Analisi tecnica: le azioni Nvidia e il software di sicurezza trascinano Wall Street, la borsa italiana cede con le banche
La seduta del 27 agosto ha corso su un motore solo. Su undici comparti americani ne è salito uno: la tecnologia, più 3,16%. Il secondo della lista, l'energia, ha perso lo 0,22%. Le azioni Nvidia hanno guadagnato l'8,74% dopo ricavi record per 96,2 miliardi di dollari e una previsione per il trimestre in corso spinta fino a 110,6 miliardi; intorno a loro il software di sicurezza ha fatto anche meglio, con Salesforce a più 22,58%, Palo Alto Networks a più 12,83%, ServiceNow a più 10,04% e Zscaler a più 9,98%.
L'Europa è andata dalla parte opposta. Sulla borsa italiana le azioni UniCredit hanno perso il 3,17%, le azioni Banco BPM il 2,12% e A2A il 2,04%, mentre in controtendenza salivano le azioni STMicroelectronics, più 2,92%, e le azioni Stellantis, più 2,58%. Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata — da Nvidia, Salesforce, Palantir e Strategy a Wall Street alle azioni UniCredit, Leonardo, Intesa Sanpaolo e Generali a Milano, più SAP, Deutsche Bank e Volkswagen sui listini europei — i dodici nuovi segnali di acquisto alla quinta seduta, la mappa degli indici europei e degli ETF, e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I nuovi segnali della settimana
- Il software di sicurezza e Nvidia
- Strategy, Palantir e i chip
- Borsa italiana: le banche pesano
- Europa e Regno Unito: Parigi la peggiore
- Dodici segnali girati in vendita
- Indici europei: Francoforte e Milano
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
I nuovi segnali di acquisto della settimana, alla quinta seduta
L'analisi settimanale chiusa venerdì ha aperto 17 nuovi segnali di acquisto. Cinque li abbiamo scartati per qualità del setup insufficiente e ne restano 12 operabili. Ieri 5 su 12 erano sopra il proprio livello d'ingresso, e la novità della giornata è che a rientrare sopra la linea è stata Halliburton, cioè proprio il nome che avevamo indicato come il più fragile del gruppo.
Analisi tecnica del software di sicurezza: la seduta migliore dell'anno per il comparto
Il baricentro della giornata era fuori dalla giornata: le azioni Nvidia hanno metabolizzato ieri i conti pubblicati mercoledì a mercati chiusi, salendo dell'8,74%. I numeri spiegano la reazione: 96,2 miliardi di dollari di ricavi, un utile per azione di 2,22 dollari, ricavi del centro dati più che raddoppiati sull'anno e una previsione per il trimestre in corso fino a 110,6 miliardi, sopra il consenso. Il management ha aggiunto che la piattaforma di nuova generazione è già in piena produzione presso i grandi operatori di cloud.
Il rendimento più alto in percentuale è però arrivato dal software. Le azioni Salesforce sono balzate del 22,58% dopo una trimestrale sopra le attese e l'annuncio di una partnership sull'intelligenza artificiale. Nella sicurezza informatica Palo Alto Networks ha guadagnato il 12,83%, Zscaler il 9,98% e Fortinet il 9,67%; Okta, che non seguiamo, è salita del 22% dopo ricavi per 805 milioni. Il filo conduttore, ripetuto dai vertici del comparto, è che l'intelligenza artificiale genera insieme più attacchi informatici e più spesa per difendersi. In scia sono saliti ServiceNow più 10,04%, Cloudflare più 8,19%, Zoom Communications più 6,86%, Datadog più 6,70%, Autodesk più 6,21% e Adobe più 5,73%.
La contro-storia è arrivata dopo la chiusura. Marvell Technology ha pubblicato ricavi record a 2,74 miliardi, più 37% sull'anno, e una previsione da 3,15 miliardi per il trimestre successivo, entrambi sopra le attese: il titolo ha perso circa il 3% nelle contrattazioni serali dopo aver già ceduto l'1,49% in giornata. Dopo una corsa del 187% da inizio anno il consenso era così alto che nemmeno conti migliori del previsto sono bastati.
Analisi tecnica delle azioni Strategy, Palantir e Micron: dove è andato il resto del denaro
Fuori dal software il denaro si è concentrato su due temi. Sul fronte delle criptovalute Strategy ha guadagnato l'11,54% e Coinbase Global il 4,92%; sull'intelligenza artificiale applicata ai mercati, quello che si chiama ai trading, Palantir Technologies ha aggiunto il 4,75%, IREN il 2,40% e Nebius il 2,13%. Sui semiconduttori, invece, il movimento è stato molto più sobrio di quanto la giornata di Nvidia lasci immaginare: Micron Technology ha limato lo 0,32% e Sandisk lo 0,96%.
