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Lo Stretto di Hormuz porta il Brent sopra 101 dollari: un solo settore verde su undici a Wall Street. Le azioni Eni più 1,91% migliori di Milano, la difesa travolta da una nota Goldman con Leonardo meno 4,00%, e il paniere tedesco con il livello di uscita già sopra il prezzo.

Analisi tecnica: perché la borsa scende oggi, un solo settore verde su venti, le azioni Eni salgono mentre la difesa crolla
Osservatorio Economico · La seduta

Analisi tecnica: perché la borsa scende oggi, un solo settore verde su venti, le azioni Eni salgono mentre la difesa crolla

9 settembre 2026 AiTrading67 · Trade Desk Osservatorio Mercati

Il mercato ha smesso di guardare agli utili e ha cominciato a guardare il Golfo Persico. L'escalation militare nello Stretto di Hormuz ha portato il Brent sopra i 101 dollari al barile per la prima volta da maggio, e la reazione è stata quella prevedibile: si vende tutto e si compra l'energia. Su undici comparti americani uno solo ha chiuso in positivo; in Europa due su nove.

Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno, long o short, e la data in cui il segnale è scattato. Sulla borsa italiana: le azioni Eni migliori del listino sul greggio, le azioni Leonardo e le azioni Fincantieri travolte da una nota di intermediario sulla difesa, le azioni Poste e le azioni Stellantis sul lato debole. Sul fronte americano l'intelligenza artificiale ha premiato chi ha dato numeri — Cloudflare più 10,51%, Meta più 6,55%, Marvell più 4,26% — mentre Apple non si è mossa nel giorno del proprio evento di presentazione.

C'è poi un numero che seguiamo da settimane e che oggi merita la prima riga: la partecipazione del mercato è scesa del 13,1% in una settimana e del 37% sul mese, quarta settimana consecutiva di calo. Poco più di quattro titoli americani su dieci stanno sopra la propria media di medio periodo. Tutte le letture che seguono nascono da un modello sistematico, quindi da ai trading applicato a circa 450 strumenti, e restano riferimenti: la scelta è sempre di chi opera.

Le notizie che hanno mosso i nostri titoli
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GLOBALE
Perché la borsa scende oggi

Lo Stretto di Hormuz riscrive l'agenda: Brent sopra 101 dollari e rendimenti ai massimi dell'anno

La domanda che in queste ore si fanno in molti ha una risposta sola, e non sta nei bilanci. Il Comando centrale statunitense ha distrutto cinque petroliere iraniane in risposta a lanci di missili balistici contro una nave della Marina; Teheran ha colpito una base usata dagli americani in Giordania, con diciotto missili intercettati, e rivendicato attacchi a oltre una dozzina di navi nello Stretto di Hormuz. Il Brent ha superato i 101 dollari al barile per la prima volta da maggio, e il gas europeo ha incorporato lo stesso premio di rischio.

Il secondo filo sono i tassi. I rendimenti dei titoli di Stato americani hanno toccato i massimi delle ultime cinquantadue settimane, e il Tesoro statunitense ha annunciato un riacquisto fino a 6 miliardi di dollari sulle scadenze fra dieci e vent'anni, il triplo dell'operazione ordinaria. Sul nostro cruscotto tre misure di tensione salgono insieme: volatilità azionaria più 16% sull'arco del mese, volatilità del debito più 10%, differenziale fra Italia e Germania più 6%. I noli marittimi guadagnano il 26% sul mese, che è il modo in cui il rischio sulle rotte arriva ai costi di tutti.

Gli indici hanno pagato in modo diseguale: l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long ha lasciato lo 0,46%, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong lo 0,29%, quello sulle società a piccola capitalizzazione ETF sulle piccole capitalizzazioni americaneShort l'1,37%. In Europa il colpo è stato più duro: Parigi ETF sul CAC 40Short meno 1,76%, Francoforte ETF sul DAXLong meno 1,63%, Londra ETF sul FTSE 100Long meno 1,38%, Milano ETF sul FTSE MIBShort la più difensiva a meno 0,67%.

