Analisi tecnica degli ETF e azioni: l'ETF sulle banche europee perde il 3,33%, l'ETF sul FTSE MIB il 2,42% e le azioni UniCredit cedono il 4,18%
Mercoledì 7 ottobre i rendimenti dei titoli di Stato sono tornati a salire, e gli ETF mostrano chi ha pagato il conto. L'ETF sulle banche europee EXV1 ha perso il 3,33% con scambi oltre trenta volte la norma, e l'ETF sul FTSE MIB MIB il 2,42%: la borsa italiana è stata la peggiore d'Europa, con lo spread fra BTP e Bund in forte allargamento. L'ETF sul DAX DAX ha ceduto l'1,36% e l'ETF sul CAC 40 CAC l'1,31%. In America il danno è stato molto più piccolo: l'ETF sull'S&P 500 SPY ha chiuso a meno 0,24% e l'ETF sul Nasdaq 100 QQQ a meno 0,25%, mentre l'ETF sugli industriali XLI ha perso il 2,18% e l'ETF sull'oro GLD l'1,67%. Un solo settore è salito, la sanità, con l'ETF sulla sanità americana XLV a più 1,03%.
In questa edizione trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno fatto la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno. A Piazza Affari le azioni UniCredit hanno perso il 4,18%, le azioni Intesa Sanpaolo il 4,04% nel giorno del rilancio su Monte dei Paschi, le azioni Monte dei Paschi il 3,89%, le azioni Prysmian il 4,68% e le azioni STMicroelectronics il 4,07%, mentre le azioni Stellantis sono salite dell'1,36% e le azioni Eni dello 0,41%. A Wall Street le azioni Micron hanno guadagnato il 4,06% dopo un rialzo di obiettivo e le azioni Moderna il 4,81%, mentre le azioni Caterpillar hanno ceduto il 5,75% dopo un declassamento e le azioni Meta il 2,38%. A Parigi le azioni Société Générale sono scese del 5,01% e a Londra le azioni HSBC del 4,36%.
Il nostro modello era dalla parte giusta su molti dei nomi della giornata: short su UniCredit e su Intesa Sanpaolo, in vendita dalla settimana scorsa, su Prysmian con più 7,96%, su Telecom Italia con più 19,39%, su Leonardo con più 12,98%, su Société Générale con più 16,00%, su Caterpillar con più 7,55%, sull'ETF delle banche europee EXV1 e sui quattro indici europei, con gli ETF sul FTSE MIB, sul DAX, sul CAC 40 e sul FTSE 100; long su Micron con più 11,56%, su Moderna con più 35,38%, su Eni con più 5,55% e sui due ETF americani, SPY sull'S&P 500 e QQQ sul Nasdaq 100.
- Analisi tecnica degli ETF: banche europee, industriali, sanità, oro
- Piazza Affari e spread: UniCredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi
- Wall Street: Caterpillar, Micron, Moderna
- Europa: Société Générale, HSBC, Shell
- Brasile: Bradesco, Itaú, Petrobras
- Indici europei: Milano torna in vendita sul breve
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica degli ETF: l'ETF sulle banche europee cade con lo spread, l'ETF sugli industriali perde oltre il 2%, l'ETF sulla sanità è l'unico a salire e l'ETF sull'oro scende ancora
Un ETF è un paniere di titoli quotato in borsa, che si compra con un solo ordine e segue un indice, un settore o una materia prima. In una giornata come mercoledì, in cui la notizia è una sola e pesa in modo diverso da un mercato all'altro, i panieri sono lo strumento più rapido per vedere dove è caduto il colpo.
