Analisi tecnica degli ETF e azioni: l'ETF sulle telecomunicazioni europee perde il 2,93%, le azioni Verizon cedono il 10,14% dopo l'annuncio di SpaceX, le azioni Moderna salgono del 14,21% e le azioni Fincantieri del 6,89%
Venerdì 9 ottobre gli indici hanno chiuso in rialzo, e sotto quella superficie è successo molto di più: lo mostrano gli ETF. L'ETF sull'S&P 500 SPY è salito dello 0,60% e ha chiuso la settimana a un passo dal massimo storico, l'ETF sul Nasdaq 100 QQQ ha fatto più 0,49%. L'ETF sulle comunicazioni americane XLC ha perso l'1,51% e l'ETF sulle telecomunicazioni europee EXV2 il 2,93%, dopo che SpaceX ha annunciato l'acquisto di frequenze radio per entrare nella telefonia mobile. Dall'altra parte l'ETF sulla sanità americana XLV ha guadagnato l'1,58%, l'ETF sulle risorse di base europee EXV6 il 3,19% e l'ETF sull'oro GLD l'1,57%. L'ETF sul FTSE MIB MIB è salito dello 0,87%: la borsa italiana è rimbalzata con il resto d'Europa.
In questa edizione trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno fatto la seduta, con la posizione del nostro modello. A Wall Street le azioni AT&T hanno perso il 10,82% e le azioni Verizon il 10,14%, mentre le azioni Moderna sono salite del 14,21%, le azioni Palantir del 5,17%, le azioni Amazon del 3,29% e le azioni Microsoft del 2,38%; le azioni Apple hanno ceduto l'1,11%. A Piazza Affari le azioni Fincantieri hanno guadagnato il 6,89% e le azioni Amplifon il 6,81%, con le azioni Saipem a più 3,72% e le azioni UniCredit a più 1,06%; le azioni STMicroelectronics hanno perso il 3,02% e le azioni Telecom Italia l'1,28%. A Francoforte le azioni Deutsche Telekom hanno ceduto il 7,94% e le azioni SAP sono salite del 3,70%.
Il nostro modello era dalla parte giusta su molti dei nomi della giornata: short su Verizon con più 11,53%, su Deutsche Telekom con più 8,52%, su Telecom Italia con più 23,31% e sull'ETF delle telecomunicazioni europee EXV2; long sul software con Snowflake, Zscaler, Palantir a più 21,53% e Microsoft a più 15,14%; long sulla sanità con Moderna a più 55,03% e l'ETF XLV a più 14,28%; long su SAP con più 21,42%. La chiusura settimanale ha confermato nuovi segnali di acquisto su Cisco, Constellation Energy, Amplifon e Saipem, e nuovi segnali di vendita su AT&T, Monte dei Paschi, Mediobanca e Ferrari. Resta in vendita sugli ETF dei quattro indici europei, FTSE MIB, DAX, CAC 40 e FTSE 100, e in acquisto su SPY e QQQ.
- Analisi tecnica degli ETF: comunicazioni, sanità, oro, i fondi sui grandi indici
- Telecomunicazioni: Verizon, Deutsche Telekom, Telecom Italia, Inwit
- Software e semiconduttori: Microsoft, Palantir, Amazon, Apple, Nvidia
- Sanità: Moderna, Novavax, Pfizer, UnitedHealth
- Borsa italiana: Fincantieri, Amplifon, Saipem, UniCredit, STMicroelectronics
- Europa: SAP, Siemens, RELX, Rolls-Royce
- Brasile: MRV, Qualicorp, Petrobras
- Indici europei: il rimbalzo non sposta i segnali
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica degli ETF: l'ETF sulle comunicazioni e l'ETF sulle telecomunicazioni europee scendono dopo l'annuncio di SpaceX, l'ETF sulla sanità e l'ETF sull'oro salgono, l'ETF sull'S&P 500 chiude vicino al record
Un ETF è un fondo che si compra e si vende in Borsa come un'azione e che contiene un intero paniere: un indice, un settore, una materia prima. Venerdì è servito a vedere ciò che l'indice nascondeva: l'S&P 500 è salito mentre uno dei suoi undici settori perdeva un punto e mezzo per una notizia sola.
