Analisi tecnica degli ETF: l'ETF sui semiconduttori torna in acquisto mentre Michael Burry scommette contro le azioni Micron
Venerdì 25 settembre i rendimenti americani sono saliti ancora, con il decennale ai massimi dal 2007, eppure le borse hanno chiuso la settimana in rialzo: il petrolio è sceso dopo che l'Iran ha ipotizzato la riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli ETF raccontano la settimana meglio di qualunque indice. L'ETF sui semiconduttori SOXX ha guadagnato il 7,43% in cinque sedute ed è tornato in acquisto sul nostro modello, proprio nei giorni in cui Michael Burry dichiarava di aver aumentato le sue scommesse contro i chip, quell'ETF compreso. Sui nostri dati l'ETF sull'S&P 500 SPY ha chiuso la settimana a più 1,27% e l'ETF sul Nasdaq 100 QQQ a più 3,19%, mentre l'ETF sull'oro GLD ha perso l'1,93% ed è passato in vendita. Nella sola seduta di venerdì l'ETF sulle banche europee EXV1 ha guadagnato l'1,23% e quello sul petrolio europeo EXH1 ha perso l'1,18%. La borsa italiana ha seguito le banche, con l'ETF sul FTSE MIB a più 0,47%.
In questa edizione trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno fatto la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno. Le azioni Micron, fra i bersagli di Burry, hanno chiuso la settimana a più 6,54% alla vigilia dei conti. A Wall Street le azioni Microsoft sono salite del 3,66% sul rilancio di Copilot, le azioni Meta hanno perso il 3,33% su una nota di Goldman Sachs sui costi dell'intelligenza artificiale e le azioni Zscaler il 10,06% per l'uscita del responsabile commerciale. A Piazza Affari le azioni UniCredit hanno guadagnato il 2,15% e le azioni BPER il 2,06%, mentre le azioni Eni perdevano l'1,17% con il greggio e le azioni Telecom Italia il 2,69% nel giorno di chiusura dell'offerta di Poste.
Il nostro modello ha lavorato bene sui nomi che la settimana ha premiato: long su Microsoft con più 11,07%, su Mediobanca con più 40,54% e su Monte dei Paschi con più 30,62%, short su Nike con più 37,29% alla vigilia dei conti.
- Analisi tecnica degli ETF: semiconduttori, oro, mercato americano, emergenti, Vanguard
- Semiconduttori: Michael Burry contro, AMD, Arm e Intel in acquisto
- Wall Street: chi incassa e chi spende
- Energia: il greggio cambia verso
- Piazza Affari: le banche portano il listino
- Europa: Francoforte rimbalza, l'auto gira in vendita
- Indici europei: una settimana in rialzo sotto il segnale di vendita
- I nuovi segnali della settimana
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica degli ETF: l'ETF sui semiconduttori, l'ETF sull'oro, le banche europee, gli ETF sul mercato americano, sui mercati emergenti e gli ETF Vanguard
Un ETF è un fondo quotato: si compra e si vende in borsa come una singola azione, ma dentro c'è un paniere intero, e il suo prezzo segue quello dell'indice, del settore o della materia prima che replica. Per questo è lo strumento più diretto per vedere dove si sposta il denaro.
SOXX, l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori, ha chiuso la settimana a più 7,43%, più 1,17% nella sola seduta di venerdì, e con la candela settimanale il nostro modello lo ha riportato in acquisto: è il capovolgimento più significativo della settimana, perché due settimane fa i chip erano il problema del mercato. GLD, lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo, ha fatto il percorso opposto: più 0,44% venerdì, ma meno 1,93% sulla settimana, schiacciato da tassi e dollaro, e sul settimanale il segnale è passato in vendita.
EXV1, l'iShares STOXX Europe 600 Banks UCITS, l'ETF sulle banche europee, ha guadagnato l'1,23%, il miglior comparto europeo della seduta, mentre EXH1, l'iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS, l'ETF sul petrolio europeo, perdeva l'1,18% e XLE, l'Energy Select Sector SPDR, l'ETF sull'energia americana, lo 0,89%: con il greggio in calo, banche ed energia si muovono a specchio. In America hanno guidato XLI, l'Industrial Select Sector SPDR, l'ETF sugli industriali americani, più 0,95%, e XLK, il Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana, più 0,80% e più 7,35% sul mese. XLP, il Consumer Staples Select Sector SPDR, l'ETF sui beni di prima necessità, ha girato in vendita sul settimanale, e così EXHG, l'iShares STOXX Europe 600 Automobiles & Parts, l'ETF sull'auto europea, che ha chiuso la settimana a meno 2,52%. Chi vuole l'analisi tecnica degli ETF globali che seguiamo, paniere per paniere, la trova nella nostra pagina Market Pulse dedicata.
