Analisi tecnica degli ETF e azioni: sale solo l'ETF sulla tecnologia, l'ETF sul FTSE MIB esce dalla congestione e le azioni Micron chiudono un trimestre record
Mercoledì 30 settembre, ultima seduta del trimestre, il mercato americano ha premiato un settore solo. L'ETF sulla tecnologia americana XLK ha guadagnato lo 0,64% ed è stato l'unico degli undici panieri settoriali a chiudere in rialzo, mentre l'ETF sui beni di prima necessità XLP perdeva l'1,53%, l'ETF sulla sanità XLV l'1,35% e l'ETF sui finanziari XLF l'1,13%. L'inflazione americana di agosto è uscita sotto le attese, ma il rendimento del decennale ha toccato il massimo dal 2007 e ha tolto sostegno a tutto il resto. Così l'ETF sul Nasdaq 100 QQQ ha chiuso a più 0,25% e l'ETF sull'S&P 500 SPY a meno 0,21%. L'ETF sui semiconduttori SOXX è salito dello 0,21% in attesa dei conti di Micron, arrivati a mercato chiuso. La borsa italiana ha chiuso in calo: l'ETF sul FTSE MIB ha perso lo 0,77% ed è uscito dal basso della sua zona di congestione.
In questa edizione trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno fatto la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno. A Wall Street le azioni Micron hanno chiuso invariate prima di un trimestre da 54 miliardi di dollari di ricavi, le azioni Northrop Grumman hanno perso il 4,19% dopo che il contratto per il nuovo caccia della marina è andato a Boeing, le azioni Moderna il 5,35% dopo un declassamento e le azioni Microsoft sono salite dello 0,77%. A Piazza Affari le azioni Banco BPM hanno ceduto il 2,06% nel giorno della promozione del rating, le azioni Intesa Sanpaolo l'1,60%, le azioni Telecom Italia il 2,58% con scambi oltre dodici volte la norma e le azioni Eni l'1,11% nonostante il greggio in rialzo.
Il nostro modello era dalla parte giusta su molti dei nomi della giornata: short su Northrop Grumman con più 6,12% e su Boeing con più 11,33%, su AppLovin con più 39,12%, su Telecom Italia con più 7,78% e su Goldman Sachs con più 13,31%, long su Micron con più 9,21% alla vigilia dei conti e sulle banche brasiliane, salite di oltre il 4%.
- Analisi tecnica degli ETF: tecnologia, semiconduttori, oro, mercato americano, Vanguard
- Semiconduttori: il trimestre da 54 miliardi di Micron
- Wall Street: un contratto, un declassamento e una causa
- Tassi e banche: lo stesso dato, due reazioni
- Piazza Affari: promossa e venduta
- Europa: l'inflazione rientra dalla porta dell'energia
- Indici europei: Milano raggiunge gli altri
- I nuovi segnali della settimana: cosa è cambiato
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica degli ETF: sale solo l'ETF sulla tecnologia, l'ETF sui semiconduttori dopo Micron, l'ETF sull'oro e i fondi Vanguard
Un ETF è un paniere quotato: si compra e si vende in borsa come un'azione, ma ogni quota rappresenta una fetta di un indice, di un settore o di una materia prima. Per questo guardare quale ETF sale e quale scende in una seduta è il modo più rapido di capire dove il mercato ha messo il denaro e da dove lo ha tolto.
Mercoledì la risposta è stata netta. XLK, il Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana, ha guadagnato lo 0,64%, unico in rialzo fra gli undici settori, e con lui VGT, il Vanguard Information Technology, l'ETF Vanguard sulla tecnologia, più 0,66%, FTEC, il Fidelity MSCI Information Technology, più 0,66%, e QDVE, l'iShares S&P 500 Information Technology Sector UCITS, la versione europea, più 0,57%. Su tutti e quattro il nostro modello è in acquisto dal 10 agosto, con guadagni fra il 2,54% e il 6,18%. SOXX, l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori, è salito dello 0,21% alla vigilia dei conti di Micron, e MAGS, il Roundhill Magnificent Seven, l'ETF sui Magnifici Sette, dello 0,42%, con un acquisto dal 13 luglio che vale più 7,14%.
