Analisi tecnica degli ETF e azioni: crolla l'ETF sulle banche europee, sale l'ETF sull'energia e le azioni Accenture guadagnano il 15,78%
Giovedì 1 ottobre, prima seduta del quarto trimestre, ha mostrato due mercati nello stesso giorno. In Europa l'ETF sulle banche europee EXV1 ha perso il 3,69% e l'ETF sul FTSE MIB MIB il 2,24%, la peggiore seduta della borsa italiana da luglio, con lo spread fra BTP e Bund salito di quasi il 12% in un giorno. A Wall Street l'ETF sull'energia americana XLE ha guadagnato l'1,95% e l'ETF sulla tecnologia XLK l'1,05%, mentre l'ETF sull'S&P 500 SPY chiudeva a più 0,18% e l'ETF sul Nasdaq 100 QQQ a più 0,31%, nel giorno in cui il rendimento del decennale americano toccava secondo le cronache il massimo dal 2002. L'ETF sui semiconduttori SOXX è salito dell'1,35% nella prima seduta dopo i conti di Micron.
In questa edizione trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno fatto la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno. A Wall Street le azioni Accenture hanno guadagnato il 15,78% dopo una trimestrale sopra le attese, le azioni Micron il 3,03%, le azioni ServiceNow il 2,80% e le azioni Boeing il 3,35% sul contratto per il nuovo caccia della marina, mentre le azioni Bank of America hanno ceduto l'1,29%. A Piazza Affari le azioni Intesa Sanpaolo hanno perso il 4,02%, le azioni UniCredit il 4,07%, le azioni Mediobanca il 4,23% e le azioni Monte dei Paschi il 3,74%; le azioni Eni hanno chiuso invariate e le azioni Fincantieri sono salite del 2,70%.
Il nostro modello era dalla parte giusta su molti dei nomi della giornata: long su Accenture dal 27 luglio con più 27,95%, su Micron con più 12,52% e sulle raffinerie americane, con Valero a più 120,46% e Marathon Petroleum a più 71,58%; short su Banca Mediolanum, FinecoBank e Banco BPM, su BNP Paribas con più 10,74%, su Société Générale con più 13,19% e sui quattro indici europei, con gli ETF sul FTSE MIB, sul DAX, sul CAC 40 e sul FTSE 100.
- Analisi tecnica degli ETF: banche europee, energia, tecnologia, Vanguard, mercati esteri
- Tecnologia: Accenture, il software e il dopo Micron
- Wall Street: banche, caccia e scarpe
- Piazza Affari: lo spread presenta il conto
- Europa: nessuna notizia, solo tassi
- Indici europei: Milano in fondo al gruppo
- I nuovi segnali della settimana: cosa è cambiato
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica degli ETF: crolla l'ETF sulle banche europee, salgono l'ETF sull'energia e l'ETF sulla tecnologia, i fondi Vanguard sui mercati esteri girano in vendita
Un ETF è un fondo quotato che replica un paniere: con un solo acquisto si compra un intero settore, un indice o un mercato, al prezzo che la borsa fa in quel momento. È lo strumento più semplice per leggere una seduta, perché ogni paniere dice se quel pezzo di mercato ha attirato denaro o lo ha perso.
Giovedì i due estremi stavano su due continenti. EXV1, l'iShares STOXX Europe 600 Banks UCITS, l'ETF sulle banche europee, ha perso il 3,69% e il 4,98% nella settimana: il nostro modello era in acquisto da aprile, e la candela settimanale in formazione sta girando il segnale in vendita, provvisorio fino alla chiusura di stasera. EXV6, l'iShares STOXX Europe 600 Basic Resources UCITS, l'ETF sulle risorse di base europee, ha ceduto l'1,99%, anche lui con il segnale in rovesciamento, ed EXHG, l'iShares STOXX Europe 600 Automobiles & Parts UCITS, l'ETF sull'auto europea, l'1,61%, con lo short del modello a più 3,25%. Dall'altra parte dell'Atlantico XLE, l'Energy Select Sector SPDR, l'ETF sull'energia americana, ha guadagnato l'1,95% con il petrolio in rialzo del 2,71%, e il long del modello, nato il 13 luglio, vale più 8,70%; VDE, il Vanguard Energy, l'ETF Vanguard sull'energia, è salito dell'1,99%.
