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Wall Street rompe tre sedute negative sulla tregua dei rendimenti, l'Europa non segue. A Piazza Affari le azioni STM salgono del 3,33%, giù le azioni Enel del 2,59% e Lottomatica del 7,63%. Dell più 15,81% sui conti, Credo meno 20,04%, Broadcom punita dopo la chiusura.

Analisi tecnica: le azioni STM guidano Piazza Affari, giù le azioni Enel e Lottomatica
Osservatorio Economico · La seduta

Analisi tecnica: le azioni STM guidano Piazza Affari, giù le azioni Enel e Lottomatica

3 settembre 2026 AiTrading67 · Trade Desk Osservatorio Mercati

La seduta del 2 settembre ha rotto una serie di tre giornate negative a Wall Street, e il motore è arrivato da fuori: una tregua sui rendimenti dei titoli di stato, col decennale americano rientrato verso il 4,79% dopo aver toccato in giornata il massimo da fine 2023. L'Europa non ha seguito. La borsa italiana ha ceduto lo 0,23%, Francoforte lo 0,49%, Parigi lo 0,30%, Londra lo 0,28%, e sul listino milanese le distanze fra i titoli contano più dell'indice.

Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata — le azioni STM in cima a Piazza Affari, le azioni Enel e A2A trascinate giù dalle utility, le azioni Lottomatica in fondo al listino, Eni sostenuta dal greggio, e sul fronte americano Dell in rialzo del 15,81% sui conti, Credo Technology che ne perde venti e Broadcom punita dopo la chiusura nonostante ricavi in crescita dell'86% — e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.

Le notizie che hanno mosso i nostri titoli
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GLOBALE
Il fatto del giorno

Analisi tecnica della seduta: un rimbalzo nato dai tassi, e tenuto in piedi da pochi

Wall Street ha interrotto tre sedute in calo: l'SPY, l'ETF sull'S&P 500, ha guadagnato lo 0,44%, il QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, lo 0,23% e il paniere delle società a bassa capitalizzazione, IWM, l'1,18%. Il motore non è stato un dato macro buono: il decennale americano è rientrato verso il 4,79% dopo aver toccato in seduta il 4,818%, massimo da fine 2023, e il dollaro ha ceduto dai massimi di tre settimane. Il mercato continua a prezzare un rialzo dei tassi della Federal Reserve il 16 settembre, con probabilità fra il 66% e il 68%, mentre la Banca Centrale Europea è data in rialzo il 10.

Il rimbalzo è stato però stretto. Sul nostro universo di oltre quattrocento strumenti, gli acquisti scattati sul piano giornaliero nella seduta sono stati tredici: un recupero che accende così pochi segnali brevi è un recupero che ha coinvolto poche mani. Sull'ETF dell'S&P 500 il volume è sceso a 29,6 milioni di quote da 41,1, primo calo dopo quattro aumenti consecutivi, con la quota comprata risalita al 72,98% dal 44,32% di lunedì.

Come la leggoIl quadro di fondo non si è sistemato, si è solo fermato per una seduta. Sul nostro cruscotto la volatilità obbligazionaria è salita di un altro 12,3% in una settimana ed è su dell'11% sul mese; lo spread fra Italia e Germania è in aumento da quattro settimane consecutive per un totale del 9%; il rischio di coda è su del 9%. La volatilità azionaria invece è scesa del 7% ieri ed è praticamente ferma sull'arco del mese. La distanza fra la tensione sul debito e la calma sulle azioni si è allargata invece di chiudersi, ed è il secondo giorno che lo scrivo: finché restano separate così, il rischio dentro il prezzo delle azioni non è misurato bene. C'è poi la partecipazione del mercato, cioè quanti titoli reggono davvero l'indice, che ha perso un altro 1,8% dopo il meno 11,4% di lunedì ed è in calo da tre settimane. Un listino che sale mentre quella misura scende è un listino tenuto su da pochi nomi. Per la gestione del rischio la conseguenza pratica è semplice: si può operare, si opera piccolo, e non si aumenta l'esposizione complessiva su un rimbalzo di un giorno.
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STATI UNITI
Il conto della sera

Analisi tecnica dei semiconduttori: il trimestre di Broadcom batte le stime e non basta

Dopo la chiusura americana Broadcom ha pubblicato ricavi trimestrali a 29,6 miliardi, in crescita dell'86% sull'anno e sopra le attese. Il titolo è sceso fino al 6% nelle contrattazioni successive, prima di ridurre a circa il 4%, perché gli obiettivi indicati per il trimestre in corso — 34,8 miliardi — sono arrivati sotto il consenso di 35,05. Nella seduta regolare il titolo aveva già ceduto lo 0,66%.

