Analisi tecnica: il petrolio spinge le azioni Eni e Tenaris, due utility americane perdono un quinto in una seduta
La seduta del 31 agosto ha avuto due motori, entrambi fuori dai grafici. Nel fine settimana le forze statunitensi hanno colpito lanciarazzi iraniani sull'isola di Larak, descritti come pronti a minare lo Stretto di Hormuz: il greggio ha riaperto in salto e ha guadagnato il 2,8% dalla chiusura di venerdì. E i legislatori californiani hanno presentato una legge sugli incendi che lascia la responsabilità civile in capo alle società elettriche quotate: Edison International ha perso il 23,07% e PG&E il 20,06%, con volumi sette e nove volte i loro normali. Wall Street ha assorbito il colpo — l'ETF sull'S&P 500 ha ceduto lo 0,30%, quello sul Nasdaq 100 ha chiuso in pari — e agosto si è comunque chiuso in guadagno.
Sull'altro fronte l'energia è stata l'unico comparto americano in rialzo, più 2,04%, con Schlumberger a più 4,83%, Exxon Mobil a più 2,71% e Chevron a più 2,12%. Sulla borsa italiana il rincaro ha spinto le azioni Eni, più 2,26%, le azioni Tenaris, più 2,97%, e le azioni Saipem, più 2,29%, mentre il risiko bancario teneva su Banca MPS a più 1,51% e le azioni Mediobanca a più 1,26%; peggiore del listino Leonardo, meno 2,18%. Nelle schede che seguono trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno mosso la giornata — da Edison International, PG&E, Exxon, Chevron, PayPal e Tesla a Wall Street alle azioni Eni, Tenaris, Saipem, MPS e Leonardo a Milano — i sette segnali settimanali girati sulla candela in corso, la mappa degli indici europei e degli ETF, e per ciascuno la posizione del nostro modello, long o short, con la data in cui il segnale è scattato.
- I segnali della settimana: cosa è cambiato
- Edison International e PG&E: una legge cancella un quinto
- Il petrolio e chi lo vende
- Borsa italiana: Eni, Tenaris e il risiko
- Tesla, PayPal e GameStop: comanda la notizia
- Tecnologia americana: dieci nomi, comparto fermo
- Sette segnali girati lunedì: provvisori
- Indici europei: Parigi è la divergenza
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
I segnali di acquisto della settimana: cosa è cambiato nella prima seduta piena
La coorte è quella nata con la chiusura di venerdì 28 agosto — 9 segnali, di cui sei operabili — e resta la stessa fino a venerdì prossimo. Qui pubblichiamo solo quello che è cambiato nella prima seduta piena di contrattazioni: chi si è mosso sopra o sotto il proprio livello d'ingresso e chi ha visto cambiare qualcosa nel proprio quadro. Il livello d'ingresso è la chiusura di venerdì stessa, quindi le variazioni qui sotto sono la resa reale del trade dal segnale.
Analisi tecnica delle azioni Edison International e PG&E: una legge cancella un quinto del valore
Nel fine settimana i legislatori californiani hanno presentato la nuova legge sugli incendi. Il testo aggiorna il sistema di risposta agli incendi ma non sposta la responsabilità civile dalle società elettriche quotate, come invece si aspettava il mercato: almeno tre case d'analisi hanno tagliato il giudizio sul comparto nella stessa mattina. Le azioni Edison International hanno perso il 23,07%, il peggior giorno dal 2001, con un volume sette volte il proprio normale; le azioni PG&E il 20,06%, con un volume nove volte il normale.
Il dato che sorprende sta accanto: l'ETF sulle utility americane ha ceduto appena l'1,17%. Due società hanno perso un quinto del proprio valore e il paniere che le contiene si è mosso di un punto scarso, cioè il mercato ha prezzato la cosa come un fatto californiano e non come un fatto di settore. È una scommessa implicita, e vale la pena saperlo.
Analisi tecnica del comparto petrolifero: Hormuz riporta il rischio-offerta sul prezzo
Il raid statunitense sui lanciarazzi iraniani a Larak, descritti come pronti a minare lo Stretto di Hormuz — il corridoio da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale — è il primo scambio di fuoco diretto fra Washington e Teheran in circa un mese. Il greggio ha riaperto in salto e ha guadagnato il 2,8% dalla chiusura di venerdì, portandosi a più 9,7% sull'arco del mese.
