Analisi tecnica: le azioni Moderna volano del 14,4%, i semiconduttori rimbalzano alla vigilia di Nvidia e il lusso cede su tutti i listini
La seduta del 25 agosto ha rovesciato quella del giorno prima. I semiconduttori, che lunedì si erano scaricati in anticipo sui conti di NVIDIA, sono rimbalzati tutti insieme: Advanced Micro Devices più 4,91%, Super Micro Computer più 9,35%, Micron Technology più 2,48% e Nvidia stessa più 2,19%, con l'ETF sui semiconduttori a più 1,56%. A pagare il conto sono state le società di sicurezza informatica che riportano adesso: Palo Alto Networks meno 3,13% e CrowdStrike meno 2,78%. Ma il movimento più ampio dell'intero paniere l'ha fatto la sanità: le azioni Moderna sono salite del 14,36%.
Il tema che attraversa tutti i listini è però un altro, e va nella direzione opposta: il lusso cede ovunque. Kering meno 3,34% a Parigi, le azioni Moncler meno 2,22% e Brunello Cucinelli meno 1,89% sulla borsa italiana, Davide Campari-Milano meno 1,21%, Ferrari meno 0,54%. Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata — da Moderna, AMD e Super Micro a Wall Street alle azioni Tenaris, Prysmian, Stellantis ed Eni sulla borsa italiana — i tredici nuovi segnali di acquisto alla terza seduta, la mappa degli indici europei e degli ETF, e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- I semiconduttori rimbalzano prima di Nvidia
- Azioni Moderna: più 14,4% in una seduta
- Il lusso cede su tutti i listini
- Borsa italiana: Tenaris e Prysmian guidano
- Europa: Siemens Energy corre sulle turbine
- Indici europei: il CAC 40 ha completato il passaggio
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
I nuovi segnali di acquisto della settimana, alla terza seduta
L'analisi settimanale chiusa venerdì ha aperto diciotto nuovi segnali di acquisto e nessun segnale di vendita. Cinque li abbiamo scartati per qualità del setup insufficiente e ne restano tredici operabili. Lunedì avevo scritto che dodici su tredici erano finiti sotto la parità alla prima seduta, e che due sedute non giudicano niente. Martedì il conto si è rovesciato: undici su tredici hanno chiuso in rialzo e nove su tredici sono ora sopra il proprio livello d'ingresso.
Analisi tecnica dei semiconduttori: il comparto rimbalza, la sicurezza informatica paga
Ventiquattro ore dopo essersi scaricata, l'intera catena dei chip ha ripreso terreno. Super Micro Computer ha guadagnato il 9,35%, IREN il 6,03%, Advanced Micro Devices il 4,91%, Micron Technology il 2,48%, NVIDIA il 2,19% e TSMC l'1,78%; l'ETF sui semiconduttori ha chiuso a più 1,56% e l'ETF sulla tecnologia americana a più 0,94%, primo degli undici comparti di Wall Street. In Germania Infineon Technologies ha aggiunto l'1,27%. Restano indietro soltanto Sandisk, meno 0,83%, e Broadcom, meno 0,56%.
Il conto l'hanno pagato le società di sicurezza informatica, e per una ragione di calendario diversa: Palo Alto Networks ha perso il 3,13% e CrowdStrike il 2,78%, quest'ultima proprio alla vigilia dei propri conti. Sono entrambe fra le migliori dell'anno, e il calo ha il sapore della presa di beneficio. La price action delle due sedute racconta quindi la stessa cosa vista da due lati: il rischio non è uscito dal comparto tecnologico, si è spostato dentro di esso da chi il numero l'ha già passato a chi lo deve ancora affrontare.
Analisi tecnica delle azioni Moderna: più 14,4%, il movimento più ampio del paniere
Il singolo movimento più ampio dell'intero universo che seguiamo è arrivato dalla sanità: le azioni Moderna hanno guadagnato il 14,36% in una sola seduta. Attorno, il comparto si è mosso in ordine sparso ma con il segno giusto: Novavax più 6,55%, Beam Therapeutics più 9,50% e uniQure più 7,60% — entrambe queste ultime oltre una volta e mezzo la propria oscillazione tipica — con l'ETF sulla sanità americana a più 0,34% e quello europeo a più 1,25%, primo dei nove comparti del continente. A Londra AstraZeneca ha aggiunto il 3,02%.
Il punto interessante è che tre di questi nomi — Moderna, Novavax e le due della terapia genica — appartengono alla parte più speculativa del comparto, quella a capitalizzazione piccola e oscillazione larga. Quando la biotecnologia si muove tutta insieme di questi ordini di grandezza, non è una notizia societaria: è una riallocazione di rischio che entra nel comparto.
