Analisi tecnica: le azioni Poste e Telecom Italia verso l'11 settembre, il petrolio spinge Eni e Tenaris, Wall Street riapre oggi
Lunedì 7 settembre Wall Street non ha aperto: Labor Day negli Stati Uniti, festa dell'indipendenza in Brasile. La scena è passata all'Europa, e la giornata l'hanno decisa due cose — il greggio tornato ai massimi da sei settimane per l'escalation nello Stretto di Hormuz, e a Piazza Affari l'ultimo atto dell'operazione fra Poste e Telecom Italia, con le adesioni che si chiudono l'11.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la seduta e di quelli che riaprono stamattina, con la posizione del nostro modello su ciascuno, long o short, e la data in cui il segnale è scattato. Sulla borsa italiana: le azioni Poste e Telecom Italia sull'offerta, le azioni Eni e le azioni Saipem sul petrolio, le azioni UniCredit e Banca Mediolanum fra i finanziari, Lottomatica che ha guadagnato il 7,70% con quattro volte e mezzo il volume normale. In Europa Infineon, salita del 6,91% dopo un'acquisizione annunciata sabato, con SAP e Dassault Systèmes dall'altra parte. Sul fronte americano, che riapre oggi dopo tre giorni, restano da smaltire in una candela sola i movimenti di venerdì — SanDisk più 11,90%, Micron più 6,10%, Tesla meno 5,92%, Adobe meno 6,73% alla vigilia dei propri conti.
C'è poi il fatto tecnico della giornata, e riguarda l'indice di casa: sulla settimana in corso il nostro modello ha aperto un segnale di vendita sul FTSE MIB dopo ventidue settimane di acquisto e più 12,52%. La settimana chiude venerdì e fino ad allora resta provvisorio, ma non è l'unico: i capovolgimenti in formazione sono sei. Tutte le letture che seguono nascono da un modello sistematico, quindi da ai trading applicato a circa 450 strumenti, e restano riferimenti: la scelta è sempre di chi opera.
- La giornata senza Wall Street
- Hormuz e il premio sul greggio
- Piazza Affari: Poste e TIM all'ultimo atto
- Europa: Infineon corre, SAP frena
- Stati Uniti: cosa riapre stamattina
- Sei capovolgimenti in formazione
- Indici europei: Milano si stacca
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- I segnali della settimana
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Borse americana e brasiliana chiuse: 304 titoli su 424 sono fermi a venerdì
Lunedì i mercati azionari e obbligazionari statunitensi sono rimasti chiusi per il Labor Day, e con loro la Borsa di San Paolo per la festa dell'indipendenza. Nel nostro universo questo significa una cosa molto concreta: 120 titoli su 424 hanno un prezzo nuovo, 304 no. Dei sette indici larghi che seguiamo, quattro hanno avuto una seduta — i quattro europei — e tre no.
Le Borse europee hanno chiuso in ordine sparso e con variazioni contenute: Parigi e Milano entrambe a più 0,28%, Francoforte a meno 0,13%, Londra a meno 0,09%. Nessuno oltre il mezzo punto. In assenza del riferimento americano del pomeriggio, gli indici si sono compressi mentre i singoli temi lavoravano: i due comparti che si sono mossi davvero, tecnologia europea e petrolio, hanno fatto oltre l'1% ciascuno.
Hormuz spinge il petrolio ai massimi da sei settimane: le azioni Eni e Tenaris in luce
Il filo conduttore della seduta è arrivato dal mare. Nel fine settimana gli Stati Uniti hanno colpito tre petroliere iraniane in risposta al targeting di due unità della Marina americana, e Teheran ha rivendicato attacchi contro tre navi legate agli Stati Uniti in transito nello Stretto. Da quel braccio di mare passa circa un quarto del petrolio via mare e un quinto del gas naturale liquefatto mondiali: il Brent è tornato vicino ai 98 dollari e il WTI oltre i 92, ai massimi da circa sei settimane.
Sul listino italiano l'effetto si è visto subito. Le azioni Eni EniLong hanno chiuso a più 0,59%, nello stesso giorno in cui la società ha annunciato un accordo con Petronas sulle biobenzine; TenarisShort ha guadagnato l'1,12% e TotalEnergiesLong l'1,58% a Parigi. Fanno eccezione le azioni Saipem SaipemShort, che hanno ceduto lo 0,46% pur appartenendo allo stesso comparto.