Sul fronte cinese la giornata ha diviso il listino: Alibaba ha perso il 2,94% su timori di nuove restrizioni sui chip per l'intelligenza artificiale, mentre Baidu è salita del 3,95% perché percepita come il nome più esposto al tema. Fra i grandi del petrolio Exxon Mobil ha ceduto l'1,11% con il greggio ancora sotto pressione, e NIKE ha limato lo 0,39%.
Analisi tecnica della borsa italiana: le banche pesano, le azioni STM e Stellantis vanno controcorrente
Milano ha chiuso in calo dell'1,14%, e il peso l'hanno fatto le banche. Le azioni UniCredit hanno perso il 3,17%, il movimento più ampio del listino, le azioni Banco BPM il 2,12% — e sulle azioni Banco BPM il calo arriva dopo settimane di corsa — Monte dei Paschi l'1,98%, le azioni Intesa Sanpaolo l'1,75% e Generali lo 0,39%. Fuori dal comparto A2A ha ceduto il 2,04% e Terna il 2,10%.
In controtendenza si sono mosse tre storie diverse. Le azioni STMicroelectronics hanno guadagnato il 2,92%, trascinate dall'onda dei semiconduttori americani; le azioni Stellantis il 2,58%; le azioni Leonardo l'1,72% e le azioni Prysmian l'1,60%.
Analisi tecnica dei listini europei: Parigi la peggiore, il DAX tiene, le azioni SAP rimbalzano
Parigi è stata la peggiore d'Europa, in flessione dell'1,71%, sotto la pressione dei timori sulla sostenibilità del debito francese e sull'incertezza politica. Londra ha ceduto lo 0,75%. Ha retto soltanto Francoforte, più 0,19%, e il merito è quasi tutto di un nome: le azioni SAP sono rimbalzate del 5,48% sull'onda del software americano, appena un giorno dopo il declassamento a neutrale con cui una casa d'investimento aveva contestato i progressi sull'intelligenza artificiale e un portafoglio ordini più debole. Il mercato ha comprato il tema e ha ignorato l'analista.
Dietro SAP il listino tedesco ha mosso poco e in ordine sparso: Volkswagen AG Pref più 3,56%, adidas più 1,59% e Deutsche Boerse più 0,66%; dall'altra parte Siemens meno 0,40%, Deutsche Bank meno 0,55%, Allianz meno 1,44% e E.ON meno 1,51%. A Parigi EssilorLuxottica ha perso l'1,07%; a Londra Lloyds Banking il 2,15%, il peggiore dei dieci nomi europei più seguiti.
Dodici segnali settimanali girati in vendita, e il caso che spiega perché comanda venerdì
Su oltre 430 strumenti seguiti, 12 hanno il segnale settimanale girato in vendita sulla candela di questa settimana: Broadcom, Boeing, BNP Paribas, AXA, VINCI, First Solar, GE Aerospace, GE Vernova, Thales, Kering, Orange e l'indice francese.
Ventiquattro ore fa erano 13, e i nomi che si sono scambiati il posto raccontano più del conteggio. Ne sono uscite tre — Datadog, Eaton e Mercedes-Benz — e ne sono entrate due, AXA e GE Aerospace. Su GE Aerospace vale la pena fermarsi: mercoledì l'avevamo data uscita dalla lista, perché il prezzo era risalito sopra il proprio livello di inversione. Ieri ha perso il 3,29% ed è rientrata, con il livello che nel frattempo si è spostato più in alto.
Indici europei: Francoforte a un passo dal record, Milano a due decimi dal proprio stop
I quattro panieri europei che seguiamo hanno chiuso in modo diverso — Francoforte più 0,19%, Londra meno 0,75%, Milano meno 1,14%, Parigi meno 1,71% — ma la differenza che conta non è quella della giornata: è dove sta il prezzo rispetto al livello che decide il trade.
Il paniere tedesco è alla ventesima settimana di un segnale di acquisto avanti del 6,39%, sta il 2,45% sopra il proprio Punto di Inversione settimanale ed è a un rialzo dello 0,73% dal proprio record: il più vicino di tutti e sette gli indici che seguiamo. Il paniere italiano è alla ventunesima settimana con il 12,66% accumulato, la resa migliore dei quattro, ma dopo la giornata di ieri il prezzo sta appena lo 0,22% sopra il proprio livello di inversione. Quello inglese è alla ventunesima settimana con l'1,87%, sta l'1,73% sopra il proprio livello e ha il record lontano l'8,50%. Su Parigi il segnale è già girato in vendita sulla candela in corso e il livello sta il 3,51% sopra il prezzo.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: tecnologia, semiconduttori, oro e banche europee
Fra i venti comparti su due continenti l'escursione totale della giornata è stata di quasi cinque punti, la più ampia da settimane, e ai due estremi ci sono due strumenti che raccontano la stessa storia da lati opposti. XLK, l'ETF sulla tecnologia americana — il Technology Select Sector SPDR — ha guadagnato il 3,16%, primo della lista con oltre tre punti di vantaggio sul secondo; EXV1, l'ETF sulle banche europee di iShares, ha perso l'1,67%, ultimo dei venti. In mezzo SOXX, l'ETF sui semiconduttori di iShares, ha aggiunto l'1,95%: molto meno di quanto la giornata di Nvidia lasci immaginare.