Gli ETF larghi, famiglia per famiglia. Oltre ai settori, il nostro modello segue più di trenta ETF sui grandi panieri, quelli che la maggior parte degli investitori tiene davvero in portafoglio. La settimana appena chiusa non ha cambiato il loro quadro, e proprio questo è l'informazione.
ETF sul mercato americano. Sulle grandi società il segnale è di acquisto dal 6 aprile: SPY, lo SPDR S&P 500, l'ETF sull'S&P 500 più scambiato al mondo, vale più 13,52%, SPYM, lo SPDR Portfolio S&P 500, la versione a costo ridotto, più 13,56% e SCHX, lo Schwab U.S. Large-Cap, più 13,49%. OEF, l'iShares S&P 100, e XLG, l'Invesco S&P 500 Top 50, le cinquanta società più grandi del listino, sono in acquisto dal 3 agosto e sono stati i più forti della famiglia in settimana, più 1,61% e più 1,76%. Sul mercato intero il segnale resta di vendita dal 14 settembre: VTI, il Vanguard Total Stock Market, l'ETF Vanguard sull'intero mercato americano, ITOT, l'iShares Core S&P Total U.S. Stock Market, SCHB, lo Schwab U.S. Broad Market, SPTM, lo SPDR Portfolio S&P 1500, e i due iShares sul Russell 3000, IWV, e sul Russell 1000, IWB. Venerdì sono saliti tutti fra lo 0,43% e lo 0,53%, e sulla settimana fra lo 0,88% e l'1,25%.
ETF sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti. VEA, il Vanguard FTSE Developed Markets, VEU, il Vanguard FTSE All-World ex-US, VXUS, il Vanguard Total International Stock, e IXUS, l'iShares Core MSCI Total International Stock, sono in acquisto dal 6 aprile, con guadagni fra il 5,88% e il 6,53%; SPDW, lo SPDR Portfolio Developed World ex-US, e SCHF, lo Schwab International Equity, dal 10 agosto. I due iShares IEFA, il Core MSCI EAFE, e IDEV, il Core MSCI International Developed Markets, insieme a VGK, il Vanguard FTSE Europe, l'ETF Vanguard sull'Europa, restano in vendita dal 14 settembre. Venerdì la famiglia ha fatto meglio dell'America, fra lo 0,64% e l'1,11%, e VT, il Vanguard Total World Stock, l'ETF sull'azionario mondiale, in acquisto dal 6 aprile, vale più 10,38%.
ETF sui mercati emergenti e sul Giappone. VWO, il Vanguard FTSE Emerging Markets, l'ETF sui mercati emergenti di Vanguard, e SCHE, lo Schwab Emerging Markets Equity, sono in acquisto dal 13 aprile, IEMG, l'iShares Core MSCI Emerging Markets, e SPEM, lo SPDR Portfolio Emerging Markets, dal 17 agosto; venerdì hanno guadagnato fra lo 0,48% e l'1,04%. BBJP, il JPMorgan BetaBuilders Japan, l'ETF sul Giappone, ha fatto più 2,21%, il migliore della famiglia, e sul giornaliero ha riacceso l'acquisto su un segnale settimanale nato il 10 agosto.
ETF sui dividendi, a bassa volatilità e tematici. VIG, il Vanguard Dividend Appreciation, l'ETF sui dividendi di Vanguard, DGRO, l'iShares Core Dividend Growth, e USMV, l'iShares MSCI USA Min Vol, restano in vendita dall'8 settembre: sono i panieri che si comportano più da obbligazioni, e la settimana dei tassi li ha lasciati indietro, fra meno 0,42% e più 0,24%. Sulla tecnologia VGT, il Vanguard Information Technology, e QDVE, l'iShares S&P 500 Information Technology Sector UCITS, la versione europea, sono in acquisto dal 10 agosto e hanno chiuso la settimana a più 3,16% e più 4,34%; MAGS, il Roundhill Magnificent Seven, l'ETF sui Magnifici Sette, vale più 8,56% su un acquisto dal 13 luglio.