È la seconda volta quest'anno che allo stesso nome capita la stessa cosa: un trimestre forte punito perché le previsioni non alzano l'asticella. Il comparto ci arriva già provato: Credo Technology ha perso il 20,04% nella seduta, Marvell l'1,86%, Micron ha invece guadagnato il 2,43% e Nvidia il 3,21%. La reazione vera sui semiconduttori si leggerà nella seduta di oggi. Chi segue l'ai trading come tema unico ha davanti la stessa lezione di sempre: la domanda per l'intelligenza artificiale non è cambiata, cambiato è quanto il mercato è disposto a pagarla.

Come la leggoSu Broadcom il nostro modello è long dalla quarta settimana e la posizione è in perdita del 14,15%, con un flip in vendita stampato sulla candela settimanale in formazione: i conti arrivano proprio mentre il segnale sta decidendo se restare in piedi, e la decisione la prende la chiusura di domani. Dove invece il modello sta lavorando bene è sul lato corto dei nomi che questo movimento ha colpito: siamo short su Micron Technology dalla settima settimana, su Intel dalla settima con il 5,25%, su Applied Digital dalla nona con il 24,65% e su AST SpaceMobile dalla dodicesima con il 24,28%. Su NVIDIA siamo long da quattro settimane e il prezzo sta il 10,38% sopra il proprio livello di uscita, quindi con margine. La lettura di price action che porto via riguarda la dispersione: quando dentro lo stesso comparto un titolo perde venti punti e un altro ne guadagna tre nella stessa seduta, non si sta muovendo il settore, si stanno muovendo le singole storie. In quelle condizioni comprare l'indice del comparto è un modo di comprare la media di cose che non si somigliano.
Broadcom long (G / P) · Credo Technology long (G / P) · Marvell Technology long (G / P) · Micron Technology short (G / P) · NVIDIA long (G / P) · Intel short (G / P) · Applied Digital short (G / P) · AST SpaceMobile short (G / P) *
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🇮🇹
ITALIA
Piazza Affari

Analisi tecnica della borsa italiana: le azioni STM in cima, giù le azioni Enel e le utility

Il listino milanese ha ceduto lo 0,23%, e dentro quel numero quasi piatto ci sono distanze molto ampie. In cima le azioni STM con più 3,33%, il rialzo più largo della giornata italiana, seguite dalle azioni Amplifon più 2,55%, dalle azioni Prysmian più 1,71%, dalle azioni Campari più 1,47% e da Moncler più 0,89%. Le azioni Eni hanno guadagnato lo 0,61%, sostenute dal greggio e dall'accordo firmato con il Venezuela per la gestione in esclusiva di un giacimento.

In fondo il quadro è dominato dalle utility e da un caso a sé. Le azioni Lottomatica hanno perso il 7,63%, il calo più ampio del listino e fra i movimenti fuori scala della giornata; Italgas il 3,46%, le azioni Stellantis il 2,79% con lo stop alla produzione di Torino per carenza di componenti motore, A2A il 2,61%, le azioni Enel il 2,59%, le azioni Saipem l'1,95%, FinecoBank l'1,99%, Avio l'1,83% e Terna l'1,49%. Sui bancari la giornata è stata mite: le azioni UniCredit più 0,52%, le azioni Banco BPM più 0,31%, le azioni Intesa Sanpaolo meno 0,22%, le azioni MPS meno 0,18%.

