Analisi tecnica: le azioni STM guidano Piazza Affari, giù le azioni Enel e Lottomatica
La seduta del 2 settembre ha rotto una serie di tre giornate negative a Wall Street, e il motore è arrivato da fuori: una tregua sui rendimenti dei titoli di stato, col decennale americano rientrato verso il 4,79% dopo aver toccato in giornata il massimo da fine 2023. L'Europa non ha seguito. La borsa italiana ha ceduto lo 0,23%, Francoforte lo 0,49%, Parigi lo 0,30%, Londra lo 0,28%, e sul listino milanese le distanze fra i titoli contano più dell'indice.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata — le azioni STM in cima a Piazza Affari, le azioni Enel e A2A trascinate giù dalle utility, le azioni Lottomatica in fondo al listino, Eni sostenuta dal greggio, e sul fronte americano Dell in rialzo del 15,81% sui conti, Credo Technology che ne perde venti e Broadcom punita dopo la chiusura nonostante ricavi in crescita dell'86% — e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- Un rimbalzo nato dai tassi
- Broadcom: il trimestre che non basta
- Borsa italiana: STM in cima, giù Enel
- Dove è andato il denaro
- Dell e Credo: 36 punti in una seduta
- Le utility europee in caduta
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- Indici europei: Milano resta la divergenza
- I segnali della settimana: cosa è cambiato
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica della seduta: un rimbalzo nato dai tassi, e tenuto in piedi da pochi
Wall Street ha interrotto tre sedute in calo: l'SPY, l'ETF sull'S&P 500, ha guadagnato lo 0,44%, il QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, lo 0,23% e il paniere delle società a bassa capitalizzazione, IWM, l'1,18%. Il motore non è stato un dato macro buono: il decennale americano è rientrato verso il 4,79% dopo aver toccato in seduta il 4,818%, massimo da fine 2023, e il dollaro ha ceduto dai massimi di tre settimane. Il mercato continua a prezzare un rialzo dei tassi della Federal Reserve il 16 settembre, con probabilità fra il 66% e il 68%, mentre la Banca Centrale Europea è data in rialzo il 10.
Il rimbalzo è stato però stretto. Sul nostro universo di oltre quattrocento strumenti, gli acquisti scattati sul piano giornaliero nella seduta sono stati tredici: un recupero che accende così pochi segnali brevi è un recupero che ha coinvolto poche mani. Sull'ETF dell'S&P 500 il volume è sceso a 29,6 milioni di quote da 41,1, primo calo dopo quattro aumenti consecutivi, con la quota comprata risalita al 72,98% dal 44,32% di lunedì.
Analisi tecnica dei semiconduttori: il trimestre di Broadcom batte le stime e non basta
Dopo la chiusura americana Broadcom ha pubblicato ricavi trimestrali a 29,6 miliardi, in crescita dell'86% sull'anno e sopra le attese. Il titolo è sceso fino al 6% nelle contrattazioni successive, prima di ridurre a circa il 4%, perché gli obiettivi indicati per il trimestre in corso — 34,8 miliardi — sono arrivati sotto il consenso di 35,05. Nella seduta regolare il titolo aveva già ceduto lo 0,66%.
È la seconda volta quest'anno che allo stesso nome capita la stessa cosa: un trimestre forte punito perché le previsioni non alzano l'asticella. Il comparto ci arriva già provato: Credo Technology ha perso il 20,04% nella seduta, Marvell l'1,86%, Micron ha invece guadagnato il 2,43% e Nvidia il 3,21%. La reazione vera sui semiconduttori si leggerà nella seduta di oggi. Chi segue l'ai trading come tema unico ha davanti la stessa lezione di sempre: la domanda per l'intelligenza artificiale non è cambiata, cambiato è quanto il mercato è disposto a pagarla.
Analisi tecnica della borsa italiana: le azioni STM in cima, giù le azioni Enel e le utility
Il listino milanese ha ceduto lo 0,23%, e dentro quel numero quasi piatto ci sono distanze molto ampie. In cima le azioni STM con più 3,33%, il rialzo più largo della giornata italiana, seguite dalle azioni Amplifon più 2,55%, dalle azioni Prysmian più 1,71%, dalle azioni Campari più 1,47% e da Moncler più 0,89%. Le azioni Eni hanno guadagnato lo 0,61%, sostenute dal greggio e dall'accordo firmato con il Venezuela per la gestione in esclusiva di un giacimento.
