo. Tutte le letture che seguono nascono da un modello sistematico, quindi da ai trading applicato a circa 450 strumenti, e restano riferimenti: la scelta è sempre di chi opera.
- Perché la borsa scende oggi
- Un solo settore verde su undici
- Piazza Affari: Eni sale, la difesa crolla
- Stati Uniti: l'intelligenza artificiale premia chi dà numeri
- Europa: Parigi, Francoforte e Londra sotto Wall Street
- Indici europei: Francoforte è appesa
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- Le variazioni della coorte
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Lo Stretto di Hormuz riscrive l'agenda: Brent sopra 101 dollari e rendimenti ai massimi dell'anno
La domanda che in queste ore si fanno in molti ha una risposta sola, e non sta nei bilanci. Il Comando centrale statunitense ha distrutto cinque petroliere iraniane in risposta a lanci di missili balistici contro una nave della Marina; Teheran ha colpito una base usata dagli americani in Giordania, con diciotto missili intercettati, e rivendicato attacchi a oltre una dozzina di navi nello Stretto di Hormuz. Il Brent ha superato i 101 dollari al barile per la prima volta da maggio, e il gas europeo ha incorporato lo stesso premio di rischio.
Il secondo filo sono i tassi. I rendimenti dei titoli di Stato americani hanno toccato i massimi delle ultime cinquantadue settimane, e il Tesoro statunitense ha annunciato un riacquisto fino a 6 miliardi di dollari sulle scadenze fra dieci e vent'anni, il triplo dell'operazione ordinaria. Sul nostro cruscotto tre misure di tensione salgono insieme: volatilità azionaria più 16% sull'arco del mese, volatilità del debito più 10%, differenziale fra Italia e Germania più 6%. I noli marittimi guadagnano il 26% sul mese, che è il modo in cui il rischio sulle rotte arriva ai costi di tutti.
Gli indici hanno pagato in modo diseguale: l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long ha lasciato lo 0,46%, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong lo 0,29%, quello sulle società a piccola capitalizzazione ETF sulle piccole capitalizzazioni americaneShort l'1,37%. In Europa il colpo è stato più duro: Parigi ETF sul CAC 40Short meno 1,76%, Francoforte ETF sul DAXLong meno 1,63%, Londra ETF sul FTSE 100Long meno 1,38%, Milano ETF sul FTSE MIBShort la più difensiva a meno 0,67%.
La griglia settoriale più netta da settimane: sale solo chi estrae, scende tutto il resto
Negli Stati Uniti l'unico comparto sopra lo zero è stato l'energia XLELong con più 0,83%, che porta più 8,52% sull'arco del mese. Subito dietro la tecnologia XLKLong, esattamente in pari: in una seduta come questa lo zero è un ottimo risultato. In coda gli industriali XLIShort con meno 1,51%, il consumo discrezionale XLYLong con meno 1,34% e le utility XLUShort con meno 1,17%.
In Europa il disegno è identico: petrolio e gas EXH1Long più 0,34% e utility EXH9Short più 0,13% sono gli unici due verdi su nove, mentre gli industriali EXH4Long chiudono a meno 2,27%, il peggior risultato dell'intera griglia. Le banche europee EXV1Long hanno lasciato l'1,27% e la sanità EXV4Short l'1,02%.
Borsa italiana: le azioni Eni più 1,91% sul greggio, la difesa travolta da una nota di intermediario
Milano ha chiuso a meno 0,67%, la più difensiva fra i grandi listini europei, e il risultato nasce da due forze contrarie che si sono quasi annullate. Da un lato le azioni Eni EniLong hanno guadagnato l'1,91%, migliori fra i grandi nomi del listino, trainando il comparto petrolio e gas sul rincaro del greggio.
Dall'altro lato la difesa è crollata, e non per il conflitto in corso: per una nota di Goldman Sachs che ha espresso dubbi sulla domanda futura del settore. Le azioni Leonardo LeonardoShort hanno perso il 4,00%, le azioni Fincantieri FincantieriLong il 3,61% e le azioni Avio AvioShort il 2,44%. Giu` anche le azioni Poste Poste ItalianeLong a meno 2,77%, le azioni Stellantis Stellantis MilanoShort a meno 2,23%, ENAVShort a meno 1,28% e le azioni Prysmian PrysmianShort a meno 1,21%. Il comparto bancario ha tenuto meglio: le azioni Intesa Sanpaolo Intesa SanpaoloLong a meno 0,46%, le azioni UniCredit UniCreditLong a meno 0,25%, Monte dei PaschiLong a meno 0,17% e le azioni BPER BPER BancaLong a meno 0,37%, mentre le azioni Enel EnelShort hanno lasciato lo 0,61% e le azioni Ferrari FerrariLong hanno lasciato lo 0,66%.