Come la leggoSulle banche il nostro modello è long da aprile su tutte, ed è il blocco più solido di questo listino: su Mediobanca il trade vale il 33,19%, su Banco BPM il 26,75%, su Monte dei Paschi il 24,38%, su Generali il 22,87%, su Intesa Sanpaolo il 17,61%, su UniCredit il 16,66%. La nota tecnica va però detta: su Intesa il prezzo è ora a mezzo punto dal proprio Punto di Inversione settimanale e su MPS praticamente sopra, quindi sono le due posizioni più vicine al livello di uscita fra tutte quelle italiane. Dove la giornata ci ha dato ragione è sul lato corto: siamo short su Stellantis Milano dalla dodicesima settimana con il 23,42%, su Italgas dall'ottava con il 15,14%, su Prysmian dall'ottava con l'11,81%, su STMicroelectronics dalla settima con il 18,76%, su Lottomatica dalla decima con il 7,11%, su Enel dalla terza con il 5,20% e su Terna dalla terza con il 2,54%. Sono sette posizioni ribassiste in guadagno, e cinque di loro ieri hanno lavorato. Il caso più interessante è però STMicroelectronics: il rialzo del 3,33% arriva su una vendita che vale già il 18,76%, con il prezzo ancora l'11,25% sotto il proprio livello di uscita — una seduta contro non intacca una distanza così. Su Eni siamo long dalla sesta settimana con il 3,70%, quindi l'accordo venezuelano arriva su una struttura già nella direzione giusta. Per lo swing trading la lettura del listino è questa: il denaro sta lasciando le utility e i regolati, e la rotazione premia industria e consumi.
STMicroelectronics short (G / P) · Amplifon long (G / P) · Prysmian short (G / P) · Davide Campari-Milano long (G / P) · Moncler short (G / P) · Eni long (G / P) · Lottomatica short (G / P) · Italgas short (G / P) · Stellantis Milano short (G / P) · A2A long (G / P) · Enel short (G / P) · Saipem short (G / P) · FinecoBank long (G / P) · Avio long (G / P) · Terna short (G / P) · UniCredit long (G / P) · Banco BPM long (G / P) · Intesa Sanpaolo long (G / P) · Monte dei Paschi long (G / P) · Mediobanca long (G / P) · Assicurazioni Generali long (G / P) *
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🇺🇸
STATI UNITI
Dove è andato il denaro

Analisi tecnica della rotazione: comprano materiali, comunicazioni e banche, la tecnologia resta ferma

La seduta americana ha un verso netto. In testa i materiali con l'XLB a più 1,69%, poi le comunicazioni con l'XLC a più 1,39% e i finanziari con l'XLF a più 0,80%. La sanità ha aggiunto lo 0,75% ed è il comparto più forte del mese, più 6,6%. In coda l'immobiliare a meno 0,70%. E in mezzo, ferma, la tecnologia: l'XLK ha chiuso a meno 0,02% in una giornata in cui il paniere largo guadagnava lo 0,44%.

Dentro i comparti che salgono i nomi si vedono bene. Snap ha guadagnato il 4,49% trainando le comunicazioni, Wells Fargo il 2,56% trainando i finanziari, Newmont il 2,06% in scia ai materiali. Nella sanità sono scattati insieme tre acquisti sul piano giornaliero: Amgen più 1,08%, Johnson & Johnson più 1,48% e il paniere di comparto XLV più 0,75%. Bank of America ha aggiunto lo 0,98% con lo stesso segnale.

Come la leggoIl nostro modello è long su tutti i comparti che hanno tirato: sui materiali dalla ventunesima settimana, sulle comunicazioni dalla settima, sui finanziari dalla ventesima con il 9,98%, sulla sanità dalla quattordicesima con il 15,71%. Sui singoli nomi: Amgen long da dodici settimane con il 24,67%, Johnson & Johnson da dodici con il 14,26%, Bank of America da dodici con l'11,75%, Wells Fargo da tredici con l'8,95%, Newmont da quattro con il 10,78%, Snap da quattro con il 4,88%. La cosa che vale la pena notare è però un'altra: quando tre nomi dello stesso comparto accendono il segnale breve nella stessa seduta — ed è successo sulla sanità — quello che si sta comprando è il comparto, non i tre titoli. Chi li prendesse tutti avrebbe una posizione sola con tre commissioni, e il paniere di comparto fa lo stesso lavoro con una. Sulla tecnologia siamo long da tre settimane e il trade è sotto del 3,37%: un segnale nuovo che non ha ancora trovato una seduta a favore, ed è quello che sorveglio più da vicino.
ETF sui materiali americani long (G / P) · Comunicazioni USA long (G / P) · ETF sui finanziari americani long (G / P) · ETF sulla sanità americana long (G / P) · ETF sulla tecnologia americana long (G / P) · Immobiliare USA long (G / P) · Snap long (G / P) · Wells Fargo long (G / P) · Newmont long (G / P) · Amgen long (G / P) · Johnson & Johnson long (G / P) · Bank of America long (G / P) *
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📊
STATI UNITI
Le due facce dei conti

Analisi tecnica delle azioni Dell e Credo Technology: 36 punti di distanza in una seduta

Due titoli dello stesso mondo, la stessa giornata, trentasei punti percentuali di distanza. Dell ha guadagnato il 15,81% dopo i conti, il movimento più ampio dell'intero nostro paniere e pari a 6,7 volte la propria oscillazione tipica. Credo Technology ne ha persi 20,04, due volte la propria oscillazione tipica.