Borsa italiana: le azioni Poste e TIM al fotofinish, Lottomatica più 7,70% con quattro volte il volume
A Milano la storia del giorno è stata l'operazione fra Poste ItalianeLong e Telecom ItaliaLong. Telecom Italia ha comunicato che l'amministratore delegato e i dirigenti con responsabilità strategiche hanno portato in adesione le proprie azioni all'offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste Italiane, che riconosce 1,97 euro in contanti più 0,218 azioni Poste per ogni titolo TIM, con una componente cassa massima di 3,36 miliardi. Il consiglio di TIM ha giudicato congruo il corrispettivo, le adesioni si chiudono l'11 settembre e il perfezionamento è atteso entro fine anno. La seduta ha visto entrambe scendere: le azioni Telecom Italia hanno perso il 3,56%, quelle di Poste il 2,42%.
Il movimento più ampio del listino — e dell'intero nostro universo — è stato però di LottomaticaShort, che ha guadagnato il 7,70%. Bene anche STMicroelectronicsShort a più 4,01% in scia ai semiconduttori europei; le azioni Prysmian PrysmianShort hanno guadagnato il 2,66%, le azioni Fincantieri FincantieriLong lo 0,94% e le azioni UniCredit UniCreditLong lo 0,57%. Sul fronte del risparmio gestito, Banca MediolanumLong ha ceduto l'1,65% e FinecoBankLong lo 0,30% pur avendo comunicato una raccolta netta di agosto rispettivamente di 678 e 957 milioni di euro. In calo anche UNIPOL ASSICURAZIONILong, meno 1,13%, e AmplifonLong, meno 1,35%. Le azioni Intesa Intesa SanpaoloLong sono rimaste ferme, meno 0,03%, dopo la precisazione della banca sull'assenza di ingerenze in Generali.
Infineon più 6,91% sull'acquisizione, SAP e Dassault Systèmes dall'altra parte
In una seduta debole per l'indice tedesco il protagonista è stato Infineon TechnologiesShort, miglior titolo del DAX con un balzo del 6,91% dopo l'annuncio, arrivato sabato, dell'acquisizione di C2i Semiconductors, che si somma allo slancio sui chip di potenza. Bene anche RWELong a più 1,99%. Dall'altra parte SAPLong ha pesato sull'indice cedendo l'1,55%, RheinmetallLong ha lasciato l'1,28% e SiemensLong lo 0,83%. Praticamente ferme Volkswagen AG PrefLong, meno 0,34% dopo il balzo di venerdì sul piano di ristrutturazione, Bayerische Motoren WerkeLong, più 0,06%, e Deutsche BankLong, meno 0,13%.
A Parigi Dassault SystemesLong ha perso il 2,19%, prolungando una settimana difficile per il software europeo, e EssilorLuxotticaShort lo 0,83%. A Londra il FTSE 100 ha ceduto una manciata di punti, frenato da consumi, sanità e minerari auriferi, mentre energia e alcuni finanziari hanno limitato i danni.
Le azioni americane ferme a venerdì: SanDisk più 11,90%, Tesla meno 5,92%, Adobe verso i conti
Il listino americano riapre oggi con i prezzi di venerdì 4 settembre, ed è da lì che parte. Quella giornata era appartenuta al ferro: SandiskLong più 11,90%, NebiusLong più 7,48%, Bloom EnergyShort più 7,35%, Marvell TechnologyLong più 7,05%, Micron TechnologyShort più 6,10%, CoreWeaveLong più 5,68%, Constellation EnergyLong più 4,88%, Advanced Micro DevicesShort più 4,69%, Super Micro ComputerLong più 4,54% e IntelShort più 4,51%.
Nello stesso comparto il software cadeva: AutodeskShort meno 8,26%, AdobeLong meno 6,73%, NetflixLong meno 5,35%. Fuori dal comparto TeslaLong ha perso il 5,92% fra un evento deludente e un'indagine aperta, Palantir TechnologiesLong il 4,49% e AppleShort il 2,51%. OracleLong ha guadagnato il 3,08% alla vigilia dei propri conti e NVIDIALong appena lo 0,84%.
Sei capovolgimenti settimanali in formazione, e il primo è il FTSE MIB
La settimana che si chiude venerdì 11 sta portando sei capovolgimenti di segnale sui nomi che seguiamo. Cinque vanno dall'acquisto alla vendita: ETF sul FTSE MIB, Poste Italiane, FinecoBank, Dassault Systemes e Rheinmetall. Uno va nel verso opposto, dalla vendita all'acquisto, ed è Tenaris, coerente con il rialzo del greggio.
Il più importante è il primo. Sul FTSE MIB il segnale di acquisto durava dal 7 aprile, ventidue settimane compiute, e portava più 12,52% con tutte e tre le finestre di presa beneficio già raggiunte. Il livello di uscita era rimasto fermo a 53,4437 per due settimane consecutive — un trailing che smette di salire è già un avviso — e lunedì il prezzo ci ha chiuso sopra per lo 0,087%, meno di un decimo di punto.