In fondo il quadro è dominato dalle utility e da un caso a sé. Le azioni Lottomatica hanno perso il 7,63%, il calo più ampio del listino e fra i movimenti fuori scala della giornata; Italgas il 3,46%, le azioni Stellantis il 2,79% con lo stop alla produzione di Torino per carenza di componenti motore, A2A il 2,61%, le azioni Enel il 2,59%, le azioni Saipem l'1,95%, FinecoBank l'1,99%, Avio l'1,83% e Terna l'1,49%. Sui bancari la giornata è stata mite: le azioni UniCredit più 0,52%, le azioni Banco BPM più 0,31%, le azioni Intesa Sanpaolo meno 0,22%, le azioni MPS meno 0,18%.
Analisi tecnica della rotazione: comprano materiali, comunicazioni e banche, la tecnologia resta ferma
La seduta americana ha un verso netto. In testa i materiali con l'XLB a più 1,69%, poi le comunicazioni con l'XLC a più 1,39% e i finanziari con l'XLF a più 0,80%. La sanità ha aggiunto lo 0,75% ed è il comparto più forte del mese, più 6,6%. In coda l'immobiliare a meno 0,70%. E in mezzo, ferma, la tecnologia: l'XLK ha chiuso a meno 0,02% in una giornata in cui il paniere largo guadagnava lo 0,44%.
Dentro i comparti che salgono i nomi si vedono bene. Snap ha guadagnato il 4,49% trainando le comunicazioni, Wells Fargo il 2,56% trainando i finanziari, Newmont il 2,06% in scia ai materiali. Nella sanità sono scattati insieme tre acquisti sul piano giornaliero: Amgen più 1,08%, Johnson & Johnson più 1,48% e il paniere di comparto XLV più 0,75%. Bank of America ha aggiunto lo 0,98% con lo stesso segnale.
Analisi tecnica delle azioni Dell e Credo Technology: 36 punti di distanza in una seduta
Due titoli dello stesso mondo, la stessa giornata, trentasei punti percentuali di distanza. Dell ha guadagnato il 15,81% dopo i conti, il movimento più ampio dell'intero nostro paniere e pari a 6,7 volte la propria oscillazione tipica. Credo Technology ne ha persi 20,04, due volte la propria oscillazione tipica.
Le due posizioni non potrebbero essere più diverse. Su Dell Technologies il nostro modello è long dalla ventisettesima settimana e il trade vale il 232,39%: è la posizione più redditizia che abbiamo, e i conti di ieri arrivano su una struttura che non ha mai smesso di dire acquisto. Su Credo Technology siamo long dalla terza settimana e la posizione è sotto del 36,43%, col prezzo passato sotto il livello di uscita e un flip in vendita stampato sulla candela in formazione.
Analisi tecnica delle utility europee: il terzo mese consecutivo in perdita
L'EXH9 — l'iShares STOXX Europe 600 Utilities, cioè l'ETF sulle utility europee — ha ceduto l'1,73%, peggiore fra tutti e venti i comparti che seguiamo. Non è un fatto del giorno: la settimana vale meno 2,98%, il mese meno 4,69%, e il quadro settimanale del comparto è sfavorevole.
Il conto in Italia è salato. Italgas meno 3,46%, A2A meno 2,61%, le azioni Enel meno 2,59%, Snam meno 1,46%, Terna meno 1,49%, Hera meno 1,71%. Il canale è lo stesso che muove tutto il resto: sono società a flussi lunghi e stabili, quindi le più sensibili al costo del denaro, e con due banche centrali date in rialzo a settembre il costo del denaro sta salendo.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: l'oro torna a proteggere, l'auto e le utility in coda
Sei panieri raccontano la giornata meglio di qualsiasi commento. GLD — lo SPDR Gold Shares, cioè l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha guadagnato l'1,52%, con il metallo tornato vicino ai propri massimi: dopo una settimana in cui i tassi in salita lo avevano penalizzato, ieri ha ripreso il proprio mestiere. XLB — lo State Street Materials Select Sector SPDR, l'ETF sui materiali americani — ha chiuso a più 1,69%, primo fra undici comparti, e XLC — lo State Street Communication Services Select Sector SPDR, l'ETF sulle comunicazioni — a più 1,39%.
Sul lato opposto EXH9 — l'iShares STOXX Europe 600 Utilities, l'ETF sulle utility europee — ha ceduto l'1,73% e EXHG — l'iShares STOXX Europe 600 Automobiles & Parts, l'ETF sull'auto europea — l'1,35%. E c'è il paniere che non si è mosso quando avrebbe dovuto: XLK — lo State Street Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana — ha chiuso a meno 0,02% mentre tutto il resto del listino saliva.