È caduto dove c'è più debito pubblico nei bilanci. EXV1, l'iShares STOXX Europe 600 Banks UCITS, l'ETF sulle banche europee, ha perso il 3,33% con un volume pari a oltre trenta volte quello normale e una chiusura vicino al minimo di giornata. MIB, l'Amundi FTSE MIB UCITS, l'ETF sul FTSE MIB, ha ceduto il 2,42%. Su entrambi il nostro modello è in vendita, e mercoledì il segnale giornaliero è tornato in vendita anche lui. Fra i settori europei sono scesi EXV6, l'ETF sulle risorse di base, meno 2,02%, EXV3, l'iShares STOXX Europe 600 Technology UCITS, l'ETF sulla tecnologia europea, meno 1,96%, ed EXH4, l'ETF sugli industriali europei, meno 1,83%. Hanno tenuto EXV4, l'iShares STOXX Europe 600 Health Care UCITS, l'ETF sulla sanità europea, più 1,86%, ed EXV2, l'ETF sulle telecomunicazioni europee, più 1,49%. Quasi fermi EXHG, l'ETF sull'auto europea, meno 0,23%, ed EXH9, l'ETF sulle utility europee, meno 0,86%.
In America il costo del denaro ha colpito i settori che ne dipendono di più. XLI, l'Industrial Select Sector SPDR, l'ETF sugli industriali americani, ha perso il 2,18% dopo il declassamento del suo titolo più pesante; XLB, il Materials Select Sector SPDR, l'ETF sui materiali, l'1,51% e XLRE, il Real Estate Select Sector SPDR, l'ETF sull'immobiliare americano, l'1,29%. Su tutti e tre il modello è in vendita e lo short è in guadagno: più 5,25% sugli industriali, più 2,02% sui materiali, più 7,65% sull'immobiliare. XLF, il Financial Select Sector SPDR, l'ETF sui finanziari americani, ha ceduto lo 0,48%, con uno short a più 3,78%. Utility, consumi difensivi e consumi discrezionali, cioè XLU, XLP e XLY, hanno chiuso entro un terzo di punto dalla parità, tutti e tre in vendita.
L'unico rifugio è stata la sanità: XLV, l'Health Care Select Sector SPDR, l'ETF sulla sanità americana, ha guadagnato l'1,03% e il long del modello, che dura dal 26 maggio, vale più 12,94%. L'oro non ha protetto nessuno: GLD, lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo, ha perso l'1,67% con il dollaro in salita, e lo short del modello, aperto il 21 settembre, sale a più 4,46%.
La tecnologia ha retto meglio di quanto ci si poteva aspettare. XLK, il Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana, ha ceduto lo 0,30%, VGT, il Vanguard Information Technology, l'ETF Vanguard sulla tecnologia, lo 0,33%, FTEC, il Fidelity MSCI Information Technology, lo 0,33% e QDVE, la versione europea sull'S&P 500 tecnologico, lo 0,18%. Su tutti e quattro il modello è in acquisto dal 10 agosto, con guadagni fra il 5,56% e il 9,95%. SOXX, l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori, ha perso l'1,12% e resta sopra l'ingresso dell'1,77%; MAGS, il Roundhill Magnificent Seven, l'ETF sui Magnifici Sette, ha ceduto lo 0,28% e vale più 10,13%. Sull'energia XLE, l'Energy Select Sector SPDR, l'ETF sull'energia americana, ha fatto meno 0,61% con un long a più 9,85%, VDE, il Vanguard Energy, meno 0,62%, ed EXH1, l'ETF sul petrolio europeo, meno 0,53% con un long a più 4,03%. L'analisi tecnica degli ETF globali, con tutti i panieri che seguiamo uno per uno, sta nella pagina Market Pulse dedicata.
Gli ETF sui grandi indici, famiglia per famiglia. Accanto ai settori il nostro modello segue più di trenta fondi sui grandi panieri, quelli che finiscono nei portafogli di lungo periodo.