La tecnologia ha fatto la sua parte: XLK, il Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana, più 1,05%, VGT, il Vanguard Information Technology, l'ETF Vanguard sulla tecnologia, più 1,07%, FTEC, il Fidelity MSCI Information Technology, l'ETF Fidelity sulla tecnologia, più 1,07%, e QDVE, l'iShares S&P 500 Information Technology Sector UCITS, la versione europea, più 0,41%. Su tutti e quattro il modello è in acquisto dal 10 agosto, con guadagni fra il 3,63% e il 6,62%. SOXX, l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori, è salito dell'1,35% ed è tornato sopra il prezzo d'ingresso del segnale nato il 21 settembre. MAGS, il Roundhill Magnificent Seven, l'ETF sui Magnifici Sette, ha perso lo 0,35% e resta in guadagno del 6,77%.
Fra gli altri settori americani XLI, l'Industrial Select Sector SPDR, è salito dello 0,99% e XLU, l'Utilities Select Sector SPDR, l'ETF sulle utility americane, dello 0,61% con scambi pari a 3,1 volte la norma: su entrambi il modello è short, con più 4,80% e più 9,01%. XLF, il Financial Select Sector SPDR, l'ETF sui finanziari americani, ha chiuso a più 0,11% con le grandi banche in calo, e lo short vale più 4,30%. In ribasso XLP, il Consumer Staples Select Sector SPDR, meno 0,33%, XLRE, il Real Estate Select Sector SPDR, meno 0,56%, e XLV, l'Health Care Select Sector SPDR, l'ETF sulla sanità americana, meno 1,32%, sul quale il long del modello vale ancora più 11,19%. GLD, lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo, ha recuperato lo 0,50%, con lo short del modello a più 2,71%. In Europa hanno tenuto EXH1, l'iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS, l'ETF sul petrolio europeo, più 0,16%, ed EXV2, l'iShares STOXX Europe 600 Telecommunications UCITS, più 0,23%; EXH9, l'iShares STOXX Europe 600 Utilities UCITS, ha perso lo 0,44%. Chi vuole l'analisi tecnica degli ETF globali che seguiamo, paniere per paniere, la trova nella nostra pagina Market Pulse dedicata.
Gli ETF sui grandi indici, famiglia per famiglia. Oltre ai settori il nostro modello segue più di trenta fondi sui grandi panieri, quelli che la maggior parte degli investitori tiene davvero in portafoglio. Questa settimana la notizia è fuori dagli Stati Uniti.
ETF sul mercato americano. Sulle grandi società il segnale è di acquisto dal 6 aprile: SPY, lo SPDR S&P 500, l'ETF sull'S&P 500 più scambiato al mondo, vale più 12,44%, SPYM, lo SPDR Portfolio S&P 500, la versione a costo ridotto, più 12,46% e SCHX, lo Schwab U.S. Large-Cap, più 12,44%. OEF, l'iShares S&P 100, e XLG, l'Invesco S&P 500 Top 50, in acquisto dal 3 agosto, restano attorno all'ingresso. Sul mercato intero il segnale è di vendita dal 14 settembre e i sei ETF della famiglia sono saliti fra lo 0,20% e lo 0,27%, restando sul prezzo d'ingresso: VTI, il Vanguard Total Stock Market, l'ETF Vanguard sull'intero mercato americano, ITOT, l'iShares Core S&P Total U.S. Stock Market, SCHB, lo Schwab U.S. Broad Market, SPTM, lo SPDR Portfolio S&P 1500, e i due iShares sul Russell 3000, IWV, e sul Russell 1000, IWB.
