Analisi tecnica degli ETF e azioni: l'ETF sui chip resiste alle put di Michael Burry, sale l'ETF sulle utility e le azioni Micron vanno ai conti
Martedì 29 settembre gli indici americani sono rimasti fermi, ma sotto la superficie la seduta ha detto molto. La fiducia dei consumatori è scesa al minimo da oltre dodici anni, la Fed ha risposto parlando di nuovi rialzi e il decennale americano ha toccato il massimo dal 2007, mentre i colloqui indiretti fra Stati Uniti e Iran su Hormuz facevano perdere al greggio il 3,5%. Gli ETF raccontano la giornata con precisione. L'ETF sui semiconduttori SOXX ha guadagnato l'1,19% nel giorno in cui Michael Burry, secondo la stampa, ha puntato con opzioni put proprio contro quel paniere. L'ETF sulle utility americane XLU è salito dell'1,17%, l'ETF sull'oro GLD ha recuperato l'1,32%, mentre l'ETF sul petrolio europeo EXH1 perdeva l'1,52%. L'ETF sul Nasdaq 100 QQQ ha chiuso a più 0,19% e l'ETF sull'S&P 500 SPY a meno 0,18%: due risultati quasi uguali che hanno però diviso i due segnali giornalieri. La borsa italiana è rimasta ferma, con l'ETF sul FTSE MIB a meno 0,24%.
In questa edizione trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno fatto la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno. A Wall Street le azioni Micron sono salite dell'1,05% alla vigilia dei conti di stasera, le azioni Carnival del 13,41% su un trimestre da record e le azioni Oracle del 3,91% sul lancio di nuove applicazioni di intelligenza artificiale, mentre le azioni Apple perdevano il 2,66%. A Piazza Affari le azioni Eni hanno ceduto l'1,18% con il greggio e nel giorno dello sconto in bolletta di Plenitude, le azioni Telecom Italia il 3,67% sulla chiusura definitiva dell'offerta di Poste e le azioni Stellantis il 3,48% senza una notizia nuova, mentre le azioni Fincantieri salivano del 4,56% su nuovi massimi.
Il nostro modello era dalla parte giusta su molti dei nomi della giornata: short su Stellantis con più 33,70%, su Telecom Italia con più 5,33%, su Norwegian Cruise con più 14,15% e su Royal Caribbean con più 10,73%, long su Micron con più 9,21% alla vigilia dei conti.
- Analisi tecnica degli ETF: semiconduttori, utility, oro, mercato americano, Vanguard
- Semiconduttori: le put di Burry e i conti di Micron
- Wall Street: crociere contro fiducia
- Energia: Hormuz apre, le utility salgono
- Piazza Affari: la bolletta diventa concorrenza
- Europa: cavi, trasformatori e una tassa
- Indici europei: due escono, due restano
- I nuovi segnali della settimana: cosa è cambiato
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica degli ETF: semiconduttori, utility e oro, il mercato americano, gli emergenti e i fondi Vanguard
Un ETF è un fondo che si scambia in borsa come una singola azione ma dentro contiene un intero indice, un settore o una materia prima: comprarne una quota significa comprare tutto il paniere in un colpo solo, ed è per questo che i flussi sugli ETF dicono dove si sposta il denaro prima di qualunque commento.
SOXX, l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori, ha guadagnato l'1,19%. Secondo un articolo ripreso da Yahoo Finanza, Michael Burry ha anticipato i tempi dello scoppio di quella che considera una bolla dell'intelligenza artificiale e ha sostituito le vendite allo scoperto con opzioni put su otto nomi, fra cui proprio questo ETF: il mercato, per ora, non lo ha seguito. Il nostro modello è in acquisto sull'ETF sui semiconduttori da venerdì 25 settembre. XLU, l'Utilities Select Sector SPDR, l'ETF sulle utility americane, ha guadagnato l'1,17% ed è stato il migliore della griglia americana, contro il nostro short aperto il 3 agosto che resta in guadagno dell'8,94%. GLD, lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo, ha recuperato l'1,32% dopo il crollo di lunedì, e lo short del modello, nato il 21 settembre, vale ancora più 2,67%.
