Analisi tecnica: il dato sul lavoro americano gira 28 segnali in vendita, le azioni Volkswagen volano sul piano di ristrutturazione
La seduta del 4 settembre ha ruotato attorno a un solo numero e alla sua lettura rovesciata. Le buste paga americane sono cresciute di 162.000 unità contro le circa 53.000 attese, e invece di festeggiare la solidità dell'economia il mercato ha riprezzato al rialzo la probabilità di un aumento dei tassi alla riunione del 16 settembre, salita verso il 58%. Rendimenti su, azionario giù: l'SPY, l'ETF sull'S&P 500, ha ceduto lo 0,39% con appena il 30,75% degli scambi dal lato dell'acquisto, mentre il QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, ha tenuto a più 0,18%. La borsa italiana ha perso lo 0,24%.
Con la chiusura di venerdì si è chiusa anche la candela settimanale, ed è lì che sta la notizia vera: 28 titoli del nostro universo sono passati dall'acquisto alla vendita e 21 hanno fatto il percorso opposto. Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata — le azioni Volkswagen più 6,47% sul piano di ristrutturazione, Sandisk più 11,90% e Astera Labs più 9,75% sul ciclo delle memorie, Tesla meno 5,92% fra evento deludente e indagine aperta, Apple meno 2,51% alla vigilia del proprio evento, le azioni Eni meno 3,29% in fondo a Piazza Affari e le azioni Prysmian in cima — e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- Il dato sul lavoro gira 28 segnali
- Dentro la tecnologia: memorie su, software giù
- Tesla, Apple e Nvidia
- Borsa italiana: Eni in fondo, banche deboli
- Europa: il piano Volkswagen
- Brasile: tredici segnali in una settimana
- Indici europei: Milano sotto il livello
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- I segnali della settimana: la coorte nuova
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica della seduta: il dato sul lavoro gira 28 segnali settimanali
Il rapporto sull'occupazione americana ha spiazzato il consenso in modo netto: 162.000 nuovi posti contro i 53.000 attesi, disoccupazione ferma al 4,1%, salari orari a più 3,1% annuo. In un mercato che da mesi scommetteva su un allentamento, un dato così forte ha prodotto l'effetto contrario a quello che l'istinto suggerisce: le probabilità di un rialzo dei tassi il 16 settembre sono risalite verso il 58% dal 49% del giorno prima, e il rendimento del decennale americano si è portato vicino al 4,8%.
Sul nostro universo la reazione si legge meglio nei segnali che negli indici. L'SPY ha perso lo 0,39% con la quota comprata al 30,75%, cioè meno di un terzo del nastro; il QQQ ha tenuto a più 0,18% perché la tecnologia pesa metà del paniere e ha guadagnato lo 0,70%, mentre i finanziari, che lì valgono lo 0,24% contro il 12,59% dell'S&P 500, hanno ceduto lo 0,79%. Il paniere delle società a bassa capitalizzazione, IWM, ha guadagnato lo 0,28% ma con la chiusura settimanale è passato in vendita.
Analisi tecnica dei semiconductor stocks: il denaro esce dal software ed entra nelle memorie
La giornata più interessante non è stata fra i settori, è stata dentro uno solo. Da una parte sono corse le memorie e i semiconduttori: Sandisk più 11,90%, Astera Labs più 9,75%, Nebius più 7,48%, IREN più 7,27%, Marvell più 7,05%, Micron più 6,10%, Western Digital più 5,86%, CoreWeave più 5,68%, AMD più 4,69%, Super Micro più 4,54% e Intel più 4,51%.
Dall'altra, nello stesso comparto, il software è caduto: Autodesk meno 8,26%, Adobe meno 6,73%, Dassault Systèmes meno 6,49% e Netflix meno 5,35%. Quattro di questi movimenti figurano fra i sei più ampi rispetto all'oscillazione tipica dell'intero nostro paniere, e sono tutti in discesa. La spiegazione è la stessa dei tassi: le valutazioni lunghe del software pagano per prime un costo del denaro che sale, mentre il ciclo delle memorie ha un motore proprio che con la riunione della banca centrale non c'entra.