ETF sul mercato americano. SPY, lo SPDR S&P 500, l'ETF sull'S&P 500 più scambiato al mondo, ha ceduto lo 0,24% e vale più 14,39% dal segnale di acquisto del 6 aprile; SPYM, lo SPDR Portfolio S&P 500, e SCHX, lo Schwab U.S. Large-Cap, valgono più 14,38% e più 14,35%. OEF, l'iShares S&P 100, e XLG, l'Invesco S&P 500 Top 50, in acquisto dal 3 agosto, hanno chiuso invariati e sono a più 1,67% e più 2,80%. Sul mercato intero il segnale è di vendita dal 14 settembre e la seduta ha ridotto la perdita dello short, che resta fra l'1,49% e l'1,96%: VTI, il Vanguard Total Stock Market, l'ETF Vanguard sull'intero mercato americano, ITOT, l'iShares Core S&P Total U.S. Stock Market, SCHB, lo Schwab U.S. Broad Market, SPTM, lo SPDR Portfolio S&P 1500, e IWV, l'iShares Russell 3000, hanno perso fra lo 0,35% e lo 0,44%. Su IWB, l'iShares Russell 1000, la candela settimanale in corso stampa ancora un segnale di acquisto, provvisorio fino a venerdì; su ITOT e IWV, che martedì lo avevano, non c'è più. All'altro capo IWM, l'iShares Russell 2000, l'ETF sulle piccole capitalizzazioni, ha perso l'1,29% e porta lo short del modello a più 6,19%.
ETF sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti. Qui la seduta si è sentita per intero, con ribassi fra l'1,08% e l'1,23%. VEA, il Vanguard FTSE Developed Markets, l'ETF Vanguard sui mercati sviluppati, ha perso l'1,20%, e con lui VEU, il Vanguard FTSE All-World ex-US, VXUS, il Vanguard Total International Stock, SPDW, lo SPDR Portfolio Developed World ex-US, e SCHF, lo Schwab International Equity: su tutti e cinque la vendita è nata la settimana scorsa e ora è in guadagno, fra lo 0,72% e l'1,22%. Sono in vendita dal 14 settembre VGK, il Vanguard FTSE Europe, l'ETF Vanguard sull'Europa, con più 3,00%, IEFA, l'iShares Core MSCI EAFE, con più 1,83%, e IDEV, l'iShares Core MSCI International Developed Markets, con più 2,00%. In acquisto restano IXUS, l'iShares Core MSCI Total International Stock, con più 3,91%, che mercoledì ha chiuso appena sotto il proprio livello settimanale, e VT, il Vanguard Total World Stock, l'ETF sull'azionario mondiale, con più 10,11%.
ETF sui mercati emergenti e sul Giappone. Gli emergenti hanno perso poco più di un punto e il segnale giornaliero è passato in vendita su tutti e quattro: VWO, il Vanguard FTSE Emerging Markets, l'ETF sui mercati emergenti di Vanguard, meno 1,27%, SCHE, lo Schwab Emerging Markets Equity, meno 1,26%, SPEM, lo SPDR Portfolio Emerging Markets, meno 1,23%, e IEMG, l'iShares Core MSCI Emerging Markets, meno 1,22%. Il settimanale resta in acquisto, con un margine che per i primi tre è attorno all'1%. BBJP, il JPMorgan BetaBuilders Japan, l'ETF sul Giappone, ha ceduto l'1,05% ed è tornato sul prezzo d'ingresso.
ETF sui dividendi e a bassa volatilità. VIG, il Vanguard Dividend Appreciation, l'ETF sui dividendi di Vanguard, ha fatto meno 0,32%, DGRO, l'iShares Core Dividend Growth, meno 0,29% e USMV, l'iShares MSCI USA Min Vol, meno 0,28%. Sono in vendita dall'8 settembre e tutti e tre in guadagno, più 1,02%, più 2,44% e più 0,12%.
Borsa italiana e spread BTP-Bund: azioni UniCredit meno 4,18%, azioni Intesa Sanpaolo giù nel giorno del rilancio su Monte dei Paschi, azioni Prysmian e STMicroelectronics in calo, salgono Stellantis ed Eni
La borsa italiana è stata la peggiore d'Europa: l'ETF sul FTSE MIB ha perso il 2,42%, quasi il doppio del paniere tedesco. La ragione sta nello spread fra BTP e Bund, che secondo le cronache è salito di circa 10 punti base fino a 117 mentre il titolo tedesco restava fermo: le banche italiane hanno in portafoglio il titolo che si stava svalutando. Nella stessa giornata l'associazione bancaria ha respinto l'ipotesi di un nuovo contributo del settore nella legge di bilancio, e la partita fiscale resta aperta.