Quel settore sono le comunicazioni. XLC, il Communication Services Select Sector SPDR, l'ETF sulle comunicazioni americane, ha perso l'1,51% chiudendo sul minimo di giornata, trascinato dai due grandi operatori telefonici. Il long del modello, aperto il 13 luglio, è tornato appena sotto il prezzo d'ingresso e conserva l'1,03% di margine sul livello settimanale. In Europa EXV2, l'iShares STOXX Europe 600 Telecommunications UCITS, l'ETF sulle telecomunicazioni europee, ha ceduto il 2,93%: lì il modello è in vendita dal 28 settembre e lo short sale a più 2,94%.
Il resto del listino americano è salito quasi tutto. XLV, l'Health Care Select Sector SPDR, l'ETF sulla sanità americana, ha guadagnato l'1,58% e il long del 26 maggio vale più 14,28%. XLRE, l'ETF sull'immobiliare, ha fatto più 1,86% riportando in acquisto il segnale giornaliero, XLY sui consumi discrezionali più 1,02%, XLF, il Financial Select Sector SPDR, l'ETF sui finanziari americani, più 0,92%, XLU, l'ETF sulle utility, più 0,83%, XLI sugli industriali più 0,50% e XLB sui materiali più 0,32%; XLP, l'ETF sui beni di prima necessità, ha chiuso invariato. Su tutti questi il segnale settimanale del modello è di vendita: sono rimbalzi che hanno riportato i prezzi a ridosso dei livelli, senza girarli. La tecnologia è salita meno del mercato: XLK, il Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana, più 0,51%, VGT, il Vanguard Information Technology, l'ETF Vanguard sulla tecnologia, più 0,57%, e FTEC, il Fidelity MSCI Information Technology, più 0,53%, tutti in acquisto dal 10 agosto e in guadagno. SOXX, l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori, ha perso ancora lo 0,69% chiudendo vicino al minimo di giornata, ed è il 2,32% sotto l'ingresso con il 5,74% di margine sul settimanale. MAGS, il Roundhill Magnificent Seven, l'ETF sui Magnifici Sette, ha fatto più 1,01% e vale più 10,25%; QDVE, la versione europea sull'S&P 500 tecnologico, ha ceduto l'1,12% e resta a più 8,35%. L'energia si è fermata dopo una settimana forte: XLE, l'Energy Select Sector SPDR, l'ETF sull'energia americana, meno 0,25% con un long a più 12,83%, e VDE, il Vanguard Energy, l'ETF Vanguard sull'energia, meno 0,27%.
In Europa il rimbalzo è stato largo. EXV6, l'iShares STOXX Europe 600 Basic Resources UCITS, l'ETF sulle risorse di base europee, ha guadagnato il 3,19% con i metalli e ha riportato in acquisto il giornaliero; EXH4, l'ETF sugli industriali europei, più 1,76%, EXV4, l'iShares STOXX Europe 600 Health Care UCITS, l'ETF sulla sanità europea, più 1,65%, EXHG, l'ETF sull'auto europea, più 1,47%, EXV1, l'iShares STOXX Europe 600 Banks UCITS, l'ETF sulle banche europee, più 0,66%, ed EXH9, l'ETF sulle utility europee, più 0,60%. Il modello è in vendita su tutti e sei: gli short su industriali, sanità, auto, banche e utility restano in guadagno, quello sulle risorse di base è in lieve perdita. In acquisto restano EXH1, l'iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS, l'ETF sul petrolio e gas europeo, più 0,87% nella seduta e più 7,47% dal segnale, ed EXV3, l'ETF sulla tecnologia europea, più 0,72%. MIB, l'Amundi FTSE MIB UCITS, l'ETF sul FTSE MIB, è salito dello 0,87%. GLD, lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo, ha guadagnato l'1,57% e ha riportato in acquisto il giornaliero; lo short settimanale del 21 settembre resta a più 2,24%. L'analisi tecnica degli ETF globali, con tutti i panieri che seguiamo uno per uno, sta nella pagina Market Pulse dedicata.
Gli ETF sui grandi indici, famiglia per famiglia. Accanto ai settori il nostro modello segue più di trenta fondi sui grandi panieri, quelli che finiscono nei piani di accumulo e nei portafogli di lungo periodo. Questa settimana è lì che è arrivata la novità.
