Analisi tecnica degli ETF e azioni: l'ETF sui semiconduttori perde il 3,35%, l'ETF sull'energia sale del 2,97% e le azioni Eni guadagnano il 2,66%
Giovedì 8 ottobre il mercato ha cambiato argomento, e gli ETF lo mostrano meglio degli indici. L'ETF sui semiconduttori SOXX ha perso il 3,35% e l'ETF sul Nasdaq 100 QQQ l'1,34%, dopo che un quotidiano finanziario ha indicato i ricavi annualizzati di OpenAI a circa 50 miliardi di dollari, una ventina sotto quanto il mercato aveva recepito. L'ETF sull'S&P 500 SPY ha limitato il calo allo 0,42%, perché l'ETF sull'energia XLE è salito del 2,97%. In Europa l'ETF sulle banche europee EXV1 ha ceduto il 2,13% per il secondo giorno e l'ETF sul FTSE MIB MIB l'1,27%: la borsa italiana è stata la più debole dei quattro listini europei che seguiamo. L'ETF sull'oro GLD ha recuperato lo 0,73%.
In questa edizione trovate l'analisi tecnica dei nomi che hanno fatto la seduta, con la posizione del nostro modello su ciascuno. A Wall Street le azioni Nvidia hanno perso il 2,94%, le azioni Broadcom il 4,35%, le azioni Micron il 4,79% e le azioni Oracle il 5,48%, mentre le azioni Apple sono salite dell'1,11%, sole fra i sette nomi più grandi del listino, e le azioni Palantir del 2,40% dopo una promozione. A Piazza Affari le azioni Eni sono state le migliori, più 2,66%, mentre le azioni UniCredit hanno ceduto il 3,08%, le azioni Intesa Sanpaolo il 2,95%, le azioni STMicroelectronics il 3,75% e le azioni Telecom Italia il 3,63%. A Londra le azioni Tesco sono salite del 5,17% dopo i conti, a Francoforte le azioni Volkswagen hanno perso il 4,50%.
Il nostro modello era dalla parte giusta su molti dei nomi della giornata: long sull'energia da luglio, con l'ETF XLE a più 13,11%, Eni a più 8,36%, Chevron a più 12,90% e Shell a più 16,83%; long su Tesco, su Apple e su Palantir; short su UniCredit con più 4,46%, su Intesa Sanpaolo con più 4,24%, su Telecom Italia con più 22,32%, su Volkswagen con più 7,14%, sull'ETF delle banche europee EXV1 e sui quattro indici europei, con gli ETF sul FTSE MIB, sul DAX, sul CAC 40 e sul FTSE 100. Sui semiconduttori il modello è in acquisto e la seduta gli è andata contro: i segnali settimanali di SOXX, Nvidia e Micron hanno tenuto, come quelli dei due ETF americani, SPY sull'S&P 500 e QQQ sul Nasdaq 100.
- Analisi tecnica degli ETF: semiconduttori, energia, banche europee, oro
- Semiconduttori: Nvidia, Broadcom, Micron, Oracle, Apple
- Energia: Eni, Exxon, Chevron, Shell
- Borsa italiana: UniCredit, Intesa Sanpaolo, STMicroelectronics, Eni
- Europa: Tesco, Volkswagen, GSK
- Stati Uniti: PepsiCo, Starbucks, Caterpillar
- Brasile: Petrobras, EcoRodovias, Vale
- Indici europei: anche Francoforte torna in vendita sul breve
- I nuovi segnali di acquisto della settimana
- Le trimestrali della settimana
- Analisi tecnica di SPY e QQQ
Analisi tecnica degli ETF: l'ETF sui semiconduttori e l'ETF sul Nasdaq passano in vendita sul breve, l'ETF sull'energia sale con il petrolio, l'ETF sulle banche europee scende ancora e l'ETF sull'oro recupera
Un ETF è un fondo quotato che replica un paniere: chi lo compra prende in un colpo solo tutte le società di un indice o di un settore, al prezzo che il mercato fa in quel momento. Giovedì questa caratteristica ha reso leggibile una giornata che dagli indici sembrava una sola, e in realtà erano due.