Come la leggoUno shock energetico che arriva nella settimana in cui due banche centrali decidono i tassi non è un tema di rotazione: diventa un tema di inflazione, e cambia il significato di entrambe le cose. Fino a martedì il rincaro del greggio si poteva leggere come un movimento di comparto; da ieri è un costo che entra in tutte le catene, con i noli che salgono insieme. La Banca Centrale Europea parla oggi e la banca centrale americana si riunisce il 16 settembre: chi apre una posizione stamattina la apre prima di un bivio, e la dimensione dovrebbe dirlo. Sulla gestione del rischio il punto pratico è che con la partecipazione del mercato a questi livelli il costo di sbagliare titolo è salito: quando meno della metà del listino accompagna, il singolo nome sbagliato non viene riportato a galla dall'indice.
S&P 500 long (G / P) · Invesco QQQ Trust long (G / P) · ETF sulle piccole capitalizzazioni americane short (G / P) · ETF sul CAC 40 short (G / P) · ETF sul DAX long (G / P) · ETF sul FTSE 100 long (G / P) · ETF sul FTSE MIB short (G / P) *
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ROTAZIONE
Un solo settore verde su undici

La griglia settoriale più netta da settimane: sale solo chi estrae, scende tutto il resto

Negli Stati Uniti l'unico comparto sopra lo zero è stato l'energia XLELong con più 0,83%, che porta più 8,52% sull'arco del mese. Subito dietro la tecnologia XLKLong, esattamente in pari: in una seduta come questa lo zero è un ottimo risultato. In coda gli industriali XLIShort con meno 1,51%, il consumo discrezionale XLYLong con meno 1,34% e le utility XLUShort con meno 1,17%.

In Europa il disegno è identico: petrolio e gas EXH1Long più 0,34% e utility EXH9Short più 0,13% sono gli unici due verdi su nove, mentre gli industriali EXH4Long chiudono a meno 2,27%, il peggior risultato dell'intera griglia. Le banche europee EXV1Long hanno lasciato l'1,27% e la sanità EXV4Short l'1,02%.

Come la leggoQuando un solo comparto su venti sale, quel comparto non sta guidando il mercato: sta assorbendo il denaro che esce da tutti gli altri. È una differenza che conta per chi costruisce una lista, perché significa che oggi non ci sono venti temi indipendenti, ce n'è uno solo con un contrario. La giornata ci ha dato ragione su parecchie posizioni: siamo short sugli industriali americani dal 24 agosto e su quelli europei, short sulle utility americane dal 3 agosto, short sulla sanità europea dal 20 luglio e long sull'energia americana dal 13 luglio e sul petrolio e gas europeo dal 20 luglio. Cinque riscontri nella stessa seduta. La price action per comparti va letta come una mappa di correlazioni: il rischio, in una rotazione così compatta, non è scegliere il titolo sbagliato, è sceglierne cinque che sono la stessa scommessa senza accorgersene.
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ITALIA
Piazza Affari

Borsa italiana: le azioni Eni più 1,91% sul greggio, la difesa travolta da una nota di intermediario

Milano ha chiuso a meno 0,67%, la più difensiva fra i grandi listini europei, e il risultato nasce da due forze contrarie che si sono quasi annullate. Da un lato le azioni Eni EniLong hanno guadagnato l'1,91%, migliori fra i grandi nomi del listino, trainando il comparto petrolio e gas sul rincaro del greggio.

Dall'altro lato la difesa è crollata, e non per il conflitto in corso: per una nota di Goldman Sachs che ha espresso dubbi sulla domanda futura del settore. Le azioni Leonardo LeonardoShort hanno perso il 4,00%, le azioni Fincantieri FincantieriLong il 3,61% e le azioni Avio AvioShort il 2,44%. Giu` anche le azioni Poste Poste ItalianeLong a meno 2,77%, le azioni Stellantis Stellantis MilanoShort a meno 2,23%, ENAVShort a meno 1,28% e le azioni Prysmian PrysmianShort a meno 1,21%. Il comparto bancario ha tenuto meglio: le azioni Intesa Sanpaolo Intesa SanpaoloLong a meno 0,46%, le azioni UniCredit UniCreditLong a meno 0,25%, Monte dei PaschiLong a meno 0,17% e le azioni BPER BPER BancaLong a meno 0,37%, mentre le azioni Enel EnelShort hanno lasciato lo 0,61% e le azioni Ferrari FerrariLong hanno lasciato lo 0,66%.