ETF sul mercato americano. SPY, lo SPDR S&P 500, l'ETF sull'S&P 500 più scambiato al mondo, è salito dello 0,60% e vale più 14,59% dal segnale di acquisto del 6 aprile; SPYM, lo SPDR Portfolio S&P 500, e SCHX, lo Schwab U.S. Large-Cap, valgono più 14,61% e più 14,50%. OEF, l'iShares S&P 100, e XLG, l'Invesco S&P 500 Top 50, in acquisto dal 3 agosto, sono a più 1,57% e più 2,42%. Sul mercato intero la chiusura settimanale ha riportato in acquisto due fondi che erano in vendita dal 14 settembre: IWV, l'iShares Russell 3000, che venerdì ha scambiato oltre tre volte il volume normale chiudendo vicino al massimo di giornata, e IWB, l'iShares Russell 1000. Gli altri quattro, VTI, il Vanguard Total Stock Market, l'ETF Vanguard sull'intero mercato americano, ITOT, l'iShares Core S&P Total U.S. Stock Market, SCHB, lo Schwab U.S. Broad Market, e SPTM, lo SPDR Portfolio S&P 1500, restano in vendita con il prezzo ormai sul proprio livello: la prossima chiusura settimanale decide. IWM, l'iShares Russell 2000, l'ETF sulle piccole capitalizzazioni, ha fatto più 0,49%, e lo short del modello vale più 5,77%.
ETF sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti. VEA, il Vanguard FTSE Developed Markets, l'ETF Vanguard sui mercati sviluppati, è salito dello 0,70%, VEU, il Vanguard FTSE All-World ex-US, dello 0,78%, VXUS, il Vanguard Total International Stock, dello 0,86%, SCHF, lo Schwab International Equity, dello 0,66% e SPDW, lo SPDR Portfolio Developed World ex-US, dello 0,64%. Su tutti e cinque la vendita del 28 settembre resta in lieve guadagno. IXUS, l'iShares Core MSCI Total International Stock, era l'ultimo dei fondi sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti ancora in acquisto: la chiusura di venerdì ha confermato la vendita anche lì. Sono in vendita dal 14 settembre VGK, il Vanguard FTSE Europe, l'ETF Vanguard sull'Europa, con più 2,47%, IEFA, l'iShares Core MSCI EAFE, con più 1,50%, e IDEV, l'iShares Core MSCI International Developed Markets, con più 1,53%. In acquisto resta VT, il Vanguard Total World Stock, l'ETF sull'azionario mondiale, a più 10,24% dal 6 aprile, con l'1,24% di margine sul livello settimanale.
ETF sui mercati emergenti e sul Giappone. Gli emergenti hanno recuperato più di un punto: VWO, il Vanguard FTSE Emerging Markets, l'ETF sui mercati emergenti di Vanguard, più 1,12%, SCHE, lo Schwab Emerging Markets Equity, più 1,16%, SPEM, lo SPDR Portfolio Emerging Markets, più 1,32%, e IEMG, l'iShares Core MSCI Emerging Markets, più 1,12%. Giovedì due dei quattro avevano chiuso sotto il livello settimanale; venerdì sono tornati tutti sopra, e il segnale di acquisto ha superato la candela. BBJP, il JPMorgan BetaBuilders Japan, l'ETF sul Giappone, ha fatto più 0,56% ed è appena sotto il prezzo d'ingresso, con il 3,72% di margine.
ETF sui dividendi e a bassa volatilità. VIG, il Vanguard Dividend Appreciation, l'ETF sui dividendi di Vanguard, ha fatto più 0,70%, DGRO, l'iShares Core Dividend Growth, più 0,53% e USMV, l'iShares MSCI USA Min Vol, più 0,51%. Sono in vendita dall'8 settembre: VIG e DGRO conservano un guadagno minimo, su USMV lo short è in lieve perdita.
Azioni AT&T meno 10,82% e azioni Verizon meno 10,14% dopo l'annuncio di SpaceX sulle frequenze, azioni Deutsche Telekom meno 7,94%, azioni Telecom Italia in calo, Inwit sale con le torri
SpaceX ha annunciato l'acquisto, per circa 8 miliardi di dollari, di un blocco nazionale di frequenze a 800 MHz, con l'obiettivo di portare il servizio Starlink nella telefonia mobile americana. Il mercato ha letto la notizia come l'arrivo di un quarto operatore ben capitalizzato in un settore già saturo, e ha ricalcolato in una seduta il valore degli altri.
