Analisi tecnica: Francoforte a un centesimo dal record, le azioni Stellantis e Ferrari spingono la borsa italiana mentre Wall Street vende i conti
La seduta del 28 agosto ha ribaltato la precedente punto per punto. Su undici comparti americani la tecnologia era passata dal primo posto, più 3,16% giovedì, all'ultimo: meno 1,55%. L'indice largo ha perso lo 0,23%, quello tecnologico lo 0,65%. A muovere tutto è stato il debutto del nuovo presidente della Federal Reserve a Jackson Hole, che ha tolto il taglio dei tassi dalle certezze; sotto, tre trimestrali hanno battuto sul trimestre e deluso sulle previsioni, e il mercato le ha vendute tutte e tre: le azioni Marvell hanno perso il 10,28%, le azioni Autodesk il 3,67% e le azioni Dell il 3,39%. Il movimento più violento è però di PayPal, meno 12,71% dopo la rinuncia del consorzio all'acquisizione.
L'Europa è andata dalla parte opposta e la borsa italiana ha chiuso in rialzo dello 0,69%, spinta dalle azioni Stellantis, più 2,28%, e dalle azioni Ferrari, più 1,93%, con le azioni UniCredit a più 1,55% e le azioni Intesa Sanpaolo a più 0,58%; la nota stonata è Leonardo, peggiore del listino a meno 3,96%. Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata — da Marvell, Nvidia, PayPal e Strategy a Wall Street alle azioni Stellantis, Ferrari, UniCredit e Leonardo a Milano, più BMW, SAP e Volkswagen sui listini europei — i nove segnali di acquisto appena nati, i sedici girati in vendita, la mappa degli indici europei e degli ETF, e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I nuovi segnali della settimana
- Marvell, Dell e PayPal: il beat non basta
- Strategy, IREN e la parte leggera dell'AI
- Borsa italiana: Stellantis e Ferrari in testa
- Europa e Regno Unito: l'auto tedesca
- Sedici segnali girati in vendita
- Indici europei: Francoforte sfiora il record
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
I nuovi segnali di acquisto della settimana: nove nati, sei operabili
L'analisi settimanale chiusa venerdì sera ha aperto 9 nuovi segnali di acquisto, contro i 17 della settimana precedente. Il protocollo ne scarta due per qualità del setup insufficiente — Robinhood Markets e IBM — e ne mette uno in osservazione, Cyrela, perché nasce col giornaliero già girato dall'altra parte. Restano sei operabili. La resa dall'ingresso è zero per tutti, ed è giusto che lo sia: il livello d'ingresso è la chiusura di venerdì stessa.
Analisi tecnica delle azioni Marvell, Dell e PayPal: quando battere il trimestre non basta più
Tre società hanno pubblicato conti migliori delle attese e sono state vendute tutte e tre. Le azioni Marvell hanno perso il 10,28% con ricavi in crescita del 58% sulla domanda di silicio su misura per l'intelligenza artificiale, un utile per azione solo in linea e un orizzonte pluriennale giudicato avaro di dettagli nonostante l'intesa con Google che vale fino a 12,2 miliardi. Le azioni Dell hanno ceduto il 3,39% dopo aver battuto sul trimestre e deluso sulle previsioni del successivo, pur alzando a 20 miliardi la stima di spedizioni di server per l'intelligenza artificiale. Le azioni Autodesk hanno perso il 3,67% sullo stesso difetto.
Il movimento più violento della giornata è però arrivato da fuori i conti: PayPal ha perso il 12,71% — quattro volte la propria oscillazione tipica — dopo che il consorzio formato da Advent e Stripe ha rinunciato all'acquisizione. In scia al comparto NVIDIA ha ceduto il 4,57%. Dall'altra parte ServiceNow ha guadagnato il 4,54%, le azioni Microsoft l'1,68% e le azioni Salesforce l'1,57%.
Analisi tecnica delle azioni Strategy, IREN e Palantir: si sgonfia la parte leggera dell'AI
Sotto il meno 1,55% del comparto tecnologico si è consumato un movimento molto più violento, e riguarda una famiglia precisa di titoli. IREN ha perso il 12,53%, MARA il 10,11%, Cleanspark il 9,96%, Riot Platforms il 9,05%, Applied Digital il 7,65%, IonQ il 7,68% e Circle Internet il 7,53%. Sono estrazione di criptovalute, calcolo quantistico e infrastruttura per l'ai trading: la parte più leggera del tema, quella che si muove a sette o otto volte il proprio comparto. Nello stesso gruppo Strategy ha ceduto il 7,34% e Coinbase Global il 6,33%.