Analisi tecnica del lusso: Kering, Moncler e Cucinelli cedono insieme su tre listini
Il tema che attraversa la giornata senza fermarsi ai confini è il raffreddamento del lusso, e si legge su tre listini contemporaneamente. A Parigi Kering ha perso il 3,34%, il calo più ampio fra i grandi nomi europei della giornata. Sulla borsa italiana le azioni Moncler hanno ceduto il 2,22%, Brunello Cucinelli l'1,89% e Davide Campari-Milano l'1,21%; a New York le azioni Ferrari hanno limato lo 0,54% con Ferrari, penalizzate dai segnali di raffreddamento del segmento nonostante il piano di riacquisto azioni da 3,5 miliardi di euro.
Quattro società diverse, tre borse diverse, nessuna notizia societaria comune: quando accade, il movimento non riguarda le aziende ma la domanda finale del settore. È il tipo di rotazione che vale la pena guardare per settimane invece che per sedute, perché i consumi discrezionali si girano lentamente e poi restano girati a lungo.
Analisi tecnica della borsa italiana: Tenaris e Prysmian guidano, il risiko bancario resta il tema
Sulla borsa italiana l'indice ha chiuso a più 0,37%, sopra i 52.800 punti, dopo aver toccato i minimi delle ultime tre settimane. In cima le azioni Tenaris con più 3,74% e le azioni Prysmian con più 2,89%, quest'ultima a trainare gli industriali europei; poi INWIT più 2,04%, le azioni Stellantis più 1,40% dopo il crollo del giorno prima, le azioni Fincantieri più 1,04% con Fincantieri sull'esercizio di un'opzione da parte di Viking per due navi aggiuntive, e ENAV più 1,19%. In fondo il lusso e le azioni Eni, meno 1,15%, ancora sulla proposta di sei paesi europei di tassare gli extraprofitti dei petroliferi.
Il tema che tiene banco resta però il risiko bancario. Le azioni Monte dei Paschi hanno segnato più 0,48% e le azioni BPM meno 0,49%, con Banco BPM sceso nel giorno in cui il consiglio del secondo ha giudicato l'offerta del primo priva di premio; le azioni Intesa Sanpaolo più 0,31%, le azioni UniCredit più 0,24% nel giorno in cui Intesa ha confermato il giudizio positivo con obiettivo a 103 euro, Mediobanca più 0,57%, le azioni BPER più 0,64% con BPER Banca e le azioni Generali più 0,53%. Movimenti tutti sotto il punto percentuale, su una notizia che occupa metà delle prime pagine finanziarie: l'attenzione è enormemente superiore al movimento.
Analisi tecnica dell'Europa: Siemens Energy corre sulle turbine, la difesa resta indietro
L'Europa ha avuto la giornata migliore dei due continenti: nove comparti su nove in positivo o in parità, con la sanità a più 1,25%, gli industriali a più 1,20% e le telecomunicazioni a più 1,13%. Il caso societario è Siemens Energy, più 2,70%, sulle indiscrezioni relative all'incarico dato a una banca d'affari per preparare la possibile cessione della quota di maggioranza nel ramo delle turbine a vapore. Bene anche Siemens, più 1,76% con il segnale di acquisto giornaliero scattato proprio martedì, Bayer più 1,61% e Deutsche Bank più 0,44%. L'indice tedesco ha chiuso a più 0,65%, il migliore dei quattro.
Restano indietro due comparti. Il lusso, di cui alla scheda sopra, e la difesa: Rheinmetall ha ceduto lo 0,62% e le azioni Leonardo lo 0,66%, mentre negli Stati Uniti tre nomi del comparto hanno il Punto di Inversione settimanale che sta girando in vendita. A Londra il listino ha guadagnato lo 0,32% con AstraZeneca a più 3,02% e Glencore a più 1,52%; in Germania adidas ha perso l'1,71% e SAP lo 0,93%.
Indici europei: il CAC 40 ha completato il passaggio, gli altri tre reggono
Lunedì avevo scritto che il CAC 40 stava attraversando il proprio Punto di Inversione settimanale e che il segnale di vendita si stava stampando sulla candela in corso. Martedì il paniere francese ha limato un altro 0,09% e il passaggio è completo: per il nostro modello il segnale di acquisto nato in primavera è ora contendibile, e la chiusura di venerdì decide se si chiude davvero. È il primo dei quattro panieri europei a rompere il quadro nato ad aprile.
Gli altri tre hanno tenuto e hanno anche guadagnato terreno: il tedesco più 0,65%, il migliore della giornata, l'italiano più 0,37% e il britannico più 0,32%. La classifica per resa dal segnale resta quella di sempre, con l'italiano avanti del 13,69% dal 7 aprile, ed è anche il paniere che ha guadagnato di più con il margine più sottile sopra il proprio livello di riferimento.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: tecnologia e sanità europea in testa, energia in fondo
Chi guarda ai panieri invece che ai singoli titoli ha avuto una giornata leggibile. Negli Stati Uniti in cima l'ETF sulla tecnologia americana a più 0,94% e l'ETF sulle comunicazioni a più 0,77%; in fondo l'ETF sull'energia americana, meno 1,66%, ultimo degli undici comparti, e l'ETF sui beni di prima necessità a meno 1,06%, che ventiquattro ore prima guidava il listino. In Europa il disegno è tutto positivo, con l'ETF sulla sanità europea a più 1,25% e l'ETF sugli industriali europei a più 1,20%.
