Analisi tecnica: Nvidia batte le attese dopo la chiusura, le azioni UniCredit e Fincantieri corrono a Milano e la sanità americana cede
La seduta del 26 agosto è stata la più ferma delle ultime settimane, e tutto quello che conta è successo dopo la campanella. NVIDIA ha presentato ricavi record per 96,2 miliardi, più che raddoppiati sull'anno, e una previsione per il trimestre in corso di 108 miliardi che non conta la Cina; con lei Salesforce ha alzato gli obiettivi dell'intero anno e CrowdStrike ha rivisto al rialzo le stime annuali. Nella seduta regolare, invece, nessuno dei sette indici che seguiamo si è mosso di un quarto di punto. Il conto lo sta facendo il mercato stamattina: in pre-apertura Nvidia segna un più 7,82%.
Dove il mercato si è mosso davvero è stato sui singoli. La sanità americana ha ceduto in blocco — le azioni Moderna meno 5,77%, Hims & Hers meno 6,05%, Eli Lilly meno 3,59% — mentre sulla borsa italiana le azioni UniCredit sono salite del 2,16%, Buzzi del 3,18%, le azioni Fincantieri del 2,22% e A2A del 2,04%. Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata — da Nvidia, Salesforce, Arista e Western Digital a Wall Street alle azioni UniCredit, Azimut, Eni e Leonardo a Milano, più SAP e Rolls-Royce sui listini europei — i tredici nuovi segnali di acquisto alla quarta seduta, la mappa degli indici europei e degli ETF, e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I nuovi segnali della settimana
- Nvidia batte le attese dopo la chiusura
- Le azioni Moderna e la sanità americana
- Borsa italiana: UniCredit e il risiko bancario
- Europa e Regno Unito: SAP e il petrolio
- Tredici segnali girati in vendita
- Indici europei: Parigi si stacca
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
I nuovi segnali di acquisto della settimana, alla quarta seduta
L'analisi settimanale chiusa venerdì ha aperto diciotto nuovi segnali di acquisto e nove di vendita. Cinque li abbiamo scartati per qualità del setup insufficiente e ne restano tredici operabili. Martedì otto su tredici erano sopra il proprio livello d'ingresso, ieri sono sei: la coorte ha restituito terreno senza cambiare fisionomia.
Analisi tecnica dei semiconduttori: Nvidia batte le attese a mercati chiusi
La seduta regolare non ha detto nulla, e per una ragione precisa: aspettava. NVIDIA ha chiuso a meno 1,59%, Salesforce praticamente ferma, Broadcom meno 0,32%, Super Micro Computer meno 2,78%. Poi, a mercati chiusi, sono usciti i numeri: ricavi record per 96,2 miliardi (più 106% sull'anno), un centro dati da 89 miliardi (più 117%) trainato dall'avvio di Blackwell Ultra, e una previsione per il trimestre in corso di 108 miliardi che esclude qualsiasi contributo dalla Cina. Salesforce ha alzato gli obiettivi dell'intero anno a 46,25 miliardi di ricavi al punto medio; CrowdStrike ha chiuso il trimestre a 1,47 miliardi (più 26%) rivedendo al rialzo l'anno.
⚠️ Una precisazione che vale più della notizia: quelle reazioni sono avvenute dopo la chiusura, quindi non stanno nei dati di seduta di questa pagina. Ogni percentuale che leggete qui sui titoli del software è la giornata regolare del 26, non il riprezzamento che il mercato sta facendo adesso. Quel riprezzamento ha già un numero: in pre-apertura Nvidia segna un più 7,82%. È una quotazione di pre-mercato e come tale si muove fino alla campana, ma dà la misura di quanto pesi la notizia della sera.
Dentro la seduta, però, qualcuno aveva già scelto. Arista Networks ha guadagnato il 5,92% trainando la tecnologia americana, Western Digital il 4,02%, ARM il 3,93%, HP il 3,39% e Oracle il 2,84%; Microsoft ha aggiunto lo 0,95% e Micron Technology lo 0,58%. L'ETF sulla tecnologia americana ha chiuso a più 0,61% e l'ETF sui semiconduttori a più 0,26%: il comparto si è mosso pochissimo mentre i suoi pezzi si muovevano parecchio.
Le azioni Moderna e la sanità americana: il comparto cede, i singoli crollano
Il comparto sanitario americano ha perso l'1,00% e quello europeo l'1,15%: sono i due peggiori dei venti che seguiamo, e in una giornata piatta bastano a fare la notizia. Ma il numero del comparto nasconde quello che è successo davvero ai singoli. Le azioni Moderna hanno perso il 5,77%, Hims & Hers Health il 6,05%, Eli Lilly il 3,59% e Novo Nordisk il 3,02%. Quando i pezzi si muovono sei volte l'insieme, non è il settore che si sta muovendo: sono le storie individuali.