Chi ha una storia industriale sotto ha invece tenuto molto meglio: Palantir Technologies ha chiuso a più 0,19% pur restando il 35% sotto i massimi di agosto, Advanced Micro Devices ha limato il 2,33%, Nebius il 4,26%. Sul fronte cinese Alibaba ha guadagnato il 2,23% nonostante l'annuncio di azioni legali e un collocamento azionario da 10,2 miliardi, e Baidu lo 0,19%.
Analisi tecnica della borsa italiana: le azioni Stellantis e Ferrari in testa, Leonardo passa in vendita
Milano ha chiuso in rialzo dello 0,69%, ignorando il nervosismo di Wall Street. In testa le azioni Stellantis, più 2,28%, e il lusso con le azioni Ferrari, più 1,93%. Le banche hanno accompagnato: le azioni UniCredit più 1,55%, le azioni Intesa Sanpaolo più 0,58%, Generali più 0,50%, le azioni Banco BPM più 0,35% e Monte dei Paschi più 0,26%. Fra le utility A2A ha guadagnato l'1,56% e Terna l'1,05%. Sullo sfondo del comparto bancario resta vivo il tema delle aggregazioni.
La nota stonata è le azioni Leonardo, peggiori del listino con un meno 3,96% che nemmeno il lancio riuscito del satellite meteorologico MTG-I2 — costruito dalla joint venture partecipata al 33% dal gruppo — è riuscito a compensare. Hanno ceduto anche le azioni Prysmian, meno 1,25%, e STMicroelectronics, meno 0,54%; le azioni Eni hanno chiuso a più 0,35%.
Analisi tecnica dei listini europei: le azioni BMW e Volkswagen guidano Francoforte
L'Europa ha chiuso tutta in rialzo: Parigi più 1,04%, Francoforte più 0,83%, Milano più 0,69%, Londra più 0,25%. Il tema della giornata è stato l'auto tedesca, primo comparto delle due mappe settoriali con un più 2,52%: le azioni Bayerische Motoren Werke hanno guadagnato il 4,50%, le azioni Volkswagen il 3,23% e le azioni Mercedes-Benz il 2,96%.
Dietro l'auto il listino tedesco ha mosso in ordine: le azioni Deutsche Bank più 1,35%, le azioni SAP più 0,76%, Infineon Technologies meno 0,16%. A Parigi il lusso ha zavorrato mentre EssilorLuxottica guadagnava il 2,44%. Sul listino di Londra il quadro è stato piatto: Unilever e Tesco più 0,51%, London Stock Exchange più 0,22%, Glencore praticamente ferma a più 0,05%.
Sedici segnali settimanali girati in vendita, e stavolta la candela ha chiuso
Venerdì mattina questa scheda contava 12 vendite ancora provvisorie, stampate su una candela settimanale che doveva ancora chiudere. La candela ha chiuso alla campana, e i conti finali sono 16: Boeing, BAE Systems, BNP Paribas, AXA, VINCI, Eaton, First Solar, GE Aerospace, GE Vernova, Thales, Kering, Leonardo, Orange, PayPal, Industriali USA e l'indice francese.
I nomi che si sono mossi raccontano più del conteggio. È uscito Broadcom, che venerdì mattina era in lista e alla chiusura non c'era più: il segnale di acquisto regge, e il titolo riporta i conti mercoledì. Sono invece entrati cinque nomi nuovi, e tre meritano una riga: Leonardo, peggiore di Piazza Affari nella seduta stessa; PayPal, dopo il meno 12,71% sulla rinuncia all'acquisizione; e XLI, l'ETF sugli industriali americani, che è il primo paniere settoriale a girare.
Indici europei: Francoforte a un centesimo dal proprio record, Parigi passa in vendita
I quattro panieri europei che seguiamo hanno chiuso tutti in rialzo — Parigi più 1,04%, Francoforte più 0,83%, Milano più 0,69%, Londra più 0,25% — ma la differenza che conta non è quella della giornata: è dove sta il prezzo rispetto al livello che decide il trade.