La prima è quella della tecnologia. SOXX, l'iShares Semiconductor, l'ETF sui semiconduttori, ha perso il 3,35% ed è passato in vendita sul segnale giornaliero: il prezzo è tornato sotto l'ingresso dell'1,64%, ma il segnale settimanale di acquisto, nato il 21 settembre, conserva il 6,47% di margine. XLK, il Technology Select Sector SPDR, l'ETF sulla tecnologia americana, ha ceduto l'1,79% e ha girato in vendita il giornaliero anche lui, come VGT, il Vanguard Information Technology, l'ETF Vanguard sulla tecnologia, meno 1,64%, e FTEC, il Fidelity MSCI Information Technology, meno 1,67%. Su tutti e tre il settimanale è in acquisto dal 10 agosto, con guadagni fra il 3,83% e il 4,09%. QDVE, la versione europea sull'S&P 500 tecnologico, ha perso lo 0,34% e vale più 9,58%; MAGS, il Roundhill Magnificent Seven, l'ETF sui Magnifici Sette, ha fatto meno 0,90% e resta a più 9,15%. EXV3, l'iShares STOXX Europe 600 Technology UCITS, l'ETF sulla tecnologia europea, ha ceduto lo 0,46%.
La seconda è quella dell'energia, ed è andata nel verso opposto. Il petrolio è salito del 3,6% e XLE, l'Energy Select Sector SPDR, l'ETF sull'energia americana, ha guadagnato il 2,97%: è il migliore degli undici settori, e il long del modello, aperto il 13 luglio, sale a più 13,11%. In Europa EXH1, l'iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS, l'ETF sul petrolio e gas europeo, ha fatto più 2,41% con un long a più 6,54% dal 20 luglio. VDE, il Vanguard Energy, l'ETF Vanguard sull'energia, è salito del 2,84%: lì il segnale settimanale è in vendita dal 28 settembre, e la seduta gli è andata contro.
Sotto la tecnologia il listino americano ha tenuto: otto settori su undici hanno chiuso in rialzo. XLP, il Consumer Staples Select Sector SPDR, l'ETF sui beni di prima necessità, è salito del 2,11%, XLF, il Financial Select Sector SPDR, l'ETF sui finanziari americani, dello 0,89%, XLC sulle comunicazioni dello 0,73%, XLRE sull'immobiliare dello 0,69%, XLB sui materiali dello 0,59%, XLI sugli industriali dello 0,33% e XLY sui consumi discrezionali dello 0,31%. Tolte le comunicazioni, dove il modello è long, sono rimbalzi dentro vendite settimanali ancora attive: nessuno ha ripreso il proprio livello, e il più vicino è XLP, lo 0,41% sotto. Con la tecnologia sono scesi XLV, l'Health Care Select Sector SPDR, l'ETF sulla sanità americana, meno 0,39% con un long a più 12,50%, e XLU, l'ETF sulle utility, meno 0,19%.
In Europa è salito quasi soltanto il petrolio. EXV1, l'iShares STOXX Europe 600 Banks UCITS, l'ETF sulle banche europee, ha perso il 2,13% e ha scambiato ancora un multiplo molto alto del suo volume abituale; EXV4, l'iShares STOXX Europe 600 Health Care UCITS, l'ETF sulla sanità europea, il 2,40% chiudendo vicino al minimo di giornata; EXHG, l'ETF sull'auto europea, il 2,21%. Su tutti e tre il modello è in vendita e lo short è in guadagno: più 2,96% sulle banche, più 5,84% sulla sanità, più 4,24% sull'auto. Sono scesi anche EXV2 sulle telecomunicazioni, meno 1,40%, EXH4 sugli industriali, meno 1,05%, ed EXV6 sulle risorse di base, meno 0,87%; EXH9, l'ETF sulle utility europee, ha chiuso a più 0,22%. MIB, l'Amundi FTSE MIB UCITS, l'ETF sul FTSE MIB, ha ceduto l'1,27%. GLD, lo SPDR Gold Shares, l'ETF sull'oro più scambiato al mondo, ha recuperato lo 0,73%, e lo short del modello, aperto il 21 settembre, resta a più 3,76%. L'analisi tecnica degli ETF globali, con tutti i panieri che seguiamo uno per uno, sta nella pagina Market Pulse dedicata.