Le azioni AT&TShort hanno perso il 10,82% con circa quattro volte il volume normale e una chiusura vicino al minimo di giornata: secondo le cronache è la seduta peggiore dal 2000. Le azioni VerizonShort hanno ceduto il 10,14%, la peggiore dal 2002 secondo le stesse fonti. AST SpaceMobileShort, che lavora sulla stessa idea di telefonia dal satellite, ha perso il 10,48%. Il terzo operatore americano, T-Mobile, è controllato da Deutsche Telekom, e il contagio ha attraversato l'Atlantico nella stessa giornata: a Francoforte le azioni Deutsche TelekomShort hanno perso il 7,94% con oltre tre volte il volume normale, chiudendo vicino al minimo. A Parigi OrangeShort ha ceduto il 2,50%, a Milano le azioni Telecom ItaliaShort l'1,28% chiudendo sul minimo di giornata.
Chi possiede le torri ha fatto il percorso opposto, perché un operatore in più è un cliente in più: a Piazza Affari InwitLong è salita del 4,46% con il doppio del volume abituale. Non tutti gli analisti condividono la lettura del mercato: una grande banca americana ha definito il ribasso degli operatori un'occasione di acquisto, e l'operazione attende ancora il via libera dell'autorità di settore.
Azioni Microsoft più 2,38%, azioni Palantir più 5,17%, azioni Amazon più 3,29%, Zscaler e Snowflake oltre il 7%: il software rimbalza, i semiconduttori restano indietro e le azioni Apple cedono l'1,11%
Il secondo motore della seduta è stato il ritorno sul software. Giovedì una stima più bassa dei ricavi di OpenAI aveva colpito tutta la filiera dell'intelligenza artificiale; venerdì un'agenzia ha riferito di attese societarie pari o superiori a 70 miliardi di dollari di ricavi annualizzati entro fine anno, e una grande banca americana ha scritto che il recupero del software può proseguire.
I rialzi più ampi sono nella sicurezza informatica e nei dati. ZscalerLong ha guadagnato il 7,80% dopo che più case d'affari ne hanno alzato l'obiettivo di prezzo, SnowflakeLong il 7,42% chiudendo sul massimo di giornata con il doppio del volume normale, DatadogLong il 7,11%, CloudflareLong il 5,57%, Palo Alto NetworksLong il 5,09%, CrowdStrikeLong il 4,57% e FortinetLong il 2,99%. Le azioni PalantirLong sono salite del 5,17% su un nuovo massimo storico, le azioni OracleLong del 4,21%, ShopifyLong del 3,82% e CiscoLong del 3,05%. Fra i nomi più grandi le azioni AmazonShort hanno fatto più 3,29%, le azioni MicrosoftLong più 2,38% e TeslaLong più 2,05%.
I semiconduttori sono scesi per il secondo giorno: le azioni AMDLong meno 2,03%, IntelLong meno 2,22%, Super MicroLong meno 2,14%, Texas InstrumentsLong meno 1,55%, le azioni MicronLong meno 0,66% e le azioni NvidiaLong meno 0,52%, con una chiusura sul minimo di giornata. Sull'hardware sono arrivate due notizie proprie. Una testata asiatica ha riferito di tagli fra il 15% e il 20% agli ordini di componenti per l'iPhone 18 Pro nel mese di ottobre: le azioni AppleLong hanno ceduto l'1,11% e ArmLong il 3,27%. HPLong ha perso il 6,91% dopo un documento societario che indica volumi di PC in calo nel 2027. NetflixShort ha ceduto l'1,77% e MetaLong lo 0,31%.
Azioni Moderna più 14,21% e Novavax più 15,80% sui vaccini oncologici, azioni Pfizer e Merck in rialzo, UnitedHealth e Johnson & Johnson salgono a tre giorni dai conti
La sanità è stata il secondo settore di Wall Street. Le azioni ModernaLong hanno guadagnato il 14,21% chiudendo sul massimo di giornata con oltre due volte e mezzo il volume normale: un quotidiano americano ha pubblicato nuovi dettagli su un'iniziativa dell'istituto sanitario federale per accelerare i vaccini contro i tumori, nella settimana in cui il titolo rientra nel Nasdaq 100. Il tema ha trascinato NovavaxLong, più 15,80% con quasi cinque volte il volume normale e senza un comunicato proprio, MerckLong, più 2,26%, e le azioni PfizerLong, più 1,65%.