Il paniere tedesco è alla ventesima settimana di un segnale di acquisto avanti del 7,28% e sta a un rialzo dello 0,06% dal proprio massimo storico: sei centesimi di punto, cioè praticamente sul record. Sette giorni fa la distanza era di 0,73%. Il paniere italiano è alla ventunesima settimana con il 13,44% accumulato, la resa migliore dei quattro, e ha guadagnato margine: il prezzo sta ora lo 0,90% sopra il proprio Punto di Inversione settimanale, contro lo 0,22% di sette giorni fa. Quello inglese è alla ventunesima settimana con il 2,12%, sta l'1,98% sopra il proprio livello e ha il record lontano l'8,24%. Su Parigi il segnale di vendita non è più provvisorio: si è dichiarato con la chiusura di venerdì, e il livello sta ora il 2,79% sopra il prezzo.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: oro e semiconduttori in coda, comunicazioni in testa
Ai due estremi dei venti comparti su due continenti ci sono due panieri che di solito non si muovono insieme. GLD — lo SPDR Gold Shares, cioè l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha perso il 3,24%, la sua peggiore seduta del mese, dopo che il tono restrittivo della banca centrale americana ha fatto salire dollaro e tassi attesi. Quasi identico il ribasso di SOXX, l'ETF sui semiconduttori di iShares, meno 3,20%: qui il motore è stato il crollo di Marvell. E XLK, l'ETF sulla tecnologia americana, ha ceduto l'1,55% passando dal primo all'ultimo posto in una seduta.
In testa alle mappe settoriali c'è invece XLC, il Communication Services Select Sector SPDR, più 1,42%. Fra i panieri più seguiti dal pubblico QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, ha perso lo 0,65% e MAGS, il Roundhill Magnificent Seven, ha guadagnato lo 0,82%: i grandi hanno tenuto mentre la parte leggera del tema perdeva a doppia cifra. In Europa EXV1, l'ETF sulle banche europee di iShares, ha aggiunto l'1,18%.
Le trimestrali della settimana: sei nomi, e il software passa all'esame dopo cinque bocciature
Il calendario della settimana entrante è corto e arriva su un comparto che ha appena visto cinque società punite pur avendo battuto sul trimestre. Ecco chi riporta nei prossimi sette giorni fra i titoli che seguiamo, con la posizione del nostro modello accanto a ciascuno.
Lunedì 1 settembre
Credo Technology Long
NIO Short
Palo Alto Networks Long
Mercoledì 2 settembre
Broadcom Long
Snowflake Long
Giovedì 3 settembre
Zscaler Long
Analisi tecnica di SPY e QQQ: due mestieri opposti, e il rapporto due a uno in entrambe le direzioni
SPY, l'ETF sull'S&P 500 (S&P 500), ha chiuso a meno 0,23%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 (Invesco QQQ Trust), a meno 0,65%, quasi esattamente il triplo. Giovedì, con la tecnologia a più 3,16%, il rapporto era stato l'opposto: più 1,37% contro più 0,66%. Due sedute consecutive con lo stesso rapporto in salita e in discesa, e la spiegazione è nel peso: il paniere del Nasdaq porta il 50,54% in tecnologia contro il 32,91% dell'altro, e appena lo 0,24% in finanziari contro il 12,59%.
Entrambi hanno chiuso dentro la propria zona di congestione, appoggiati al bordo basso. Da lì in poi i due si separano. Per tornare al proprio record al primo serve un rialzo dell'1,30%, al secondo del 4,50%. Il primo è alla ventunesima settimana di un segnale avanti del 13,23%, con tutte e tre le finestre di presa beneficio già incassate e lo stop l'11,01% sopra il prezzo d'ingresso. Il secondo è alla terza settimana di un segnale ancora sotto del 2,00%, con tutte le finestre davanti e lo stop il 5,25% sotto l'ingresso.
Il quadro di fondo: la banca centrale toglie i tagli dalle certezze
Il perno della giornata è stato il debutto del nuovo presidente della Federal Reserve al simposio di Jackson Hole. Il messaggio è stato letto come restrittivo: economia forte, ma tendenze di fondo dell'inflazione che non migliorano e lavoro ancora da fare. Il mercato ha smesso di dare per scontati i tagli, e una parte ha cominciato a prezzare un possibile rialzo alla riunione di settembre. La reazione è stata da manuale: dollaro in rialzo, rendimenti in salita su tutta la curva, azionario in rosso ma composto.
Il cruscotto dello stress resta disteso: la volatilità azionaria è giù del 9,8% sull'arco a quattro settimane e quella obbligazionaria del 14,5%. Due voci però vanno nella direzione opposta e vale la pena tenerle d'occhio: il rischio di coda sale del 4% in una sola seduta ed è in aumento da tre settimane — qualcuno continua a comprare protezione contro l'evento estremo mentre la volatilità ordinaria costa poco — e i noli marittimi guadagnano il 12,1% in una settimana, il numero in movimento più rapido di tutta la tavola macro.
Il numero che continuiamo a sorvegliare è la partecipazione del mercato, cioè quanti titoli tengono davvero l'indice: immobile nella giornata, ma sull'arco della settimana perde ancora l'8,7%. È il motivo per cui il nostro pannello di giornata resta sul giallo pur senza segnalare pericolo: non manca la direzione, mancano le conferme.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
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