Analisi tecnica: le azioni Lottomatica e Stellantis guidano Piazza Affari, via libera della BCE alla fusione MPS-Mediobanca
La seduta del 3 settembre ha portato il secondo rialzo consecutivo, e questa volta con l'Europa a bordo. I commenti di un governatore della Federal Reserve sull'attenuazione delle pressioni sui prezzi hanno raffreddato le attese di stretta: Wall Street ha guadagnato oltre l'uno per cento, la borsa italiana lo 0,83%, Francoforte lo 0,66%, Londra lo 0,70% e Parigi lo 0,16%. Sul nostro universo di oltre quattrocento strumenti gli acquisti scattati sul piano giornaliero sono stati 48, contro i tredici del giorno prima: la differenza fra una rotazione stretta e una marea.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata — le azioni Lottomatica in cima a Piazza Affari, le azioni Stellantis subito dietro, le azioni MPS e Mediobanca sul via libera della Banca Centrale Europea alla fusione, Iveco con l'offerta di Tata approvata dalla Consob, e sul fronte americano Snowflake in rialzo del 16,55% sui conti, Strategy e Robinhood oltre il sedici per cento, Broadcom in calo nonostante un trimestre sopra le stime — e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- Da tredici acquisti a quarantotto
- Due trimestri battuti, due reazioni opposte
- I finanziari davanti a tutto
- Borsa italiana: MPS-Mediobanca e Iveco
- Europa: tre segnali che girano stasera
- Indici europei: Milano sul filo
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- I segnali della settimana: cosa è cambiato
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica della seduta: da tredici acquisti giornalieri a quarantotto
Wall Street ha messo insieme la seconda seduta positiva di fila: l'SPY, l'ETF sull'S&P 500, ha guadagnato l'1,05%, il QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, l'1,19% e il paniere delle società a bassa capitalizzazione, IWM, lo 0,40%. Questa volta l'Europa ha seguito: Milano più 0,83%, Londra più 0,70%, Francoforte più 0,66%, Parigi più 0,16%. Mercoledì i due continenti avevano chiuso da parti opposte.
Il numero che racconta meglio la giornata non è l'indice: sono i segnali. Sul nostro universo gli acquisti scattati sul piano giornaliero sono passati da tredici a quarantotto in ventiquattro ore, e fra i quarantotto ci sono panieri indicizzati larghi accanto ai nomi singoli. Sull'ETF dell'S&P 500 il volume è risalito a 43,5 milioni di quote da 29,6, più 47%, con la quota comprata all'86,93%: mercoledì il rimbalzo era ricopertura, ieri c'era denaro nuovo dietro.
Analisi tecnica dei semiconductor stocks e del software: due trimestri battuti, due reazioni opposte
Due società hanno battuto le stime nella stessa sera e il mercato le ha trattate in modo opposto. Snowflake ha guadagnato il 16,55% con ricavi e utili sopra le attese e obiettivi robusti per il trimestre in corso. Broadcom ha perso il 2,74% pur avendo pubblicato ricavi per 29,6 miliardi ed utili per azione sopra il consenso, con i ricavi dei semiconduttori più che triplicati: a pesare sono stati gli obiettivi del quarto trimestre fiscale, 34,8 miliardi contro i 35,03 attesi.
La sera prima era andata allo stesso modo su altri due nomi: Lululemon ha ceduto circa il diciotto per cento e Guidewire il diciannove, entrambe dopo aver tagliato le indicazioni prospettiche. La regola che il mercato sta applicando in questa fase è una sola, e vale per tutto il comparto: il trimestre appena chiuso conta poco, conta la frase sul trimestre successivo. Chi segue l'ai trading come tema unico ha davanti la stessa lezione: la domanda per l'intelligenza artificiale non è in discussione, in discussione è il prezzo che il mercato accetta di pagarla.
Analisi tecnica dei finanziari: piattaforme e criptovalute davanti a tutto
Il comparto finanziario americano è stato il primo della giornata con l'XLF a più 1,56%, e dentro quel numero ci sono movimenti molto più larghi. Strategy ha guadagnato il 17,56%, Robinhood il 16,57%, Circle il 16,46%, Coinbase il 10,14%. Il tema che li unisce è il rialzo del bitcoin e l'accumulo delle società che lo tengono a bilancio. Più indietro ma nella stessa direzione S&P Global più 4,37%, Interactive Brokers più 4,30%, SoFi più 3,76% e Goldman Sachs più 3,34%.