Azioni dei semiconduttori: Michael Burry scommette contro Micron e l'ETF sui chip, AMD, Arm e Intel tornano in acquisto sul settimanale
Martedì 22 settembre Michael Burry, il gestore diventato celebre per aver scommesso contro i mutui americani prima della crisi del 2008, ha scritto sul suo Substack di aver aumentato le posizioni corte su Micron, PalantirLong, NebiusLong e sull'ETF sui semiconduttori SOXXLong, dopo quelle già dichiarate su NvidiaLong e Applied MaterialsShort. La sua tesi è che la scarsità di memorie che ha fatto la fortuna del settore sia temporanea: la produzione sta recuperando, anche per le rese in crescita del produttore cinese CXMT, il ciclo delle memorie tornerà a scendere e il denaro uscirà dai semiconduttori.
Per ora la settimana è andata nella direzione opposta. Le azioni MicronLong hanno chiuso a più 6,54%, Palantir a più 6,77%, Nebius a più 6,17% e l'ETF sui semiconduttori a più 7,43%. Nella stessa candela le azioni AMDLong hanno fatto più 12,65%, le azioni ArmLong più 12,59% e le azioni IntelLong più 13,26%, e su tutti e tre il nostro modello è tornato in acquisto. Venerdì AMD ha guadagnato lo 0,22%, dopo che Bank of America ha alzato il prezzo obiettivo citando la domanda di processori per gli agenti intelligenti, Arm l'1,30%, mentre Intel ha lasciato il 3,45%.
Il resto della filiera ha seguito: QualcommLong più 3,97% nella seduta e più 13,65% nella settimana, Texas InstrumentsShort più 2,74%, Applied Materials più 2,27%, Super Micro ComputerLong più 4,22% e MarvellLong più 1,15%. Sulla memoria SandiskLong ha recuperato l'1,38% e Western DigitalShort l'1,44%. Micron arriva ai conti di mercoledì 30 dopo la chiusura, con attese di utili circa dieci volte quelli di un anno fa: sarà il primo arbitro fra la tesi di Burry e il mercato.
Azioni Microsoft su del 3,7%, azioni Meta giù: l'intelligenza artificiale divide Wall Street e la sicurezza informatica scivola
Venerdì l'intelligenza artificiale ha prodotto le due notizie opposte della seduta. Le azioni MicrosoftLong hanno guadagnato il 3,66%, sui massimi dell'anno secondo le cronache, dopo il rilancio di Copilot con agenti persistenti e strumenti per generare codice. Le azioni MetaLong hanno perso il 3,33%, annullando il rialzo del giorno prima, dopo una nota di Goldman Sachs secondo cui ai grandi operatori servono circa 300 miliardi di dollari l'anno di ricavi dall'intelligenza artificiale solo per ripagare gli investimenti. Sulla stessa linea CloudflareLong ha perso il 2,73% sui dubbi di Citi sul ritorno economico del traffico, e OracleLong l'1,75%, terza seduta di calo dopo la forza maggiore dichiarata sul centro dati del New Mexico.
Il software si è diviso anche fuori da quel tema. DatadogLong è salita del 4,36%, vicino ai massimi di 52 settimane, mentre la sicurezza informatica scendeva tutta insieme: le azioni ZscalerLong meno 10,06% per l'uscita del responsabile commerciale, che gli analisti giudicano di impatto limitato, Palo Alto NetworksShort meno 3,89%, FortinetLong meno 2,92% e CrowdStrikeLong meno 2,90%. Le azioni TeslaLong hanno perso l'1,54% dopo il taglio del prezzo obiettivo di BNP Paribas, NvidiaLong ha chiuso a più 0,22%.
Petrolio giù su Hormuz: azioni Occidental e ConocoPhillips in vendita, compagnie aeree su, Petrobras e Ultrapar in calo
Il vero motore della seduta è stato il greggio, che sui nostri dati ha perso il 2,33% dopo che il ministro degli Esteri iraniano ha indicato che lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprire entro sette giorni. Sul petrolio americano le azioni OccidentalShort hanno perso il 2,05% e ConocoPhillipsShort l'1,58%, e con la chiusura della settimana su entrambi il nostro modello è passato in vendita, insieme a HalliburtonShort. Exxon MobilLong ha ceduto lo 0,96% e ChevronLong lo 0,58%, mentre ValeroLong, che raffina e guadagna quando il greggio costa meno, è salita dell'1,13%.