Indici europei: Milano si stacca dagli altri tre
ETF sul DAXLong ha chiuso a meno 0,13%, ETF sul CAC 40Short a più 0,28%, ETF sul FTSE MIBLong a più 0,28% e ETF sul FTSE 100Long a meno 0,09%. Le distanze dal record raccontano quattro storie diverse: il paniere tedesco è il più vicino al proprio massimo, meno 2,21%, seguito da Milano a meno 3,38%, Parigi a meno 5,10% e Londra a meno 7,65%.
Sui nostri segnali il quadro è questo: il paniere tedesco è in acquisto dal 13 aprile e porta più 4,97%, con il prezzo l'1,31% sopra il proprio livello di uscita; Londra è in acquisto dal 7 aprile e porta più 2,08%, con l'1,91% di margine; Parigi è in vendita dal 24 agosto, con il prezzo il 2,82% sotto il proprio livello di inversione.
Gli ETF che hanno mosso la giornata: l'ETF sui semiconduttori, l'ETF sull'oro e i due europei
EXV3 — l'iShares STOXX Europe 600 Technology, cioè l'ETF sulla tecnologia europea — è stato il primo comparto della giornata con più 1,25%, e EXH1 — l'iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas, l'ETF sul petrolio e gas europeo — il secondo con più 1,19%. Molto più indietro EXV1, l'ETF sulle banche europee, a più 0,12%, e EXHG, l'ETF sull'auto europea, a più 0,07%.
Sul fronte americano i panieri sono fermi a venerdì. SOXX — l'iShares Semiconductor ETF, cioè l'ETF sui semiconduttori — aveva chiuso a più 3,52%, il movimento più ampio del gruppo; XLK, il Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana, a più 0,70%. GLD — lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — aveva ceduto lo 0,84% con i rendimenti in salita, e XLE, l'ETF sull'energia americana, lo 0,87%.
I nuovi segnali di acquisto: questa settimana non cambia nulla, e c'è un motivo
La coorte settimanale è nata con la chiusura di venerdì 4 settembre: 21 nuovi segnali di acquisto, 14 operabili. Da martedì a venerdì di questa scheda pubblichiamo soltanto ciò che cambia — chi passa sopra o sotto il proprio livello d'ingresso, chi cambia lato sul giornaliero, chi riporta i conti, chi esce dalla coorte.
Oggi non cambia niente, e il motivo è il calendario: dei quattordici nomi operabili solo quattro avevano una borsa aperta lunedì — i tre tedeschi Volkswagen AG PrefLong, Bayerische Motoren WerkeLong e RWELong, più l'italiana IvecoLong. Gli altri dieci, americani e brasiliani, sono rimasti fermi per festività. Nessuno dei quattro ha attraversato il proprio livello d'ingresso né cambiato lato sul giornaliero.
Le trimestrali della settimana: Adobe, Oracle e Avio giovedì, da tre situazioni diverse
Tre società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni, e arrivano tutte lo stesso giorno da posizioni molto diverse.
Giovedì 10 settembre
Adobe Long
Oracle Long
Avio Short
Analisi tecnica di SPY e QQQ: un punto di strada davanti contro quattro
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, e QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, riaprono stamattina coi prezzi di venerdì: il primo aveva perso lo 0,39%, il secondo guadagnato lo 0,18%. La ragione della divergenza sta nella composizione: la tecnologia vale il 50,54% del paniere Nasdaq contro il 32,91% di quello largo ed è salita dello 0,70%; i finanziari valgono lo 0,24% contro il 12,59% e hanno perso lo 0,79%.
Entrambi stanno dentro la propria zona di congestione, appoggiati al pavimento. La geometria però è molto diversa. L'ETF sull'S&P 500 è alla ventitreesima settimana di un segnale di acquisto che porta il 13,35%, con tutte e tre le finestre di presa beneficio incassate, e sta appena l'1,19% sotto il proprio record; l'ETF sul Nasdaq 100 è alla quinta settimana, ancora l'1,66% sotto il proprio livello d'ingresso, e sta il 4,13% sotto il suo.
Il quadro d'insieme: un mercato che sale su sempre meno gambe
La settimana è governata da due appuntamenti ravvicinati e da una variabile che nessuno guarda. Gli appuntamenti sono la Banca Centrale Europea di giovedì 10 e la Federal Reserve del 16 settembre, entrambe con la porta aperta a una stretta invece che a un taglio, dopo un dato sull'occupazione americana uscito sensibilmente sopra le attese. La variabile è l'ampiezza: la partecipazione al rialzo ha perso il 18% in sette giorni e il 26% sull'arco del mese, e scende da tre settimane. Con il petrolio che corre del 17% sul mese e i noli marittimi del 25%, il quadro è quello di un'inflazione che torna a farsi sentire mentre il numero di titoli che partecipano al rialzo si restringe. In una fase così, sbagliare il titolo costa il doppio: non c'è nessuna marea a rimediare.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
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