ETF sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti. È la famiglia che sta cambiando verso. VGK, il Vanguard FTSE Europe, l'ETF Vanguard sull'Europa, ha perso l'1,51%, IEFA, l'iShares Core MSCI EAFE, lo 0,96% e IDEV, l'iShares Core MSCI International Developed Markets, lo 0,91%: sono in vendita dal 14 settembre e lo short è in guadagno del 3,08%, del 2,08% e del 2,13%. Sugli altri sei fondi della famiglia il segnale di acquisto era attivo da aprile o da agosto, e la candela settimanale in formazione li sta girando tutti in vendita, in modo provvisorio fino a stasera: VEA, il Vanguard FTSE Developed Markets, meno 0,57%, VEU, il Vanguard FTSE All-World ex-US, meno 0,59%, VXUS, il Vanguard Total International Stock, meno 0,59%, IXUS, l'iShares Core MSCI Total International Stock, meno 0,51%, SPDW, lo SPDR Portfolio Developed World ex-US, meno 0,62%, e SCHF, lo Schwab International Equity, meno 0,80%. VT, il Vanguard Total World Stock, l'ETF sull'azionario mondiale, è rimasto fermo e resta in acquisto dal 6 aprile con più 8,84%.
ETF sui mercati emergenti e sul Giappone. VWO, il Vanguard FTSE Emerging Markets, l'ETF sui mercati emergenti di Vanguard, ha perso lo 0,47% e la candela in formazione sta girando in vendita anche il suo segnale. SCHE, lo Schwab Emerging Markets Equity, in acquisto dal 13 aprile, resta poco sopra l'ingresso; IEMG, l'iShares Core MSCI Emerging Markets, e SPEM, lo SPDR Portfolio Emerging Markets, in acquisto dal 17 agosto, sono poco sotto. BBJP, il JPMorgan BetaBuilders Japan, l'ETF sul Giappone, ha chiuso quasi invariato.
ETF sui dividendi e a bassa volatilità. VIG, il Vanguard Dividend Appreciation, l'ETF sui dividendi di Vanguard, DGRO, l'iShares Core Dividend Growth, e USMV, l'iShares MSCI USA Min Vol, sono in vendita dall'8 settembre e lo short resta in guadagno: più 2,46%, più 3,58% e più 1,58%.
Azioni Accenture più 15,78% dopo la trimestrale, azioni ServiceNow e IBM in rialzo, e le azioni Micron dopo i conti record
Le azioni AccentureLong hanno guadagnato il 15,78%, un movimento raro per una società di consulenza di queste dimensioni. Secondo il comunicato l'utile per azione del trimestre è stato di 3,29 dollari contro 3,18 attesi e i ricavi di 18,68 miliardi contro 18,04, con indicazioni sul 2027 da cui risulta che la spesa delle imprese in intelligenza artificiale tiene. Il titolo ha scambiato quasi cinque volte il volume normale e ha chiuso vicino al minimo di giornata, dopo un'apertura molto più alta.
Dietro Accenture si è mosso tutto il software che ha risultati concreti da presentare. Le azioni ServiceNowLong sono salite del 2,80% dopo aver dichiarato un miliardo di dollari di contratti annuali legati all'intelligenza artificiale e un tasso di rinnovo del 98%, le azioni IBMLong del 2,59%, IntuitShort del 2,56%, SalesforceLong del 3,10%, ZoomShort del 3,34%, DuolingoLong del 2,93% e Unity SoftwareLong del 6,55%. Più contenuti i rialzi di PalantirLong, più 1,60%, CloudflareLong, più 1,07%, DatadogLong, più 0,95%, SnowflakeLong, più 0,72%, e AdobeShort, più 0,56%; ferme le azioni MicrosoftLong.