Dall'altra parte del conto le compagnie aeree: DeltaShort più 2,63% e UnitedShort più 2,52%. In Brasile PetrobrasLong ha perso il 2,00% e UltraparLong il 5,77%, con tutti i distributori di carburante sotto pressione.
Borsa italiana più 0,47%: azioni UniCredit e BPER guidano le banche, azioni Telecom Italia giù nel giorno dell'offerta di Poste
Piazza Affari ha chiuso in rialzo, con l'ETF sul FTSE MIB a più 0,47%, trascinata dalle banche nel giorno in cui il petrolio scendeva. Le azioni UniCreditLong hanno guadagnato il 2,15%, le azioni BPERLong il 2,06%, MediobancaLong l'1,47%, Monte dei PaschiLong l'1,27%, le azioni Banco BPMShort l'1,14% e le azioni Intesa SanpaoloLong lo 0,95%, con GeneraliLong a più 0,92% e le azioni NexiLong a più 1,63%. AvioShort è salita del 2,29% dopo il closing dell'investimento dei fondi di Advent International, e le azioni StellantisShort dell'1,74%.
In calo le azioni Telecom ItaliaShort, meno 2,69% nell'ultimo giorno della riapertura dei termini dell'offerta pubblica di Poste Italiane: al 24 settembre le adesioni avevano raggiunto il 69,43% delle azioni oggetto dell'offerta. Le azioni Poste ItalianeShort hanno guadagnato lo 0,43%. Con il greggio hanno perso TenarisLong, meno 1,89%, e le azioni EniLong, meno 1,17%; giù anche AmplifonShort, meno 1,25%, le azioni FerrariLong, meno 1,00%, e le azioni LeonardoShort, meno 0,68%, citata di riflesso nel caso degli A321neo di Airbus perché il primer difettoso è stato applicato da un suo subfornitore.
Azioni BASF giù sull'offerta per Evonik, azioni Deutsche Bank e Société Générale su, azioni Airbus e TotalEnergies in calo
A Francoforte l'ETF sul DAX ha guadagnato lo 0,54%. La notizia del giorno è l'approccio non vincolante di BASFLong per Evonik, confermato da entrambe le società: BASF ha perso il 3,59%, secondo lo schema tipico di chi compra. Le banche hanno recuperato sulle speranze di distensione in Medio Oriente, con Deutsche BankShort a più 2,68%; SiemensShort ha guadagnato l'1,27%, AllianzShort l'1,03% e SAPLong lo 0,94%, mentre BMWShort perdeva l'1,31%.
A Parigi Société GénéraleShort è salita del 3,49% e BNP ParibasShort dello 0,88%, mentre AirbusShort cedeva l'1,02% dopo aver segnalato un difetto nel rivestimento anticorrosione di componenti della fusoliera di circa 500 A321neo, senza rischi per la sicurezza e con l'obiettivo di consegne confermato, e TotalEnergiesLong l'1,31% con il petrolio. A Londra GlencoreShort ha guadagnato il 2,20% dopo la promozione di UBS, LloydsShort l'1,68% nel giorno in cui ha completato il riacquisto di azioni da 1,75 miliardi di sterline e BarclaysShort l'1,60%, mentre ShellLong perdeva lo 0,82%.
Indici europei: DAX, CAC 40, FTSE MIB e FTSE 100 chiudono la settimana in rialzo e tornano dentro la congestione
Venerdì l'ETF sul DAX ETF sul DAXShort ha guadagnato lo 0,54%, quello sul FTSE MIB ETF sul FTSE MIBShort lo 0,47%, quello sul FTSE 100 ETF sul FTSE 100Short lo 0,21%, mentre l'ETF sul CAC 40 ETF sul CAC 40Short è rimasto fermo. Sulla settimana tutti e quattro hanno chiuso in rialzo, fra lo 0,35% di Francoforte e lo 0,63% di Milano, e tutti e quattro restano sotto il proprio segnale settimanale di vendita, con il prezzo fra il 2,09% di Londra e il 3,03% di Francoforte sotto il livello che lo giudica.