Il comparto si è mosso in blocco: Schlumberger più 4,83%, Petrobras più 4,43%, Exxon Mobil più 2,71%, Chevron più 2,12%, Valero più 1,86%, Halliburton più 1,85%, Occidental più 1,83% e ConocoPhillips più 1,64%. L'ETF sull'energia americana ha chiuso a più 2,04%, unico dei undici comparti americani in guadagno.
Analisi tecnica della borsa italiana: le azioni Eni e Tenaris salgono col greggio, il risiko tiene le banche
Il listino milanese ha chiuso praticamente invariato, meno 0,04%, ma sotto la superficie si sono mosse due storie. La prima è il petrolio: le azioni Eni hanno guadagnato il 2,26% — con gli accordi di investimento in Venezuela dati vicini alla firma — le azioni Tenaris il 2,97% e le azioni Saipem il 2,29%. La seconda è il risiko bancario, che entra in un settembre caldo: le azioni MPS più 1,51%, le azioni Mediobanca più 1,26%, Generali più 1,00%, le azioni Intesa Sanpaolo più 0,13% e le azioni UniCredit meno 0,67%.
Sull'altro lato del listino gli industriali hanno ceduto in blocco: le azioni Leonardo meno 2,18%, Avio meno 2,90% e le azioni Prysmian meno 1,52%. Le azioni Stellantis hanno invece guadagnato l'1,60%, in scia all'auto europea.
Analisi tecnica delle azioni Tesla, PayPal e GameStop: quando comanda la notizia
In una seduta povera di catalizzatori macro sono stati i singoli eventi societari a fare il prezzo. Le azioni Tesla hanno guadagnato il 5,51% in vista dell'evento Cybercab in programma giovedì ad Austin, con il mercato a caccia di dettagli sul robotaxi dopo il via libera limitato ottenuto in Nevada. Le azioni GameStop sono salite del 2,85% dopo risultati preliminari del secondo trimestre sopra le attese, con un utile netto stimato fra 290 e 310 milioni di dollari contro i 168,6 dell'anno prima, sostenuto anche dalla plusvalenza sulla partecipazione in eBay.
Sul lato opposto Take-Two ha perso il 6,67%. Su PayPal vale la pena essere precisi, perché il crollo del 12,71% seguito alla rinuncia del consorzio Advent-Stripe è della seduta di venerdì 28: lunedì il titolo ha perso l'1,85%, e i nostri dati non lasciano spazio a interpretazioni.
Analisi tecnica della tecnologia americana: dieci nomi in rialzo, il comparto fermo
L'ETF sulla tecnologia americana ha chiuso a più 0,44%, e sotto quel numero c'è una distribuzione che vale la pena guardare. Le azioni Circle hanno guadagnato il 9,65%, Roblox il 7,16%, CrowdStrike il 5,77%, Sandisk il 5,50%, IREN il 4,70%, Strategy il 4,42%, le azioni Qualcomm il 3,83%, Fortinet il 2,97%, Palo Alto Networks il 2,84% e le azioni Micron il 2,77%, queste ultime sostenute da una casa d'analisi che ha ribadito la propria posizione rialzista sulla memoria.
Chi segue l'ai trading come tema unico ha davanti una giornata che lo divide in due. Con il comparto fermo a più 0,44%, dieci nomi in rialzo fra il 2,7% e il 9,7% significano una cosa sola: sotto di loro c'è il vuoto. E infatti le azioni Alphabet hanno perso il 2,09% e le azioni Amazon il 2,50%, cioè due dei pesi massimi del paniere sono andati dalla parte opposta.
Sette segnali settimanali girati lunedì: provvisori fino a venerdì
La barra settimanale aperta lunedì 31 agosto chiuderà venerdì 4 settembre. Su sette strumenti del nostro paniere il segnale settimanale ha già cambiato lato su quella barra, e per il nostro modello un flip stampato su una candela in formazione è provvisorio: può ritirarsi se la settimana chiude diversamente. Li pubblichiamo perché sono l'informazione più fresca che abbiamo, dicendo esattamente cosa sono.
Passano dall'acquisto alla vendita PG&E, Avio, Take-Two, Broadcom e l'ETF sulle piccole capitalizzazioni americane. Passano dalla vendita all'acquisto le azioni Saipem e le azioni Bayerische Motoren Werke.