Cloudflare più 10,51%, Meta più 6,55%, e Apple non si muove nel giorno del proprio evento
Con circa il 70% dei titoli americani in rosso, i pochi che sono saliti hanno tutti una ragione precisa. CloudflareLong ha guadagnato il 10,51%, il migliore dell'intero universo che seguiamo. Meta PlatformsShort ha fatto più 6,55% dopo il lancio di «Muse», un agente di intelligenza artificiale personale integrato nell'app dedicata e in WhatsApp. Marvell TechnologyLong più 4,26% dopo che l'amministratore delegato ha rivisto al rialzo gli obiettivi di ricavo: circa 12 miliardi di dollari per l'esercizio 2027, contro i 10 precedenti, e circa 18 per il 2028 contro 13,5. Astera LabsShort più 4,05% sullo stesso tema.
Sul fronte dell'energia i grandi nomi hanno seguito il greggio: Exxon MobilLong più 2,22%, ChevronLong più 1,91%, ConocoPhillipsLong più 1,10% e Occidental PetroleumLong più 1,07%. Dal lato che scende, VertivShort ha perso il 9,61% ed è il peggiore fra gli industriali; BookingLong il 3,81% dopo che la Corte generale dell'Unione Europea ha respinto integralmente il ricorso contro il blocco dell'acquisizione di eTraveli, il principale operatore europeo di prenotazione voli online; UnitedHealthShort l'1,94%. Fra i grandi pesi AppleShort ha lasciato appena lo 0,28% nel giorno del proprio evento «Surprise and Shine», il primo sotto il nuovo amministratore delegato John Ternus, con l'annuncio degli iPhone 18 Pro e Pro Max e del modello pieghevole.
L'Europa paga più di Wall Street: Parigi meno 1,76%, l'auto e le banche sotto pressione
Le tre piazze principali hanno chiuso tutte peggio di Wall Street: Parigi a meno 1,76%, Francoforte a meno 1,63%, Londra a meno 1,38%. Il messaggio comune è una preoccupazione macro condivisa, con gli stessi due motori della seduta americana — petrolio e tassi — ma senza il cuscinetto di un comparto energetico di peso.
Fra i nomi tedeschi, Infineon TechnologiesShort ha perso il 2,57%, Deutsche BankLong l'1,99%, AllianzLong l'1,86%, Volkswagen AG PrefLong l'1,68% e Bayerische Motoren WerkeLong l'1,63%: l'auto tedesca ha seguito il comparto europeo EXHGLong, a meno 1,55%. SAPLong è stata fra i pochissimi verdi del listino, a più 0,64%. In Francia AirbusShort ha lasciato il 2,17% dentro lo stesso movimento che ha colpito la difesa, mentre TotalEnergiesLong ha guadagnato lo 0,59% sul greggio. A Londra GlencoreLong ha ceduto lo 0,57%.
Indici europei: il paniere tedesco ha il livello di uscita già sopra il prezzo
ETF sul CAC 40Short ha perso l'1,76%, ETF sul DAXLong l'1,63%, ETF sul FTSE 100Long l'1,38% e ETF sul FTSE MIBShort lo 0,67%. Le distanze dal record raccontano quattro storie diverse: Francoforte è la più vicina al proprio massimo, meno 3,80%, poi Milano a meno 4,14%, Parigi a meno 6,63% e Londra a meno 8,95%.
Sui nostri segnali il quadro è cambiato parecchio in due settimane. Parigi è in vendita dal 24 agosto e Milano dalla chiusura del 4 settembre, dopo ventuno settimane di acquisto chiuse a più 12,20%. Restano in acquisto Francoforte, dal 13 aprile, e Londra, dal 7 aprile. Ma il dato che conta è un altro, ed è la distanza dal livello di uscita: su Francoforte il Punto di Inversione settimanale sta ormai lo 0,34% SOPRA il prezzo, su Londra lo 0,47% sotto.
Gli ETF che hanno mosso la giornata: l'ETF sull'energia, l'ETF sugli industriali e l'ETF sui mercati sviluppati
XLE — l'Energy Select Sector SPDR, cioè l'ETF sull'energia americana — è l'unico paniere settoriale americano chiuso in positivo, più 0,83%, con più 8,52% sull'arco del mese. All'estremo opposto XLI, l'Industrial Select Sector SPDR, l'ETF sugli industriali americani, ha perso l'1,51% ed è ultimo su giorno e su mese, a meno 6,94%.
