Analisi tecnica degli ETF e azioni: l'ETF sull'oro crolla del 4%, il Nasdaq cede a Meta e salgono le azioni Eni
Lunedì 28 settembre il mercato ha preso la sua direzione dai tassi. Trump ha respinto la proposta iraniana sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, il greggio è salito fino al 3% in giornata e la probabilità di un rialzo della Fed a ottobre è passata dal 64% al 70%: il decennale americano è andato ai massimi da diciannove anni. Gli ETF raccontano la giornata meglio di qualunque indice. L'ETF sull'oro GLD ha perso il 3,94%, il movimento più ampio della seduta, perché con i tassi in salita l'oro ha smesso di fare da rifugio. L'ETF sul Nasdaq 100 QQQ ha ceduto l'1,07% e l'ETF sull'S&P 500 SPY lo 0,74%, mentre l'ETF sulla sanità americana XLV saliva dello 0,33% e l'ETF sul petrolio europeo EXH1 dello 0,80%. La borsa italiana ha tenuto meglio delle altre: l'ETF sul FTSE MIB ha chiuso a più 0,21%.
In questa edizione trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno fatto la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno. A Wall Street le azioni Meta hanno perso il 4,79% dopo il lancio di una piattaforma di intelligenza artificiale per le imprese, che ha fatto scendere tutto il software, e le azioni Boeing il 6,91% per il nuovo rinvio della certificazione del 737 MAX 10, mentre le azioni Nvidia salivano dell'1,68% su un riacquisto di azioni proprie da 150 miliardi di dollari. A Piazza Affari le azioni Eni hanno guadagnato il 2,03% con il greggio, le azioni Amplifon il 6,08%, le azioni Stellantis lo 0,37% e le azioni UniCredit lo 0,39%, mentre le azioni Ferrari perdevano il 2,55% e le azioni Telecom Italia l'1,73% nel giorno della chiusura dell'offerta di Poste.
Il nostro modello ha lavorato bene proprio sui nomi colpiti: short su Boeing con più 12,12%, short sull'ETF sull'oro dalla chiusura di venerdì, short su Stellantis con più 31,31%, e long su Eni con più 7,06%.
- Analisi tecnica degli ETF: oro, energia, sanità, mercato americano, emergenti, Vanguard
- Wall Street: Meta riprezza il software
- Semiconduttori: il primo giorno dei nuovi segnali
- Materie prime: il tasso batte il rifugio
- Piazza Affari: Eni corre, le banche stanno ferme
- Europa: Londra regge, Francoforte aspetta
- Indici europei: quattro panieri sul pavimento
- I nuovi segnali della settimana
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica degli ETF: oro, energia e sanità, il mercato americano, gli emergenti e i fondi Vanguard
Un ETF, cioè un fondo quotato in borsa, si compra come un'azione ma contiene un paniere intero, e il suo prezzo segue l'indice o la materia prima che replica: per questo dice subito dove va il denaro, e lunedì ha detto una cosa chiara.
GLD, lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo, ha perso il 3,94%, quattro volte la sua oscillazione tipica. Secondo le cronache è un riprezzamento tutto finanziario, dollaro, tassi reali e probabilità di rialzo, senza segnali dalla domanda fisica: nel giorno in cui lo shock geopolitico si è riacceso, l'oro ha perso proprio la funzione di copertura. Il nostro modello aveva girato l'ETF sull'oro in vendita con la chiusura di venerdì. XLE, l'Energy Select Sector SPDR, l'ETF sull'energia americana, ha chiuso a più 0,10%, e EXH1, l'iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS, l'ETF sul petrolio europeo, a più 0,80%, il migliore della griglia europea.