Su Moderna vale la pena aggiungere il contesto, perché senza si legge male: il titolo aveva guadagnato il 14,36% il giorno prima, dentro un movimento che dura da metà agosto. Il meno 5,77% di ieri è una restituzione dopo una corsa, e va letta così. A Londra AstraZeneca ha ceduto l'1,94% alla vigilia di una settimana fitta di trimestrali per i grandi del listino inglese.
Analisi tecnica della borsa italiana: le azioni UniCredit guidano, il risiko bancario resta il tema
Milano ha chiuso in marginale progresso ma sotto la superficie ha lavorato parecchio, e il tema resta quello che tiene banco da giorni: il risiko bancario. Le azioni UniCredit sono salite del 2,16%, Azimut dell'1,87%, Generali dello 0,96%, Intesa Sanpaolo e le azioni Banco BPM dello 0,31% ciascuna, mentre Monte dei Paschi ha ceduto lo 0,62%. Fuori dal comparto, Buzzi ha guadagnato il 3,18%, le azioni Fincantieri il 2,22%, A2A il 2,04% su un volume quasi doppio della propria media e Telecom Italia l'1,12%.
Dall'altra parte del listino il petrolio ha pesato sulle azioni Eni, meno 1,03%, e la giornata è stata negativa anche per le azioni Stellantis, meno 0,57%, per le azioni Ferrari, meno 1,56%, e per INWIT, meno 1,68%. Le azioni Leonardo hanno limato lo 0,53%.
Analisi tecnica dei listini europei: i giudizi dei broker muovono i singoli più degli indici
In Europa la direzione degli indici ha contato meno dei giudizi sui singoli. SAP ha perso il 2,93% dopo un declassamento di UBS, senza però riuscire a fermare il listino tedesco, che ha chiuso in rialzo dello 0,10%; adidas ha ceduto l'1,25%, Volkswagen AG Pref l'1,20% e Siemens Energy l'1,09%. In controtendenza Rheinmetall più 1,84%, Siemens più 0,89% e soprattutto Deutsche Bank più 4,31%, che è l'unico movimento davvero fuori scala della giornata europea: quasi due volte la sua oscillazione tipica.
Il secondo tema è il petrolio, in calo per la terza seduta consecutiva sull'ipotesi di riapertura dello Stretto di Hormuz legata al negoziato fra Iran e Oman. Il greggio lascia il 4,5% sulla settimana e ha trascinato gli energetici: BP meno 0,84% e Shell meno 0,46%. A Londra Rolls-Royce ha guadagnato lo 0,85% e Glencore ha limato lo 0,55% dopo una settimana di corsa. A Parigi Kering ha recuperato il 2,25% e Safran l'1,92%.
Tredici segnali settimanali girati in vendita, e tre che se ne sono andati
Su oltre 430 strumenti seguiti, tredici hanno il segnale settimanale girato in vendita sulla candela di questa settimana: Broadcom, Boeing, BNP Paribas, l'indice francese, Datadog, VINCI, Eaton, First Solar, GE Vernova, Thales, Kering, Mercedes-Benz e Orange. Otto di questi tredici portano anche una chiusura giornaliera oltre uno stop che avevamo pubblicato: due misure costruite su fonti diverse che indicano gli stessi nomi.
La parte che merita attenzione è però un'altra. Ventiquattro ore fa i nomi erano tredici anche allora: non è cambiato il numero, è cambiata la composizione. Ne sono uscite tre — Lockheed Martin, RTX e GE Aerospace — perché il prezzo è risalito sopra il proprio livello di inversione e il segnale di vendita si è ritirato; e ne sono entrate altrettante: Thales, Mercedes-Benz e Orange.
Indici europei: Parigi si stacca dagli altri tre
I quattro panieri europei che seguiamo hanno chiuso tutti entro un quarto di punto: Milano più 0,24%, Parigi più 0,21%, Francoforte più 0,10%, Londra invariata. Ma sotto quella uniformità uno dei quattro sta facendo una cosa diversa dagli altri tre.
Su Francoforte, Milano e Londra il nostro segnale di acquisto è attivo e il prezzo sta sopra il proprio Punto di Inversione settimanale: il paniere tedesco del 2,27%, quello italiano dell'1,23%, quello inglese del 2,24%. Il paniere tedesco è anche il più vicino al proprio record, che dista un rialzo dello 0,92%; quello italiano il 2,18%; quello inglese il 7,69%, di gran lunga il più distante. Su Parigi, invece, il Punto di Inversione settimanale sta 2,46% sopra il prezzo e il segnale di vendita si è già stampato sulla candela in corso.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: industriali, sanità, oro e semiconduttori
Fra i venti comparti su due continenti l'escursione totale della giornata è stata di due punti, e ai due estremi ci sono i due comparti più lontani fra loro. L'ETF sugli industriali statunitensi ha guadagnato l'1,09%, primo della lista; in fondo la sanità, con l'ETF europeo a meno 1,15% e quello americano a meno 1,00%. Sul mese però i due si invertono: la sanità è avanti del 6,21%, gli industriali sono sotto dell'1,56%, il secondo peggiore fra gli americani dopo le utility, che stanno tre volte peggio. Il rimbalzo di ieri è un giorno dentro un mese brutto, e il nostro sistema lo segna come divergenza.