Il comparto è sceso in blocco. Le azioni UniCreditShort hanno perso il 4,18%, le azioni Intesa SanpaoloShort il 4,04%, Banca MediolanumShort il 3,90%, le azioni Monte dei PaschiLong il 3,89%, le azioni BPERShort il 3,69%, Poste ItalianeShort il 3,06%, MediobancaLong il 2,72%, AzimutLong il 2,70%, le azioni Banco BPMShort il 2,52%, FinecoBankShort il 2,48%, UnipolShort il 2,28% e le azioni GeneraliShort l'1,37%. Dentro il ribasso c'è un fatto societario: Intesa Sanpaolo ha rilanciato l'offerta su Monte dei Paschi, portandola a 31,4 miliardi con 0,25 euro in contanti in più per azione. Azimut ha comunicato una raccolta netta di 683 milioni a settembre e di 10,9 miliardi da inizio anno. NexiShort è rimasta ferma.
Fuori dai finanziari hanno pesato i titoli tecnologici e industriali: le azioni PrysmianShort meno 4,68%, ENAVShort meno 4,67%, le azioni STMicroelectronicsLong meno 4,07%, per le prese di beneficio sul comparto e per le indiscrezioni su una tassa europea al settore, MFEShort meno 3,64%, le azioni Telecom ItaliaShort meno 3,22%, le azioni LeonardoShort meno 2,57%, FincantieriShort meno 2,21% e AvioShort meno 2,08%. Le azioni EnelShort hanno ceduto l'1,24% e TenarisLong l'1,50%.
In rialzo sono rimasti in pochi. Le azioni StellantisShort hanno guadagnato l'1,36% sulle indiscrezioni di un tetto europeo temporaneo alle importazioni di ibride cinesi, InwitLong l'1,87%, CampariLong lo 0,49%, le azioni EniLong lo 0,41% con il greggio del Mare del Nord sopra i 100 dollari, e SaipemShort lo 0,11%. Le azioni FerrariLong hanno chiuso invariate.
Azioni Caterpillar meno 5,75% e industriali in caduta con i rendimenti ai massimi dal 2002, azioni Micron più 4,06%, azioni Moderna e sanità in rialzo, scendono nucleare e criptovalute
Il decennale americano ha toccato il 5,36% e il trentennale il 5,73%, i rendimenti più alti dal 2002, nel giorno in cui sono stati pubblicati i verbali della riunione di settembre della banca centrale americana, quella del primo rialzo dei tassi dal 2023. Gli indici hanno perso poco. Sotto, il mercato ha venduto ciò che dipende dal credito. Le azioni CaterpillarShort hanno ceduto il 5,75% dopo un declassamento, e con loro GE VernovaShort, meno 3,12%, EatonShort, meno 3,09%, HoneywellShort, meno 2,24%, e GE AerospaceShort, meno 1,86%. La difesa è scesa insieme, con Lockheed MartinShort a meno 2,14%, Northrop GrummanShort a meno 2,00% e RTXShort a meno 1,65%.
La notizia societaria migliore riguarda le memorie. Le azioni MicronLong sono salite del 4,06% dopo che una casa d'affari ha alzato l'obiettivo di prezzo da 2.100 a 3.000 dollari, sostenendo che la domanda di memorie per l'intelligenza artificiale supererà l'offerta fino al 2028; SandiskLong ha fatto più 1,92% e Western DigitalShort meno 1,37%. Il resto dei semiconduttori è sceso: Texas InstrumentsLong meno 2,78%, ArmLong meno 2,71%, QualcommLong meno 2,16%, TSMCLong meno 2,09%, MarvellLong meno 0,81%, le azioni NvidiaLong meno 0,74% e le azioni AMDLong meno 0,55%. IntelLong ha recuperato lo 0,55%. Secondo la stampa finanziaria un grande gruppo aerospaziale sta cercando 40 miliardi di dollari di debito per finanziare un ordine di chip Nvidia: è il segno che la spesa in intelligenza artificiale comincia a passare dal mercato obbligazionario.
