Analisi tecnica: l'Antitrust apre l'istruttoria sull'offerta per MPS, le azioni Eni e Tenaris salgono col petrolio, giù le azioni UniCredit
Martedì 15 settembre il mercato ha guardato una cosa sola: il costo del denaro. Secondo le cronache il rendimento del decennale americano ha toccato il 5% per la prima volta dall'estate del 2007, alla vigilia di una decisione della Federal Reserve che gli operatori danno al 91% come primo rialzo dal 2023. Wall Street ha chiuso in rosso senza strappi, il greggio è salito ancora sulle tensioni in Medio Oriente, e l'unico settore comprato è stato l'energia.
In questa edizione trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno fatto la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno. Sulla borsa italiana, che ha tenuto meglio di tutta Europa: le azioni Eni e le azioni Tenaris spinte dal petrolio, le azioni Terna e le utility comprate come riparo, le azioni UniCredit giù con le banche del continente, e l'istruttoria dell'Antitrust sull'offerta che riguarda le azioni Intesa Sanpaolo e MPS. A Wall Street la filiera del greggio in rialzo compatto con ConocoPhillips, Exxon e Chevron, le criptovalute sotto pressione con Circle e Coinbase, Qualcomm il nome più comprato della giornata.
Il nostro modello ieri è stato dalla parte giusta su buona parte della giornata: long su tutta la filiera del petrolio a Wall Street e su Eni a Milano, short su Goldman Sachs e sul consumo discrezionale americano, short sulle utility italiane in una seduta che le ha comprate. Tutte le letture nascono da un modello sistematico, quindi da ai trading applicato a circa 450 strumenti, e restano riferimenti: la scelta è sempre di chi opera.
- Il decennale americano tocca il 5%
- L'energia, unico settore comprato
- Piazza Affari: l'Antitrust e le banche
- Stati Uniti: criptovalute e banche
- Europa: le banche in coda
- Indici europei: Milano forte e fragile
- Gli ETF che hanno mosso la seduta
- La variazione della coorte
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Il costo del denaro comanda la seduta: decennale al 5% e Federal Reserve attesa al primo rialzo dal 2023
Secondo le cronache il rendimento del Treasury decennale americano ha toccato il 5% per la prima volta dall'estate del 2007, con un massimo in giornata al 5,04% e una chiusura intorno al 5,01%: è il quinto rialzo consecutivo. Il trentennale resta sopra il 5,3%. Non è un movimento tecnico: è il mercato che si posiziona prima del comunicato della Federal Reserve di oggi, che gli operatori prezzano al 91% come primo aumento di 25 punti base dal 2023.
Wall Street ha chiuso in rosso senza scossoni. Sui nostri dati l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long ha perso lo 0,46%, quello sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong lo 0,65% e quello sulle società a piccola capitalizzazione ETF sulle piccole capitalizzazioni americaneShort lo 0,96%. Il nome più comprato della giornata è stato QualcommLong, più 4,25%, seguito da DanaherLong, più 3,01%, e Arista NetworksLong, più 2,68%.
Greggio oltre i 107 dollari: la filiera del petrolio sale compatta da Wall Street a Milano e San Paolo
Il secondo tema della seduta è di nuovo il Golfo, e questa volta i titoli hanno seguito. Secondo le cronache il Brent ha superato i 107 dollari e il greggio americano ha guadagnato circa il 2% oltre quota 104, sui massimi da oltre quattro mesi, spinto dai nuovi attacchi incrociati fra Stati Uniti e Iran nel fine settimana e dall'intesa fra l'amministrazione americana e il Venezuela sul controllo di oltre 65 miliardi di barili di riserve. Sui nostri dati il greggio è salito del 4,4% nella seduta e del 23% in quattro settimane.
La filiera è salita compatta: ValeroLong più 3,68%, Marathon PetroleumLong più 3,63%, ConocoPhillipsLong più 3,33%, PetrobrasLong più 2,93%, OccidentalLong più 2,82%, ChevronLong più 2,64%, ExxonLong più 2,57%, BPLong più 2,24%. L'ETF sull'energia americana XLELong ha guadagnato il 2,17%, unico settore comprato su undici. In Brasile le azioni ordinarie di PetrobrasLong hanno chiuso a più 3,63% e UsiminasLong a più 3,27%.
