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Martedì 22 settembre Wall Street ruota: Charles Schwab meno 6,11% e Royal Caribbean meno 6,14%, banche americane giù del 2%, materie prime su. Borsa italiana meno 0,45% con Poste, FinecoBank, Telecom e Generali oltre il meno 3%, STM in controtendenza.

Analisi tecnica: le azioni Charles Schwab e Royal Caribbean crollano del 6%, la borsa italiana paga con le azioni Poste, Generali e Telecom Italia
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Osservatorio Economico · La seduta

Analisi tecnica: le azioni Charles Schwab e Royal Caribbean crollano del 6%, la borsa italiana paga con le azioni Poste, Generali e Telecom Italia

23 settembre 2026 AiTrading67 · Trade Desk Osservatorio Mercati

Martedì 22 settembre è stata una seduta che in superficie non si è mossa e sotto ha traslocato: sui nostri dati l'ETF sull'S&P 500 ha chiuso invariato e quello sul Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,81%, ma i finanziari americani hanno perso il 2% mentre i materiali ne guadagnavano l'1,65%. La borsa italiana ha ceduto lo 0,45%, zavorrata da banche e assicurazioni, e lo spread fra Btp e Bund si è allargato del 2,86%, il movimento macro più grosso della giornata.

In questa edizione trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno fatto la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno. A Wall Street le azioni Charles Schwab hanno perso il 6,11% e le azioni Royal Caribbean il 6,14%; in senso opposto le azioni Micron sono salite del 5,00% e le azioni Newmont del 3,42%. A Piazza Affari le azioni Poste Italiane hanno chiuso in fondo al listino con meno 3,97%, seguite dalle azioni FinecoBank e dalle azioni Telecom Italia, mentre le azioni STMicroelectronics guadagnavano il 4,37%.

È stata una giornata in cui il nostro modello ha raccolto molto dal lato corto: short su Royal Caribbean con più 19,56%, su Charles Schwab con più 4,66%, su Adobe con più 5,54%, su Orange con più 5,26%. Tutte le letture nascono da un modello sistematico, quindi da ai trading applicato a circa 450 strumenti, e restano riferimenti: la scelta è sempre di chi opera.

Le notizie che hanno mosso i nostri titoli
🇺🇸
WALL STREET
Chi vive di abitudine paga il conto

Azioni Charles Schwab e Royal Caribbean giù del 6%, banche americane sotto pressione mentre l'indice resta fermo

Il fatto della seduta non è il livello degli indici, è chi è stato venduto. Charles SchwabShort ha perso il 6,11%, un movimento che vale sei volte la sua oscillazione tipica, e Royal CaribbeanShort il 6,14%. Dietro, le grandi banche: Wells FargoLong meno 3,92%, JPMorgan ChaseLong meno 3,42%, Bank of AmericaShort meno 3,04%. Il comparto finanziario americano ha chiuso a meno 1,97%, il peggiore della giornata.

Secondo le cronache il filo che tiene insieme questi nomi è una tesi: gli agenti di intelligenza artificiale personali erodono le attività che vivono dell'inerzia del cliente, cioè della sua pigrizia nel cambiare fornitore, confrontare prezzi o cercare alternative. Banche, assicurazioni e viaggi online sono i mestieri che quell'inerzia la incassano. Sul fronte opposto la sicurezza informatica ha tenuto, con CrowdStrikeLong più 0,28% e Palo Alto NetworksShort più 0,76%.

Come la leggoÈ la giornata in cui il nostro modello ha raccolto di più dal lato corto, e senza aver dovuto indovinare la notizia: eravamo già short su Royal Caribbean dal 17 agosto, ora a più 19,56%, su Charles Schwab dal 14 settembre a più 4,66% e su Bank of America a più 2,65%. Su CrowdStrike il long dal 20 aprile vale più del doppio dell'ingresso. Su Wells Fargo e JPMorgan Chase siamo invece long, e la giornata è andata contro: su entrambe la candela di questa settimana sta girando il segnale in vendita, ma è un capovolgimento in formazione e diventa vero solo con la chiusura di venerdì. Nella price action il dato che pesa è il volume: su tredici dei quattordici movimenti fuori scala della giornata gli scambi sono rimasti nella norma, e solo su Royal Caribbean il volume conferma il prezzo, con l'87,4% sul lato della vendita.
Charles Schwab short (G / P) · Royal Caribbean short (G / P) · Wells Fargo long (G / P) · JPMorgan Chase long (G / P) · Bank of America short (G / P) · CrowdStrike long (G / P) · Palo Alto Networks short (G / P) *
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🇺🇸
TECNOLOGIA
Il silicio tiene, il software no