Nei semiconduttori è stata la prima seduta dopo i conti di MicronLong: ricavi trimestrali per 54,23 miliardi di dollari e una previsione di 61,5 miliardi per il trimestre in corso, secondo il comunicato della società. Le azioni Micron hanno guadagnato il 3,03%, Applied MaterialsShort il 3,50%, MarvellLong l'1,46%, le azioni NvidiaLong l'1,09%, TSMCLong lo 0,66%, le azioni AMDLong lo 0,65% e Arista NetworksLong lo 0,44% dopo l'avvio di una copertura con giudizio positivo. In calo BroadcomShort, meno 2,15%, e AppLovinShort, meno 3,14% dopo che una banca d'affari ha messo in dubbio i numeri di un suo servizio.
Rendimenti al massimo dal 2002: azioni Bank of America e Citigroup in calo, azioni Boeing in rialzo sul contratto della marina, azioni Nike dopo i conti e raffinerie in volo
Secondo le cronache il rendimento del decennale americano è salito al 5,33%, il livello più alto dall'aprile 2002, dopo richieste di disoccupazione a 197.000 e un indice manifatturiero con i prezzi pagati in forte rialzo. Le grandi banche lo hanno pagato: CitigroupShort ha perso l'1,92% e le azioni Bank of AmericaShort l'1,29%, queste ultime dopo che una controllata ha accettato di pagare 39 milioni di dollari per chiudere una causa collettiva. Goldman SachsShort ha ceduto lo 0,41%, mentre JPMorganShort ha tenuto, più 0,71%.
Nella difesa la marina americana ha scelto BoeingShort per lo sviluppo del nuovo caccia imbarcato, un contratto da circa 20 miliardi di dollari: le azioni Boeing sono salite del 3,35%, Northrop GrummanShort, che ha perso la gara, ha ceduto un altro 0,31%. RTXShort ha chiuso a meno 0,34% nonostante un contratto quinquennale da 24,4 miliardi per i missili della marina, Lockheed MartinShort a meno 0,74%.
Il petrolio in rialzo del 2,71% ha spinto le raffinerie: Marathon PetroleumLong più 6,25%, ValeroLong più 5,38%, OccidentalShort più 4,56%, ChevronLong più 1,42% ed Exxon MobilLong più 0,66%. Nell'auto StellantisShort ha guadagnato a New York il 7,57% dopo vendite americane in forte crescita per il marchio Ram, e FordShort l'1,74%. In calo DanaherLong, meno 4,42%, DisneyLong, meno 3,40%, Johnson & JohnsonLong, meno 2,30%, e ModernaLong, meno 1,89%. A mercato chiuso sono arrivati i conti di NikeShort: utile per azione di 48 centesimi contro 44 attesi, ricavi per 11,2 miliardi contro 11,3 e una previsione di ricavi in calo per l'anno fiscale. Durante la seduta le azioni Nike avevano perso lo 0,71% con scambi pari a 4,5 volte la norma.
Borsa italiana: azioni Intesa Sanpaolo, UniCredit e Mediobanca giù del 4% con lo spread a 119 punti, azioni Eni ferme, azioni Fincantieri in rialzo
Secondo le cronache il FTSE MIB ha chiuso a meno 2,21%, la peggiore piazza fra i mercati sviluppati; l'ETF sul FTSE MIB che seguiamo, quotato a Parigi, ha perso il 2,24%. Sulla borsa italiana la causa si legge sui titoli di Stato: il rendimento del decennale italiano è salito al 4,71% mentre quello tedesco scendeva, e lo spread è passato in una seduta da 106 a 119 punti base, più 11,86%. Le banche hanno reagito in blocco. Banca MediolanumShort ha perso il 4,30%, le azioni MediobancaLong il 4,23%, le azioni UniCreditLong il 4,07%, le azioni Intesa SanpaoloLong il 4,02%, FinecoBankShort il 3,93%, le azioni Monte dei PaschiLong il 3,74%, le azioni Banco BPMShort il 3,64% e le azioni BPERLong il 3,55%. Dietro vengono le azioni PosteShort, meno 3,20%, UnipolShort, meno 2,83%, AzimutLong, meno 2,65%, e le azioni GeneraliLong, meno 2,08%.