Fra i panieri che vale la pena guardare anche senza una giornata clamorosa, l'ETF sull'oro ha aggiunto lo 0,32% e resta il più consistente del gruppo, col metallo salito del 15% in quattro settimane e in rialzo ormai da quattro; l'ETF sui semiconduttori ha recuperato l'1,56% dopo il crollo del giorno prima. Chi si chiede che cos'è un ETF trova qui la risposta pratica: sono panieri che replicano un intero comparto, e servono a comprare un tema senza scegliere il singolo titolo — il che, in una giornata come questa, avrebbe evitato sia il 9,35% di Super Micro sia il meno 3,13% di Palo Alto.
Le trimestrali della settimana: stasera tocca a Nvidia
Settimana densa, e il grosso è concentrato su quarantotto ore. Questi sono i titoli del nostro universo che pubblicano i conti, con la posizione del modello accanto a ciascuno.
Mercoledì 26 agosto
NVIDIA Long
Salesforce Long
CrowdStrike Short
HP Long
Li Auto Long
Giovedì 27 agosto
Marvell Technology Long
Autodesk Long
Martedì 1 settembre
NIO Short
Credo Technology Long
Palo Alto Networks Long
Mercoledì 2 settembre
Broadcom Long
Il nome che pesa più di tutti è NVIDIA, stasera a mercati chiusi: le attese parlano di ricavi attorno ai 91,8 miliardi di dollari, e il vero metro di giudizio saranno i margini e l'andamento della nuova piattaforma. È il numero che ha fatto scendere mezzo comparto lunedì e risalire lo stesso comparto martedì, senza che nel frattempo fosse successo niente.
Analisi tecnica di SPY e QQQ: due segnali di acquisto, due mestieri diversi
SPY, l'ETF sull'S&P 500, ha guadagnato lo 0,32% e Invesco QQQ Trust, l'ETF sul Nasdaq 100, lo 0,62%: il doppio. Lunedì era successo l'opposto, col Nasdaq che perdeva il triplo. Il meccanismo è sempre lo stesso e sta nei pesi: il paniere del Nasdaq porta il 50,54% in tecnologia contro il 32,91% dell'S&P 500, e appena lo 0,24% in finanziari contro il 12,59%. Quando la tecnologia è l'unico comparto in movimento, il Nasdaq raddoppia; quando cede mentre i finanziari salgono, triplica al ribasso.
La differenza che i pesi non spiegano è quella di stato. Sull'S&P 500 il segnale è aperto dal 6 aprile e rende il 12,72%: è la ventunesima settimana, tutte e tre le finestre di presa beneficio sono state incassate e il Punto di Inversione settimanale sta l'11% sopra il prezzo d'ingresso, cioè il trade è al riparo. Sul Nasdaq 100 il segnale è nato a chiusura della settimana 10-14 agosto, quindi quella in corso è la terza: la posizione è sotto del 2,78% e il suo livello di inversione sta il 4,9% sotto l'ingresso. Il primo ha un guadagno da conservare, il secondo una posizione da difendere.
Il quadro di fondo: la tensione si scarica, ma il mercato resta stretto
Il contesto di stress si è disteso su tutti i fronti, e va detto prima del resto: la volatilità azionaria è scesa del 3% sull'arco a quattro settimane, quella obbligazionaria del 13%, il rischio di coda è salito dell'1% che è rumore. Soprattutto lo spread BTP-Bund, che si allargava da tre settimane consecutive ed era l'unico indicatore che mi disturbava, si è girato e cede il 3,2% sulla settimana. Nessuno dei nostri indicatori si è mosso abbastanza da far scattare il sensore sugli strappi.
Il numero che invece merita attenzione è sempre lo stesso: la partecipazione del mercato, cioè la quota di azioni che sale insieme all'indice. In sette sedute è scesa sei volte e una è rimasta ferma, lasciando il 12,4% dal 13 agosto, e martedì è scesa ancora mentre gli indici americani salivano. Quando il prezzo tiene e la larghezza si assottiglia, quello che regge l'indice è un numero sempre più piccolo di titoli. Si vede anche dal basso: ventiquattro dei cinquantuno strumenti che sorvegliamo hanno il segnale settimanale in acquisto e quello giornaliero già girato in vendita, e fra questi ci sono quattro dei sette indici che seguiamo.
Sullo sfondo restano due banche centrali che marciano in direzioni opposte. Dopo il tono accomodante di Jackson Hole i mercati danno una probabilità vicina all'83% a un taglio dei tassi americani in settembre, mentre in area euro si scontano oltre 40 punti base di rialzi entro fine anno. È la ragione per cui il dollaro cede, l'oro corre e i finanziari europei restano il termometro naturale di questa divergenza. La settimana ha un solo appuntamento binario, e arriva stasera: i conti di Nvidia.
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