In America hanno tenuto soltanto i difensivi: XLV, l'Health Care Select Sector SPDR, l'ETF sulla sanità americana, più 0,33%, e XLP, il Consumer Staples Select Sector SPDR, l'ETF sui beni di prima necessità, più 0,27%. In coda XLC, il Communication Services Select Sector SPDR, l'ETF sulle comunicazioni americane, meno 1,58% col peso di Meta, XLY, il Consumer Discretionary Select Sector SPDR, l'ETF sul consumo discrezionale, meno 1,41%, e XLF, il Financial Select Sector SPDR, l'ETF sui finanziari americani, meno 1,19%. XLK, il Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana, ha perso lo 0,89% e SOXX, l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori, il 2,08% nel suo primo giorno da nuovo segnale di acquisto. In Europa EXV1, l'iShares STOXX Europe 600 Banks UCITS, l'ETF sulle banche europee, è rimasto fermo. Chi vuole l'analisi tecnica degli ETF globali che seguiamo, paniere per paniere, la trova nella nostra pagina Market Pulse dedicata.
Gli ETF larghi, famiglia per famiglia. Oltre ai settori, il nostro modello segue più di trenta ETF sui grandi panieri, quelli che la maggior parte degli investitori tiene davvero in portafoglio. Lunedì sono scesi quasi tutti insieme, fra lo 0,3% e l'1,1%, ma le posizioni del modello non sono cambiate, e il confronto dentro ogni famiglia resta la lettura più utile.
ETF sul mercato americano. Sulle grandi società il segnale è di acquisto dal 6 aprile: SPY, lo SPDR S&P 500, l'ETF sull'S&P 500 più scambiato al mondo, vale più 12,68%, SPYM, lo SPDR Portfolio S&P 500, la versione a costo ridotto, più 12,66% e SCHX, lo Schwab U.S. Large-Cap, più 12,59%. OEF, l'iShares S&P 100, e XLG, l'Invesco S&P 500 Top 50, sono in acquisto dal 3 agosto e sono tornati vicini all'ingresso. Sul mercato intero il segnale resta di vendita dal 14 settembre, e i sei ETF della famiglia sono tutti vicini alla parità: VTI, il Vanguard Total Stock Market, l'ETF Vanguard sull'intero mercato americano, che lunedì ha perso l'1,03%, ITOT, l'iShares Core S&P Total U.S. Stock Market, SCHB, lo Schwab U.S. Broad Market, SPTM, lo SPDR Portfolio S&P 1500, e i due iShares sul Russell 3000, IWV, e sul Russell 1000, IWB.
ETF sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti. VEA, il Vanguard FTSE Developed Markets, VEU, il Vanguard FTSE All-World ex-US, VXUS, il Vanguard Total International Stock, e IXUS, l'iShares Core MSCI Total International Stock, sono in acquisto dal 6 aprile con guadagni fra il 5,06% e il 5,76%. SPDW, lo SPDR Portfolio Developed World ex-US, e SCHF, lo Schwab International Equity, sono in acquisto dal 10 agosto. I due iShares IEFA, il Core MSCI EAFE, e IDEV, il Core MSCI International Developed Markets, insieme a VGK, il Vanguard FTSE Europe, l'ETF Vanguard sull'Europa, restano in vendita dal 14 settembre; VGK è stato il più fermo della famiglia, meno 0,28%. VT, il Vanguard Total World Stock, l'ETF sull'azionario mondiale, in acquisto dal 6 aprile, vale più 9,54%.
ETF sui mercati emergenti e sul Giappone. VWO, il Vanguard FTSE Emerging Markets, l'ETF sui mercati emergenti di Vanguard, e SCHE, lo Schwab Emerging Markets Equity, sono in acquisto dal 13 aprile, con più 0,86% e più 2,06%; IEMG, l'iShares Core MSCI Emerging Markets, e SPEM, lo SPDR Portfolio Emerging Markets, dal 17 agosto, entrambi vicini all'ingresso. BBJP, il JPMorgan BetaBuilders Japan, l'ETF sul Giappone, ha perso l'1,06%.
ETF sui dividendi, a bassa volatilità e tematici. VIG, il Vanguard Dividend Appreciation, l'ETF sui dividendi di Vanguard, DGRO, l'iShares Core Dividend Growth, e USMV, l'iShares MSCI USA Min Vol, sono in vendita dall'8 settembre, e con i tassi in salita lo short lavora: più 1,61%, più 2,62% e più 1,74%. Sulla tecnologia VGT, il Vanguard Information Technology, e QDVE, l'iShares S&P 500 Information Technology Sector UCITS, la versione europea, sono in acquisto dal 10 agosto con più 2,07% e più 4,97%; MAGS, il Roundhill Magnificent Seven, l'ETF sui Magnifici Sette, vale più 6,89% su un acquisto dal 13 luglio, anche dopo il meno 1,54% di lunedì.