Gli ETF sui grandi indici, famiglia per famiglia. Accanto ai settori il nostro modello segue più di trenta fondi sui grandi panieri, quelli che finiscono nei piani di accumulo e nei portafogli di lungo periodo.
ETF sul mercato americano. SPY, lo SPDR S&P 500, l'ETF sull'S&P 500 più scambiato al mondo, ha ceduto lo 0,42% e vale più 13,90% dal segnale di acquisto del 6 aprile; SPYM, lo SPDR Portfolio S&P 500, e SCHX, lo Schwab U.S. Large-Cap, valgono più 13,89% e più 13,86%. OEF, l'iShares S&P 100, e XLG, l'Invesco S&P 500 Top 50, in acquisto dal 3 agosto, hanno perso lo 0,63% e lo 0,89%, più dell'indice perché concentrano i nomi più grandi, e sono a più 1,03% e più 1,88%. Sul mercato intero il segnale è di vendita dal 14 settembre e lo short resta in lieve perdita, fra l'1,09% e l'1,56%: VTI, il Vanguard Total Stock Market, l'ETF Vanguard sull'intero mercato americano, ITOT, l'iShares Core S&P Total U.S. Stock Market, SCHB, lo Schwab U.S. Broad Market, SPTM, lo SPDR Portfolio S&P 1500, IWV, l'iShares Russell 3000, e IWB, l'iShares Russell 1000, hanno perso fra lo 0,29% e lo 0,41%. All'altro capo IWM, l'iShares Russell 2000, l'ETF sulle piccole capitalizzazioni, ha chiuso quasi fermo, meno 0,05%, e lo short del modello vale più 6,23%.
ETF sui mercati sviluppati fuori dagli Stati Uniti. VEA, il Vanguard FTSE Developed Markets, l'ETF Vanguard sui mercati sviluppati, ha perso lo 0,57%, VEU, il Vanguard FTSE All-World ex-US, lo 0,81%, VXUS, il Vanguard Total International Stock, lo 0,81%, SCHF, lo Schwab International Equity, lo 0,62% e SPDW, lo SPDR Portfolio Developed World ex-US, lo 0,58%, con quasi quattro volte il volume normale e una chiusura vicino al massimo di giornata. Su tutti e cinque la vendita è nata il 28 settembre ed è in guadagno, fra l'1,52% e l'1,79%. Sono in vendita dal 14 settembre VGK, il Vanguard FTSE Europe, l'ETF Vanguard sull'Europa, con più 3,15%, IEFA, l'iShares Core MSCI EAFE, con più 2,16%, e IDEV, l'iShares Core MSCI International Developed Markets, con più 2,25%. In acquisto restano IXUS, l'iShares Core MSCI Total International Stock, a più 3,08%, che sulla candela settimanale in corso stampa una vendita provvisoria, da confermare stasera, e VT, il Vanguard Total World Stock, l'ETF sull'azionario mondiale, a più 9,48%: ha girato in vendita il giornaliero ed è sceso a ridosso del livello settimanale, lo 0,55% sopra.