Fuori dai finanziari hanno ceduto DiaSorinLong, meno 3,65%, MonclerShort, meno 2,80%, le azioni NexiLong, meno 2,59%, le azioni LeonardoShort, meno 2,45%, le azioni Telecom ItaliaShort, meno 1,59%, le azioni FerrariLong, meno 1,27%, e le azioni EnelShort, meno 0,90%. Le azioni StellantisShort hanno chiuso a Milano a meno 1,24%, prima che a New York il titolo recuperasse sui dati di vendita americani. In rialzo pochi nomi: le azioni FincantieriShort, più 2,70% dopo l'avvio di una copertura con prezzo obiettivo a 17 euro, STMicroelectronicsShort, più 0,73% in scia ai conti di Micron, le azioni PrysmianShort, più 0,69%, e TenarisLong, più 0,45%. Le azioni EniLong hanno chiuso invariate, più 0,04%, nel giorno in cui la società ha completato il riassetto di Plenitude con un aumento di capitale da 1,56 miliardi di euro.
Azioni BNP Paribas, Société Générale e Lloyds in calo con i rendimenti, azioni Bayer giù del 5%, azioni Capgemini in rialzo dopo Accenture
In Europa la seduta è stata guidata dai tassi più che dalle società. I dati d'inflazione di settembre di Francia, Italia e Spagna sono usciti sopra le attese, spinti dall'energia, e nessuna delle grandi capitalizzazioni ha pubblicato notizie rilevanti. Le banche hanno pagato per tutte: a Parigi Société GénéraleShort ha perso il 5,00% e BNP ParibasShort il 3,64%, a Londra LloydsShort il 4,49%, BarclaysShort il 4,07% e HSBCLong il 4,05%, a Francoforte Deutsche BankShort il 2,62%.
Fuori dal credito BayerLong ha ceduto il 5,32%, Saint-GobainShort il 3,94%, VolkswagenShort il 3,46%, KeringShort il 2,73%, LVMHShort il 2,69%, AirbusShort il 2,63%, AstraZenecaShort e GSKShort il 2,02%, adidasShort l'1,82%, DiageoShort l'1,60%, ExperianShort l'1,54%, Mercedes-BenzShort l'1,32%, SiemensShort l'1,31% e BMWShort lo 0,90%. La sola eccezione di peso è stata CapgeminiLong, salita del 7,38% in scia ai conti di Accenture; OrangeShort ha guadagnato lo 0,80%, SAPLong lo 0,58% e ShellLong lo 0,55%, ferme Deutsche TelekomShort e InfineonShort.
Indici europei: l'ETF sul FTSE MIB perde il 2,24%, DAX, CAC 40 e FTSE 100 in vendita su entrambi gli orizzonti
Giovedì l'ETF sul FTSE MIB ETF sul FTSE MIBShort ha perso il 2,24%, quello sul FTSE 100 ETF sul FTSE 100Short l'1,61%, quello sul CAC 40 ETF sul CAC 40Short l'1,44% e quello sul DAX ETF sul DAXShort l'1,13%. Tutti e quattro sono sotto il proprio segnale settimanale di vendita, e in una seduta la distanza dal livello che lo giudica si è allargata: il prezzo sta il 4,50% sotto a Milano, il 4,12% a Parigi, il 3,80% a Francoforte e il 3,31% a Londra.
Milano è il caso della settimana. Mercoledì era uscita dal basso dalla zona di congestione in cui si muoveva da un mese; giovedì ha chiuso sul minimo di giornata, sul minimo delle ultime trenta sedute e il 2,72% sotto il pavimento di quella zona. Lo short del modello, nato il 31 agosto, è passato in due sedute da più 1,37% a più 3,58%. Parigi, in vendita dal 24 agosto, vale più 6,27%, Londra più 1,99% e Francoforte più 1,54%.