Giovedì tre panieri su quattro premevano sul bordo inferiore della propria zona di congestione, e il DAX ne era appena uscito dal basso. Il rimbalzo di venerdì li ha riportati tutti dentro: Francoforte lo 0,37% sopra il pavimento, Londra lo 0,50%, Milano lo 0,86%, Parigi l'1,36%. Parigi, in vendita dal 24 agosto, ha lo short in guadagno del 3,46% e Milano dello 0,56%, mentre Francoforte e Londra sono vicine al pareggio.
I nuovi segnali di acquisto della settimana: la candela li conferma tutti, Apple torna sopra l'ingresso, Tesco e Inwit scendono sotto
Fino alla nuova coorte di lunedì, di questa scheda riportiamo solo quello che cambia. La prima prova è superata: la candela di venerdì ha confermato in acquisto tutti e cinque i segnali nati venerdì 18. Le variazioni sono tre. AppleLong è tornata sopra il proprio prezzo d'ingresso, a più 1,47% dopo il rialzo dell'1,53% di venerdì. TescoLong è scesa sotto, a meno 0,63%, e InwitLong a meno 0,23%. Virgin GalacticLong resta la più avanti, a più 3,91%, e MARA HoldingsLong la più indietro, a meno 5,21%. Nessuno ha cambiato lato sul giornaliero e nessuno riporta i conti in settimana.
L'avvertenza vale sempre: i dati del passato non garantiscono i risultati futuri.
Le trimestrali della settimana: Carnival, Micron, Accenture e Nike, dopo i conti di Costco
CostcoShort ha aperto la stagione con un quarto trimestre sopra le attese: utile per azione di 6,75 dollari contro 6,54 attesi, ricavi per 95,72 miliardi e vendite a parità di punti vendita in crescita del 9,4%, con circa 15 centesimi per azione arrivati da rimborsi sui dazi. Il titolo ha guadagnato il 2,93%. Sei società del nostro universo riportano da martedì a giovedì, e il nome che pesa di più è MicronLong, mercoledì 30 dopo la chiusura, con un consenso di circa 31 dollari di utile per azione. NikeShort arriva ai conti del 1° ottobre dopo il taglio del prezzo obiettivo di Bank of America, che ha sollevato anche dubbi sulla tenuta del dividendo.
Martedì 29 settembre
Carnival Short
Uranium Energy Short
Mercoledì 30 settembre
Micron Technology Long
Giovedì 1° ottobre
Accenture Long
NIKE Short
Tilray Brands Short
Analisi tecnica di SPY e QQQ, l'ETF sull'S&P 500 e l'ETF sul Nasdaq 100: la settimana chiude sopra la congestione
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha chiuso la settimana a più 1,27%, lo 0,65% sopra il tetto della propria zona di congestione e l'1,04% sotto il massimo storico; il Punto di Inversione settimanale è salito e protegge ormai l'11,35% di guadagno. QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, ha fatto più 3,19%, con il massimo della settimana fermo 76 centesimi sotto la prima finestra di obiettivo, scaduta con la chiusura di venerdì.
Sugli obiettivi i due panieri restano in fasi opposte. SPY ha tutte e tre le finestre già prese alla ventiquattresima settimana e comanda il trailing stop. QQQ ha davanti la seconda e la terza finestra, a più 19,19% e più 41,48% dai corsi, entro l'undicesima e la diciassettesima settimana.
Il quadro d'insieme: tassi su, petrolio giù, e il mercato sceglie i chip
Venerdì i tassi americani hanno fatto il terzo passo in tre sedute e le borse hanno chiuso comunque la settimana in rialzo, perché il petrolio è sceso sulla prospettiva di una riapertura di Hormuz. Il mercato continua a scegliere: premia chi incassa dall'intelligenza artificiale e punisce chi deve ancora dimostrare il ritorno della spesa, compra banche quando il greggio scende, lascia indietro dividendi e utility. La candela settimanale ha messo nero su bianco questa selezione: i semiconduttori sono tornati in acquisto, l'oro, l'auto tedesca e le grandi banche americane sono passati in vendita. Lo ha fatto nella settimana in cui Michael Burry aumentava le sue scommesse contro i chip: una tesi sul ciclo contro un segnale di tendenza, e i conti di Micron di mercoledì saranno il primo arbitro. Lunedì la nuova analisi settimanale riparte da qui.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading, con stop, stop al pareggio, trailing e dichiarazione degli stop superati, o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema. Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).