Quattro di questi movimenti figurano fra i più ampi dell'intero nostro paniere, e tutti e otto i movimenti fuori scala della giornata sono stati al rialzo, con una variazione media dell'11,9%. Quando le mosse eccezionali stanno tutte da un lato, quello che si sta guardando è appetito per il rischio.
Analisi tecnica della borsa italiana: il via libera alla fusione MPS-Mediobanca e l'offerta su Iveco
Il listino milanese ha guadagnato lo 0,83%, e la giornata ha due fatti societari veri sotto. Il primo: la Banca Centrale Europea ha autorizzato la fusione per incorporazione di Mediobanca in MPS e sbloccato le nomine di due nuovi consiglieri; l'operazione andrà al voto dell'assemblea del 29 ottobre. Le azioni MPS hanno chiuso a più 1,60% e le azioni Mediobanca a più 2,07%. Il secondo: la Consob ha approvato il documento dell'offerta di Tata Motors su Iveco a 14,10 euro per azione, con adesioni dal 7 settembre al 26 ottobre; Iveco ha chiuso praticamente ferma a meno 0,07%, come si conviene a un titolo il cui prezzo è ormai ancorato a quello dell'offerta.
In cima al listino le azioni Lottomatica con più 5,77%, seguite dalle azioni Stellantis a più 4,21%, dalle azioni Telecom Italia a più 2,79%, da Azimut a più 2,77% dopo la promozione di Deutsche Bank e dalle azioni Poste Italiane a più 2,47%. Il blocco bancario ha lavorato compatto: Unipol più 1,68%, le azioni BPER più 1,61%, le azioni Banco BPM più 1,43%, FinecoBank più 1,39%, Generali più 1,38%, le azioni Intesa Sanpaolo più 1,28%, le azioni UniCredit più 1,04%. In fondo Brunello Cucinelli meno 1,72%, le azioni Campari meno 1,69% e le azioni Leonardo meno 1,46%, con la quotazione Leonardo che resta sotto pressione dopo la settimana difficile della difesa europea.
Analisi tecnica dei titoli europei: tre segnali settimanali che girano nella stessa settimana
Fuori da Piazza Affari la giornata europea ha un filo che a Milano non si vede: tre dei nostri segnali settimanali stanno cambiando lato, e tutti e tre si decidono alla chiusura di stasera. BMW sta girando dalla vendita all'acquisto dopo quindici settimane, mentre Barclays e Safran stanno girando in senso opposto, dall'acquisto alla vendita. Nella seduta i tre si sono mossi tutti verso l'alto: BMW più 1,78%, Barclays più 2,06%, Safran più 0,85%.
Il resto del listino continentale ha seguito il rimbalzo. Volkswagen più 3,61%, Prudential più 3,49%, Deutsche Bank più 1,94%, Deutsche Börse più 1,79%, Vinci più 1,39%, Deutsche Telekom più 1,05%. In calo Rheinmetall meno 1,85%, Siemens meno 1,17%, Engie meno 0,50% e Shell meno 0,33%.
Analisi tecnica degli indici europei: Milano rende di più ed è la più vicina a rompersi
Le quattro piazze hanno chiuso tutte in rialzo, ma la lettura dei nostri segnali le divide in modo netto. FTSE MIB più 0,83%, FTSE 100 più 0,70%, DAX più 0,66%, CAC 40 più 0,16%.
Tre sono in acquisto e una in vendita. Milano è in acquisto da ventidue settimane e il trade vale il 12,47%, di gran lunga il migliore dei quattro; Londra da ventidue con il 2,23%; Francoforte da ventuno con il 4,97%. Parigi è l'unica in vendita, dal 24 agosto, e il trade vale il 4,05%. Dal proprio record Milano dista il 3,53%, Francoforte il 2,26%, Parigi il 5,57%, Londra l'8,12%.