Con loro sono saliti BiogenLong, più 3,33%, GileadLong, più 2,77% con il giornaliero tornato in acquisto, Intuitive SurgicalLong, più 2,06%, AbbVieLong, più 1,49%, RecursionLong, più 10,38%, e CRISPR TherapeuticsLong, più 5,85%. UnitedHealthShort ha fatto più 2,25% e Johnson & JohnsonShort più 1,93%: entrambe pubblicano i conti martedì 13. Hims & HersShort è salita del 10,19% senza un catalizzatore dichiarato; AmgenShort ha fatto più 1,82% e VertexShort più 1,36%.
Borsa italiana: azioni Fincantieri più 6,89% e azioni Amplifon più 6,81%, azioni Saipem e azioni Leonardo in rialzo, azioni UniCredit più 1,06% nel giorno del consiglio sul consolidamento, azioni STMicroelectronics meno 3,02%
La borsa italiana ha chiuso in rialzo dopo due sedute di vendite: l'ETF sul FTSE MIB è salito dello 0,87%, meno di Francoforte, Parigi e Londra. Lo spread fra BTP e Bund è sceso ancora, dell'1,6% sui nostri dati, e secondo le cronache ha chiuso a 109 punti base.
I due titoli migliori non avevano una notizia del giorno. Le azioni FincantieriShort hanno guadagnato il 6,89%: il mercato sta rivalutando un portafoglio già noto, con l'espansione da 600 milioni di euro nel subacqueo e la commessa da 3,7 miliardi per due cacciatorpediniere ottenuta a fine settembre insieme a Leonardo. Le azioni AmplifonLong sono salite del 6,81% con quasi tre volte il volume normale, mentre resta sul tavolo l'aumento di capitale legato all'acquisizione di GN Hearing annunciata a fine settembre. Le azioni SaipemLong hanno fatto più 3,72% chiudendo sul massimo di giornata, con il dossier europeo sulla fusione con Subsea7 ancora aperto; le azioni LeonardoShort più 2,21%, anche loro sul massimo; InwitLong più 4,46% con le torri, DiaSorinLong più 2,65%, BuzziShort più 2,39% e TenarisLong più 1,82%. Su IvecoLong, più 0,56%, è arrivato il rilancio: Tata ha alzato il corrispettivo dell'offerta da 14,10 a 14,40 euro per azione.
Fra i finanziari il tema è tornato il consolidamento. Il consiglio di UniCreditShort ha esaminato lo scenario delle aggregazioni in Italia e in Europa, con indiscrezioni di stampa su un interesse per Banca Generali, che non è nel nostro paniere: le azioni UniCredit sono salite dell'1,06%, MediobancaShort dell'1,82%, le azioni NexiShort dell'1,82%, FinecoBankShort dell'1,43%, le azioni GeneraliShort dell'1,41%, le azioni Monte dei PaschiShort dell'1,29%, le azioni Poste ItalianeShort dello 0,96%, le azioni Intesa SanpaoloShort e le azioni Banco BPMShort dello 0,92%, Banca MediolanumShort dello 0,84% e le azioni BPERShort dello 0,62%. Sono salite anche le azioni FerrariShort, più 1,47%, le azioni EniLong, più 1,33% su un nuovo massimo storico, le azioni EnelShort, più 1,24%, e MonclerShort, più 1,19%; le azioni StellantisShort hanno chiuso invariate.
In calo sono rimasti i titoli toccati dalle notizie americane. Le azioni STMicroelectronicsLong hanno perso il 3,02% chiudendo vicino al minimo di giornata, nel giorno delle indiscrezioni sugli ordini dell'iPhone: è stato il titolo peggiore fra quelli di Milano che seguiamo. AvioShort ha ceduto il 2,10% chiudendo sul minimo, le azioni Telecom ItaliaShort l'1,28% e MFEShort l'1,11%.
Azioni SAP più 3,70% e azioni Siemens più 2,97% a Francoforte, RELX più 4,82% a Londra, Kering ed EssilorLuxottica in rialzo a Parigi: l'Europa rimbalza, Rolls-Royce sale con volumi anomali
A Francoforte il tema è stato lo stesso del software americano. Le azioni SAPLong sono salite del 3,70%, il titolo migliore fra i tedeschi che seguiamo, recuperando il calo di fine settembre. Le azioni SiemensShort hanno fatto più 2,97%, BayerShort più 2,77% e Siemens HealthineersShort più 2,30% con la sanità, AdidasShort più 2,29%, Siemens EnergyShort più 2,01%. L'auto è salita in blocco: le azioni VolkswagenShort più 2,10%, BMWShort più 2,07% e Mercedes-BenzShort più 1,45%.