Come la leggoSul triangolo della difesa il nostro modello ha avuto ragione tre volte nella stessa seduta: siamo short su Leonardo dal 24 agosto, short su Avio dal 31 agosto e short su ENAV dal 6 luglio, e tutti e tre hanno chiuso in perdita. Con Stellantis, Prysmian ed Enel, anch'esse in ribasso con il nostro modello dal lato corto, i riscontri della giornata sul listino italiano diventano sei. C'è però una distinzione che vale più della percentuale: un comparto che scende mentre divampa un conflitto reale è un comparto che prezza già moltissime buone notizie, e questo dice sul posizionamento più di quanto dica sulla domanda di armamenti. Su Fincantieri il nostro segnale settimanale è invece di acquisto dal 6 luglio, quindi il 3,61% ci è andato contro: è il caso in cui il giudizio di un intermediario spinge il prezzo contro una struttura che regge, e sono le situazioni in cui conviene aspettare la seconda seduta prima di decidere chi ha ragione. Eni resta il nome italiano con la Forza del Segnale più alta della nostra lista, all'83%, dove la Forza misura la convinzione e l'ampiezza del movimento e non la sua sicurezza.
Eni long (G / P) · Leonardo short (G / P) · Fincantieri long (G / P) · Avio short (G / P) · Poste Italiane long (G / P) · Stellantis Milano short (G / P) · ENAV short (G / P) · Prysmian short (G / P) · Intesa Sanpaolo long (G / P) · UniCredit long (G / P) · Monte dei Paschi long (G / P) · BPER Banca long (G / P) · Ferrari long (G / P) · Enel short (G / P) *
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STATI UNITI
Wall Street: l'intelligenza artificiale premia chi dà numeri

Cloudflare più 10,51%, Meta più 6,55%, e Apple non si muove nel giorno del proprio evento

Con circa il 70% dei titoli americani in rosso, i pochi che sono saliti hanno tutti una ragione precisa. CloudflareLong ha guadagnato il 10,51%, il migliore dell'intero universo che seguiamo. Meta PlatformsShort ha fatto più 6,55% dopo il lancio di «Muse», un agente di intelligenza artificiale personale integrato nell'app dedicata e in WhatsApp. Marvell TechnologyLong più 4,26% dopo che l'amministratore delegato ha rivisto al rialzo gli obiettivi di ricavo: circa 12 miliardi di dollari per l'esercizio 2027, contro i 10 precedenti, e circa 18 per il 2028 contro 13,5. Astera LabsShort più 4,05% sullo stesso tema.

Sul fronte dell'energia i grandi nomi hanno seguito il greggio: Exxon MobilLong più 2,22%, ChevronLong più 1,91%, ConocoPhillipsLong più 1,10% e Occidental PetroleumLong più 1,07%. Dal lato che scende, VertivShort ha perso il 9,61% ed è il peggiore fra gli industriali; BookingLong il 3,81% dopo che la Corte generale dell'Unione Europea ha respinto integralmente il ricorso contro il blocco dell'acquisizione di eTraveli, il principale operatore europeo di prenotazione voli online; UnitedHealthShort l'1,94%. Fra i grandi pesi AppleShort ha lasciato appena lo 0,28% nel giorno del proprio evento «Surprise and Shine», il primo sotto il nuovo amministratore delegato John Ternus, con l'annuncio degli iPhone 18 Pro e Pro Max e del modello pieghevole.