Azioni dei semiconduttori ancora su con Micron e Arm, mentre le azioni Adobe e Cisco perdono il 4,5%

Il secondo giorno del rialzo tecnologico ha separato i semiconduttori dal software. MicronLong ha guadagnato il 5,00% alla vigilia dei conti del 30 settembre, ArmShort il 3,19%, QualcommLong il 2,08%, IntelShort l'1,71% e le azioni AMDShort l'1,34%. Dall'altra parte le azioni AdobeShort hanno perso il 4,52% e le azioni CiscoShort il 4,50%: due delle tre peggiori dell'intero paniere in una giornata di rialzo.

Fra le grandi, movimenti piccoli e verso opposto: le azioni NvidiaLong più 0,66%, BroadcomShort più 0,52%, AppleLong più 0,23%, mentre MicrosoftLong ha ceduto lo 0,72%, AlphabetShort l'1,07%, AmazonShort l'1,34% e MetaLong lo 0,63%. Sul fronte cripto MARA HoldingsLong ha fatto più 2,64%, Riot PlatformsShort più 3,10% e CleanSparkShort più 2,57%. Le migliori del paniere sono state GameStopLong, più 5,58%, e AmgenShort, più 4,34%.

Come la leggoSui semiconduttori il nostro modello è long dove il movimento è più regolare: Micron con più 12,40%, Qualcomm con più 8,96%, Nvidia con più 2,19%. Sul software siamo short su Adobe con più 5,54% e su Cisco con più 4,91%, e ieri entrambi hanno lavorato. Su Arm, Intel e AMD il segnale settimanale confermato è ancora di vendita e la candela di questa settimana lo sta girando in acquisto: capovolgimento in formazione, da confermare venerdì. Su Amgen siamo short e la giornata è andata contro. Per la gestione del rischio il punto è Micron: arriva ai conti con la struttura più solida del gruppo, e proprio per questo la taglia va ridotta, non aumentata.
Micron Technology long (G / P) · ARM short (G / P) · QUALCOMM long (G / P) · Intel short (G / P) · Advanced Micro Devices short (G / P) · Adobe short (G / P) · Cisco Systems short (G / P) · NVIDIA long (G / P) · Broadcom short (G / P) · Apple long (G / P) · Microsoft long (G / P) · Alphabet short (G / P) · Amazon short (G / P) · Meta Platforms long (G / P) · MARA long (G / P) · Riot Platforms short (G / P) · Cleanspark short (G / P) · GameStop long (G / P) · Amgen short (G / P) *
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🌍
MATERIE PRIME
Hormuz sgonfia la difesa

Azioni Lockheed Martin e RTX giù con il petrolio, mentre le azioni Newmont e Barrick salgono con l'oro

Il secondo driver della giornata è arrivato dal Golfo. Secondo le cronache un'offerta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz ha tolto il premio al rischio geopolitico, con un doppio effetto: la quotazione del petrolio ha perso l'1,24% nella quinta seduta consecutiva di calo, e i titoli della difesa sono scesi. Lockheed MartinShort ha ceduto il 2,44%, RTXShort l'1,72% e BoeingShort l'1,71%; in Europa BAE SystemsShort ha perso il 2,78%.

Nella stessa giornata i materiali sono stati il comparto migliore di Wall Street, con più 1,65%, e la quotazione dell'oro ha chiuso in rialzo dello 0,39%. NewmontLong ha guadagnato il 3,42% trainando il settore e BarrickLong il 2,79%. È un accostamento che merita attenzione: di solito una riduzione del premio geopolitico toglie sostegno all'oro, e ieri invece i due sono andati insieme.