Dalla parte opposta l'energia: EXH1, l'iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS, l'ETF sul petrolio europeo, ha perso l'1,52% sui colloqui di Hormuz, e XLE, l'Energy Select Sector SPDR, l'ETF sull'energia americana, lo 0,90%. In Europa ha corso la tecnologia: EXV3, l'iShares STOXX Europe 600 Technology UCITS, l'ETF sulla tecnologia europea, più 2,44% con Infineon. Fermi XLK, il Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana, meno 0,02%, e XLC, il Communication Services Select Sector SPDR, più 0,26%; in lieve calo XLF, il Financial Select Sector SPDR, l'ETF sui finanziari americani, meno 0,33%, XLV, l'Health Care Select Sector SPDR, meno 0,31%, e XLP, il Consumer Staples Select Sector SPDR, meno 0,52%, mentre XLY, il Consumer Discretionary Select Sector SPDR, saliva dello 0,14% con le crociere. EXV1, l'iShares STOXX Europe 600 Banks UCITS, l'ETF sulle banche europee, ha ceduto lo 0,52%. Chi vuole l'analisi tecnica degli ETF globali che seguiamo, paniere per paniere, la trova nella nostra pagina Market Pulse dedicata.
Gli ETF sui grandi indici, famiglia per famiglia. Oltre ai settori il nostro modello segue più di trenta di questi fondi, quelli che la maggior parte degli investitori tiene davvero in portafoglio. Martedì si sono mossi pochissimo, quasi tutti fra meno 0,1% e meno 0,6%, e nessuna posizione è cambiata: il confronto dentro ogni famiglia resta la lettura più utile.
ETF sul mercato americano. Sulle grandi società il segnale è di acquisto dal 6 aprile: SPY, lo SPDR S&P 500, l'ETF sull'S&P 500 più scambiato al mondo, vale più 12,47%, SPYM, lo SPDR Portfolio S&P 500, la versione a costo ridotto, più 12,48% e SCHX, lo Schwab U.S. Large-Cap, più 12,44%. OEF, l'iShares S&P 100, e XLG, l'Invesco S&P 500 Top 50, sono in acquisto dal 3 agosto e stanno sull'ingresso. Sul mercato intero il segnale è di vendita dal 14 settembre e i sei ETF della famiglia sono tutti sulla parità: VTI, il Vanguard Total Stock Market, l'ETF Vanguard sull'intero mercato americano, meno 0,15% martedì, ITOT, l'iShares Core S&P Total U.S. Stock Market, SCHB, lo Schwab U.S. Broad Market, SPTM, lo SPDR Portfolio S&P 1500, e i due iShares sul Russell 3000, IWV, e sul Russell 1000, IWB.
ETF sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti. VEA, il Vanguard FTSE Developed Markets, VEU, il Vanguard FTSE All-World ex-US, VXUS, il Vanguard Total International Stock, e IXUS, l'iShares Core MSCI Total International Stock, sono in acquisto dal 6 aprile con guadagni fra il 4,77% e il 5,49%. SPDW, lo SPDR Portfolio Developed World ex-US, e SCHF, lo Schwab International Equity, sono in acquisto dal 10 agosto. IEFA, l'iShares Core MSCI EAFE, IDEV, l'iShares Core MSCI International Developed Markets, e VGK, il Vanguard FTSE Europe, l'ETF Vanguard sull'Europa, restano in vendita dal 14 settembre; VGK è stato il più debole della famiglia, meno 0,60%. VT, il Vanguard Total World Stock, l'ETF sull'azionario mondiale, in acquisto dal 6 aprile, vale più 9,29%.
ETF sui mercati emergenti e sul Giappone. VWO, il Vanguard FTSE Emerging Markets, l'ETF sui mercati emergenti di Vanguard, e SCHE, lo Schwab Emerging Markets Equity, sono in acquisto dal 13 aprile con più 0,74% e più 1,75%; IEMG, l'iShares Core MSCI Emerging Markets, unico della famiglia in rialzo martedì, più 0,33%, e SPEM, lo SPDR Portfolio Emerging Markets, dal 17 agosto, entrambi vicini all'ingresso. BBJP, il JPMorgan BetaBuilders Japan, l'ETF sul Giappone, ha ceduto lo 0,45%.
ETF sui dividendi, a bassa volatilità e tematici. VIG, il Vanguard Dividend Appreciation, l'ETF sui dividendi di Vanguard, DGRO, l'iShares Core Dividend Growth, e USMV, l'iShares MSCI USA Min Vol, sono in vendita dall'8 settembre e lo short lavora: più 1,79%, più 2,85% e più 1,83%. Sulla tecnologia VGT, il Vanguard Information Technology, FTEC, il Fidelity MSCI Information Technology, e QDVE, l'iShares S&P 500 Information Technology Sector UCITS, la versione europea, sono in acquisto dal 10 agosto con più 1,87%, più 1,91% e più 5,58%; MAGS, il Roundhill Magnificent Seven, l'ETF sui Magnifici Sette, vale più 6,70% su un acquisto dal 13 luglio.