Due panieri meritano la scheda pur non essendo fra i movimenti più ampi. GLD — lo SPDR Gold Shares, cioè l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha guadagnato lo 0,91%, il primo movimento vero dopo settimane di immobilità; e SOXX — l'iShares Semiconductor, cioè l'ETF sui semiconduttori — ha fatto più 0,68% mentre il paniere della tecnologia americana XLK chiudeva esattamente in pari.
In Europa EXH4, l'ETF sugli industriali europei, ha lasciato il 2,27%, il peggior risultato dell'intera griglia, mentre EXH1, l'ETF sul petrolio e gas europeo, ha guadagnato lo 0,34%. C'è poi un paniere che non compare fra i movimenti di prezzo ma che merita la scheda più di tutti: IDEV — l'iShares Core MSCI International Developed Markets, l'ETF sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti — ha ceduto appena l'1,14% ma ha scambiato sei volte e mezzo il proprio volume mediano, con l'88,2% del volume classificato in vendita.
I nuovi segnali di acquisto: le variazioni di ieri
La coorte settimanale è nata con la chiusura di venerdì 4 settembre: 21 nuovi segnali di acquisto, 14 operabili. Da martedì a venerdì in questa scheda pubblichiamo soltanto ciò che cambia — chi passa sopra o sotto il proprio livello d'ingresso, chi cambia lato sul giornaliero, chi riporta i conti, chi esce dalla coorte.
Ieri la variazione che conta è una sola, e riguarda Recursion PharmaceuticalsLong: il segnale giornaliero è passato in vendita, mentre quello settimanale, nato appena cinque giorni fa, resta in acquisto. Il trade porta meno 11,4% dal segnale. Sul resto del gruppo nessun nome ha attraversato il proprio livello d'ingresso e nessuno riporta i conti in settimana. Fra i brasiliani, che sono undici dei ventuno, CSNLong resta il più forte del gruppo.
Le trimestrali della settimana: Adobe e Oracle stasera, il termometro sulla spesa in intelligenza artificiale
Sei società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni, e le prime tre arrivano oggi.
Oggi, giovedì 10 settembre
Adobe Long
Oracle Long
Avio Short
Mercoledì 16 settembre
MFE-MediaForEurope Short
Giovedì 17 settembre
Carnival Short
FedEx Long
Analisi tecnica di SPY e QQQ: il paniere largo è a meno di un punto dal proprio livello di uscita
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha perso lo 0,46%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, lo 0,29%. Anche ieri il paniere più aggressivo dei due ha tenuto meglio, ma stavolta la composizione settoriale spiega solo il 31% del divario: applicando a ciascun paniere le variazioni dei propri comparti si ottiene uno scarto atteso di 0,06 punti contro i 0,18 osservati. Il resto viene dal comportamento dei titoli, quindi la tecnologia ieri ha tenuto per meriti propri.
La geometria dei due trade è però opposta. Il paniere largo è alla ventunesima settimana di un segnale di acquisto che porta il 12,21%, con tutte e tre le finestre di presa beneficio già incassate, e ieri ha visto scattare il proprio segnale giornaliero di vendita: il Punto di Inversione settimanale sta ormai lo 0,74% sotto i corsi. Il paniere tecnologico è alla quarta settimana, ancora il 2,02% sotto il proprio livello d'ingresso, con tutte e tre le finestre davanti e i cancelli temporali aperti, e il proprio livello di uscita al 2,30% di distanza.
Il quadro d'insieme: un mercato che sale su sempre meno gambe
La giornata di oggi ha due appuntamenti e una variabile che quasi nessuno guarda. Gli appuntamenti sono la Banca Centrale Europea, attesa a portare il tasso principale al 2,50%, e i conti di Oracle e Adobe dopo la chiusura americana; il terzo è la riunione della Federal Reserve del 16 settembre. La variabile è l'ampiezza: la partecipazione al rialzo è scesa del 13,1% in una settimana e del 37% sull'arco del mese, quarta settimana consecutiva di calo, e poco più di quattro titoli americani su dieci stanno sopra la propria media di medio periodo. Un indice che tiene mentre la partecipazione si assottiglia è un indice tenuto in piedi da pochi nomi, e quella fragilità resta invisibile finché non cede. Con il greggio sopra i cento dollari e il costo del denaro che sale, sbagliare il titolo in una fase così costa il doppio: non c'è nessuna marea a rimediare.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema — Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).