Come la leggoSulla difesa il nostro modello è short da fine agosto su tutto il comparto, e la distensione di ieri ha lavorato a favore: RTX più 4,88%, Boeing più 5,77%, BAE Systems più 2,50%, Lockheed Martin più 0,56%. Sull'oro siamo long da agosto, Newmont a più 12,64%. Sul petrolio va detta una cosa che la price action rende evidente: la tendenza sulle quattro settimane resta in aumento, ma nelle ultime due il greggio ha lasciato quasi il 6% e le ultime sedute sono tutte in calo. Sul medio termine il verso non è cambiato; nel breve sì, e la difesa lo sta già prezzando.
Lockheed Martin short (G / P) · RTX short (G / P) · Boeing short (G / P) · BAE Systems short (G / P) · Newmont long (G / P) · Barrick Mining long (G / P) *
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🇮🇹
ITALIA
Il listino paga banche e assicurazioni

Borsa italiana in calo: azioni Poste, FinecoBank, Telecom Italia e Generali giù oltre il 3%, azioni STMicroelectronics in controtendenza

Piazza Affari ha ceduto lo 0,45% con il danno concentrato su quattro nomi, tutti oltre il meno 3%. Le azioni Poste ItalianeShort hanno chiuso in fondo al listino con meno 3,97%, le azioni FinecoBankShort hanno perso il 3,69%, le azioni Telecom ItaliaLong il 3,34% con la seconda tranche dell'offerta pubblica in corso, e le azioni GeneraliLong il 3,30%. Dietro, le azioni Banco BPMShort a meno 1,74%, UnipolLong meno 1,60%, Banca MediolanumShort meno 1,10% e le azioni BPERLong meno 1,09%. Le due grandi banche hanno limitato i danni: le azioni Intesa SanpaoloLong a meno 0,71% e le azioni UniCreditLong a meno 0,53%.

In controtendenza le azioni STMicroelectronicsShort, più 4,37% con il rally globale dei semiconduttori, e poi le azioni PrysmianShort più 2,54%, le azioni CampariLong più 1,95%, LottomaticaLong più 1,64%, PirelliShort più 1,54% e le azioni NexiLong più 1,40%. Fra i nomi della giornata, le cronache segnalano il riacquisto di azioni proprie annunciato dalla capogruppo delle azioni StellantisShort, che ha chiuso a meno 0,24%, e l'accordo con cui Saxo Bank rileva l'intera quota di BG Saxo dal gruppo Generali. Le azioni AvioShort e le azioni LeonardoShort hanno perso l'1,60% e l'1,40% nella scia del calo europeo della difesa.

Come la leggoSulle banche italiane il nostro modello è long da aprile e la giornata ha eroso poco di guadagni ampi: Mediobanca più 38,51%, Monte dei Paschi più 29,35%, Intesa Sanpaolo più 19,00%, UniCredit più 15,97%, Unipol più 14,67%, BPER più 9,75%. Sul lato corto lavorano gli short su Stellantis, più 28,44%, su Poste con più 1,73% e su FinecoBank con più 3,48%, entrambi aperti il 7 settembre e premiati proprio ieri. Su Generali e Telecom Italia siamo long e la giornata è andata contro; su STMicroelectronics siamo short da luglio con più 13,35% e il rialzo di ieri ha tolto qualcosa a un guadagno che resta ampio. Intesa Sanpaolo è l'unico titolo su cui teniamo armata una zona d'ingresso: il prezzo le sta il 2,15% sotto, e in due settimane si è mosso senza decidersi.
Poste Italiane short (G / P) · FinecoBank short (G / P) · Telecom Italia long (G / P) · Assicurazioni Generali long (G / P) · Banco BPM short (G / P) · UNIPOL ASSICURAZIONI long (G / P) · Banca Mediolanum short (G / P) · BPER Banca long (G / P) · Intesa Sanpaolo long (G / P) · UniCredit long (G / P) · STMicroelectronics short (G / P) · Prysmian short (G / P) · Davide Campari-Milano long (G / P) · Lottomatica long (G / P) · Pirelli & C. short (G / P) · Nexi long (G / P) · Stellantis Milano short (G / P) · Avio short (G / P) · Leonardo short (G / P) · Mediobanca long (G / P) · Monte dei Paschi long (G / P) *
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🇪🇺
EUROPA
Telefonia e difesa sotto pressione