Azioni Meta giù del 4,8% e il software per le imprese cede, azioni Boeing giù sul 737 MAX 10, azioni Nvidia su col riacquisto
Il fatto societario della giornata è partito da MetaLong: una piattaforma di intelligenza artificiale per le imprese, con API e agenti e un prezzo misto fra abbonamento, volume e risultato, e l'ingaggio dell'amministratore delegato di MongoDB per guidarla. Nell'annuncio non c'erano clienti, prezzi o obiettivi di ricavo, eppure il mercato ha riprezzato in pochi minuti tutto il software per le imprese: ServiceNowLong ha perso il 3,07%, SalesforceLong il 2,88% e SnowflakeLong il 2,33%. Le azioni Meta hanno chiuso a meno 4,79%: a pagare è stato anche chi l'annuncio lo ha fatto, per un nuovo fronte di spesa lontano dalla pubblicità.
Le azioni BoeingShort hanno perso il 6,91% dopo che l'autorità dell'aviazione americana ha rinviato ancora la certificazione del 737 MAX 10 per problemi al software, e sono state la principale zavorra del Dow. RobloxLong ha perso il 9,86% dopo il declassamento di Jefferies. In controtendenza le azioni NvidiaLong, più 1,68%: il consiglio ha alzato di 150 miliardi di dollari l'autorizzazione al riacquisto di azioni proprie, fino a 235, e ha lanciato una piattaforma di sicurezza per l'intelligenza artificiale. Con lei è rimbalzata la sicurezza informatica, Palo Alto NetworksShort più 4,63%, ZscalerLong più 3,28% e CrowdStrikeLong più 2,82%, mentre le azioni MicrosoftLong cedevano l'1,35% e le azioni TeslaLong il 3,94%.
Azioni dei semiconduttori: Arm, Intel e AMD cedono nel primo giorno in acquisto, azioni Micron alla vigilia dei conti
I semiconduttori sono stati il cuore dei nuovi segnali settimanali, e il primo giorno è stato in salita. Le azioni ArmLong hanno perso l'8,70%, le azioni IntelLong il 5,67% e le azioni AMDLong il 3,61%, mentre l'ETF sui semiconduttori SOXXLong cedeva il 2,08%. QualcommLong ha perso il 7,17% senza una notizia propria, MarvellLong il 3,83%, SandiskLong il 3,65% e Super Micro ComputerLong il 3,42%. Nella stessa seduta Nvidia saliva dell'1,68% sulla sua notizia.
Le azioni MicronLong hanno perso il 2,61% alla vigilia dei conti di mercoledì 30 dopo la chiusura. Secondo le cronache il consenso implica un utile per azione di circa 31 dollari su ricavi attesi per 50,45 miliardi, ma il mercato guarderà soprattutto alle indicazioni sul trimestre successivo. È il risultato che muoverà tutta la filiera.
Oro giù del 4%: azioni Barrick e Newmont in calo, l'ETF sull'oro scende e il petrolio sale sulla crisi iraniana
Il movimento più ampio della giornata non è avvenuto sulle azioni ma sull'oro, che sui nostri dati ha perso il 4,0%; secondo le cronache l'argento ha perso il 4,3%. Con le probabilità di un rialzo della Fed salite al 70% e il decennale americano ai massimi da diciannove anni, il canale dei tassi ha prevalso su quello del rifugio proprio nel giorno in cui la tensione su Hormuz tornava a salire. I minerari hanno seguito: BarrickLong meno 4,17% e NewmontLong meno 4,43%, mentre a Londra Rio TintoLong perdeva lo 0,41%.
Il petrolio ha fatto il percorso opposto: secondo le cronache è salito fino al 3% durante la giornata dopo il rifiuto americano della proposta iraniana. Ne hanno beneficiato Exxon MobilLong, più 1,20%, ChevronLong, più 0,94%, e PetrobrasLong, più 1,83%, mentre OccidentalShort perdeva l'1,34%.