Fra i nomi più grandi le azioni AmazonShort hanno guadagnato l'1,42%, le azioni AppleLong lo 0,91% e le azioni AlphabetShort lo 0,81%; le azioni MicrosoftLong sono rimaste ferme, le azioni TeslaLong hanno ceduto lo 0,75% e le azioni MetaLong il 2,38%, senza una notizia propria. CrowdStrikeLong ha perso il 4,81% per prese di beneficio dopo otto rialzi consecutivi. SpotifyShort è stata fra le migliori, più 5,08%, con l'annuncio dell'espansione degli audiolibri da 22 a oltre 180 mercati entro fine anno. CostcoShort, più 0,70%, ha diffuso a mercati chiusi vendite di settembre in crescita del 13%.
La sanità è stata l'unico settore in rialzo. Le azioni ModernaLong hanno guadagnato il 4,81% in vista dell'ingresso nel Nasdaq 100 da venerdì 9 ottobre, Eli LillyShort il 2,70%, AmgenShort il 2,60%, Intuitive SurgicalLong il 2,41%, PfizerLong l'1,82% dopo il via libera dell'autorità americana a una terapia per il tumore al seno, AbbVieLong l'1,75% e Johnson & JohnsonLong l'1,44%.
Due comparti sono scesi insieme senza notizie societarie. Il nucleare e l'uranio hanno restituito il rialzo di martedì: Energy FuelsShort meno 8,88%, NuScale PowerShort meno 4,36%, CamecoShort meno 4,25%, con le terre rare di MP MaterialsShort, meno 4,57%, e USA Rare EarthShort, meno 3,71%. Le società legate alle criptovalute hanno seguito il calo del bitcoin: StrategyLong meno 6,79%, CoinbaseLong meno 3,92% e RobinhoodLong meno 2,22%. Fra le compagnie aeree United AirlinesShort ha ceduto l'1,52% dopo un taglio degli obiettivi di prezzo legato al costo del carburante, e Delta Air LinesShort, che pubblica i conti venerdì, lo 0,82%.
Azioni Société Générale meno 5,01%, azioni HSBC giù con i tagli annunciati, azioni Deutsche Bank e BNP Paribas in calo; Shell ferma con margini record, salgono Sanofi, Orange e AstraZeneca
In Francia il premio al rischio si muove per ragioni proprie: il Parlamento ha aperto il dibattito sulla legge di bilancio 2027 e il differenziale fra il titolo di Stato francese e quello tedesco si è allargato in una seduta. Le banche hanno fatto da amplificatore. Le azioni Société GénéraleShort hanno perso il 5,01% e le azioni BNP ParibasShort il 3,88%. Sono scese anche LegrandLong, meno 4,89%, Saint-GobainShort, meno 3,54%, ThalesShort, meno 2,74%, Schneider ElectricShort, meno 2,28% alla terza seduta di calo, e VinciShort, meno 1,14%. In controtendenza SanofiShort, più 1,70%, dopo che una casa d'affari ha indicato un possibile lieve rialzo degli obiettivi, e OrangeShort, più 1,32%, su un giudizio positivo confermato.
A Londra la notizia più pesante riguarda HSBCShort: secondo la stampa britannica la banca taglierà circa metà dei ruoli manageriali e specialistici per spostare il lavoro sull'intelligenza artificiale. Le azioni HSBC hanno perso il 4,36%, in una giornata in cui il comparto scendeva comunque: PrudentialShort meno 4,67% senza notizie, le azioni BarclaysShort meno 3,41% e LloydsShort meno 3,22%. ShellLong ha pubblicato un aggiornamento sul terzo trimestre con un margine di raffinazione record, 42 dollari al barile contro 24, e ha chiuso quasi invariata. GlencoreShort ha ceduto lo 0,80% dopo la contestazione del regolatore congolese sui pagamenti a subappaltatori non idonei. I difensivi sono saliti: British American TobaccoShort più 2,13%, AstraZenecaShort più 1,86% e UnileverLong più 1,18%. Rolls-RoyceLong ha perso il 2,35%.