Dall'altra parte i settori difensivi sono stati i peggiori: XLP, il Consumer Staples Select Sector SPDR, l'ETF sui beni di prima necessità, meno 1,53%, XLV, l'Health Care Select Sector SPDR, l'ETF sulla sanità americana, meno 1,35%, XLI, l'Industrial Select Sector SPDR, meno 1,27%, XLF, il Financial Select Sector SPDR, l'ETF sui finanziari americani, meno 1,13%, XLRE, il Real Estate Select Sector SPDR, meno 1,04%, e XLU, l'Utilities Select Sector SPDR, l'ETF sulle utility americane, meno 0,68%. XLE, l'Energy Select Sector SPDR, l'ETF sull'energia americana, è rimasto fermo, meno 0,06%, nonostante il petrolio in rialzo dell'1,16%. GLD, lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo, ha ceduto lo 0,54%, e lo short del modello, nato il 21 settembre, vale più 3,20%. In Europa sono saliti EXV6, l'iShares STOXX Europe 600 Basic Resources UCITS, l'ETF sulle risorse di base europee, più 0,97%, e EXH9, l'iShares STOXX Europe 600 Utilities UCITS, più 0,51%; in calo EXV2, l'iShares STOXX Europe 600 Telecommunications UCITS, meno 1,30%, EXV1, l'iShares STOXX Europe 600 Banks UCITS, l'ETF sulle banche europee, meno 0,78%, ed EXH1, l'iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS, l'ETF sul petrolio europeo, meno 0,77%. Chi vuole l'analisi tecnica degli ETF globali che seguiamo, paniere per paniere, la trova nella nostra pagina Market Pulse dedicata.
Gli ETF sui grandi indici, famiglia per famiglia. Oltre ai settori il nostro modello segue più di trenta fondi sui grandi panieri, quelli che la maggior parte degli investitori tiene davvero in portafoglio. La fine del trimestre li ha mossi più del solito, soprattutto fuori dagli Stati Uniti.
ETF sul mercato americano. Sulle grandi società il segnale è di acquisto dal 6 aprile: SPY, lo SPDR S&P 500, l'ETF sull'S&P 500 più scambiato al mondo, vale più 12,24%, SPYM, lo SPDR Portfolio S&P 500, la versione a costo ridotto, più 12,26% e SCHX, lo Schwab U.S. Large-Cap, più 12,11%. OEF, l'iShares S&P 100, e XLG, l'Invesco S&P 500 Top 50, in acquisto dal 3 agosto, hanno chiuso invariati e restano sull'ingresso. Sul mercato intero il segnale è di vendita dal 14 settembre e i sei ETF della famiglia hanno perso fra lo 0,21% e lo 0,28%: VTI, il Vanguard Total Stock Market, l'ETF Vanguard sull'intero mercato americano, ITOT, l'iShares Core S&P Total U.S. Stock Market, SCHB, lo Schwab U.S. Broad Market, SPTM, lo SPDR Portfolio S&P 1500, e i due iShares sul Russell 3000, IWV, e sul Russell 1000, IWB.
ETF sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti. È la famiglia che la seduta ha colpito di più. VGK, il Vanguard FTSE Europe, l'ETF Vanguard sull'Europa, ha perso l'1,20%, e IEFA, l'iShares Core MSCI EAFE, lo 0,60%, entrambi con scambi circa tre volte e mezza la norma: sono in vendita dal 14 settembre insieme a IDEV, l'iShares Core MSCI International Developed Markets, e lo short è in guadagno fra l'1,13% e l'1,60%. VEU, il Vanguard FTSE All-World ex-US, VXUS, il Vanguard Total International Stock, e IXUS, l'iShares Core MSCI Total International Stock, restano in acquisto dal 6 aprile con guadagni fra il 4,01% e il 4,75%, dopo cali fra lo 0,65% e lo 0,73%. VEA, il Vanguard FTSE Developed Markets, ha perso lo 0,80% e la candela settimanale in formazione sta girando il segnale in vendita, provvisorio fino a venerdì. SPDW, lo SPDR Portfolio Developed World ex-US, e SCHF, lo Schwab International Equity, in acquisto dal 10 agosto, sono sotto l'ingresso. VT, il Vanguard Total World Stock, l'ETF sull'azionario mondiale, in acquisto dal 6 aprile, vale più 8,88%.