Europa mista: azioni Infineon e Siemens Energy su, azioni Orange giù del 4%, telecomunicazioni il peggior comparto

In Europa il comparto peggiore è stato quello delle telecomunicazioni, a meno 2,15%, e il nome che lo ha trascinato è OrangeShort, meno 4,13%. Le banche continentali hanno perso l'1,01%, con BarclaysShort meno 1,23% e HSBCLong meno 1,59%. Giù anche Rolls-RoyceLong, meno 1,53%, e BMWLong, meno 0,93%.

Dalla parte opposta la tecnologia europea ha guadagnato l'1,60%, con InfineonShort più 3,16% in scia ai chip americani, Siemens EnergyShort più 1,89% e EssilorLuxotticaShort più 2,30%. Piatte SiemensShort, più 0,13%, e Schneider ElectricShort, invariata; UnileverLong più 1,20%, BayerLong più 1,06%, L'OréalLong più 1,49% e RWELong più 0,84%. VolkswagenLong ha recuperato lo 0,32%.

Come la leggoSulle telecomunicazioni francesi il nostro modello è short da agosto e ieri ha incassato: Orange a più 5,26%. Reggono gli short di lungo corso su EssilorLuxottica, a più 48,78% da dicembre, su Novo Nordisk a più 14,14% e su Siemens Energy a più 7,70%, anche se il rialzo di ieri ha tolto qualcosa alle ultime due. Su Infineon siamo short con più 5,55% e la giornata è andata contro. Sull'auto tedesca e su Glencore la candela di questa settimana sta girando il segnale in vendita: capovolgimento in formazione, da confermare venerdì. Per lo swing trading in Europa la lettura è che il comparto che decide non è più l'auto: sono le telecomunicazioni e le banche, che si muovono insieme allo spread.
Orange short (G / P) · Barclays short (G / P) · HSBC long (G / P) · Rolls-Royce long (G / P) · Bayerische Motoren Werke long (G / P) · Infineon Technologies short (G / P) · Siemens Energy short (G / P) · EssilorLuxottica short (G / P) · Siemens short (G / P) · Schneider Electric short (G / P) · Unilever long (G / P) · Bayer long (G / P) · L'Oreal long (G / P) · RWE long (G / P) · Volkswagen AG Pref long (G / P) · Novo Nordisk short (G / P) · Glencore long (G / P) · Mercedes-Benz long (G / P) *
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📈
INDICI
Quattro panieri, un solo verso

Indici europei ancora sotto il segnale settimanale di vendita, con Milano dentro la sua zona di congestione

Martedì l'ETF sul FTSE MIB ETF sul FTSE MIBShort ha perso lo 0,45%, quello sul FTSE 100 ETF sul FTSE 100Short lo 0,29%, mentre quello sul CAC 40 ETF sul CAC 40Short ha guadagnato lo 0,13%. Sul paniere tedesco ETF sul DAXShort il nostro fornitore ha consegnato una serie che non combacia con la nostra e la guardia sui dati ha rifiutato la scrittura: per quello strumento usiamo soltanto la lettura settimanale, e la variazione di giornata non la pubblichiamo.

La mappa non è cambiata: tutti e quattro i panieri restano sotto il proprio segnale settimanale di vendita. Milano è il caso più stretto e più interessante — il prezzo tipico della settimana in formazione sta l'1,76% sotto il livello che lo giudica, e il prezzo è finito esattamente dentro la propria zona di congestione, con lo 0,56% al tetto e l'1,52% al pavimento. Parigi, in vendita dal 24 agosto, resta l'unica con lo short in guadagno; Francoforte e Londra sono entrate in vendita solo la settimana scorsa.