Borsa italiana: l'Antitrust apre sull'offerta per MPS, azioni Eni e Tenaris su col petrolio, azioni UniCredit giù con le banche
La notizia del giorno arriva dall'Autorità garante della concorrenza. L'Antitrust ha avviato un'istruttoria sull'operazione con cui Intesa Sanpaolo intende acquisire il controllo esclusivo di Monte dei Paschi attraverso l'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata l'8 giugno: sotto esame gli effetti sulla concorrenza in numerosi mercati bancari e assicurativi, su base locale e nazionale, compresi i rapporti fra Intesa e Generali nella produzione e distribuzione delle polizze. Sui nostri dati le azioni Intesa SanpaoloLong hanno perso lo 0,19%, le azioni MPSLong hanno guadagnato l'1,53% e MediobancaLong l'1,43%.
Il resto del listino si è diviso fra chi ha il petrolio e chi ha i tassi. Hanno spinto le azioni TenarisLong, più 3,30%, le azioni EniLong, più 1,75%, e le azioni SaipemShort, più 1,56%. Le utility sono state comprate come riparo: azioni TernaShort più 2,87%, ItalgasShort più 1,14%, SnamShort più 1,10%. Bene anche le azioni LeonardoShort, più 1,26%, le azioni NexiLong più 1,15% e GeneraliLong più 0,93%. Hanno pagato i tassi le azioni UniCreditLong, meno 2,24%, le azioni BPERLong meno 1,66% e le azioni Banco BPMShort meno 0,43%; giù anche MonclerShort, meno 1,98%, LottomaticaLong, meno 1,29%, e le azioni StellantisShort, meno 1,17%. Secondo le cronache l'indice di Piazza Affari ha chiuso a meno 0,1%, il migliore d'Europa; l'ETF che lo replica, sui nostri dati, a meno 0,21%.
Wall Street: Circle e Coinbase affondano prima del voto sulle criptovalute, le banche pagano l'allarme sulle commissioni
Il comparto più colpito è stato quello delle criptovalute, dove il ribasso del Bitcoin si è moltiplicato sui titoli collegati. CircleLong ha perso l'11,41%, CoinbaseLong il 10,10%, Riot PlatformsShort il 5,97% e StrategyLong il 5,36%. Secondo le cronache pesa la doppia incognita del voto al Senato sul provvedimento che dovrebbe dare un quadro regolatorio alle criptovalute e della decisione sui tassi.
Le azioni BPM e le altre banche europee raccontano la stessa storia di quelle americane. Le banche hanno ceduto dopo che alla conferenza Barclays il numero uno di Bank of America ha avvertito che le commissioni di investment banking del terzo trimestre caleranno di oltre il 10% su base annua, con il trading sostanzialmente piatto: sui nostri dati Goldman SachsShort ha perso l'1,19%. In rosso anche Take-TwoShort, meno 4,93%, Dutch BrosShort, meno 4,70%, e XPengShort, meno 4,48%, con il consumo discrezionale ultimo settore della griglia a meno 1,75%.
Europa: le banche sono il fanalino di coda, RWE e Schneider Electric in controtendenza, Londra paga la Borsa di Londra
Secondo le cronache lo Stoxx 600 ha chiuso a meno 0,6%, sui minimi da tre mesi, con le banche ultime del listino. Sui nostri dati Deutsche BankLong ha perso il 2,37%, HSBCLong il 2,15% e SanofiLong l'1,62%; l'ETF sulle banche europee EXV1Long ha ceduto lo 0,94%. Il calo più ampio del continente è però quello di London Stock ExchangeLong, meno 3,23%.
In controtendenza le utility tedesche e i nomi legati ai centri dati che lunedì erano stati venduti: RWELong più 1,53%, Schneider ElectricLong più 1,19%, InfineonShort più 0,54%, Siemens EnergyShort più 0,26%. Il software ha tenuto con SAPLong a più 0,44%, mentre SiemensShort ha perso l'1,15%, BayerLong l'1,26% e Dassault SystèmesShort l'1,13%. L'ETF sul petrolio e gas europeo EXH1Long è stato il primo del continente con più 1,27%.
Indici europei: Milano è la più forte del giorno e la più debole sulla struttura, Francoforte resta appesa
Martedì l'ETF sul FTSE MIB ETF sul FTSE MIBShort ha perso lo 0,21%, quello sul DAX ETF sul DAXLong lo 0,22%, quello sul FTSE 100 ETF sul FTSE 100Long lo 0,42% e quello sul CAC 40 ETF sul CAC 40Short lo 0,43%. Quattro cali quasi identici, in una forbice di due decimi di punto: è la seduta più compatta delle ultime settimane sul continente.
Sotto quella superficie le posizioni sono però molto diverse. Milano è in vendita dalla settimana chiusa il 4 settembre e il prezzo tipico della settimana in formazione sta il 2,96% sotto il livello di uscita: il segnale lavora con margine largo. Parigi è in vendita dal 24 agosto. Londra resta in acquisto da aprile, con il settimanale in formazione che tiene. Francoforte, in acquisto da aprile, porta ancora sulla candela in formazione la vendita provvisoria, e il prezzo tipico è sceso al 2,82% sotto il nuovo livello, contro il 2,63% di lunedì.