Analisi tecnica delle azioni Tesla, Apple e Nvidia: tre storie societarie nella stessa seduta
Tesla ha perso il 5,92%, il movimento più ampio fra le grandi capitalizzazioni, con due fattori simultanei: l'evento Cybercab di Austin tenuto a porte chiuse, senza diretta e senza alcun intervento del fondatore, e l'apertura di un'indagine dell'autorità americana per la sicurezza stradale sull'auto-certificazione del veicolo e sui motivi per cui l'azienda ritiene non applicabili gli standard ordinari. Apple ha ceduto il 2,51%, appesantita da indiscrezioni su problemi di produzione e dalla transizione al vertice, alla vigilia dell'evento del 9 settembre.
In controtendenza Nvidia, più 0,84%, sostenuta dall'acquisizione di Hugging Face per 12,93 miliardi di dollari. Le azioni Palantir hanno invece chiuso a meno 4,49% pur avendo annunciato l'ampliamento dell'alleanza strategica con PwC negli Stati Uniti: il rialzo su quella notizia era arrivato il giorno prima, e venerdì il titolo ha restituito buona parte del movimento. Alphabet meno 1,17%, ServiceNow meno 2,97%.
Analisi tecnica della borsa italiana: le azioni Eni in fondo al listino, banche deboli con i tassi in salita
Il listino milanese ha perso lo 0,24% in una giornata segnata dai tassi in salita, che per una piazza a forte peso bancario è il contesto peggiore. Il peso maggiore lo hanno fatto le azioni Eni con meno 3,29%, un movimento che stride con il petrolio elevato e che suggerisce un fattore proprio del titolo più che macro. Dietro, le azioni DiaSorin meno 1,82%, Brunello Cucinelli meno 1,70%, MFE meno 1,43%, le azioni Ferrari meno 1,26% e le azioni Saipem meno 1,25%.
Il comparto bancario ha ceduto in modo ordinato ma diffuso: le azioni Banco BPM meno 1,20%, le azioni UniCredit meno 1,15%, le azioni Intesa Sanpaolo praticamente ferme a meno 0,03%. È un dato che va notato, perché nello stesso giorno il comparto bancario europeo ha chiuso a più 0,30%: le italiane hanno fatto peggio del proprio settore continentale. In cima al listino le azioni Prysmian con più 2,05%, le azioni STM più 1,85% in scia alla tecnologia europea, le azioni Stellantis più 1,80% con l'automobile continentale, e il blocco delle utility con A2A più 1,72%, Hera più 1,58% e Snam più 1,07%.
Analisi tecnica dei titoli europei: il piano Volkswagen e tre segnali che cambiano lato
Il protagonista del continente è stato Volkswagen, salita del 6,47% dopo l'approvazione da parte del consiglio del più ampio piano di ristrutturazione degli ultimi ottantanove anni. È il movimento più ampio della giornata europea e uno dei sei fuori scala dell'intero paniere. Con lei si sono mossi gli altri due tedeschi che entrano oggi nella nostra coorte: BMW più 1,68% e RWE più 0,72%.
In fondo al listino tedesco Rheinmetall meno 3,38% e Deutsche Telekom meno 1,22%. In Francia Dassault Systèmes ha perso il 6,49% nella caduta generale del software e EssilorLuxottica il 2,06%. Nel Regno Unito Prudential meno 1,54%. Sostanzialmente fermi SAP a più 0,05%, Deutsche Bank a più 0,06%, Siemens a più 0,76% e Siemens Energy a più 0,77%.
Analisi tecnica del mercato brasiliano: banche, siderurgia e utility girano tutte insieme
Il fatto più insolito della chiusura settimanale non è a New York: tredici dei ventuno nuovi segnali di acquisto sono brasiliani. Sei sono finanziari — Banco do Brasil, Bradesco, Itaú, Itausá, Bradespar, BB Seguridade — tre sono siderurgia e materie prime con Usiminas, CSN e Vale, due sono utility con CPFL e Cemig, e completano il quadro EcoRodovias e Hypera.
Nella seduta di venerdì i movimenti sono stati contenuti — EcoRodovias più 3,66%, Ultrapar più 2,66%, Hypera più 1,89%, Itausá più 1,53% — ma il quadro settimanale racconta una rotazione difensiva dopo undici sedute consecutive di rialzo dell'indice locale: i flussi si sono spostati dai pesi massimi delle materie prime verso banche e utility.
Analisi tecnica degli indici europei: Milano ha reso di più ed è l'unica sotto il proprio livello
Le quattro piazze hanno chiuso la settimana quasi ferme: DAX più 0,13%, FTSE 100 meno 0,06%, CAC 40 meno 0,08%, FTSE MIB meno 0,24%. La lettura dei nostri segnali le divide però in modo netto.