Il secondo paniere della seduta è l'ETF sulle banche europee, più 0,67%, uno dei cinque dove giornata, settimana e mese dicono tutti la stessa cosa — ed è il migliore d'Europa sulla giornata. Fra i panieri più seguiti dal pubblico, gli ETF sull'oro hanno perso l'1,58% — ma sul mese l'oro resta avanti del 13,7%, dopo tre settimane consecutive di rialzo e una quarta, quella in corso, appena negativa. L'ETF sui semiconduttori ha chiuso a più 0,26%, cioè praticamente fermo, e anche dentro il comparto l'escursione è stata contenuta: da Nvidia a meno 1,59% ad ARM a più 3,93%. La vigilia dei conti si è vista più nei nomi vicini al tema che nei semiconduttori stessi. L'ETF sul Nasdaq ha aggiunto lo 0,09%.
Le trimestrali della settimana: dopo Nvidia tocca a Marvell, Palo Alto e Broadcom
Passata la sera di Nvidia, il calendario resta fitto e resta concentrato sullo stesso mondo: semiconduttori e sicurezza informatica. Ecco chi riporta nei prossimi sette giorni fra i titoli che seguiamo, con la posizione del nostro modello accanto a ciascuno.
Giovedì 27 agosto
Marvell Technology Long
Autodesk Long
IREN Short
Martedì 1 settembre
Palo Alto Networks Long
NIO Short
Credo Technology Long
Mercoledì 2 settembre
Broadcom Long
Snowflake Long
Giovedì 3 settembre
Zscaler Long
Analisi tecnica di SPY e QQQ: due panieri fermi, due mestieri diversi
SPY, l'ETF sull'S&P 500 (S&P 500), ha chiuso a più 0,02%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 (Invesco QQQ Trust), a più 0,09%. Due panieri fermi nello stesso identico modo, cosa che non capita quasi mai e che descrive un mercato che ha smesso di prendere posizione in attesa di un dato.
Il meccanismo che di solito li separa è il peso: il paniere del Nasdaq porta il 50,54% in tecnologia contro il 32,91% dell'altro, e appena lo 0,24% in finanziari contro il 12,59%. Ieri non ha avuto niente da amplificare; da stamattina, con i conti già usciti, ne avrà parecchio. La differenza che i pesi non spiegano è però quella di stato. Per tornare al proprio record al primo serve un rialzo dell'1,73%, al secondo del 5,24%. Il primo è alla ventunesima settimana di un segnale di acquisto avanti del 12,75%, con tutte e tre le finestre di presa beneficio già incassate e lo stop l'11,29% sopra il prezzo d'ingresso. Il secondo è alla terza settimana di un segnale ancora sotto del 2,69%, con tutte le finestre davanti e lo stop il 4,91% sotto l'ingresso.
Il quadro di fondo: la tensione si distende, la partecipazione si è fermata
Il contesto di stress è il più disteso da settimane e va detto prima del resto: la volatilità azionaria è scesa del 5% sull'arco a quattro settimane, quella obbligazionaria del 16% — il movimento più ampio del cruscotto — e lo spread BTP-Bund resta piatto dopo essersi girato martedì, quando ha ceduto quasi quattro punti in una seduta. Il rischio di coda sale dell'1%, che è rumore. Nessuno dei nostri indicatori si è mosso abbastanza da far scattare il sensore sugli strappi.
Il numero che continuiamo a sorvegliare è la partecipazione del mercato, cioè quanti titoli tengono davvero l'indice: ha lasciato il 12,4% dal 13 agosto, ma ieri si è fermata per la prima volta. Non risale, ha smesso di scendere — ed è un miglioramento rispetto a martedì, quando scendeva mentre gli indici salivano.
Sul fronte delle materie prime l'oro ha ceduto l'1,3% in giornata, restando avanti del 13,7% sul mese. Il rendimento del decennale americano è sceso dopo l'annuncio del Tesoro di raddoppiare i riacquisti di debito a lunga scadenza, e i noli marittimi salgono del 12% sul mese: è l'unico indicatore del cruscotto che parla di merci che si muovono davvero, e sta accelerando.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
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