ETF sui mercati emergenti e sul Giappone. Gli emergenti hanno perso più di un punto per il secondo giorno: VWO, il Vanguard FTSE Emerging Markets, l'ETF sui mercati emergenti di Vanguard, meno 1,25%, SCHE, lo Schwab Emerging Markets Equity, meno 1,28%, SPEM, lo SPDR Portfolio Emerging Markets, meno 1,28%, e IEMG, l'iShares Core MSCI Emerging Markets, meno 1,88%. Il settimanale è ancora in acquisto, ma il margine è finito: VWO e SPEM hanno chiuso appena sotto il proprio livello, SCHE è sopra di un soffio, IEMG conserva l'1,38%. BBJP, il JPMorgan BetaBuilders Japan, l'ETF sul Giappone, ha ceduto lo 0,93%, ha girato in vendita il giornaliero ed è appena sotto il prezzo d'ingresso.
ETF sui dividendi e a bassa volatilità. VIG, il Vanguard Dividend Appreciation, l'ETF sui dividendi di Vanguard, ha fatto più 0,17%, DGRO, l'iShares Core Dividend Growth, più 0,72% e USMV, l'iShares MSCI USA Min Vol, più 0,53%. Sono in vendita dall'8 settembre: VIG e DGRO restano in guadagno, dello 0,85% e dell'1,74%, mentre su USMV il prezzo è tornato sopra il livello e lo short è in lieve perdita.
Azioni Nvidia meno 2,94%, azioni Broadcom e Micron oltre il 4%, azioni Oracle meno 5,48%: i semiconduttori scendono dopo la notizia sui ricavi di OpenAI, le azioni Apple sono le sole a salire fra le grandi
Il pretesto è arrivato da un quotidiano finanziario: nei documenti inviati agli investitori a fine settembre i ricavi annualizzati di OpenAI sarebbero circa 50 miliardi di dollari, contro i 68-70 che il mercato aveva recepito. La società non ha commentato, e secondo le agenzie la cifra più alta non veniva dall'azienda. È bastato per far vendere tutta la filiera che vive di quella spesa.
I ribassi sono stati molto diversi fra loro. Le azioni NvidiaLong hanno perso il 2,94%, il calo più contenuto del gruppo. Hanno pagato di più le società che dipendono da quella domanda senza avere la stessa forza sui prezzi: ArmLong meno 6,48%, le azioni OracleLong meno 5,48%, IntelLong meno 5,34%, SandiskLong meno 4,90%, Super MicroLong meno 4,83%, le azioni MicronLong meno 4,79% con una chiusura vicino al minimo di giornata, le azioni BroadcomShort meno 4,35%, le azioni AMDLong meno 3,90%, MarvellLong meno 3,52%, TSMCLong meno 3,01% e Western DigitalShort meno 2,99%. Su Broadcom ha pesato anche la notizia, riportata dalla stampa finanziaria, di oltre 50 miliardi di dollari di finanziamenti in preparazione per i chip sviluppati con OpenAI. Fra i nomi più piccoli dell'infrastruttura i cali sono stati più ampi: CoreWeaveShort meno 7,77%, IRENLong meno 7,70% e NebiusLong meno 7,35%.
Dall'altra parte del settore le azioni AppleLong sono salite dell'1,11%, sole fra i sette nomi più grandi del listino, nel giorno in cui una casa d'affari ha confermato il giudizio positivo. AdobeShort ha guadagnato il 3,56%, NetflixShort il 2,68% e le azioni PalantirLong il 2,40% dopo una promozione a «comprare». Le azioni MicrosoftLong hanno ceduto l'1,35%, le azioni AmazonShort il 2,25% e AlphabetShort lo 0,63%; MetaLong ha chiuso quasi invariata. Microsoft e Adobe sono state sospese dalle autorità americane da un programma per i visti di lavoro permanenti.
Petrolio ed energia: azioni Eni più 2,66%, azioni Exxon e azioni Chevron in rialzo, Marathon Petroleum e Valero oltre il 4,5%, salgono Shell, BP e TotalEnergies
Il petrolio è salito del 3,6%, con il greggio del Mare del Nord sopra i 104 dollari secondo le cronache. Il presidente americano ha scritto che gli Stati Uniti non attaccheranno l'Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre, e il prezzo è salito lo stesso: gli attacchi alle navi nello stretto di Hormuz proseguono, e il rischio per le forniture non dipende dalle dichiarazioni.