Come la leggoIl paniere italiano è il solo dei quattro con il prezzo dentro la propria fascia di congestione, e questo cambia la lettura: lì il nostro modello non propone ingressi in nessuna direzione, e chi opera lo fa contro la congestione. Le due medie a 20 e 50 giorni sono entrambe dentro la fascia, con il prezzo che ieri ha chiuso al centesimo sulla media a 50. In più l'indice di direzione settimanale di Milano è a 28,8, il più alto dei sette panieri che seguiamo: la direzione di fondo è ribassista e non è in discussione, quello che manca è il movimento. Si decide sul pavimento della fascia, non prima.
ETF sul FTSE MIB short (G / P) · ETF sul CAC 40 short (G / P) · ETF sul FTSE 100 short (G / P) · ETF sul DAX short (G / P) *
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📊
STRUMENTI
Dove è andato il denaro

Gli ETF che hanno mosso la seduta: l'ETF sulle materie prime, l'ETF sulle banche americane, l'ETF sui semiconduttori, l'ETF sull'oro, l'ETF sulle telecomunicazioni europee e l'ETF sulla tecnologia europea

XLB — il Materials Select Sector SPDR, l'ETF sulle materie prime americane — è stato il comparto migliore della seduta con più 1,65%, pur restando il più indietro sul mese. All'estremo opposto XLF — il Financial Select Sector SPDR, l'ETF sulle banche americane — ha perso l'1,97%, la seconda seduta pesante in tre giorni, e porta il mese a meno 4,66%. XLP — il Consumer Staples Select Sector SPDR, l'ETF sui beni di consumo difensivi — ha guadagnato lo 0,99%: una combinazione difensiva che di solito non accompagna un rialzo della tecnologia.

Fra i panieri di comparto, SOXX — l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori — ha fatto più 2,40%, e GLD — lo SPDR Gold Shares, cioè l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — più 0,42%. In Europa EXV2 — l'iShares STOXX Europe 600 Telecommunications, l'ETF sulle telecomunicazioni europee — ha perso il 2,15%, il peggiore del continente, mentre EXV3 — l'iShares STOXX Europe 600 Technology, l'ETF sulla tecnologia europea — ha guadagnato l'1,60%.

Come la leggoLa combinazione della giornata è insolita e vale più dei singoli numeri: salgono insieme materie prime, beni difensivi e oro, e scendono le banche. Sono i tre posti in cui il denaro va quando riduce il rischio senza uscire dal mercato. Il nostro modello è long sull'ETF sull'oro da agosto e sulle banche europee da aprile, short sull'ETF sulle banche americane e su quello sulle materie prime, dove la giornata è andata contro. Sull'ETF sui semiconduttori il segnale confermato è ancora di vendita e la candela di questa settimana lo sta girando in acquisto: è il terzo capovolgimento in formazione della giornata, e tutti e tre stanno nello stesso comparto.
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📈
IL NOSTRO MODELLO
La coorte al secondo giorno

I nuovi segnali di acquisto della settimana: Virgin Galactic, Inwit, MARA Holdings, Tesco e Apple, tutti ancora sopra l'ingresso

Da martedì a venerdì di questa scheda riportiamo solo quello che cambia. Al secondo giorno i 5 nuovi segnali di acquisto nati venerdì 18 settembre stanno ancora tutti sopra il proprio ingresso: Virgin GalacticLong più 8,14%, MARA HoldingsLong più 2,95%, InwitLong più 2,84%, TescoLong più 1,22% e AppleLong più 1,08%. Nessuno ha cambiato lato sul giornaliero, nessuno riporta i conti in settimana, nessuno è uscito dalla coorte.

Il caveat vale sempre: i dati del passato non garantiscono i risultati futuri.

Come la leggoIl movimento si è spostato: ieri comandava Virgin Galactic, oggi la variazione più grossa è di MARA Holdings, che ha guadagnato il 2,64% con il rimbalzo del bitcoin ed è passata da ultima a seconda della coorte. Resta il giudizio di partenza: su MARA la storia dei segnali è la più fragile del gruppo, con un successo storico del 12,1% su 33 casi, e la spinta di una giornata non la cambia. Tesco e Inwit continuano a fare quello che ci si aspetta da un profilo regolare, cioè poco e nella direzione giusta.
Virgin Galactic long (G / P) · MARA long (G / P) · INWIT long (G / P) · Tesco long (G / P) · Apple long (G / P) *
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📅
CALENDARIO
I conti dei prossimi sette giorni

Le trimestrali della settimana: Costco domani, Uranium Energy venerdì, Carnival martedì prossimo

Tre società del nostro universo riportano da qui a martedì prossimo. Subito dopo la finestra arrivano MicronLong il 30 settembre e AccentureLong il primo ottobre.

