Analisi tecnica: Cisco paga i margini, corre il software per l'intelligenza artificiale, le azioni Eni e Leonardo cedono a Piazza Affari
La seduta del 13 agosto ha avuto due storie che vanno lette insieme. In superficie, i prezzi alla produzione americani più deboli del previsto hanno spinto Wall Street su un nuovo massimo storico e rafforzato le attese di un taglio dei tassi a settembre. Sotto la superficie, le trimestrali hanno riscritto la gerarchia dentro l'intelligenza artificiale: chi vende hardware paga il caro-memoria, chi vende software incassa.
Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata — Cisco, Applied Materials, Oracle, Salesforce, Palantir e CoreWeave a Wall Street, le azioni Eni, Leonardo e Fincantieri sulla borsa italiana — e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato. In chiusura il confronto fra SPY e QQQ, i due ETF americani, dove il nostro segnale settimanale sul Nasdaq si sta rovesciando proprio oggi.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Analisi tecnica di Cisco: il conto punito dal caro-memoria
- Il software per l'intelligenza artificiale incassa
- CoreWeave, AppLovin e Snap: le azioni che corrono di più
- Borsa italiana: le azioni Eni e Leonardo cedono
- Indici europei: quattro segnali, un solo risultato deludente
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
I nuovi segnali di acquisto della settimana
Sono 27 i nuovi segnali di acquisto nati con l'ultima analisi settimanale, e qui sotto ne trovate dieci. Il fatto che conta più di ogni singolo nome è la loro composizione: difesa europea e americana, oro con le sue miniere, qualche nome tecnologico. Il tema che ha pagato questa settimana — il software per l'intelligenza artificiale — in questa lista non c'era.
Analisi tecnica di Cisco: il conto migliore delle attese punito dal caro-memoria
Cisco Systems ha chiuso il quarto trimestre fiscale con numeri da record — utile per azione rettificato a 1,22 dollari contro attese di 1,17, ricavi a 17,25 miliardi contro 16,82 stimati — e ha alzato la guida sul trimestre in corso a 18-18,2 miliardi, sopra le attese. Il titolo ha perso l'8,40%. Il motivo sta in una riga sola: il margine lordo è sceso al 66,3% dal 68,4% dell'anno prima, eroso dai costi della memoria e dei componenti per l'hardware dedicato all'intelligenza artificiale. La domanda c'è ed è fortissima, con 4 miliardi di ordini dagli iperscalatori nel solo trimestre, ma chi assembla ferro paga il conto.
Dopo la chiusura è stato il turno di Applied Materials, con un terzo trimestre fiscale record: ricavi a 9,12 miliardi, in crescita del 24,8% sull'anno, quinto risultato consecutivo sopra le attese, guida sul quarto trimestre a 10,25 miliardi e margine del segmento dei sistemi per semiconduttori in espansione al 38%. Il dato che pesa di più è politico: la quota Cina è scesa al 28% dal 35%, riflesso diretto dei controlli all'export. Il titolo ha comunque ceduto il 2,48%.
Il software per l'intelligenza artificiale incassa: analisi tecnica di Salesforce, Palantir e ServiceNow
Se l'hardware paga i margini, il software li difende. Salesforce ha guadagnato il 4,16% dopo la promozione di JPMorgan a Overweight, con la casa d'affari che vede negli strumenti proprietari per l'intelligenza artificiale un canale di ricavi durevole. Palantir Technologies ha aggiunto il 4,66%, con gli analisti che continuano ad alzare gli obiettivi dopo una trimestrale con ricavi in crescita del 93% sull'anno. ServiceNow ha messo l'1,85% e Snowflake l'1,54%, proseguendo la corsa dopo il balzo del 36% della vigilia. Oracle ha chiuso a più 1,92%.
È una rotazione che premia chi vende licenze e piattaforme ad alto margine rispetto a chi vende componenti, e nelle prossime settimane sarà messa alla prova proprio dalle trimestrali di questo gruppo.
CoreWeave, AppLovin e Snap: analisi tecnica delle azioni che corrono di più
La giornata favorevole al rischio ha acceso le solite azioni ad alta volatilità. CoreWeave è il protagonista, con una trimestrale che ha raddoppiato i ricavi sull'anno e un margine operativo rettificato al 5%, sopra le attese: la scommessa sull'infrastruttura cloud per l'intelligenza artificiale continua a pagare finché la crescita resta esplosiva. AppLovin ha recuperato il 2,93% in un misto di acquisti sui ribassi e ricoperture, con il management che ha ricondotto il rallentamento del proprio motore pubblicitario a una questione di tempistiche. Snap è salita dell'1,92%.
Borsa italiana: le azioni Eni e Leonardo cedono, l'Europa resta senza catalizzatori
Sulla borsa italiana il listino si è mosso vicino ai propri massimi con pochi catalizzatori. Le azioni Eni hanno ceduto lo 0,65% in una seduta segnata dalle indiscrezioni contrastanti attorno a un possibile accordo di pace in Medio Oriente, mentre le azioni Leonardo hanno lasciato lo 0,74% pur dopo il giudizio positivo di RBC. In controtendenza le azioni Fincantieri, in progresso del 2,52%.