Tre sono in acquisto e una in vendita. Milano è in acquisto dal 7 aprile, alla ventitreesima settimana, e il trade vale il 12,20%, di gran lunga il migliore dei quattro; Londra dal 7 aprile con il 2,18%; Francoforte dal 13 aprile con il 5,10%. Parigi è l'unica in vendita, dal 24 agosto, ed è alla seconda settimana. Dal proprio record Francoforte dista il 2,13%, Milano il 3,79%, Parigi il 5,66%, Londra l'8,18%.
Gli ETF che hanno mosso la giornata: l'ETF sulla tecnologia, quello sull'oro e l'ETF sull'auto europea
XLK — il Technology Select Sector SPDR, cioè l'ETF sulla tecnologia americana — ha chiuso a più 0,70% ed è stato il primo comparto americano della seduta, l'unico a superare mezzo punto. XLF — il Financial Select Sector SPDR, l'ETF sui finanziari americani — ha perso lo 0,79% con i tassi in salita, e XLY — l'ETF sul consumo discrezionale — l'1,33%, il peggiore degli undici.
Sul fronte europeo EXV3 — l'ETF iShares sulla tecnologia europea — ha guadagnato l'1,38% e EXHG — l'ETF sull'auto europea — l'1,11%: sono i due comparti che hanno guidato il continente, ed entrambi sono in acquisto sul nostro orizzonte settimanale. GLD — lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha ceduto lo 0,84% con i rendimenti in salita, pur restando su del 2% sull'arco del mese. XLE, l'ETF sull'energia americana, ha perso lo 0,87% e resta comunque il primo comparto del mese con più 11,78%.
I nuovi segnali di acquisto della settimana: ventuno nomi, quattordici operabili
La coorte è nata con la chiusura di venerdì 4 settembre: 21 nuovi segnali di acquisto, di cui 14 operabili. Essendo appena nata la pubblichiamo per intero; da domani riporteremo solo quello che cambia. Nessun nuovo segnale di vendita in questa scheda: le ventotto inversioni della settimana riguardano titoli che erano già in copertura, e le trovate nelle schede dei temi.
La qualità del setup è media su tutti e quattordici e l'apertura consigliata è prudente per ciascuno: nessuno di questi segnali merita una posizione piena al primo giorno. Il caveat vale sempre e lo ripetiamo: i dati del passato non garantiscono i risultati futuri.
Le trimestrali della settimana: Adobe e Oracle giovedì, con letture opposte
Quattro società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni, e due arrivano all'appuntamento in condizioni opposte.
Martedì 8 settembre
GameStop Short
Giovedì 10 settembre
Adobe Long
Oracle Long
Avio Short
Analisi tecnica di SPY e QQQ: un punto di strada davanti contro quattro
L'SPY, l'ETF sull'S&P 500, ha chiuso a meno 0,39% e il QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, a più 0,18%: seconda seduta consecutiva in cui il Nasdaq fa meglio del paniere largo. La ragione è nella composizione, ed è leggibile: la tecnologia pesa il 50,54% sul QQQ contro il 32,91% sull'SPY e venerdì ha guadagnato lo 0,70%; i finanziari valgono lo 0,24% contro il 12,59% e hanno perso lo 0,79%.
Entrambi i panieri sono dentro la propria zona di congestione e appoggiati al pavimento. Ma la geometria è molto diversa. L'SPY è alla ventitreesima settimana di acquisto con più 13,35% e tutte e tre le finestre di presa beneficio incassate, e dista appena l'1,19% dal proprio record; il QQQ è alla quinta settimana, ancora sotto il livello d'ingresso dell'1,66%, e dal record dista il 4,13%.
Il quadro di fondo: un mercato che sale su sempre meno gambe
Il motore della settimana è un cambio di aspettativa sui tassi, e va nella direzione opposta a quella di sette giorni fa: un dato sul lavoro molto più forte del previsto ha riportato in gioco un aumento del costo del denaro il 16 settembre, con la Banca Centrale Europea attesa il 10. Sotto la superficie resta però il numero che sorvegliamo da settimane: la partecipazione del mercato ha perso il 18% in sette giorni e il 26% sull'arco del mese, ed è in calo da tre settimane. Gli indici tengono, la base che li sostiene si assottiglia. In una fase così sbagliare il nome costa il doppio, perché non c'è nessuna marea a rimediare.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema — Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).