Giovedì 24 settembre

Costco Wholesale Short

Venerdì 25 settembre

Uranium Energy Short

Martedì 29 settembre

Carnival Short

Come la leggoSu Costco il nostro modello è short dal 26 maggio con più 5,95% e arriva ai conti con un guadagno da proteggere; su Carnival siamo short da agosto con più 13,41%. Micron arriva ai risultati come il nome più solido dell'intera lista dei candidati, e proprio per questo la regola di casa dice di entrarci con la taglia più piccola: il modo in cui leggiamo le trimestrali è misurato, e i conti non spostano il rendimento medio, ne allargano la dispersione.
Costco Wholesale short (G / P) · Uranium Energy short (G / P) · Carnival short (G / P) · Micron Technology long (G / P) · Accenture long (G / P) *
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STATI UNITI
Due panieri, due età

Analisi tecnica di SPY e QQQ: l'S&P 500 fermo perché i suoi motori si annullano, il Nasdaq 100 alla chiusura record

SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha chiuso invariato, meno 0,02%, lo 0,77% sotto il massimo storico; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, ha fatto più 0,81% e ha segnato la chiusura più alta della sua storia. Applicando ai pesi dei due panieri le variazioni dei settori, SPY avrebbe dovuto fare meno 0,01% e QQQ più 0,33%: il primo ha replicato il calcolo al centesimo, il secondo ha fatto mezzo punto meglio grazie ai semiconduttori.

La differenza sta tutta nella composizione. Nel Nasdaq 100 i finanziari pesano lo 0,24%, nell'S&P 500 il 12,59%: lo stesso meno 2% del comparto bancario toglie mezzo centesimo al primo e un quarto di punto al secondo, che la tecnologia ha esattamente compensato. Sui livelli, QQQ ha quattro riferimenti stretti in dodici centesimi percentuali sopra i corsi — massimo storico, banda superiore settimanale e prima finestra di obiettivo — e la finestra scade con la chiusura di venerdì. SPY ha davanti solo il record, allo 0,77%, con tutte e tre le finestre già prese alla ventiquattresima settimana.

Come la leggoSono due trade in fasi opposte: SPY protegge un guadagno maturo del 13,82% dove comanda soltanto il trailing stop, QQQ ha tutte le finestre davanti alla sesta settimana. La gestione del rischio però li tratta allo stesso modo: su entrambi il rapporto fra la distanza dallo stop e quella dal traguardo è sotto uno a uno, quindi aggiungere qui non paga su nessuno dei due. La differenza operativa vera è un'altra: SPY sta appena lo 0,91% sopra la propria zona di congestione e può rientrarci con una seduta storta, QQQ se n'è allontanato del 3,44%. Il paniere largo ha il riparo più vicino, quello stretto ha più strada e nessun cuscinetto.
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La sintesi del desk

Il quadro d'insieme: un mercato che ruota senza uscire

La seduta di martedì si riassume in una frase: il denaro ha cambiato casa senza lasciare il quartiere. In America l'indice largo è rimasto fermo perché i suoi due motori principali si sono annullati, e sotto quella superficie piatta si sono mossi due punti percentuali fra chi vendeva finanziari e chi comprava materie prime e beni difensivi. In Europa lo stesso movimento ha prodotto un risultato peggiore, perché su questi panieri — e su quello italiano più di tutti — non c'è un comparto abbastanza grande da raccogliere quello che esce dalle banche. Il dato che terrei d'occhio nelle prossime due o tre sedute è se banche, assicurazioni e viaggi recuperano: se non lo fanno, quella di martedì non è stata una giornata storta ma l'inizio di un riprezzamento.

Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.

Le edizioni precedenti
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* Il nostro sistema — Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).

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Fonti
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