Le due posizioni non potrebbero essere più diverse. Su Dell Technologies il nostro modello è long dalla ventisettesima settimana e il trade vale il 232,39%: è la posizione più redditizia che abbiamo, e i conti di ieri arrivano su una struttura che non ha mai smesso di dire acquisto. Su Credo Technology siamo long dalla terza settimana e la posizione è sotto del 36,43%, col prezzo passato sotto il livello di uscita e un flip in vendita stampato sulla candela in formazione.

Come la leggoLa lezione operativa non sta nel confronto fra le due società, sta nel prezzo d'ingresso. Su Dell il rialzo di ieri ha portato il prezzo il 25,19% sopra il proprio Punto di Inversione settimanale: chi volesse entrare adesso comprerebbe una tesi giusta a condizioni pessime, con lo stop lontanissimo e quindi una posizione che non ha una misura sensata. Un trade che vale il 232% non è un invito a comprare oggi, è il risultato di ventisette settimane di pazienza. Su Credo la lettura è l'opposto ed è scomoda: un segnale nato tre settimane fa che perde venti punti in una seduta è un segnale finito, e la conferma arriva con la chiusura di domani. Lo diciamo in una riga e andiamo avanti. Fra i due casi c'è una simmetria utile per la gestione del rischio: nel primo il rischio è entrare tardi, nel secondo era la volatilità del nome, e in entrambi la variabile che si poteva controllare era la taglia.
Dell Technologies long (G / P) · Credo Technology long (G / P) · Palo Alto Networks long (G / P) · Palantir Technologies long (G / P) · Snowflake long (G / P) · Zscaler long (G / P) *
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EUROPA
Il comparto in caduta

Analisi tecnica delle utility europee: il terzo mese consecutivo in perdita

L'EXH9 — l'iShares STOXX Europe 600 Utilities, cioè l'ETF sulle utility europee — ha ceduto l'1,73%, peggiore fra tutti e venti i comparti che seguiamo. Non è un fatto del giorno: la settimana vale meno 2,98%, il mese meno 4,69%, e il quadro settimanale del comparto è sfavorevole.

Il conto in Italia è salato. Italgas meno 3,46%, A2A meno 2,61%, le azioni Enel meno 2,59%, Snam meno 1,46%, Terna meno 1,49%, Hera meno 1,71%. Il canale è lo stesso che muove tutto il resto: sono società a flussi lunghi e stabili, quindi le più sensibili al costo del denaro, e con due banche centrali date in rialzo a settembre il costo del denaro sta salendo.

Come la leggoQui il nostro modello è short da settimane e la giornata gli ha dato ragione: siamo short sul paniere europeo dalla terza settimana con il 3,08%, su Italgas dall'ottava con il 15,14%, su Snam dalla sedicesima con l'8,65%, su Enel dalla terza con il 5,20%, su Terna dalla terza con il 2,54%, e sul paniere americano del comparto dalla quarta con il 2,16%. Dove siamo dalla parte opposta lo diciamo: su A2A siamo long dalla settima settimana e la posizione è sotto del 4,51%, col prezzo che ha appena attraversato il proprio livello di lungo periodo. C'è un dettaglio strutturale che merita attenzione: fra i quattro acquisti che sul nostro orizzonte più lungo si stanno rompendo, tre sono utility — Enel, A2A e il paniere europeo — e in tutti e tre i casi il prezzo ha attraversato il livello da meno di un punto percentuale. Il piano lungo sta prendendo atto adesso di quello che il breve dice da un mese, ed è il tipo di conferma che di solito arriva tardi e dura.
ETF sulle utility europee short (G / P) · Italgas short (G / P) · A2A long (G / P) · Enel short (G / P) · Snam short (G / P) · Terna short (G / P) · Hera long (G / P) · ETF sulle utility americane short (G / P) *
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STRUMENTI
I panieri della seduta