Gli ETF che hanno mosso la giornata: l'ETF sull'oro, quelli sull'S&P 500 e sul Nasdaq, le banche europee
GLD — lo SPDR Gold Shares, cioè l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha guadagnato l'1,85%, il movimento più ampio fra i panieri che seguiamo, spinto dal dollaro debole e dai rendimenti in ritirata. XLF — il Financial Select Sector SPDR, l'ETF sui finanziari americani — ha chiuso a più 1,56% ed è stato il primo comparto della seduta. XLK — il Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana — a più 1,29%, dopo essere rimasto fermo il giorno prima.
Sul fronte europeo EXHG — l'ETF iShares sull'auto europea — ha guadagnato l'1,70% ed è stato il primo comparto del continente, e EXV1 — l'ETF sulle banche europee — l'1,44%. In coda XLE, l'ETF sull'energia americana, a meno 0,74%: è il primo comparto del mese con più 10,42% e ieri ha tirato il freno mentre il petrolio saliva.
I segnali di acquisto della settimana: l'ultima seduta prima della chiusura
La coorte è quella nata con la chiusura di venerdì 28 agosto — 9 segnali, di cui sei operabili — e chiude oggi. Qui pubblichiamo solo quello che è cambiato nella quarta seduta, e oggi la variazione è una sola.
Le trimestrali della settimana: giovedì prossimo Adobe e Avio
Il calendario dei prossimi sette giorni sul nostro universo è leggero e porta due soli nomi, nella stessa giornata.
Giovedì 10 settembre
Adobe Long
Avio Long
Analisi tecnica di SPY e QQQ: il confronto si ribalta in ventiquattro ore
SPY, l'ETF sull'S&P 500, ha guadagnato l'1,05%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, l'1,19%. Mercoledì era andata all'opposto, col paniere tecnologico che aveva fatto esattamente la metà di quello largo. La causa è la stessa nei due giorni e si misura: nel Nasdaq la tecnologia pesa il 50,54%, e mercoledì era rimasta ferma mentre ieri ha guadagnato l'1,29%. Una concentrazione così lavora in entrambi i versi, e in due sedute consecutive si è vista prima da un lato e poi dall'altro.
Il quadro tecnico resta molto diverso. SPY è in acquisto dalla ventiduesima settimana con il 13,79%, ha incassato tutte e tre le finestre di presa beneficio e per tornare al proprio record gli basta un rialzo dello 0,80%. QQQ è in acquisto dalla quarta settimana, il trade è ancora sotto del 1,83%, nessuna finestra è stata raggiunta e al record mancano il 4,32%.
Il quadro di fondo: due sedute di tregua, con il calendario alle porte
Il motore di queste due giornate è un cambio di aspettativa sui tassi, non un dato macro migliore: i commenti di un governatore della Federal Reserve sull'attenuazione delle pressioni sui prezzi hanno raffreddato i timori di stretta e fatto rientrare i rendimenti. Il calendario però incombe: la Banca Centrale Europea decide il 10 settembre e la Federal Reserve il 16. Un rimbalzo costruito su un'aspettativa vale finché l'aspettativa regge, e la verifica arriva fra sei e dodici giorni.
Sul cruscotto dello stress il quadro è misto. Lo spread fra Italia e Germania resta in aumento del 6,4% sull'arco del mese ma ha ceduto l'1,4% nell'ultima settimana, la prima in calo dopo quattro consecutive; la volatilità obbligazionaria sale invece del 3,7% sul mese e del 5,2% nell'ultima settimana. Fuori dal blocco finanziario due misure di economia reale continuano a correre insieme: il petrolio è su del 16,8% sull'arco delle quattro settimane e i noli marittimi del 12,9%, con un più 9,5% nell'ultima settimana. Commercio fisico e greggio che salgono mentre le banche centrali discutono di inflazione non è una combinazione che aiuti chi spera in tassi più bassi.
Il numero che continuiamo a sorvegliare resta la partecipazione del mercato, cioè quanti titoli reggono davvero l'indice: è ferma da una seduta e in calo da tre settimane, per un totale del 4,7% sul mese. Un listino che guadagna oltre l'uno per cento mentre quella misura non si muove è un listino tenuto su da pochi nomi, ed è la crepa che non si è chiusa.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
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