In Germania Mercedes-BenzShort ha comunicato vendite del terzo trimestre in calo del 6%, con la Cina a meno 31%, e ha chiuso a meno 2,14%; VolkswagenShort è salita dell'1,25%. Le azioni InfineonShort hanno perso il 5,77% nel giorno in cui il gruppo ha annunciato una cooperazione sui chip quantistici: le cronache attribuiscono il calo alle prese di beneficio sul comparto. Le azioni Deutsche BankShort hanno ceduto il 4,94%, RheinmetallShort il 2,81%, SiemensShort il 2,80% e le azioni SAPLong lo 0,52%. Deutsche TelekomShort ha guadagnato il 2,20%.
Azioni Bradesco meno 3,50% e azioni Itaú in calo con i rendimenti americani, azioni Petrobras in rialzo dopo l'adesione al sussidio sul gasolio: il listino brasiliano conserva il rialzo di ottobre
A San Paolo si è visto lo stesso copione europeo: le banche hanno pagato i rendimenti americani e il dollaro più forte. Le azioni BradescoLong hanno perso il 3,50%, con 3,1 volte il volume normale e una chiusura vicino al minimo di giornata, nel giorno in cui la banca ha approvato la distribuzione di interessi sul capitale per 3,8 miliardi di real; ItaúsaLong ha ceduto il 3,26%, le azioni Itaú UnibancoLong il 2,66% e Banco do BrasilLong l'1,87%. CyrelaLong ha fatto meno 3,45% e ValeShort meno 2,30%, alla terza seduta di calo.
In controtendenza le azioni PetrobrasLong, più 1,25% a San Paolo e più 0,80% sulla linea di New York PBRLong, dopo l'adesione del gruppo al sussidio governativo sul gasolio. Sono salite anche LocalizaLong, più 1,36%, e CosanLong, più 1,00%; QualicorpShort ha guadagnato l'8,56%.
Indici europei: l'ETF sul FTSE MIB perde il 2,42% e riporta in vendita il segnale giornaliero, l'ETF sul DAX lo conserva, CAC 40 e FTSE 100 restano in vendita su entrambi gli orizzonti
Mercoledì i quattro indici europei sono scesi insieme, in misura molto diversa: l'ETF sul FTSE MIB ETF sul FTSE MIBShort del 2,42%, quello sul DAX ETF sul DAXShort dell'1,36%, quello sul CAC 40 ETF sul CAC 40Short dell'1,31% e quello sul FTSE 100 ETF sul FTSE 100Short dello 0,76%. A Milano l'acquisto giornaliero nato martedì è durato una seduta: il segnale di breve è tornato in vendita, con una chiusura vicino al minimo di giornata. Francoforte lo conserva, Parigi e Londra erano già in vendita.
Sul settimanale la distanza dal livello che chiuderebbe la vendita si è allargata: il 4,29% per Milano, il 3,44% per Parigi, il 3,33% per Francoforte e il 2,73% per Londra. Lo short del modello vale più 7,32% sul CAC 40, dove è nato il 24 agosto, più 4,07% sul FTSE MIB, in vendita dal 31 agosto, più 1,74% sul FTSE 100 e più 0,85% sul DAX. Il paniere italiano sta il 7,62% sotto il proprio massimo storico e ha chiuso sul livello più basso delle ultime 60 sedute.
I nuovi segnali di acquisto della settimana: azioni STMicroelectronics, Texas Instruments e l'ETF sulla tecnologia europea sotto l'ingresso, Applied Materials col breve in vendita, Cosan in rialzo
Terza seduta per i 9 segnali di acquisto nati venerdì 2 ottobre, ed è la prima in cui il gruppo ritraccia. Otto su nove sono scesi: STMLong sulla linea di New York del 4,33%, le azioni STMicroelectronicsLong a Milano del 4,07%, Palo Alto NetworksLong del 3,42%, Texas InstrumentsLong del 2,78%, l'ETF sulla tecnologia europea EXV3Long dell'1,96%, Astera LabsLong dell'1,94%, Applied MaterialsLong dell'1,81% e CarnivalLong dell'1,62%. È salita solo CosanLong, più 1,00%, che vale più 22,57% dal segnale; Astera Labs resta a più 9,11%.