Borsa italiana: azioni Amplifon ed Eni in rialzo, azioni Telecom Italia giù a offerta di Poste chiusa, azioni Ferrari e Inwit in calo
Secondo le cronache il FTSE MIB ha chiuso a meno 0,21% dopo aver azzerato un rialzo dello 0,63%; l'ETF sul FTSE MIB che seguiamo, quotato a Parigi, ha chiuso a più 0,21%. Il migliore del listino è stato AmplifonShort, più 6,08% su previsioni degli analisti di una crescita solida nel terzo trimestre. Le azioni EniLong hanno guadagnato il 2,03%, sostenute dal greggio e dal primo giorno del tetto ai prezzi dei carburanti; con il petrolio sono salite anche le azioni SaipemShort, più 1,63%, e TenarisLong, più 1,56%. Il lusso ha retto con MonclerShort a più 2,62% e Brunello CucinelliShort a più 1,98%, e le azioni StellantisShort sono salite dello 0,37% su indiscrezioni di standard americani sui consumi meno severi fino al 2031.
Si è chiusa l'offerta pubblica di acquisto e scambio di Poste Italiane su Telecom Italia, e le azioni PosteShort hanno chiuso a più 0,23%. Le adesioni si sono fermate all'85,82% del capitale, sopra la soglia del controllo ma sotto il 90% che avrebbe permesso di ritirare il titolo dalla borsa. Le azioni Telecom ItaliaShort hanno perso l'1,73%: con un flottante intorno al 14% gli scambi si assottigliano. Le banche sono rimaste ferme: le azioni UniCreditLong più 0,39% dopo aver smentito un interesse specifico su Banco BPM, le cui azioni Banco BPMShort sono rimaste ferme, Monte dei PaschiLong meno 0,07%, con il presidente che ha confermato contatti costanti con la BCE in vista dell'assemblea del 29 ottobre, le azioni Intesa SanpaoloLong meno 0,38% e le azioni BPERLong meno 0,60%. In fondo al listino la firma dei rendimenti: InwitLong meno 2,69% e le azioni EnelShort meno 2,24%, titoli che soffrono quando sale il costo del denaro. Le azioni FerrariLong hanno perso il 2,55% senza notizie proprie e GeneraliLong l'1,49%.
Azioni Shell e HSBC su a Londra, azioni Experian giù, azioni BMW, Volkswagen e Rheinmetall in calo a Francoforte
Secondo le cronache Londra è stata l'eccezione positiva, con il FTSE 100 in rialzo dello 0,46% sui costruttori di case, che fuori dal nostro paniere hanno guadagnato fino al 15% su attese di un nuovo sostegno pubblico agli acquisti. Fra i nostri titoli ShellLong ha guadagnato l'1,20% con il greggio, HSBCLong lo 0,28% e UnileverLong lo 0,14%, mentre ExperianShort perdeva il 3,56%.
Sul continente, secondo le cronache, nessuna notizia societaria di rilievo: hanno comandato i fattori comuni. A Francoforte BMWShort ha perso lo 0,97%, VolkswagenShort l'1,17%, RheinmetallShort l'1,64% e SAPLong l'1,02%, mentre BayerLong guadagnava l'1,56% e AllianzShort lo 0,47%. BASFLong, dopo i colloqui su Evonik confermati venerdì, ha perso ancora lo 0,28%. A Parigi OrangeShort ha ceduto l'1,55% e ThalesShort l'1,48%, DanoneShort è rimasta ferma.
Indici europei: DAX, CAC 40, FTSE MIB e FTSE 100 fermi sul pavimento della congestione, sotto il segnale di vendita
Lunedì l'ETF sul DAX ETF sul DAXShort ha chiuso a meno 0,04%, quello sul CAC 40 ETF sul CAC 40Short a meno 0,12%, quello sul FTSE 100 ETF sul FTSE 100Short a meno 0,13%, mentre l'ETF sul FTSE MIB ETF sul FTSE MIBShort saliva dello 0,21%. Mentre Wall Street perdeva fra lo 0,7% e l'1,1%, l'Europa è rimasta ferma, e tutti e quattro i panieri restano sotto il proprio segnale settimanale di vendita, con il prezzo fra l'1,82% di Milano e il 2,66% di Francoforte sotto il livello che lo giudica.