Azioni Micron, Nvidia e Palantir sotto le put di Michael Burry: i chip salgono e stasera arrivano i conti di Micron
Secondo un articolo di BeInCrypto ripreso da Yahoo Finanza, Michael Burry ha anticipato i tempi dello scoppio della bolla dell'intelligenza artificiale, che finora collocava nel 2028, e ha sostituito le vendite allo scoperto con opzioni put su otto nomi: MicronLong, NebiusLong, NvidiaLong, PalantirLong, l'ETF sui semiconduttori, OracleLong, CoreWeaveShort e CaterpillarShort. Il 26 settembre avevamo raccontato il suo aumento delle scommesse contro i chip; questa volta la tesi si appoggia a un rapporto di Ares Management sulla dipendenza del settore da capitale sempre nuovo e da ricavi non ancora dimostrati.
Il mercato di martedì ha risposto in un altro modo. Le azioni Micron sono salite dell'1,05%, Nebius del 2,36%, Oracle del 3,91% sul lancio di Fusion Claw, un ambiente di esecuzione per venticinque nuove applicazioni di agenti sul suo cloud, CoreWeave dell'1,01% e Caterpillar dello 0,82%; hanno ceduto solo le azioni Nvidia, meno 0,72%, e Palantir, meno 0,27%. Sugli altri semiconduttori la giornata è stata ancora più netta: Applied MaterialsShort più 5,19%, MarvellLong più 4,51%, ArmLong più 3,65% e BroadcomShort più 1,58%, mentre QualcommLong perdeva un altro 1,80%. Stasera, dopo la chiusura, Micron presenta i conti del trimestre, e alla vigilia un concorrente ha chiesto alla commissione americana per il commercio internazionale di bloccare l'import di alcuni suoi chip di memoria per una presunta violazione di brevetti.
Azioni Carnival su del 13% sui conti record, azioni Apple e Tesla in calo, azioni Nio giù sulla cessione a Geely
Il dato macro della giornata era un avvertimento sul consumatore americano: la fiducia misurata dal Conference Board è scesa al minimo da oltre dodici anni. Il titolo che lo ha smentito è stato CarnivalShort, più 13,41%: ricavi del trimestre per 8,435 miliardi di dollari contro 8,3 attesi, utile netto record a 1,9 miliardi, previsioni alzate e il 2027 già prenotato per metà a prezzi record. Dietro di lei sono salite le altre crociere, Royal CaribbeanShort più 7,45% e Norwegian CruiseShort più 3,42%. Il consumo di esperienze di fascia alta continua a non leggere i sondaggi.
Le azioni MetaLong hanno recuperato il 3,24% dopo aver esteso il loro agente di intelligenza artificiale alle piccole imprese, con collegamenti a Shopify, Stripe e altre piattaforme, e ShopifyShort ha guadagnato il 2,95%. Bloom EnergyLong è salita del 10,80%, BoeingShort ha recuperato l'1,78% dopo il meno 6,9% di lunedì. In calo le azioni AppleLong, meno 2,66%, e le azioni TeslaLong, meno 1,29%, dopo che una grande banca d'affari ha tagliato la stima delle consegne del terzo trimestre, attese venerdì. Sul fronte cinese Geely ha rilevato il 30% della rete di ricarica e sostituzione delle batterie di NioShort, che ha perso il 5,29%, trascinando XPengShort, meno 4,82%, e Li AutoShort, meno 4,10%. PepsiCoShort ha preso il secondo declassamento in due sedute ed è rimasta quasi ferma, più 0,15%.
Petrolio giù del 3,5% su Hormuz: azioni Exxon, Chevron e BP in calo, azioni Edison International e PG&E in rialzo con le utility
Il movimento più pulito è arrivato dalla geopolitica. Funzionari americani e iraniani hanno tenuto colloqui indiretti, con mediatori, sullo Stretto di Hormuz, e insieme a un attingimento dalle riserve strategiche americane il greggio ha perso il 3,48%; secondo le cronache il gas europeo è sceso del 5,4%. Il conto lo hanno pagato i petroliferi: OccidentalShort meno 2,07%, BPLong meno 2,05%, TotalEnergiesLong meno 2,38%, ShellLong meno 1,66%, ChevronLong meno 0,96% ed Exxon MobilLong meno 0,72%. PetrobrasLong ha invece chiuso in rialzo, più 0,09%, dopo aver firmato con Cheniere un contratto di gas liquefatto per 0,8 milioni di tonnellate l'anno per ventidue anni.