Fra i panieri più seguiti dal pubblico, GLD — lo SPDR Gold Shares, cioè l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha chiuso a più 0,30%, praticamente fermo, ma resta avanti del 13,8% sul mese e poco sotto i massimi storici; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, ha guadagnato l'1,37% e MAGS, il Roundhill Magnificent Seven, l'1,88%. Il dettaglio che smentisce l'ipotesi della fuga sta però fuori da questi sei: i comparti difensivi americani, sanità e consumi di base, sono finiti ultimi. Quando il mercato scappa davvero, i difensivi salgono.
Le trimestrali della settimana: la sicurezza informatica passa all'esame
Il calendario della settimana entrante è corto ma concentrato, e arriva proprio sul comparto che ieri ha corso di più. Ecco chi riporta nei prossimi sette giorni fra i titoli che seguiamo, con la posizione del nostro modello accanto a ciascuno.
Martedì 1 settembre
Credo Technology Long
NIO Short
Palo Alto Networks Long
Mercoledì 2 settembre
Broadcom Long
Giovedì 3 settembre
Zscaler Long
Analisi tecnica di SPY e QQQ: stesso segnale acceso lo stesso giorno, due mestieri opposti
SPY, l'ETF sull'S&P 500 (S&P 500), ha chiuso a più 0,66%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 (Invesco QQQ Trust), a più 1,37%, esattamente il doppio. La differenza la spiega il peso: il paniere del Nasdaq porta il 50,54% in tecnologia contro il 32,91% dell'altro, e appena lo 0,24% in finanziari contro il 12,59%. In una giornata in cui saliva un comparto solo, quella composizione vale tutto.
Su entrambi il nostro segnale di acquisto giornaliero si è acceso ieri, e su entrambi il livello di inversione breve è passato sotto il prezzo: da tetto a pavimento nella stessa seduta. Da lì in poi però i due si separano. Per tornare al proprio record al primo serve un rialzo dell'1,07%, al secondo del 3,82%. Il primo è alla ventunesima settimana di un segnale avanti del 13,49%, con tutte e tre le finestre di presa beneficio già incassate e lo stop l'11,12% sopra il prezzo d'ingresso. Il secondo è alla terza settimana di un segnale ancora sotto dell'1,36%, con tutte le finestre davanti e lo stop il 5,16% sotto l'ingresso.
Il quadro di fondo: l'inflazione frena la festa, la partecipazione resta debole
A tenere a bada l'euforia ci ha pensato il dato sull'inflazione. L'indice di fondo americano è rimasto fermo al 3,3% su base annua, sopra l'obiettivo del 2% della banca centrale, rafforzando l'idea che la discesa dei prezzi si sia arenata invece di invertirsi. La reazione dei tassi è stata coerente: il rendimento del decennale è salito verso il 4,65% e le attese di un taglio imminente si sono raffreddate. È la ragione per cui una trimestrale straordinaria ha portato il paniere tecnologico a più 1,37% e quello largo solo a più 0,66%.
Il cruscotto dello stress resta il più disteso da settimane: la volatilità azionaria è scesa del 4,6% in giornata e del 9% sull'arco a quattro settimane, quella obbligazionaria del 16% sul mese, e lo spread BTP-Bund è praticamente immobile. Nessuno dei nostri indicatori si è mosso abbastanza da far scattare il sensore sugli strappi. Due voci però vanno nella direzione opposta e vale la pena tenerle d'occhio: il rischio di coda sale del 2% sul mese ed è in aumento da tre settimane, e i noli marittimi guadagnano il 9,4% in una settimana.
Il numero che continuiamo a sorvegliare è la partecipazione del mercato, cioè quanti titoli tengono davvero l'indice: è risalita dell'1,3% ieri, ma sull'arco della settimana perde ancora l'8,7%. Un solo comparto in salita su undici e la partecipazione in calo dicono la stessa cosa da due angoli diversi, ed è il motivo per cui il nostro pannello di giornata resta sul giallo nonostante gli indici verdi.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
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