Il settore è salito compatto sulle due sponde dell'Atlantico. A New York Marathon PetroleumLong ha guadagnato il 4,77%, ValeroLong il 4,65%, la linea americana di BPLong il 4,16%, le azioni ChevronLong il 3,12% e le azioni ExxonLong il 2,71%. Fra i servizi petroliferi HalliburtonShort ha fatto più 2,58% e SLBShort più 2,13%, con un contratto di perforazione digitale assegnato da TotalEnergies; OccidentalShort è salita del 3,56% e ConocoPhillipsShort del 3,35%. In Europa ShellLong ha guadagnato il 3,63% a Londra, TotalEnergiesLong il 2,86% a Parigi e le azioni EniLong il 2,66% a Milano, dove sono state il titolo migliore del listino; TenarisLong ha fatto più 1,32% e le azioni SaipemShort più 0,57%. In Brasile le azioni PetrobrasLong sono salite del 3,13% a San Paolo e del 2,92% sulla linea di New York PBR.
Borsa italiana: azioni UniCredit meno 3,08% e azioni Intesa Sanpaolo meno 2,95% nel secondo giorno di vendite sulle banche, azioni STMicroelectronics e azioni Telecom Italia in calo, azioni Eni le migliori
La borsa italiana ha chiuso un'altra seduta in coda all'Europa: l'ETF sul FTSE MIB ha perso l'1,27% e ha toccato il livello più basso delle ultime 90 sedute. Questa volta lo spread fra BTP e Bund non c'entra: sui nostri dati è sceso del 3,6% nella seduta, e secondo le cronache ha chiuso poco sopra i 110 punti base. Le banche sono state vendute lo stesso, con il riassetto del settore sullo sfondo in vista dell'assemblea di Monte dei Paschi del 29 ottobre.
Il comparto è sceso in blocco per il secondo giorno. Le azioni UniCreditShort hanno perso il 3,08%, le azioni Intesa SanpaoloShort il 2,95%, le azioni Monte dei PaschiLong il 2,88%, UnipolShort il 2,60%, MediobancaLong il 2,48%, le azioni BPERShort il 2,21%, le azioni Banco BPMShort il 2,01%, le azioni GeneraliShort l'1,44%, FinecoBankShort l'1,04%, le azioni NexiShort lo 0,79% e le azioni Poste ItalianeShort lo 0,67%; Banca MediolanumShort ha chiuso invariata.
Fuori dai finanziari ha pesato la notizia sui semiconduttori. Le azioni STMicroelectronicsLong hanno perso il 3,75%, il calo più ampio fra i titoli di Milano che seguiamo, e sono passate in vendita sul segnale giornaliero. Le azioni Telecom ItaliaShort hanno ceduto il 3,63%, le azioni StellantisShort il 2,98% nel mese in cui il gruppo ferma quattro impianti francesi per carenza di batterie, BuzziShort il 2,86%, le azioni FincantieriShort il 2,38%, le azioni PrysmianShort l'1,61%, DiaSorinLong l'1,57% e InwitLong l'1,32%; le azioni FerrariLong hanno fatto meno 0,68%, le azioni LeonardoShort meno 0,45% e MonclerShort meno 0,44%.
In rialzo sono rimaste l'energia e le reti. Le azioni EniLong hanno guadagnato il 2,66% con il petrolio, TenarisLong l'1,32%, A2ALong l'1,16%, SnamShort l'1,01%, TernaShort lo 0,95%, ItalgasShort lo 0,94% e le azioni EnelShort lo 0,37%.