Il denaro uscito dall'energia è andato sui titoli regolati: Edison InternationalShort più 4,06%, PG&EShort più 1,92% e Constellation EnergyShort più 1,59%. Uranium EnergyShort ha presentato i conti dell'anno fiscale, con la produzione dell'ultimo trimestre in crescita del 157% e nessun debito, ed è salita dello 0,87%, mentre NuScaleShort perdeva l'1,90%.
Borsa italiana: azioni Eni ed Enel nella sfida sulle bollette, azioni Telecom Italia e Poste giù, azioni Stellantis in calo e azioni Fincantieri ai massimi
Secondo le cronache il FTSE MIB ha chiuso quasi fermo, più 0,09%; l'ETF sul FTSE MIB che seguiamo, quotato a Parigi, ha chiuso a meno 0,24%. Il tema della giornata italiana sono state le bollette. Plenitude, la società di Eni per luce e gas, offrirà dal 1° ottobre uno sconto del 30% rispetto alla sua principale offerta a prezzo fisso, con il prezzo bloccato per due anni, proprio mentre per i clienti vulnerabili la bolletta elettrica del quarto trimestre sale del 37,3%. Enel e A2A hanno risposto rivendicando offerte già sul mercato a prezzi ancora più bassi. Le azioni EniLong hanno perso l'1,18%, più per il greggio che per la bolletta, le azioni EnelShort hanno guadagnato lo 0,76% e le azioni A2ALong hanno ceduto lo 0,40%. Con il petrolio sono scese anche TenarisLong, meno 2,02%, e le azioni SaipemShort, meno 1,49%.
Poste Italiane ha comunicato i risultati definitivi dell'offerta su Telecom Italia: l'adesione si è fermata all'85,82% del capitale, sotto la soglia del 90% che avrebbe permesso l'acquisto delle azioni residue e il ritiro dalla borsa, che dovrà passare per un'altra strada. Le azioni Telecom ItaliaShort hanno perso il 3,67% e le azioni PosteShort il 3,09%. Le azioni StellantisShort hanno ceduto il 3,48% senza una notizia nuova: le cronache hanno ripreso il fermo di Mirafiori di inizio settembre e il declassamento di Berenberg di metà mese, mentre resta aperto lo stallo con il sindacato canadese Unifor sul contratto scaduto il 20 settembre. In rialzo le azioni FincantieriShort, più 4,56% su nuovi massimi dopo una sospensione per volatilità, STMicroelectronicsShort, più 2,55% con la tecnologia europea, AvioShort, più 2,85% sulla promozione di Equita, le azioni PrysmianShort, più 1,84%, FinecoBankShort, più 1,52%, le azioni CampariLong, più 1,45%, e le azioni FerrariLong, più 1,18% con la conferma dell'acquisto da parte di Jefferies. Le azioni NexiLong hanno perso lo 0,98% malgrado la promozione di Moody's all'investimento di qualità. Le banche hanno ceduto poco: le azioni UniCreditLong meno 0,57%, le azioni Banco BPMShort meno 0,82%, Monte dei PaschiLong e MediobancaLong meno 0,35%, le azioni Intesa SanpaoloLong meno 0,13%.
Azioni Infineon e Legrand su con i centri dati, azioni Vinci giù sulla tassa francese, azioni Bayer e British American Tobacco in calo
In Europa la catena dell'intelligenza artificiale ha comprato elettricità. InfineonShort è stata la migliore di Francoforte, più 4,83%, dopo un accordo di fornitura con Eaton di moduli per i nuovi trasformatori a stato solido dei centri dati, e Siemens EnergyShort l'ha seguita con più 3,51%. A Parigi LegrandLong ha guadagnato il 6,08% presentando un piano al 2030 con il 32% del fatturato dai centri dati, e ha trascinato Schneider ElectricShort, più 2,01%. SiemensShort è salita dell'1,27%.
Dall'altra parte la politica fiscale: il bilancio francese 2027 prevede di portare la tassa sulle infrastrutture di trasporto a lunga distanza dal 4,6% al 12,2%, e VinciShort ha perso il 2,38%. A Londra British American TobaccoShort ha ceduto l'1,87% dopo aver indicato ricavi 2026 verso il basso della forchetta, ExperianShort l'1,79% e BarclaysShort lo 0,74%. A Francoforte BayerLong è stata la peggiore, meno 3,78% senza una notizia propria, Mercedes-BenzShort ha perso l'1,85% dopo il taglio dell'obiettivo di Berenberg e BMWShort l'1,23%, mentre VolkswagenShort saliva dello 0,23% e SAPLong dello 0,71%. OrangeShort ha ceduto l'1,51%.