A Londra hanno guidato le società dei dati: RELXShort ha guadagnato il 4,82%, ExperianShort il 4,20% chiudendo sul massimo di giornata e London Stock Exchange GroupShort il 2,64%. Con i metalli sono salite GlencoreShort, più 2,80%, e Rio TintoShort, più 1,48%. Rolls-RoyceShort ha fatto più 1,33% con quasi quattro volte il volume normale e una chiusura sul massimo, BAE SystemsShort più 1,28% e CompassShort più 1,46%. Le azioni TescoLong, il giorno dopo i conti, hanno aggiunto lo 0,68% con oltre tre volte il volume normale, chiudendo però vicino al minimo di giornata; National GridShort ha ceduto lo 0,48%.
A Parigi CapgeminiLong è salita del 3,79% con il software, KeringShort del 2,35% chiudendo sul massimo, EssilorLuxotticaShort del 2,34%, Schneider ElectricShort del 2,03%, SafranShort dell'1,74% e TotalEnergiesLong dell'1,22%. Sono rimaste indietro LVMHShort, meno 0,24%, e DanoneShort, meno 0,98%.
Azioni MRV più 21,62%, Qualicorp più 15,71% e Lojas Renner più 11,56%: San Paolo chiude sul massimo storico, azioni Petrobras in rialzo, Gafisa in calo con volumi anomali
Secondo le cronache l'indice di San Paolo ha chiuso su un nuovo massimo storico la migliore settimana dal marzo 2020. Il motore è politico: il mercato sconta un cambio di governo dopo il primo turno delle elezioni, e con esso tassi d'interesse a lungo termine più bassi. Hanno corso i titoli più sensibili al costo del denaro: MRVLong ha guadagnato il 21,62%, QualicorpLong il 15,71% chiudendo sul massimo di giornata, Lojas RennerLong l'11,56%, EcoRodoviasLong il 7,12%, CyrelaLong il 6,44%, EvenLong il 5,97%, CPFL EnergiaLong il 4,55% e LocalizaLong il 4,19%.
La siderurgia è salita nello stesso giorno in cui il minerale di ferro scendeva: CSNLong più 3,93%, GerdauLong più 3,71%, e anche le azioni ValeShort hanno chiuso a più 0,38%. Le azioni PetrobrasLong sono salite dell'1,82% a San Paolo e del 2,47% sulla linea di New York PBR; CosanLong ha fatto più 3,05% e Itaú UnibancoLong più 2,27%. Due nomi sono scesi: GafisaLong ha perso il 2,22% con oltre otto volte il volume normale e una chiusura vicino al minimo di giornata, e AmbevLong lo 0,99%.
Indici europei: l'ETF sul DAX sale dell'1,13% e l'ETF sul FTSE MIB dello 0,87%, ma tutti e quattro restano in vendita su giornaliero e settimanale
Venerdì i quattro indici europei sono saliti insieme: l'ETF sul DAXShort dell'1,13%, quello sul FTSE 100Short dell'1,10%, quello sul CAC 40Short dell'1,00% e l'ETF sul FTSE MIBShort dello 0,87%. Nessuno dei quattro ha ripreso il proprio livello giornaliero: il segnale di breve resta in vendita ovunque.
Sul settimanale, a candela chiusa, la distanza dal livello che chiuderebbe la vendita è del 4,45% per Milano, del 3,30% per Francoforte, del 3,05% per Parigi e del 2,06% per Londra. Lo short del modello vale più 6,89% sul paniere francese, in vendita dal 24 agosto, più 4,46% su quello italiano, dal 31 agosto, e meno di un punto sui panieri tedesco e britannico, entrambi dal 14 settembre.