Come la leggoApple è il caso di scuola della giornata e vale più della percentuale. Un titolo che non si muove il giorno dell'annuncio è un titolo che l'annuncio l'aveva già prezzato, e la parte da guardare è la settimana prossima. Il nostro modello è short su Apple dal 10 agosto e la seduta ci ha dato ragione, ma con una sfumatura: sotto quel calo minimo il denaro settimanale risulta in ingresso, quindi qualcuno sta comprando sotto la superficie. Sugli altri riscontri: siamo short su Vertiv dal 26 maggio e il meno 9,61% è il migliore della giornata; short su UnitedHealth dal 10 agosto; long su Exxon, Chevron, ConocoPhillips e Occidental, tutte in rialzo con il greggio. Su Marvell la lettura merita una riga in più, perché il prezzo e il flusso vanno in direzioni opposte: il titolo sale su una revisione degli obiettivi mentre il denaro settimanale esce e il flusso si indebolisce da tre settimane, che è la firma tipica di chi vende dentro la forza. Su Astera Labs siamo short e il più 4,05% ci è andato contro.
Cloudflare long (G / P) · Meta Platforms short (G / P) · Marvell Technology long (G / P) · Astera Labs short (G / P) · Exxon Mobil long (G / P) · Chevron long (G / P) · ConocoPhillips long (G / P) · Occidental Petroleum long (G / P) · Vertiv short (G / P) · Booking long (G / P) · UnitedHealth short (G / P) · Apple short (G / P) *
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🇪🇺
EUROPA
Francoforte, Parigi e Londra

L'Europa paga più di Wall Street: Parigi meno 1,76%, l'auto e le banche sotto pressione

Le tre piazze principali hanno chiuso tutte peggio di Wall Street: Parigi a meno 1,76%, Francoforte a meno 1,63%, Londra a meno 1,38%. Il messaggio comune è una preoccupazione macro condivisa, con gli stessi due motori della seduta americana — petrolio e tassi — ma senza il cuscinetto di un comparto energetico di peso.

Fra i nomi tedeschi, Infineon TechnologiesShort ha perso il 2,57%, Deutsche BankLong l'1,99%, AllianzLong l'1,86%, Volkswagen AG PrefLong l'1,68% e Bayerische Motoren WerkeLong l'1,63%: l'auto tedesca ha seguito il comparto europeo EXHGLong, a meno 1,55%. SAPLong è stata fra i pochissimi verdi del listino, a più 0,64%. In Francia AirbusShort ha lasciato il 2,17% dentro lo stesso movimento che ha colpito la difesa, mentre TotalEnergiesLong ha guadagnato lo 0,59% sul greggio. A Londra GlencoreLong ha ceduto lo 0,57%.

Come la leggoIl nostro modello è short su Infineon dal 13 luglio e short su Airbus dal 31 agosto: due riscontri nella giornata peggiore del continente. Sulle banche tedesche e sulle assicurazioni siamo invece long, e lì la seduta ci è andata contro. La lettura che porto via riguarda però le banche europee, dove c'è il dissenso più interessante della mappa: il quadro settimanale le dava in miglioramento, la giornata le ha vendute con tutto il resto. In una seduta dominata dal rischio il credito viene liquidato insieme al resto anche quando i conti gli darebbero ragione, e con la Banca Centrale Europea che parla oggi quel dissenso si scioglie in un senso o nell'altro entro stasera. Sull'auto tedesca il quadro è più delicato: siamo long su Volkswagen e BMW dal 31 agosto, cioè da due settimane, e un comparto che perde l'1,55% mentre il costo dell'energia sale non aiuta due segnali così giovani.
Infineon Technologies short (G / P) · Deutsche Bank long (G / P) · Allianz long (G / P) · Volkswagen AG Pref long (G / P) · Bayerische Motoren Werke long (G / P) · ETF sull'auto europea long (G / P) · SAP long (G / P) · Airbus short (G / P) · TotalEnergies long (G / P) · Glencore long (G / P) *
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INDICI
I quattro panieri europei

Indici europei: il paniere tedesco ha il livello di uscita già sopra il prezzo

ETF sul CAC 40Short ha perso l'1,76%, ETF sul DAXLong l'1,63%, ETF sul FTSE 100Long l'1,38% e ETF sul FTSE MIBShort lo 0,67%. Le distanze dal record raccontano quattro storie diverse: Francoforte è la più vicina al proprio massimo, meno 3,80%, poi Milano a meno 4,14%, Parigi a meno 6,63% e Londra a meno 8,95%.