ETF sui mercati emergenti e sul Giappone. VWO, il Vanguard FTSE Emerging Markets, l'ETF sui mercati emergenti di Vanguard, e SCHE, lo Schwab Emerging Markets Equity, sono in acquisto dal 13 aprile e restano poco sopra l'ingresso dopo cali attorno al mezzo punto; IEMG, l'iShares Core MSCI Emerging Markets, meno 0,89%, e SPEM, lo SPDR Portfolio Emerging Markets, in acquisto dal 17 agosto, sono appena sotto. BBJP, il JPMorgan BetaBuilders Japan, l'ETF sul Giappone, è stato l'unico della famiglia in rialzo, più 0,93%.
ETF sui dividendi e a bassa volatilità. VIG, il Vanguard Dividend Appreciation, l'ETF sui dividendi di Vanguard, DGRO, l'iShares Core Dividend Growth, e USMV, l'iShares MSCI USA Min Vol, sono in vendita dall'8 settembre e lo short è in guadagno: più 2,56%, più 3,64% e più 2,18% dopo cali fra lo 0,36% e lo 0,82%.
Azioni Micron dopo i conti record: ricavi a 54 miliardi di dollari, e la filiera con le azioni AMD, Intel e Nvidia
A mercato chiuso MicronLong ha pubblicato i conti del quarto trimestre fiscale, e i numeri non hanno precedenti per un produttore di memorie: secondo il comunicato della società i ricavi sono stati di 54,23 miliardi di dollari, circa cinque volte quelli di un anno prima, con un utile netto di 37,70 miliardi. La divisione dei centri dati è passata da 1,6 a 18,0 miliardi di ricavi nel trimestre. Per il trimestre in corso la società indica 61,5 miliardi, e l'intero anno fiscale si è chiuso a 133,19 miliardi contro 37,38 dell'anno prima. Durante la seduta le azioni Micron avevano chiuso invariate: la risposta del mercato si vede oggi.
Il resto della filiera ha passato la giornata in attesa. Le azioni IntelLong hanno guadagnato il 3,71%, le azioni AMDLong lo 0,69% dopo un ordine da 1,2 miliardi di dollari per infrastrutture basate sui suoi processori, e le azioni NvidiaLong lo 0,51%; secondo un'analisi di settore, il servizio più veloce di OpenAI girerebbe sulle sue schede e non su quelle di un concorrente appena quotato. CoreWeaveShort è salita dell'1,38% e MarvellLong dello 0,36%. Ferme QualcommLong, Applied MaterialsShort e TSMCLong, in calo NebiusLong, meno 0,62%, BroadcomShort, meno 1,10%, e ArmLong, meno 1,37%.
Azioni Boeing e Northrop Grumman dopo il contratto per il caccia della marina, azioni Moderna in calo dopo il declassamento, AppLovin fa causa a Unity
Il Pentagono ha assegnato a BoeingShort il contratto da 20 miliardi di dollari per il nuovo caccia imbarcato della marina, sbloccando un programma fermo da anni. Le azioni Northrop GrummanShort, che lo ha perso, hanno ceduto il 4,19%; le azioni Boeing hanno chiuso a meno 0,87% in una giornata debole per tutti gli industriali, con RTXShort a meno 0,69% e Lockheed MartinShort a meno 0,58%.