Azioni Tesco più 5,17% dopo aver alzato la guida, azioni Volkswagen meno 4,50% e azioni GSK meno 3,07%: in Europa salgono Shell e TotalEnergies, scendono banche, auto e sanità
A Londra la notizia migliore è di TescoLong: il gruppo ha alzato la parte bassa della guida sull'utile annuale e le azioni Tesco sono salite del 5,17%. Con il petrolio ha guadagnato ShellLong, più 3,63%, e fra i difensivi British American TobaccoShort, più 1,89%. La sanità è andata nel verso opposto: le azioni GSKShort hanno perso il 3,07% con 3,2 volte il volume normale e una chiusura sul minimo di giornata, e AstraZenecaShort il 2,36%, mentre restano senza conferma le indiscrezioni su una fusione con un gruppo farmaceutico americano. Le banche hanno continuato a scendere: le azioni HSBCShort meno 1,95%, LloydsShort meno 1,66% e le azioni BarclaysShort meno 1,37%. Secondo le cronache è la peggiore sequenza di due sedute per il comparto europeo da marzo. Rolls-RoyceLong ha ceduto il 2,66%; PrudentialShort è salita dello 0,75%.
A Francoforte le azioni VolkswagenShort hanno perso il 4,50% chiudendo sul minimo di giornata, il calo più ampio fra i titoli tedeschi che seguiamo, con BMWShort a meno 2,76% e Mercedes-BenzShort a meno 2,02%. La notizia sui semiconduttori ha colpito le azioni InfineonShort, meno 3,36%; BayerShort ha fatto meno 3,14%, SiemensShort meno 2,56%, le azioni SAPLong meno 1,60% e le azioni Deutsche BankShort meno 0,65%. RheinmetallShort ha guadagnato lo 0,94%.
A Parigi sono salite TotalEnergiesLong, più 2,86%, e Schneider ElectricShort, più 2,57% dopo tre sedute di calo. Il resto del listino ha ceduto: SafranShort meno 2,69%, KeringShort meno 2,57%, EssilorLuxotticaShort meno 2,49%, le azioni BNP ParibasShort meno 2,41%, le azioni Société GénéraleShort meno 2,25%, LegrandLong meno 2,23%, LVMHShort meno 1,94% e SanofiShort meno 1,23%.
Azioni PepsiCo più 3,73% dopo la trimestrale, Starbucks e l'ipotesi Chipotle, azioni Caterpillar ancora in calo: salgono i consumi difensivi, scendono criptovalute e nucleare
PepsiCoShort ha pubblicato l'unica trimestrale rilevante della giornata: utile per azione rettificato a 2,34 dollari contro 2,29 attesi e ricavi a 25,27 miliardi, in crescita del 5,6%, ma con la guida sulla crescita dell'utile 2026 tagliata al 2,5-3,5% dal 5-7% precedente. Le azioni PepsiCo sono salite del 3,73%. Con loro hanno guadagnato gli altri nomi dei consumi: Home DepotShort il 3,39%, Coca-ColaShort il 2,27%, WalmartShort il 2,22%, DisneyLong il 2,17% e Procter & GambleLong l'1,87%.
Su StarbucksShort la notizia è un'indiscrezione: secondo la stampa finanziaria il gruppo ha lavorato negli ultimi mesi con i propri consulenti a una proposta di acquisizione di Chipotle, e nessuna delle due società ha commentato. Il titolo ha chiuso a meno 0,40% con 4,7 volte il volume normale e una chiusura vicino al massimo di giornata. Le azioni CaterpillarShort hanno perso un altro 2,17% dopo il calo di mercoledì, nel giorno in cui le autorità americane hanno aperto un'indagine su vendite, ricambi e assistenza delle macchine agricole. Rocket LabShort ha ceduto il 4,89% nonostante l'avvio di una copertura con giudizio positivo.
Due gruppi sono scesi insieme. Le società che estraggono criptovalute hanno perso terreno mentre il bitcoin rimbalzava: Riot PlatformsShort meno 9,17%, CleanSparkShort meno 7,73%, CipherShort meno 7,28% e MARALong meno 4,34%; CoinbaseLong ha fatto meno 3,61% e StrategyLong meno 1,24%. Il nucleare e l'uranio continuano a scendere: NuScale PowerShort meno 4,56%, Uranium EnergyShort meno 3,48%, Energy FuelsShort meno 3,12% e CamecoShort meno 2,19%.