Sui nostri segnali il quadro è cambiato parecchio in due settimane. Parigi è in vendita dal 24 agosto e Milano dalla chiusura del 4 settembre, dopo ventuno settimane di acquisto chiuse a più 12,20%. Restano in acquisto Francoforte, dal 13 aprile, e Londra, dal 7 aprile. Ma il dato che conta è un altro, ed è la distanza dal livello di uscita: su Francoforte il Punto di Inversione settimanale sta ormai lo 0,34% SOPRA il prezzo, su Londra lo 0,47% sotto.

Come la leggoQuello che diverge oggi è Francoforte, ed è l'informazione che questa scheda esiste per dare. Un segnale di acquisto che dura da venti settimane e che si ritrova il proprio livello di uscita già sopra il prezzo è un segnale che sta per capovolgersi: basta la conferma della chiusura settimanale. Londra sta mezzo punto sopra il proprio, quindi nella stessa condizione con un margine appena più largo. Detto in una riga: dei quattro panieri europei due hanno già girato e gli altri due sono appesi a meno di mezzo punto percentuale. Non è una previsione, è una misura di distanza, e va guardata insieme alla Forza del Segnale: 8 su 100 su Francoforte, 11 su Londra, cioè letture bassissime che dicono quanta poca convinzione ci sia rimasta dietro a quei due rialzi. Per chi opera in swing trading sugli indici europei questa è una settimana da gestione del rischio su quello che si ha, non da esposizione nuova.
ETF sul DAX long (G / P) · ETF sul CAC 40 short (G / P) · ETF sul FTSE MIB short (G / P) · ETF sul FTSE 100 long (G / P) *
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STRUMENTI
I panieri della seduta

Gli ETF che hanno mosso la giornata: l'ETF sull'energia, l'ETF sugli industriali e l'ETF sui mercati sviluppati

XLE — l'Energy Select Sector SPDR, cioè l'ETF sull'energia americana — è l'unico paniere settoriale americano chiuso in positivo, più 0,83%, con più 8,52% sull'arco del mese. All'estremo opposto XLI, l'Industrial Select Sector SPDR, l'ETF sugli industriali americani, ha perso l'1,51% ed è ultimo su giorno e su mese, a meno 6,94%.

Due panieri meritano la scheda pur non essendo fra i movimenti più ampi. GLD — lo SPDR Gold Shares, cioè l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha guadagnato lo 0,91%, il primo movimento vero dopo settimane di immobilità; e SOXX — l'iShares Semiconductor, cioè l'ETF sui semiconduttori — ha fatto più 0,68% mentre il paniere della tecnologia americana XLK chiudeva esattamente in pari.

In Europa EXH4, l'ETF sugli industriali europei, ha lasciato il 2,27%, il peggior risultato dell'intera griglia, mentre EXH1, l'ETF sul petrolio e gas europeo, ha guadagnato lo 0,34%. C'è poi un paniere che non compare fra i movimenti di prezzo ma che merita la scheda più di tutti: IDEV — l'iShares Core MSCI International Developed Markets, l'ETF sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti — ha ceduto appena l'1,14% ma ha scambiato sei volte e mezzo il proprio volume mediano, con l'88,2% del volume classificato in vendita.