Nella sanità le azioni ModernaLong hanno perso il 5,35% dopo che Citigroup ha abbassato il giudizio a «vendere», con un prezzo obiettivo di 80 dollari. Eli LillyShort ha ceduto il 2,33% dopo i dati di uno studio di fase intermedia sulla sua combinazione contro l'obesità, che ha portato a una perdita di peso media fino al 23,3%, e Novo NordiskShort l'1,04%. Nella pubblicità digitale AppLovinShort ha perso il 4,98% dopo aver citato in giudizio Unity SoftwareLong, salita del 3,05%, per fermare la raccolta di dati di un suo servizio. La nuova versione del sistema operativo di Apple blocca nel suo browser i domini con cui The Trade DeskShort distribuisce la pubblicità: le azioni AppleLong sono salite dell'1,10%.
Il software è rimbalzato quasi in blocco: AccentureLong più 3,53% alla vigilia dei conti, ServiceNowLong più 3,13%, AdobeShort più 2,90%, IntuitShort più 2,87%, AutodeskShort più 2,86% e SnowflakeLong più 2,80%. Le azioni MicrosoftLong hanno guadagnato lo 0,77% dopo che un broker ha alzato l'obiettivo di prezzo da 550 a 610 dollari. GameStopLong è salita del 3,75% dopo che l'amministratore delegato ha comprato 447.000 azioni, mentre RobinhoodLong ha perso il 3,20% e le azioni MetaLong l'1,84%.
Rendimenti al massimo dal 2007: azioni Goldman Sachs, JPMorgan e Visa in calo, banche brasiliane in rialzo con Itaú e Banco do Brasil
Secondo le cronache l'inflazione americana di agosto, nella misura che la Fed guarda di più, è uscita a più 0,2% sul mese contro lo 0,3% atteso, e la probabilità di un altro rialzo dei tassi a fine ottobre è scesa sotto il 50%. Nello stesso giorno la crescita del secondo trimestre è stata rivista al rialzo e il rendimento del decennale americano ha toccato il 5,30%, sopra il picco del 2007. La volatilità delle obbligazioni è salita del 3,61%, quella delle azioni dell'1,87%.
A Wall Street il dato non ha aiutato le banche: MastercardShort meno 2,15%, VisaLong meno 1,79%, le azioni Goldman SachsShort meno 1,73%, JPMorganShort meno 1,24%, Bank of AmericaShort meno 0,96% e Berkshire HathawayLong meno 0,88%. A San Paolo lo stesso dato ha avuto l'effetto opposto, con il sollievo sulle attese di politica monetaria: Itaú UnibancoLong più 4,68%, Banco do BrasilLong più 4,67%, BradescoLong più 3,64% e ItaúsaLong più 3,11%. LocalizaLong ha guadagnato il 5,11%, mentre ValeShort, più 0,43%, e PetrobrasLong, meno 0,35%, sono rimaste ferme.
Borsa italiana: azioni Banco BPM giù dopo la promozione di S&P, azioni Intesa Sanpaolo e UniCredit in calo, azioni Telecom Italia con scambi dodici volte la norma
Secondo le cronache il FTSE MIB ha chiuso a meno 0,84%; l'ETF sul FTSE MIB che seguiamo, quotato a Parigi, ha perso lo 0,77%. Sulla borsa italiana hanno pesato l'inflazione di settembre, salita secondo i dati preliminari al 4,2%, il livello più alto da tre anni, e lo spread fra titoli italiani e tedeschi, che si è allargato del 4,86% a 106 punti base. Il caso della giornata è nel credito. S&P ha alzato il rating di Banco BPM a BBB+ e migliorato le prospettive su BPER, eppure le azioni Banco BPMShort hanno perso il 2,06% e le azioni BPERLong lo 0,35%, mentre Banca MediolanumShort è salita dell'1,74% e FinecoBankShort dello 0,59% solo perché JP Morgan ha ripreso a seguire i due titoli. Le azioni Intesa SanpaoloLong hanno ceduto l'1,60%, Monte dei PaschiLong l'1,38%, le azioni UniCreditLong l'1,07% e MediobancaLong lo 0,90%; le azioni GeneraliLong hanno perso l'1,75% con i rendimenti in salita.