Gli ETF che hanno mosso la seduta: l'oro torna a proteggere, l'auto e le utility in coda

Sei panieri raccontano la giornata meglio di qualsiasi commento. GLD — lo SPDR Gold Shares, cioè l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha guadagnato l'1,52%, con il metallo tornato vicino ai propri massimi: dopo una settimana in cui i tassi in salita lo avevano penalizzato, ieri ha ripreso il proprio mestiere. XLB — lo State Street Materials Select Sector SPDR, l'ETF sui materiali americani — ha chiuso a più 1,69%, primo fra undici comparti, e XLC — lo State Street Communication Services Select Sector SPDR, l'ETF sulle comunicazioni — a più 1,39%.

Sul lato opposto EXH9 — l'iShares STOXX Europe 600 Utilities, l'ETF sulle utility europee — ha ceduto l'1,73% e EXHG — l'iShares STOXX Europe 600 Automobiles & Parts, l'ETF sull'auto europea — l'1,35%. E c'è il paniere che non si è mosso quando avrebbe dovuto: XLK — lo State Street Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana — ha chiuso a meno 0,02% mentre tutto il resto del listino saliva.

Come la leggoIl nostro modello è long su GLD dalla quarta settimana con l'1,08% e il prezzo sta il 2,44% sopra il proprio livello di uscita: una posizione giovane, con poco cuscino, su uno strumento che in questa fase ha un compito preciso. Su XLB siamo long dalla ventunesima settimana e su XLC dalla settima: entrambi i comparti che ieri hanno tirato ce li abbiamo addosso da prima. Su EXH9 siamo short dalla terza settimana con il 3,08% e la giornata ci ha dato ragione. Dove sorveglio di più è XLK: long da tre settimane, trade sotto del 3,37%, e un comparto che non partecipa ai rimbalzi è un comparto che ha smesso di guidare. Su EXHG il segnale settimanale d'acquisto è nato appena una settimana fa e il paniere ha già perso il 2,38%: nato male, e il giornaliero è passato in vendita ieri. Per lo swing trading vale la pena ricordare che un ETF di comparto compra la media di quello che c'è dentro, e quando la dispersione fra i titoli è alta come ieri quella media dice meno del solito.
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🇪🇺
EUROPA
Le quattro piazze

Analisi tecnica degli indici europei: Milano resta la divergenza

Le quattro borse europee hanno chiuso tutte in calo, e con distanze minime: il DAX meno 0,49%, il CAC 40 meno 0,30%, il FTSE 100 meno 0,28%, il FTSE MIB meno 0,23%. La classifica del giorno non dice quasi nulla; il quadro dei segnali dice molto di più.

Il DAX è in acquisto dalla ventesima settimana con il 4,28% e il prezzo sta lo 0,64% sopra il proprio Punto di Inversione settimanale. Il FTSE 100 è in acquisto dalla ventunesima con l'1,52% e sta l'1,25% sopra. Il CAC 40 è l'unico già passato in vendita, dalla settimana scorsa, col segnale avanti dell'1,52%. E il FTSE MIB resta il caso a sé: il segnale d'acquisto dura da ventuno settimane e vale l'11,55%, il migliore dei quattro, ma il prezzo è ora sotto il proprio livello di uscita del 3,48% e sulla candela in formazione ha stampato un flip in vendita.

Come la leggoLa divergenza da guardare resta Milano, e per il secondo giorno consecutivo. Su quattro indici europei tre hanno il prezzo sopra il proprio livello di uscita e uno lo ha sotto: proprio quello che ha guadagnato di più. È il profilo del trade maturo che arriva alla fine del proprio ciclo mentre gli altri hanno ancora margine, e il flip di lunedì è provvisorio fino alla chiusura di domani. Non c'è niente da fare oggi, ma una distanza del 3,48% dal livello non si copre in una seduta. La stessa cosa vale per il paniere americano delle società a bassa capitalizzazione, IWM, che ieri è salito dell'1,18% ed è comunque il 2,65% sotto il proprio Punto di Inversione, con un flip provvisorio in vendita. Per la gestione del rischio: chi ha esposizione all'Italia sta portando il trade europeo più avanzato e più vicino all'uscita, e vale la pena saperlo prima di domani. Parigi, già short, è l'indice su cui il modello ha preso la decisione che sugli altri tre non ha ancora preso.
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📈
IL NOSTRO MODELLO
Coorte del 28 agosto

I segnali di acquisto della settimana: cosa è cambiato nella terza seduta

La coorte è quella nata con la chiusura di venerdì 28 agosto — 9 segnali, di cui sei operabili — e resta la stessa fino a domani. Qui pubblichiamo solo quello che è cambiato nella terza seduta: chi ha visto girare il proprio segnale giornaliero e chi si è mosso in modo rilevante.