A metà settimana questa scheda si limita a ciò che è cambiato rispetto alla tabella piena di lunedì. Oggi le variazioni sono cinque. Tre nomi hanno il segnale giornaliero passato in vendita, e quattro sono scesi sotto il prezzo d'ingresso. Il segnale settimanale è confermato su tutti e nove. L'avvertenza vale sempre: i dati del passato non garantiscono i risultati futuri.
Le trimestrali della settimana: PepsiCo, Tesco e Tilray oggi, Delta venerdì, poi JPMorgan, Goldman Sachs, Bank of America, BlackRock, Schwab e TSMC
Quattordici società del nostro universo riportano entro giovedì prossimo. Oggi tocca a PepsiCoShort, TescoLong e TilrayShort, venerdì 9 a Delta Air LinesShort. Martedì 13 si apre la stagione americana con JPMorganShort, Goldman SachsShort, CitigroupShort e Wells FargoShort, insieme a Johnson & JohnsonLong e UnitedHealthShort; mercoledì 14 seguono Bank of AmericaShort e BlackRockShort, giovedì 15 Charles SchwabShort e TSMCLong.
Giovedì 8 ottobre
PepsiCo Short
Tesco Long
Tilray Brands Short
Venerdì 9 ottobre
Delta Air Lines Short
Martedì 13 ottobre
JPMorgan Chase Short
Goldman Sachs Short
Citigroup Short
Wells Fargo Short
Johnson & Johnson Long
UnitedHealth Short
Mercoledì 14 ottobre
Bank of America Short
BlackRock Short
Giovedì 15 ottobre
Charles Schwab Short
TSMC Long
Analisi tecnica di SPY e QQQ, l'ETF sull'S&P 500 e l'ETF sul Nasdaq 100: i due panieri chiudono il vuoto di prezzo di martedì e tornano sopra il vecchio tetto
SPY, l'ETF sull'S&P 500 S&P 500Long, ha perso lo 0,24% il giorno dopo il primo massimo storico da agosto. Ha aperto in ribasso, ha chiuso per intero il vuoto di prezzo lasciato martedì e poi è risalito, finendo nella parte alta del range di giornata. Il prezzo sta lo 0,74% sopra il livello giornaliero e il 2,42% sopra quello settimanale, con scambi del 33% inferiori alla media delle ultime venti sedute. QQQ, l'ETF sul Nasdaq 100 Invesco QQQ TrustLong, ha fatto meno 0,25% con lo stesso disegno: apertura in basso, vuoto chiuso, chiusura vicino al massimo di giornata, lo 0,98% sopra il livello giornaliero e il 3,77% sopra quello settimanale. Anche qui il volume è sotto la media, del 24%.
Su entrambi il prezzo è tornato in seduta sul tetto della vecchia zona di congestione e ne è uscito di nuovo: è la terza chiusura consecutiva sopra quel livello. Sugli obiettivi le fasi restano opposte: SPY ha attraversato tutte e tre le finestre di alleggerimento e si gestisce con il Punto di Inversione settimanale, QQQ è all'ottava settimana con due finestre ancora davanti.
Il quadro d'insieme: una notizia sola, tre conti diversi
Martedì i rendimenti si erano fermati e i mercati avevano respirato. Mercoledì sono ripartiti, fino ai livelli più alti dal 2002 in America, e la stessa notizia ha presentato tre conti diversi: un quarto di punto a Wall Street, poco più di un punto a Parigi e Francoforte, due punti e mezzo a Milano, dove lo spread si è allargato e le banche hanno perso il 4%. Sotto gli indici americani il quadro è meno tranquillo di quanto sembri: industriali, materiali, immobiliare e piccole società sono scesi molto più del paniere, e l'unico settore in rialzo è stato la sanità. Il nostro modello ci arriva in acquisto sulle grandi società americane, sulla tecnologia e sulla sanità, in vendita su banche europee, industriali, finanziari e sui quattro indici europei. Le vendite sulle banche italiane, nate una settimana fa, sono tornate in guadagno in una seduta: la verifica è la chiusura di venerdì.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading, con stop, stop al pareggio, trailing e dichiarazione degli stop superati, o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema. Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).