Le azioni Telecom ItaliaShort hanno ceduto il 2,58% senza una notizia societaria, con scambi pari a 12,5 volte la norma all'indomani della chiusura dell'offerta di Poste; le azioni PosteShort sono salite dell'1,04%. Le azioni EniLong hanno perso l'1,11% nonostante il petrolio in rialzo, le azioni FerrariLong l'1,60% dopo che Morgan Stanley ha limato l'obiettivo di prezzo confermando il giudizio positivo, DiaSorinLong il 2,17% e Brunello CucinelliShort il 2,00%. In rialzo le azioni CampariLong, più 1,96%, PirelliShort, più 1,59%, InwitLong, più 1,34%, AmplifonShort, più 1,17%, e le azioni NexiLong, più 0,87%. Quasi ferme le azioni StellantisShort, meno 0,24%, le azioni EnelShort, meno 0,36%, e le azioni LeonardoShort, meno 0,38%.
Azioni Siemens e Allianz in calo con l'inflazione tedesca, azioni BMW in rialzo, azioni TotalEnergies e BNP Paribas giù, National Grid su a Londra
I dati preliminari di settembre hanno riportato l'inflazione dell'area euro al 3,8%, il livello più alto da tre anni, con la Germania al 3,3% e la Francia al 3,4%, tutti sopra le attese e quasi per intero a causa dell'energia. La presidente della BCE ha usato toni prudenti, e la probabilità di un rialzo dei tassi a fine ottobre è scesa sotto il 30%, ma i listini hanno pagato lo stesso. A Francoforte SiemensShort ha perso il 2,30%, Siemens EnergyShort il 2,21%, BayerLong l'1,90%, AllianzShort l'1,54% e VolkswagenShort lo 0,82%. In controtendenza BMWShort, più 1,50%, RWELong, più 0,64%, BASFLong, più 0,48%, InfineonShort, più 0,34%, e SAPLong, più 0,18%; ferma Mercedes-BenzShort, meno 0,17%.
A Parigi TotalEnergiesLong ha perso il 3,07% senza una notizia in rassegna e nonostante il greggio in rialzo, BNP ParibasShort il 2,46%, Schneider ElectricShort l'1,47%, VinciShort l'1,43%, LVMHShort l'1,17% e LegrandLong l'1,01%. A Londra le utility sono salite dopo gli annunci del governo sulla politica energetica, con National GridShort a più 2,00%, mentre PrudentialShort ha ceduto l'1,38%, GSKShort l'1,29%, AstraZenecaShort l'1,19%, HSBCLong lo 0,82% e ShellLong lo 0,68%.
Indici europei: l'ETF sul FTSE MIB esce dalla congestione, DAX, CAC 40 e FTSE 100 tutti in vendita su entrambi gli orizzonti
Mercoledì l'ETF sul CAC 40 ETF sul CAC 40Short ha perso lo 0,87%, quello sul FTSE MIB ETF sul FTSE MIBShort lo 0,77%, quello sul DAX ETF sul DAXShort lo 0,69% e quello sul FTSE 100 ETF sul FTSE 100Short lo 0,27%. Tutti e quattro restano sotto il proprio segnale settimanale di vendita, con il prezzo fra il 2,41% di Londra e il 3,32% di Parigi sotto il livello che lo giudica.
La novità è Milano. Fino a martedì era l'unico dei quattro panieri dentro la propria zona di congestione e con il segnale giornaliero in acquisto; con la chiusura di mercoledì è scesa sotto il pavimento della zona, lo 0,42% sotto, e il giornaliero è passato in vendita. Ora tutti e quattro stanno sotto la propria zona: Parigi l'1,30% sotto, Francoforte lo 0,69%, Londra lo 0,63%. Parigi, in vendita dal 24 agosto, ha lo short in guadagno del 4,91%, Milano dell'1,37%, Francoforte dello 0,41% e Londra dello 0,39%.