Strumento
Segnale del giorno
Settimanale confermato
La mia lettura
🇬🇧 RIOLong
Rio Tinto
SELL
28 agosto
acquisto confermato
settimana chiusa il 28/08
Si gira il piano corto: il giornaliero è passato in vendita ieri. Martedì era l'unico dei nove con i tre orizzonti allineati, oggi non lo è più.
🇧🇷 CYRE3Long
Cyrela
BUY
28 agosto
acquisto confermato
settimana chiusa il 28/08
Più 3,33% con l'acquisto giornaliero scattato ieri: è l'unica della coorte che si muove nella direzione del proprio segnale, e sta il 10,69% sopra il livello d'ingresso.
🇺🇸 MSTRLong
Strategy
SELL
28 agosto
acquisto confermato
settimana chiusa il 28/08
Il giornaliero è passato in vendita, e il prezzo resta sotto l'ingresso del 3,24%. Il segnale settimanale nato venerdì non ha ancora trovato una seduta a favore.
🇩🇪 EXHGLong
ETF sull'auto europea
SELL
28 agosto
acquisto confermato
settimana chiusa il 28/08
Anche il paniere sull'auto europea gira il giornaliero in vendita, nel giorno in cui il comparto perde l'1,35%: il settimanale dice una cosa e il breve l'opposto.
Come la leggoIl piano corto si sta staccando dal piano lungo su quasi tutta la coorte. Rio Tinto era martedì l'unica dei nove con mensile, settimanale e giornaliero allineati, e ieri il giornaliero è passato in vendita: quello che scrivevo due giorni fa non vale più, e lo segnalo perché il cambio è l'informazione. Con Strategy ed ETF sull'auto europea sono tre nomi su nove che hanno girato il breve nella stessa seduta. Nella direzione opposta va Cyrela, che è l'unica ad aver acceso un acquisto giornaliero e a stare sopra il proprio ingresso di oltre dieci punti. Per la gestione del rischio il criterio resta quello di venerdì: la qualità del setup di questa coorte è media su tutti e nove, senza eccezioni, quindi taglie contenute su tutta la lista — e su un segnale settimanale col giornaliero contro, taglia minima o attesa.
MRV long (G / P) · Strategy long (G / P) · Rio Tinto long (G / P) · ETF sull'auto europea long (G / P) · Poste Italiane long (G / P) · Telecom Italia long (G / P) · Cyrela long (G / P) · Robinhood Markets long (G / P) · IBM long (G / P) *
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📅
CALENDARIO
I prossimi sette giorni

Le trimestrali della settimana: stasera Zscaler, giovedì prossimo Oracle e Adobe

Il calendario dei prossimi sette giorni sul nostro universo porta sei nomi, distribuiti su tre giornate.

Giovedì 3 settembre

Zscaler Long

Martedì 8 settembre

GameStop Short

FuelCell Energy Short

Giovedì 10 settembre

Oracle Long

Adobe Long

Avio Long

Come la leggoZscaler pubblica stasera dopo la chiusura americana e ci arriva con un profilo particolare: il nostro modello è long dalla quinta settimana con il 14,24%, il prezzo sta l'8,44% sopra il proprio livello di uscita, e nelle sedute che precedono i conti la volatilità si è compressa mentre i minimi hanno smesso di scendere. È il profilo di chi si è calmato prima dell'evento, e non dice quale direzione prenderà. Giovedì prossimo tocca a Oracle e Adobe: sulla prima siamo long da tre settimane e il trade è sotto del 3,17%, sulla seconda long da sette settimane con il 17,93%. Su Avio, che riporta lo stesso giorno, siamo long da tre settimane e la posizione è sotto del 15,67%, col denaro settimanale in uscita e un flip in vendita sulla candela in formazione: ai conti ci arriva nella condizione peggiore del gruppo. Su GameStop siamo short dalla sedicesima settimana con il 12,14% e su FuelCell Energy dalla settima con il 22,14%. La nota operativa è quella di sempre: gli utili non spostano la resa media, allargano la dispersione. Su un titolo in pubblicazione la taglia si riduce, senza azzerarla e senza raddoppiarla. Va aggiunta una precisazione onesta sulla data di Oracle: la nostra anagrafica la colloca al 14 settembre, le fonti di settore al 10, e finché non c'è conferma vale la pena tenere aperte entrambe.
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STATI UNITI
I due panieri americani