Indici europei: CAC 40 e FTSE 100 escono dal basso della congestione, DAX sul pavimento, FTSE MIB ancora dentro
Martedì l'ETF sul CAC 40 ETF sul CAC 40Short ha perso lo 0,51%, quello sul FTSE 100 ETF sul FTSE 100Short lo 0,42%, quello sul FTSE MIB ETF sul FTSE MIBShort lo 0,24% e quello sul DAX ETF sul DAXShort è rimasto fermo. Tutti e quattro restano sotto il proprio segnale settimanale di vendita, con il prezzo fra il 2,12% di Milano e il 2,81% di Parigi sotto il livello che lo giudica.
Ieri tre panieri su quattro stavano sul pavimento della propria zona di congestione. Oggi Parigi e Londra ne sono uscite dal basso, lo 0,43% e lo 0,36% sotto, e il giornaliero di Parigi si è girato in vendita; Francoforte è esattamente sul pavimento, Milano ha ancora lo 0,36% di margine e resta l'unica con il giornaliero in acquisto. Parigi, in vendita dal 24 agosto, ha lo short in guadagno del 4,07%, Milano dello 0,60%, Londra dello 0,12%, mentre Francoforte è sul pareggio.
I nuovi segnali di acquisto della settimana: cosa è cambiato su Recordati, Localiza, Fastly e Intel
La coorte dei nuovi segnali di acquisto è nata con la chiusura di venerdì 25 settembre, 11 segnali di cui 5 operabili, e l'abbiamo pubblicata per intero ieri. Oggi riportiamo solo quello che è cambiato: tre titoli hanno attraversato il proprio prezzo d'ingresso e uno ha girato il segnale giornaliero. Nessun titolo è uscito dalla coorte e nessuno ha presentato i conti. La seduta è stata migliore di lunedì per quasi tutti: ArmLong ha recuperato il 3,65% e l'ETF sui semiconduttori SOXXLong l'1,19%, pur restando entrambi sotto l'ingresso.
L'avvertenza vale sempre: i dati del passato non garantiscono i risultati futuri.
Le trimestrali della settimana: Micron stasera, Accenture e Nike giovedì, Applied Digital mercoledì prossimo
Quattro società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni. Il nome che pesa di più è MicronLong, stasera dopo la chiusura: è il risultato che muoverà tutta la filiera dei semiconduttori, cioè la parte del mercato su cui il nostro modello ha appena aperto nuovi segnali di acquisto. Giovedì 1° ottobre arrivano AccentureLong e NikeShort, mercoledì 7 Applied DigitalShort.
Mercoledì 30 settembre
Micron Technology Long
Giovedì 1° ottobre
Accenture Long
NIKE Short
Mercoledì 7 ottobre
Applied Digital Short
Analisi tecnica di SPY e QQQ, l'ETF sull'S&P 500 e l'ETF sul Nasdaq 100: il breve di SPY gira in vendita, QQQ tiene
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha perso lo 0,18%, e la chiusura sotto il proprio Punto di Inversione giornaliero ha girato in vendita il segnale di breve; il livello è ora l'1,04% sopra i corsi. Resta sotto la zona di congestione, lo 0,76% sotto il pavimento, e l'1,95% sotto il massimo storico. QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, ha guadagnato lo 0,19% e ha tenuto il proprio livello giornaliero, lo 0,43% sopra: è l'unico dei due con entrambi gli orizzonti in acquisto.
Sugli obiettivi i due panieri restano in fasi opposte. SPY ha già preso tutte e tre le finestre e si gestisce con il trailing stop, con il Punto di Inversione settimanale lo 0,80% sotto i corsi. QQQ è alla settima settimana, poco sopra l'ingresso, con la seconda e la terza finestra ancora davanti.
Il quadro d'insieme: il mercato si divide, e un fatto preciso decide
Martedì la superficie è rimasta calma e sotto si è mosso quasi tutto. I dati deboli sui consumi non hanno fermato la Fed, e i rendimenti sono saliti ancora; la distensione su Hormuz ha spostato il denaro dal petrolio alle utility; un investitore famoso ha rinnovato la sua scommessa contro i chip nel giorno in cui i chip salivano. I due grandi indici americani hanno chiuso quasi pari ma con segnali giornalieri opposti, e in Europa Parigi e Londra sono uscite dal basso delle loro congestioni. Stasera i conti di Micron e la chiusura di settembre diranno quale di queste divisioni conta di più.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading, con stop, stop al pareggio, trailing e dichiarazione degli stop superati, o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema. Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).