Analisi tecnica degli indici europei: Parigi è l'unico dei quattro in vendita
Il paniere di Francoforte, il DAX, ha ceduto l'1,22%; il CAC 40 lo 0,79%, il FTSE MIB lo 0,04% e il FTSE 100 ha chiuso a più 0,25% — ma il dato britannico è quello di venerdì, perché lunedì la borsa era chiusa per festività.
La distanza dal proprio record separa i quattro più della seduta: Francoforte sta l'1,30% sotto il massimo storico, Milano il 2,69%, Parigi il 4,96% e Londra l'8,24%.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: energia, utility, oro e semiconduttori
Due panieri hanno fatto la giornata dalla parte del rialzo. XLE — lo State Street Energy Select Sector SPDR, cioè l'ETF sull'energia americana più scambiato — ha chiuso a più 2,04%, e VDE, il Vanguard Energy ETF, ha fatto lo stesso numero. Dalla parte opposta XLU, lo State Street Utilities Select Sector SPDR, cioè l'ETF sulle utility americane, ha perso l'1,17%: è il paniere che contiene le due società elettriche californiane crollate lunedì, ed è anche l'ultimo dei undici comparti sul mese, a meno 4,78%.
Fra i panieri che il pubblico segue di più, GLD — lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha chiuso praticamente fermo, meno 0,11%, frenato dalla risalita dei rendimenti nonostante il clima di tensione. SOXX, l'iShares Semiconductor ETF, cioè l'ETF sui semiconduttori, ha guadagnato lo 0,48%. In Europa EXH1, l'iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas, cioè l'ETF sul petrolio e gas europeo, si è fermato a più 0,33%.
Le trimestrali della settimana: Broadcom è il vero test
Cinque società del nostro paniere riportano nei prossimi sette giorni. La data che conta è mercoledì 2 settembre, con Broadcom: dopo aver indicato una crescita del fatturato legato all'intelligenza artificiale oltre il 200% su base annua, è il test sul sentimento dell'intera catena dei semiconduttori. E arriva mentre il suo segnale settimanale ha appena cambiato lato sulla candela in formazione.
Lunedì 1 settembre
Credo Technology Long
NIO Short
Mercoledì 2 settembre
Broadcom Long
Giovedì 3 settembre
Zscaler Long
Martedì 8 settembre
FuelCell Energy Short
Analisi tecnica di SPY e QQQ: il giorno in cui la diversificazione è costata
SPY, l'ETF sull'S&P 500, ha perso lo 0,30%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100, ha chiuso a più 0,05%. Per una volta il rapporto si è girato, e la ragione non è tecnologica.
Il blocco che il paniere concentrato quasi non possiede — finanziari a meno 0,67%, industriali a meno 1,13%, utility a meno 1,17%, immobiliare a meno 0,83%, materiali a meno 0,92% — pesa sull'S&P 500 oltre il 28% e lunedì ha ceduto compatto. Sul Nasdaq 100 quegli stessi comparti valgono insieme poco più del 6%: le utility l'1,54%, i finanziari lo 0,24%, l'immobiliare lo 0,10%.
Il quadro di fondo: il rischio si sposta dalle azioni ai tassi e alle materie prime
Nessuna riunione di banca centrale ha segnato la giornata, ma il contesto resta dominato dall'attesa: il mercato si posiziona per una Federal Reserve più restrittiva alla riunione di settembre, proprio mentre l'inflazione da energia rientra nell'equazione. Il decennale americano è ai massimi da mesi e l'euro ha tenuto sopra quota 1,16 contro un dollaro più debole in giornata.
Il cruscotto dello stress racconta uno spostamento preciso. La volatilità azionaria è ferma, cresciuta di appena il 3,4% nella settimana e piatta sull'arco del mese; quella obbligazionaria sale invece del 5% sul mese, lo spread fra Italia e Germania dell'8% ed è in aumento da quattro settimane consecutive, il rischio di coda del 12%. Tre misure di tensione che salgono mentre l'indicatore più guardato di tutti resta immobile: il rischio non è sparito, ha cambiato mercato. Nella stessa direzione vanno il petrolio, su del 10% in quattro settimane, e i noli marittimi, più 17% sul mese con un balzo del 12,1% nell'ultima settimana.
Il numero che continuiamo a sorvegliare è la partecipazione del mercato, cioè quanti titoli tengono davvero su l'indice: giù del 5% sul mese e in calo da tre settimane. È la terza settimana consecutiva che i prezzi tengono con sempre meno titoli che partecipano, e un listino così diventa fragile senza sembrarlo.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema — Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).