Analisi tecnica degli indici europei: Milano resta la divergenza
Le quattro borse europee hanno chiuso tutte in calo, e con distanze minime: il DAX meno 0,49%, il CAC 40 meno 0,30%, il FTSE 100 meno 0,28%, il FTSE MIB meno 0,23%. La classifica del giorno non dice quasi nulla; il quadro dei segnali dice molto di più.
Il DAX è in acquisto dalla ventesima settimana con il 4,28% e il prezzo sta lo 0,64% sopra il proprio Punto di Inversione settimanale. Il FTSE 100 è in acquisto dalla ventunesima con l'1,52% e sta l'1,25% sopra. Il CAC 40 è l'unico già passato in vendita, dalla settimana scorsa, col segnale avanti dell'1,52%. E il FTSE MIB resta il caso a sé: il segnale d'acquisto dura da ventuno settimane e vale l'11,55%, il migliore dei quattro, ma il prezzo è ora sotto il proprio livello di uscita del 3,48% e sulla candela in formazione ha stampato un flip in vendita.
I segnali di acquisto della settimana: cosa è cambiato nella terza seduta
La coorte è quella nata con la chiusura di venerdì 28 agosto — 9 segnali, di cui sei operabili — e resta la stessa fino a domani. Qui pubblichiamo solo quello che è cambiato nella terza seduta: chi ha visto girare il proprio segnale giornaliero e chi si è mosso in modo rilevante.
Le trimestrali della settimana: stasera Zscaler, giovedì prossimo Oracle e Adobe
Il calendario dei prossimi sette giorni sul nostro universo porta sei nomi, distribuiti su tre giornate.
Giovedì 3 settembre
Zscaler Long
Martedì 8 settembre
GameStop Short
FuelCell Energy Short
Giovedì 10 settembre
Oracle Long
Adobe Long
Avio Long
Analisi tecnica di SPY e QQQ: metà del rimbalzo, e la ragione è nella composizione
SPY, l'ETF sull'S&P 500, ha guadagnato lo 0,44%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, lo 0,23%, esattamente la metà. La ragione sta nella composizione, e si misura. Nel paniere del Nasdaq la tecnologia pesa il 50,54% e ieri è rimasta ferma a meno 0,02%; i finanziari, che hanno dato il contributo maggiore al paniere largo, lì pesano lo 0,24%, la sanità il 5,11% e i materiali l'1,30%. Nel paniere dell'S&P 500 gli stessi comparti valgono il 12,59%, il 9,47% e il 2,09%.
Il quadro tecnico è altrettanto diverso. SPY è in acquisto dalla ventiduesima settimana con il 12,61%, ha incassato tutte e tre le finestre di presa beneficio e per tornare al proprio record gli basta un rialzo dell'1,86%. QQQ è in acquisto dalla quarta settimana, il trade è sotto del 2,99%, nessuna finestra è stata raggiunta e al record mancano il 5,56%.
Il quadro di fondo: una tregua sui tassi, non un cambio di regime
Nessuna riunione di banca centrale ha segnato la giornata, ma il calendario pesa: il mercato prezza un rialzo dei tassi della Federal Reserve il 16 settembre con probabilità fra il 66% e il 68%, e la Banca Centrale Europea è data in rialzo il 10, con l'inflazione dell'area euro al 3,3% ad agosto. Due banche centrali che stringono nello stesso mese non è una configurazione frequente, ed è il motivo per cui il mercato obbligazionario detta il ritmo a quello azionario invece del contrario.
Il cruscotto dello stress non si è allentato. La volatilità obbligazionaria è salita di un altro 12,3% in una settimana ed è su dell'11% sul mese; lo spread fra Italia e Germania è in aumento da quattro settimane consecutive per un totale del 9%; il rischio di coda è su del 9% sull'arco del mese. La volatilità azionaria è invece scesa del 7% nella seduta ed è ferma sul mese. Le due letture continuano a divergere, e la distanza si è allargata.
Fuori dal blocco finanziario due misure di economia reale si muovono insieme: il petrolio è su del 16% sull'arco di quattro settimane e i noli marittimi hanno guadagnato il 5,5% in una sola seduta, il movimento più anomalo dell'intera tavola. Il numero che continuiamo a sorvegliare resta però la partecipazione del mercato, cioè quanti titoli tengono davvero su l'indice: ha perso un altro 1,8% ieri ed è in calo da tre settimane, per un totale del 5% sul mese.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
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