I nuovi segnali di acquisto della settimana: cosa è cambiato su Recordati, e come stanno Localiza, Intel e AMD
La coorte dei nuovi segnali di acquisto è nata con la chiusura di venerdì 25 settembre, 11 segnali di cui 5 operabili, e l'abbiamo pubblicata per intero lunedì. Oggi riportiamo solo quello che è cambiato, ed è una riga: RecordatiLong ha girato in vendita il segnale giornaliero. Nessun titolo ha attraversato il proprio prezzo d'ingresso, nessuno è uscito dalla coorte e nessuno ha presentato i conti. La seduta ha però diviso il gruppo: LocalizaLong ha guadagnato il 5,11%, IntelLong il 3,71% e DatadogLong l'1,97%, mentre EvenLong ha perso il 2,87% e ArmLong l'1,37%.
L'avvertenza vale sempre: i dati del passato non garantiscono i risultati futuri.
Le trimestrali della settimana: Accenture e Nike oggi, Applied Digital mercoledì, PepsiCo e Tesco giovedì prossimo
Sei società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni. Oggi tocca ad AccentureLong, la prima trimestrale di una grande società di servizi tecnologici dopo un trimestre difficile per il software, e a NikeShort. Mercoledì 7 ottobre arriva Applied DigitalShort, giovedì 8 PepsiCoShort, TescoLong e TilrayShort. Domani, fuori dal calendario dei conti, escono le consegne trimestrali di TeslaLong e i dati sul lavoro americano.
Giovedì 1° ottobre
Accenture Long
NIKE Short
Mercoledì 7 ottobre
Applied Digital Short
Giovedì 8 ottobre
PepsiCo Short
Tesco Long
Tilray Brands Short
Analisi tecnica di SPY e QQQ, l'ETF sull'S&P 500 e l'ETF sul Nasdaq 100: SPY chiude il trimestre col breve in vendita, QQQ respinto dalla congestione
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha perso lo 0,21% con il volume più alto dal 18 settembre e ha chiuso quasi sul minimo della giornata. Il segnale giornaliero resta in vendita per la seconda seduta, con il proprio livello l'1,25% sopra i corsi; il prezzo sta lo 0,96% sotto la zona di congestione e il 2,15% sotto il massimo storico. QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, ha guadagnato lo 0,25%: in giornata è entrato nella propria zona di congestione e non l'ha tenuta, chiudendo lo 0,48% sotto il pavimento. Resta l'unico dei due con entrambi gli orizzonti in acquisto, lo 0,62% sopra il livello giornaliero.
Sugli obiettivi i due panieri sono in fasi opposte. SPY ha già preso tutte e tre le finestre e si gestisce con il trailing stop, con il Punto di Inversione settimanale lo 0,60% sotto i corsi. QQQ è alla settima settimana, poco sopra l'ingresso, con la seconda e la terza finestra ancora davanti.
Il quadro d'insieme: il rialzo si è ristretto a un settore
Il trimestre si è chiuso con un mercato che sale in un posto solo. La tecnologia è stata l'unico settore americano in rialzo, e a mercato chiuso i conti di Micron le hanno dato un argomento in più; tutto il resto, dai finanziari ai beni di prima necessità, ha pagato rendimenti al massimo dal 2007 nonostante un'inflazione migliore delle attese. In Europa l'inflazione è tornata a salire per via dell'energia, e l'ETF sul FTSE MIB ha raggiunto Francoforte, Parigi e Londra sotto le rispettive zone di congestione. Lo stesso dato americano ha fatto scendere le banche di Wall Street e salire quelle brasiliane. Oggi il mercato deve dire quanto valgono i conti di Micron, e venerdì arrivano i dati sul lavoro.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading, con stop, stop al pareggio, trailing e dichiarazione degli stop superati, o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
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