Come la leggoLa riga dell'ETF sui mercati sviluppati è quella che dice qualcosa che nessun grafico di prezzo mostra. Un movimento dell'1,14% è ordinaria amministrazione; sei volte e mezzo il volume mediano con quasi il 90% dal lato della vendita non lo è per niente. Qualcuno ha ridotto in modo consistente l'esposizione all'azionario internazionale in una giornata in cui il prezzo non lo lasciava intuire, e su questo paniere il nostro modello è long da aprile. Sugli altri: siamo long sull'ETF sull'energia americana dal 13 luglio e sul petrolio e gas europeo dal 20 luglio, short sugli industriali americani dal 24 agosto. Tre riscontri su tre panieri. Sull'ETF sull'oro siamo long dal 3 agosto e il risveglio di ieri è il primo giorno in cui il metallo si comporta come se la faglia geopolitica contasse davvero; sull'ETF sui semiconduttori siamo invece short dal 13 luglio e lo 0,68% ci è andato lievemente contro. Una nota di trasparenza sui dati: la nostra serie sul petrolio come materia prima, ferma al 4 settembre nelle due edizioni precedenti, ha ricevuto ieri la propria barra e conferma il movimento con un più 5,0%; quel numero copre però tre sedute, perché ne mancano due, quindi l'ampiezza è leggibile e la velocità no.
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IL NOSTRO MODELLO
La coorte del 4 settembre

I nuovi segnali di acquisto: le variazioni di ieri

La coorte settimanale è nata con la chiusura di venerdì 4 settembre: 21 nuovi segnali di acquisto, 14 operabili. Da martedì a venerdì in questa scheda pubblichiamo soltanto ciò che cambia — chi passa sopra o sotto il proprio livello d'ingresso, chi cambia lato sul giornaliero, chi riporta i conti, chi esce dalla coorte.

Ieri la variazione che conta è una sola, e riguarda Recursion PharmaceuticalsLong: il segnale giornaliero è passato in vendita, mentre quello settimanale, nato appena cinque giorni fa, resta in acquisto. Il trade porta meno 11,4% dal segnale. Sul resto del gruppo nessun nome ha attraversato il proprio livello d'ingresso e nessuno riporta i conti in settimana. Fra i brasiliani, che sono undici dei ventuno, CSNLong resta il più forte del gruppo.

Come la leggoSu Recursion la divergenza fra i due orizzonti va detta per intero, perché è il caso didattico della settimana: un segnale settimanale di acquisto nato venerdì e un segnale giornaliero che già il mercoledì successivo è passato dall'altra parte. Non lo togliamo dalla lista, perché per noi il rischio è un attributo e non un veto, ma la statistica storica su questo tipo di segnale dà tredici successi su cento con una perdita tipica del 21,4% — e i dati passati non garantiscono i risultati futuri, però quando la storia è così sbilanciata conviene ascoltarla. C'è poi un'osservazione sulla struttura della coorte che riguarda chiunque costruisca una lista: fra gli operabili brasiliani ci sono tre banche più una holding che di una di quelle banche è la controllante, cioè quattro segnali che sono in sostanza due scommesse. La gestione del rischio qui non passa dallo stop, passa dal conteggio.
Recursion Pharmaceuticals long (G / P) · CSN long (G / P) · Volkswagen AG Pref long (G / P) · Bayerische Motoren Werke long (G / P) · Sandisk long (G / P) *
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CALENDARIO
I conti dei prossimi sette giorni

Le trimestrali della settimana: Adobe e Oracle stasera, il termometro sulla spesa in intelligenza artificiale

Sei società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni, e le prime tre arrivano oggi.

Oggi, giovedì 10 settembre

Adobe Long

Oracle Long

Avio Short

Mercoledì 16 settembre

MFE-MediaForEurope Short

Giovedì 17 settembre

Carnival Short

FedEx Long

Come la leggoOracle e Adobe riportano lo stesso giorno e il mercato le legge come il termometro della spesa in infrastrutture per l'intelligenza artificiale: il consenso stima per Oracle ricavi intorno ai 19,13 miliardi di dollari e per Adobe un utile per azione rettificato di 6,09 dollari. Il punto operativo non è la previsione, è il cumulo: quei numeri arrivano su un comparto già teso, nella stessa giornata in cui parla la Banca Centrale Europea e in una settimana che prepara la riunione della banca centrale americana del 16. Avio riporta lo stesso giorno in cui il proprio comparto ha perso il 2,44% su una nota di intermediario, ed è una coincidenza che vale una riga: il modo in cui guardiamo le trimestrali è misurato e non impressionistico — i conti non spostano il rendimento medio, raddoppiano la dispersione. Non sono quindi un motivo per entrare né per stare fuori, sono un motivo per entrare con una posizione più piccola.
Adobe long (G / P) · Oracle long (G / P) · Avio short (G / P) · MFE-MediaForEurope short (G / P) · Carnival short (G / P) · FedEx long (G / P) *
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STATI UNITI
I due panieri americani