I nuovi segnali di acquisto della settimana: l'ETF sui semiconduttori torna sopra l'ingresso, Even gira il giornaliero, e come stanno Fastly, Datadog e AMD
La coorte dei nuovi segnali di acquisto è nata con la chiusura di venerdì 25 settembre, 11 segnali di cui 5 operabili, e l'abbiamo pubblicata per intero lunedì. Oggi riportiamo solo quello che è cambiato, e sono due righe: l'ETF sui semiconduttori SOXXLong è tornato sopra il proprio prezzo d'ingresso, ed EvenLong ha girato in vendita il segnale giornaliero. Nessun titolo è uscito dalla coorte e nessuno ha presentato i conti. Nella seduta FastlyLong ha guadagnato il 2,80%, DatadogLong lo 0,95%, ArmLong lo 0,93% e le azioni AMDLong lo 0,65%, mentre LocalizaLong ha restituito l'1,16%.
L'avvertenza vale sempre: i dati del passato non garantiscono i risultati futuri.
Le trimestrali della settimana: Applied Digital mercoledì, PepsiCo, Tesco e Tilray giovedì, BlackRock e Delta venerdì
Sei società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni, tutte nella seconda metà della settimana. Mercoledì 7 ottobre tocca ad Applied DigitalShort, giovedì 8 a PepsiCoShort, TescoLong e TilrayShort, venerdì 9 a BlackRockShort e Delta Air LinesShort. Oggi, fuori dal calendario dei conti, escono le consegne trimestrali di TeslaLong e i dati sul lavoro americano; dal 13 ottobre comincia la stagione delle banche americane.
Mercoledì 7 ottobre
Applied Digital Short
Giovedì 8 ottobre
PepsiCo Short
Tesco Long
Tilray Brands Short
Venerdì 9 ottobre
BlackRock Short
Delta Air Lines Short
Analisi tecnica di SPY e QQQ, l'ETF sull'S&P 500 e l'ETF sul Nasdaq 100: SPY sfiora il Punto di Inversione settimanale, QQQ riprova la congestione
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha guadagnato lo 0,18% dopo essere sceso in giornata fino allo 0,20% dal proprio Punto di Inversione settimanale, il livello che giudica il trade di acquisto nato ad aprile, e ha chiuso nella parte alta del range. Il segnale giornaliero resta in vendita per la terza seduta, con il proprio livello lo 0,89% sopra i corsi; il prezzo sta lo 0,78% sotto la zona di congestione e il 2,0% sotto il massimo storico. QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, ha guadagnato lo 0,31%: per la seconda seduta di fila è rientrato nella propria zona di congestione e ha chiuso appena sotto il pavimento, lo 0,18%. Resta l'unico dei due con entrambi gli orizzonti in acquisto, lo 0,92% sopra il livello giornaliero.
Sugli obiettivi i due panieri sono in fasi opposte. SPY ha già preso tutte e tre le finestre e si gestisce con il trailing stop, con il Punto di Inversione settimanale lo 0,88% sotto i corsi. QQQ è alla settima settimana, l'1,50% sopra l'ingresso, con la seconda e la terza finestra ancora davanti.
Il quadro d'insieme: il costo del denaro sceglie chi paga
Il quarto trimestre si è aperto con i rendimenti americani al massimo dal 2002 e con un mercato che ha deciso dove farli pesare. Li hanno pagati le banche, quelle italiane più di tutte con lo spread salito di quasi il 12% in un giorno, e i listini europei, che hanno perso fra l'1% e il 2%. Non li ha pagati Wall Street, dove i conti di Accenture hanno riacceso il software e i servizi, i semiconduttori hanno confermato la reazione a Micron e il petrolio ha spinto l'energia. Il risultato è una distanza fra i due mercati che gli ETF mostrano bene: tecnologia ed energia americane in rialzo, banche europee in calo di quasi il 4%. Oggi arrivano i dati sul lavoro americano, e stasera si chiude la candela settimanale da cui nascono i segnali della prossima settimana.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading, con stop, stop al pareggio, trailing e dichiarazione degli stop superati, o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
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