Gli ETF che hanno mosso la seduta: l'ETF sull'energia, l'ETF Vanguard sull'energia, l'ETF sul consumo discrezionale, l'ETF sulle utility, l'ETF sui semiconduttori e l'ETF sull'oro
XLE — l'Energy Select Sector SPDR, cioè l'ETF sull'energia americana — ha guadagnato il 2,17%, primo fra gli undici settori e unico in verde. VDE — il Vanguard Energy, l'ETF Vanguard sull'energia — ha chiuso a più 2,23%, confermando il movimento su un paniere più largo. All'estremo opposto XLY — l'ETF sul consumo discrezionale americano — ha perso l'1,75%, ultimo della griglia, e XLU — l'ETF sulle utility americane — l'1,20%.
SOXX — l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori — ha chiuso a più 0,29% dopo il meno 5,63% di lunedì: il comparto si è fermato invece di proseguire. GLD — lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo — ha perso l'1,56% con il dollaro in rafforzamento e i rendimenti in salita, quarta settimana consecutiva di calo per il metallo.
I nuovi segnali di acquisto: la variazione di ieri
La coorte settimanale è nata con la chiusura di venerdì 11 settembre: 15 nuovi segnali di acquisto, 10 operabili. Da martedì a venerdì in questa scheda pubblichiamo soltanto ciò che cambia — chi passa sopra o sotto il proprio livello d'ingresso, chi cambia lato sul giornaliero, chi riporta i conti, chi esce dalla coorte.
Ieri la variazione è una sola, ed è quella di QualcommLong: con il più 4,25% della seduta è passata sopra il proprio livello d'ingresso. Nessuno ha cambiato lato sul giornaliero, che resta in vendita su NokiaLong, LegrandLong, MicronLong e Taiwan SemiconductorLong come il giorno prima, e nessuno dei quindici riporta i conti nei prossimi sette giorni.
Le trimestrali della settimana: MFE-MediaForEurope oggi, Carnival e FedEx domani, Costco la prossima settimana
Quattro società del nostro universo riportano da qui alla prossima settimana, le prime due proprio a cavallo della decisione della Federal Reserve.
Mercoledì 16 settembre
MFE-MediaForEurope Short
Giovedì 17 settembre
Carnival Short
FedEx Long
Giovedì 24 settembre
Costco Wholesale Short
Analisi tecnica di SPY e QQQ: la chiusura di SPY scivola sotto il livello di uscita, QQQ tiene più margine
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha chiuso martedì a meno 0,46%; QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, a meno 0,65%. Applicando ai pesi dei due panieri le variazioni dei settori, SPY avrebbe dovuto perdere lo 0,44% e QQQ lo 0,61%: due e cinque centesimi di scarto, contro i trentadue di lunedì. La seduta è stata interamente spiegata dai settori, ed è la differenza che conta rispetto al giorno prima.
Sul settimanale entrambi restano in acquisto, ma il paniere largo è sul filo. La chiusura di SPY è scivolata sotto il proprio Punto di Inversione settimanale di 21 centesimi, e a tenere il segnale è ora soltanto il prezzo tipico della settimana, che sta lo 0,19% sopra il livello contro lo 0,36% di lunedì. SPY è alla ventitreesima settimana con tutte e tre le finestre di presa beneficio raggiunte e un guadagno dell'11,47%. QQQ è alla quinta settimana, ancora il 3,63% sotto l'ingresso, ma con lo 0,82% di margine sul proprio livello: il doppio del paniere largo.
Il quadro d'insieme: il giorno della Federal Reserve
Stasera alle 20 italiane decide la Federal Reserve, e il mercato ci arriva prezzando al 91% il primo rialzo dal 2023, con il decennale americano al 5% e il greggio sui massimi da oltre quattro mesi. Il vero rischio, per chi opera, non è la mossa in sé ma i toni della conferenza e le indicazioni sul sentiero dei prossimi mesi. La seduta di ieri ha detto due cose utili: il mercato ha smesso di strappare, con 3 movimenti fuori scala contro i 33 di lunedì, e ha ricominciato a muoversi in modo leggibile, con il calo degli indici spiegato per intero dai settori. Resta il problema di fondo, che non cambia da cinque settimane: la partecipazione al rialzo continua a restringersi, e un indice che tiene con sempre meno titoli che partecipano è un indice appeso a pochi nomi.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading — stop, stop al pareggio, trailing, e la dichiarazione degli stop superati — o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema — Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).