Analisi tecnica di SPY e QQQ: il paniere largo è a meno di un punto dal proprio livello di uscita

SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha perso lo 0,46%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, lo 0,29%. Anche ieri il paniere più aggressivo dei due ha tenuto meglio, ma stavolta la composizione settoriale spiega solo il 31% del divario: applicando a ciascun paniere le variazioni dei propri comparti si ottiene uno scarto atteso di 0,06 punti contro i 0,18 osservati. Il resto viene dal comportamento dei titoli, quindi la tecnologia ieri ha tenuto per meriti propri.

La geometria dei due trade è però opposta. Il paniere largo è alla ventunesima settimana di un segnale di acquisto che porta il 12,21%, con tutte e tre le finestre di presa beneficio già incassate, e ieri ha visto scattare il proprio segnale giornaliero di vendita: il Punto di Inversione settimanale sta ormai lo 0,74% sotto i corsi. Il paniere tecnologico è alla quarta settimana, ancora il 2,02% sotto il proprio livello d'ingresso, con tutte e tre le finestre davanti e i cancelli temporali aperti, e il proprio livello di uscita al 2,30% di distanza.

Come la leggoIl confronto si riduce a una frase: nel primo si difende un risultato, nel secondo si aspetta ancora che cominci. Sul paniere largo lo 0,74% è il numero da tenere sott'occhio, perché su uno strumento che oscilla mediamente di sei punti al giorno quella distanza si copre in una seduta e mezza; e quando tutte le finestre di beneficio sono state prese, la posizione non ha più obiettivi davanti, ha solo un livello di uscita. La misura che coglie la differenza fra i due panieri è la Forza del Segnale, che misura convinzione e ampiezza di un movimento e mai la sua sicurezza: 7 su 100 sul paniere largo, 17 su quello tecnologico. Sono entrambe letture basse, e su una struttura matura mossa da quasi nessuna convinzione la fase è da gestione del rischio su quello che si ha, non da costruzione di esposizione nuova.
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La sintesi del desk

Il quadro d'insieme: un mercato che sale su sempre meno gambe

La giornata di oggi ha due appuntamenti e una variabile che quasi nessuno guarda. Gli appuntamenti sono la Banca Centrale Europea, attesa a portare il tasso principale al 2,50%, e i conti di Oracle e Adobe dopo la chiusura americana; il terzo è la riunione della Federal Reserve del 16 settembre. La variabile è l'ampiezza: la partecipazione al rialzo è scesa del 13,1% in una settimana e del 37% sull'arco del mese, quarta settimana consecutiva di calo, e poco più di quattro titoli americani su dieci stanno sopra la propria media di medio periodo. Un indice che tiene mentre la partecipazione si assottiglia è un indice tenuto in piedi da pochi nomi, e quella fragilità resta invisibile finché non cede. Con il greggio sopra i cento dollari e il costo del denaro che sale, sbagliare il titolo in una fase così costa il doppio: non c'è nessuna marea a rimediare.

Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.

Le edizioni precedenti
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* Il nostro sistema — Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).

Disclaimer. I contenuti di questa pagina sono pubblicati a scopo formativo e informativo e costituiscono opinione personale e analisi tecnica dell'autore. Non sono consulenza finanziaria, sollecitazione all'investimento, né raccomandazione personalizzata. Le operazioni in strumenti finanziari comportano rischi elevati e possono determinare perdite anche significative del capitale investito. Ogni decisione operativa è di esclusiva responsabilità dell'utente, che dichiara di operare in piena autonomia e piena consapevolezza del rischio. AiTrading67 non è un broker né un intermediario finanziario e non è affiliato ad alcun broker o piattaforma di negoziazione.
Fonti
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