I nuovi segnali di acquisto della settimana: la candela li conferma tutti e nove, Palo Alto Networks torna sopra l'ingresso, Cosan la migliore, i semiconduttori sotto il prezzo d'ingresso
La prima settimana intera dei 9 segnali di acquisto nati venerdì 2 ottobre si è chiusa, e la candela li ha confermati tutti: nessuno ha visto il segnale settimanale girare. Il bilancio dei prezzi è quello che la composizione lasciava prevedere, perché sei nomi su nove sono semiconduttori o tecnologia: STMicroelectronicsLong sulla linea americana e STMicroelectronicsLong a Milano, Applied MaterialsLong, Texas InstrumentsLong, Astera LabsLong e l'ETF sulla tecnologia europea EXV3Long sono sotto il prezzo d'ingresso. Sopra restano CosanLong, a più 31,07%, Palo Alto NetworksLong, a più 3,85%, e CarnivalLong, a più 2,29%.
Fino alla tabella piena di lunedì questa scheda riporta solo ciò che cambia. Venerdì la variazione è una: Palo Alto Networks è tornata sopra il prezzo d'ingresso.
Le trimestrali della settimana: Goldman Sachs, JPMorgan, Citigroup e Wells Fargo martedì, Bank of America e BlackRock mercoledì, Charles Schwab e TSMC giovedì
Dodici società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni, tutte americane. Martedì 13 ottobre la stagione si apre con le banche, Goldman SachsShort, JPMorganShort, CitigroupShort e Wells FargoShort, insieme a Johnson & JohnsonShort e UnitedHealthShort; mercoledì 14 tocca a Bank of AmericaShort e BlackRockShort, giovedì 15 a Charles SchwabShort, Interactive BrokersShort, IridiumShort e TSMCLong. Mercoledì arriva anche il dato sull'inflazione americana.
Martedì 13 ottobre
Goldman Sachs Short
JPMorgan Chase Short
Citigroup Short
Wells Fargo Short
Johnson & Johnson Short
UnitedHealth Short
Mercoledì 14 ottobre
Bank of America Short
BlackRock Short
Giovedì 15 ottobre
Charles Schwab Short
Interactive Brokers Short
Iridium Communications Short
TSMC Long
Analisi tecnica di SPY e QQQ, l'ETF sull'S&P 500 e l'ETF sul Nasdaq 100: SPY sale dello 0,60% e chiude la settimana vicino al record, QQQ recupera lo 0,49% ma resta in vendita sul giornaliero
SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, è salito dello 0,60% con scambi pari alla metà della media delle ultime venti sedute, e ha chiuso la settimana a più 1,16%, a meno di mezzo punto dal massimo storico di martedì. I due orizzonti sono in acquisto: il livello giornaliero sta lo 0,87% sotto i corsi, quello settimanale il 2,54%. QQQLong, l'ETF sul Nasdaq 100, ha recuperato lo 0,49% senza uscire dall'intervallo di giovedì, con scambi del 38% sotto la media, e chiude la settimana a più 0,23%. Il segnale giornaliero resta in vendita, con il livello l'1,15% sopra i corsi; quello settimanale è in acquisto con il 3,66% di margine.
Sugli obiettivi le fasi restano opposte. SPY ha attraversato tutte e tre le finestre di alleggerimento e si gestisce con il Punto di Inversione settimanale, che sta molto sopra il prezzo d'ingresso. QQQ ha chiuso l'ottava settimana con due finestre ancora davanti, e non ha mai chiuso oltre la soglia che nella nostra regola arma lo stop al pareggio.
Il quadro d'insieme: indici calmi, settori in movimento
La settimana si chiude con l'S&P 500 a un passo dal record e con una dispersione fra i settori che l'indice non lascia vedere. In cinque sedute il mercato ha messo in dubbio la spesa per l'intelligenza artificiale, poi il valore degli operatori telefonici, e in entrambi i casi il denaro si è spostato senza uscire: dal silicio al software, dalle reti alle torri, dalla tecnologia alla sanità. Sul fondo resta un quadro meno comodo. Il rendimento del decennale americano è sui massimi da oltre vent'anni secondo le cronache, la fiducia dei consumatori rilevata dall'Università del Michigan è scesa sotto le attese, e i contratti sui tassi scontano un nuovo rialzo della banca centrale a dicembre. In Europa il rimbalzo di venerdì non ha cambiato i segnali: i quattro indici che seguiamo restano in vendita. Il nostro modello chiude la settimana con 27 segnali settimanali nuovi, 14 di acquisto e 13 di vendita, e da martedì li mette alla prova con i conti delle banche americane.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading, con stop, stop al pareggio, trailing e dichiarazione degli stop superati, o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema. Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).