Analisi tecnica di SPY e QQQ: metà del rimbalzo, e la ragione è nella composizione

SPY, l'ETF sull'S&P 500, ha guadagnato lo 0,44%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, lo 0,23%, esattamente la metà. La ragione sta nella composizione, e si misura. Nel paniere del Nasdaq la tecnologia pesa il 50,54% e ieri è rimasta ferma a meno 0,02%; i finanziari, che hanno dato il contributo maggiore al paniere largo, lì pesano lo 0,24%, la sanità il 5,11% e i materiali l'1,30%. Nel paniere dell'S&P 500 gli stessi comparti valgono il 12,59%, il 9,47% e il 2,09%.

Il quadro tecnico è altrettanto diverso. SPY è in acquisto dalla ventiduesima settimana con il 12,61%, ha incassato tutte e tre le finestre di presa beneficio e per tornare al proprio record gli basta un rialzo dell'1,86%. QQQ è in acquisto dalla quarta settimana, il trade è sotto del 2,99%, nessuna finestra è stata raggiunta e al record mancano il 5,56%.

Come la leggoSono due trade opposti che si somigliano solo nella direzione. Il primo ha molto da proteggere e poco da guadagnare: copertura esaurita, Forza del Segnale a 7 su 100 — il valore più basso fra tutti i nostri trade aperti — e uno stop che sale ogni settimana. Il secondo ha tutto davanti e non ha mai preso spinta: qualità del setup a 34,5 contro 49,0, Forza a 17, e il prezzo ancora sotto il livello d'ingresso. C'è una differenza operativa che vale la pena dire per intera: sul primo lo stop protegge un guadagno già maturato e sta l'11,27% sopra l'ingresso, sul secondo limita ancora una perdita e sta il 4,73% sotto. Su entrambi la price action dice però la stessa cosa: il prezzo è sotto la propria zona di non operatività — dello 0,53% sul primo, dello 0,69% sul secondo — quindi il sistema non propone ingressi finché non rientra sopra il bordo basso. E su entrambi c'è una media mobile finita esattamente sul prezzo: quella a venti giorni sul primo, quella a cinquanta sul secondo. È il livello che dirà se il rimbalzo prosegue oggi.
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La sintesi del desk

Il quadro di fondo: una tregua sui tassi, non un cambio di regime

Nessuna riunione di banca centrale ha segnato la giornata, ma il calendario pesa: il mercato prezza un rialzo dei tassi della Federal Reserve il 16 settembre con probabilità fra il 66% e il 68%, e la Banca Centrale Europea è data in rialzo il 10, con l'inflazione dell'area euro al 3,3% ad agosto. Due banche centrali che stringono nello stesso mese non è una configurazione frequente, ed è il motivo per cui il mercato obbligazionario detta il ritmo a quello azionario invece del contrario.

Il cruscotto dello stress non si è allentato. La volatilità obbligazionaria è salita di un altro 12,3% in una settimana ed è su dell'11% sul mese; lo spread fra Italia e Germania è in aumento da quattro settimane consecutive per un totale del 9%; il rischio di coda è su del 9% sull'arco del mese. La volatilità azionaria è invece scesa del 7% nella seduta ed è ferma sul mese. Le due letture continuano a divergere, e la distanza si è allargata.

Fuori dal blocco finanziario due misure di economia reale si muovono insieme: il petrolio è su del 16% sull'arco di quattro settimane e i noli marittimi hanno guadagnato il 5,5% in una sola seduta, il movimento più anomalo dell'intera tavola. Il numero che continuiamo a sorvegliare resta però la partecipazione del mercato, cioè quanti titoli tengono davvero su l'indice: ha perso un altro 1,8% ieri ed è in calo da tre settimane, per un totale del 5% sul mese.

Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.

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* Il nostro sistema — Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).

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