Sul resto del continente prevalgono ancora le scie delle indicazioni di inizio agosto: Airbus e VINCI avevano confermato o alzato i propri obiettivi, mentre LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton resta sotto pressione dopo il taglio dell'obiettivo di prezzo di Deutsche Bank sulla domanda del lusso.
Indici europei: quattro segnali aperti da aprile, e uno che rende un decimo degli altri
I quattro panieri europei che seguiamo portano tutti un segnale di acquisto settimanale aperto dalla primavera: DAX dal 13 aprile, CAC 40, FTSE MIB e FTSE 100 dal 7 aprile. Diciassette settimane di trade, e su questo sono allineati.
Dove divergono è nel risultato. Il paniere italiano rende il 15,76% dal segnale, quello francese il 6,90%, il tedesco il 6,10%; quello britannico si ferma all'1,41%, cioè un decimo dell'italiano a parità di durata. Ed è anche l'unico dei quattro con il segnale giornaliero girato in vendita, oltre ad avere già superato il primo stop dichiarato.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: gli ETF sull'oro, l'ETF sui semiconduttori e i comparti americani
Fra i comparti americani la giornata l'hanno vinta le comunicazioni, con Comunicazioni USA a più 2,07%, seguite dall'immobiliare, con Immobiliare USA a più 1,42%. In coda l'Europa: Materie Prime Europa ha ceduto il 2,35%, ed è il paniere con il segnale di raffronto più severo rispetto alla fotografia settimanale.
Tre panieri meritano una riga anche senza aver mosso la seduta. Gli ETF sull'oro, che seguiamo attraverso Oro, portano un segnale di acquisto nato con l'ultima analisi settimanale, proprio mentre il metallo ritraccia dell'1,3% dopo aver sfiorato il massimo di due mesi: l'analisi tecnica dell'oro dice che la struttura regge anche quando il prezzo di giornata scende, ed è il motivo per cui il segnale nasce adesso. L'ETF sui semiconduttori, Semiconduttori, resta short sul nostro modello dal 13 luglio, e le trimestrali di Cisco e Applied Materials spiegano perché la lettura non sia scontata. L'ETF sul Nasdaq (QQQ), Invesco QQQ Trust, è il caso della giornata e lo trovate nell'ultima scheda.
Le trimestrali della settimana: il consumo americano e la domanda cinese
La settimana entrante è corta sui nomi ma pesante sul contenuto, perché mette in fila il consumo americano e la domanda cinese.
Martedì 18 agosto — BaiduShort
Martedì 18 agosto — Home DepotLong
Giovedì 20 agosto — WalmartShort
Subito dopo, fuori dalla finestra dei sette giorni, arriva il blocco che conta di più per il tema di queste settimane: Intuit e Zoom il 25 agosto, Salesforce il 26, e a fine mese Nvidia.
Analisi tecnica di SPY e QQQ: uno chiude sul record, l'altro cambia lato stasera
S&P 500 (SPY), l'ETF sull'S&P 500, ha guadagnato lo 0,70% e ha chiuso a un soffio dal proprio massimo storico, uscendo sopra la fascia di congestione in cui stava da cinque sedute. Il segnale di acquisto è aperto dal 6 aprile, rende il 14,49% e ha già raggiunto tutte e tre le finestre di presa beneficio: è un trade governato dal solo trailing stop.
Invesco QQQ Trust (QQQ), l'ETF sul Nasdaq 100, ha fatto quasi il doppio, più 1,16%, e resta comunque con il proprio massimo storico il 2,26% sopra i corsi. Sul nostro modello è il caso della giornata: dopo tre settimane di vendita partite il 20 luglio, il segnale di acquisto è stampato sulla candela settimanale in corso e si convalida con la chiusura di stasera.
Il margine è la nuova linea di faglia
Il quadro tiene, e i numeri lo dicono senza ambiguità: gli indicatori di stress scendono tutti insieme — volatilità azionaria giù del 22,1% sull'arco a quattro settimane, volatilità obbligazionaria in calo, spread BTP-Bund più stretto — mentre la partecipazione del mercato sale da tre settimane. Un massimo storico costruito su una base larga vale più di uno costruito da quattro titoli.
Quello che va sorvegliato non sta nel quadro generale, sta dentro il tema che guida il mercato da mesi. Due società hanno pubblicato numeri migliori delle attese e sono scese entrambe sulla stessa riga di bilancio, il margine lordo eroso dal costo dei componenti per l'intelligenza artificiale. Finora quel costo si vedeva nei piani di investimento di chi compra; da ieri si vede nei conti di chi vende. Nelle prossime settimane la stessa riga andrà cercata su tutta la filiera, e le trimestrali di fine mese diranno se è un caso isolato o una regola.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.