Con la nuova analisi le zone di congestione si sono spostate, e oggi tre panieri su quattro stanno esattamente sul loro pavimento: Francoforte lo 0,03% sopra, Parigi lo 0,09%, Londra lo 0,07%. Milano è l'unica con un po' di margine, lo 0,61%. Parigi, in vendita dal 24 agosto, ha lo short in guadagno del 3,57%, Milano dello 0,36%, mentre Francoforte e Londra sono sul pareggio.
I nuovi segnali di acquisto della settimana: IREN, Arm, Quantum Computing, Even e Recordati, con AMD, Intel e l'ETF sui semiconduttori
La coorte è nata con la chiusura di venerdì 25 settembre: 11 nuovi segnali di acquisto, contro i 5 della settimana precedente, e 5 operabili, tutti con qualità del setup media e apertura prudente. La pubblichiamo per intero oggi; da domani riporteremo solo quello che cambia. Sette segnali su undici sono tecnologia americana, e il gruppo più compatto sono i semiconduttori, con ArmLong, AMDLong, IntelLong e l'ETF del comparto. Nessun nuovo segnale di vendita in questa lista: i capovolgimenti in vendita della settimana riguardano l'oro, l'auto tedesca, le grandi banche americane e alcuni petroliferi.
L'avvertenza vale sempre: i dati del passato non garantiscono i risultati futuri.
Le trimestrali della settimana: Carnival e Uranium Energy oggi, Micron mercoledì, Accenture e Nike giovedì
Cinque società del nostro universo riportano fra oggi e giovedì. Oggi tocca a CarnivalShort e a Uranium EnergyShort. Il nome che pesa di più è MicronLong, mercoledì 30 dopo la chiusura. Giovedì 1° ottobre arrivano AccentureLong e NikeShort, che secondo le cronache si presenta sui minimi di dodici anni con un consenso di 0,44 dollari per azione.
Martedì 29 settembre
Carnival Short
Uranium Energy Short
Mercoledì 30 settembre
Micron Technology Long
Giovedì 1° ottobre
Accenture Long
NIKE Short
Analisi tecnica di SPY e QQQ, l'ETF sull'S&P 500 e l'ETF sul Nasdaq 100: entrambi sotto la congestione, il breve sul filo
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha perso lo 0,74% e ha chiuso esattamente sul proprio Punto di Inversione giornaliero, lo 0,02% sotto: il breve è sul filo. È scivolato sotto la nuova zona di congestione, lo 0,57% sotto il pavimento, e sta l'1,77% sotto il massimo storico. QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, ha perso l'1,07% ed è anch'esso uscito dal basso dalla congestione, ma il suo breve ha ancora lo 0,28% di margine sopra il livello giornaliero.
Sugli obiettivi i due panieri restano in fasi opposte. SPY ha tutte e tre le finestre già prese e comanda il trailing stop, con il Punto di Inversione settimanale lo 0,94% sotto i corsi. QQQ è alla settima settimana, vicino all'ingresso, con la seconda e la terza finestra davanti, entro l'undicesima e la diciassettesima settimana.
Il quadro d'insieme: il costo del denaro decide, e l'oro smette di proteggere
Lunedì il mercato ha preso la direzione dai tassi. La crisi iraniana ha spinto il greggio, il greggio ha riacceso l'inflazione attesa, e la probabilità di un rialzo della Fed a ottobre è salita al 70%: da lì è disceso tutto il resto. L'oro ha perso la funzione di rifugio proprio mentre la tensione geopolitica tornava a salire, perché il canale dei tassi ha prevalso. Wall Street ha ceduto sui titoli di crescita, con Meta che ha ridisegnato in pochi minuti il software per le imprese, mentre l'Europa è rimasta ferma sul pavimento delle sue zone di congestione e Piazza Affari ha tenuto grazie all'energia. I nuovi segnali sui semiconduttori hanno avuto un primo giorno difficile, e domani sera i conti di Micron saranno il loro primo vero esame.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading, con stop, stop al pareggio, trailing e dichiarazione degli stop superati, o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
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