Azioni Petrobras più 3,13% con il petrolio, EcoRodovias più 7,16%, azioni Vale in calo: i nostri acquisti brasiliani allungano ancora
A San Paolo ha guidato il petrolio: le azioni PetrobrasLong sono salite del 3,13%. Hanno guadagnato anche EcoRodoviasLong, più 7,16%, SabespLong, più 4,09%, CosanLong, più 3,76%, e LocalizaLong, più 3,28%. Le banche si sono mosse poco: Itaú UnibancoLong più 0,49%, Banco do BrasilLong più 0,33% e le azioni BradescoLong meno 1,76%. Le azioni ValeShort hanno ceduto l'1,61% chiudendo vicino al minimo di giornata, con il minerale di ferro in calo alla riapertura dei mercati cinesi.
Indici europei: l'ETF sul FTSE MIB perde l'1,27% e l'ETF sul DAX riporta in vendita il segnale giornaliero, CAC 40 e FTSE 100 limitano i danni
Giovedì i quattro indici europei sono scesi ancora, e ancora in misura diversa: l'ETF sul FTSE MIBShort dell'1,27%, quello sul DAXShort dell'1,20%, quello sul CAC 40Short dello 0,52% e quello sul FTSE 100Short dello 0,20%. A Francoforte l'acquisto giornaliero è durato due sedute: il segnale di breve è tornato in vendita, con una chiusura vicino al minimo di giornata. Con questo tutti e quattro i panieri sono in vendita sia sul giornaliero sia sul settimanale.
Sul settimanale la distanza dal livello che chiuderebbe la vendita si è allargata ancora: il 5,02% per Milano, il 4,04% per Francoforte, il 3,70% per Parigi e il 2,79% per Londra. Lo short del modello vale più 7,81% sul CAC 40, dove è nato il 24 agosto, più 5,29% sul FTSE MIB, in vendita dal 31 agosto, più 2,04% sul DAX e più 1,93% sul FTSE 100, entrambi dal 14 settembre. Sul paniere italiano il livello settimanale è sceso sotto il prezzo d'ingresso della vendita: da giovedì il trade è al riparo. In quattro sedute il prezzo ha raggiunto il primo obiettivo dello short e toccato il secondo, e la media a 200 giorni dista meno di un punto.
I nuovi segnali di acquisto della settimana: azioni STMicroelectronics, Texas Instruments e Astera Labs col breve in vendita, Palo Alto Networks sotto l'ingresso, Cosan la migliore
Quarta seduta per i 9 segnali di acquisto nati venerdì 2 ottobre, e il ritracciamento di mercoledì si è allargato: sei dei nove sono semiconduttori o tecnologia, cioè il gruppo colpito dalla notizia su OpenAI. Astera LabsLong ha perso il 9,21%, STMLong sulla linea di New York il 6,18%, le azioni STMicroelectronicsLong a Milano il 3,75%, Applied MaterialsLong il 2,13%, Palo Alto NetworksLong l'1,74%, l'ETF sulla tecnologia europea EXV3Long lo 0,46%, Texas InstrumentsLong lo 0,27% e CarnivalLong lo 0,08%. È salita solo CosanLong, più 3,76%, che vale più 27,18% dal segnale; Carnival resta sopra l'ingresso, a più 1,44%.
Di venerdì questa scheda si limita a ciò che è cambiato rispetto alla tabella piena di lunedì. Le variazioni sono quattro: tre nomi hanno visto il segnale giornaliero passare in vendita giovedì, e due sono scesi sotto il prezzo d'ingresso. Con loro i nomi col breve in vendita salgono a sei su nove e quelli sotto l'ingresso a sette. Il segnale settimanale è confermato su tutti e nove, e la candela che chiude stasera non stampa per ora nessuna vendita. L'avvertenza vale sempre: i dati del passato non garantiscono i risultati futuri.
Le trimestrali della settimana: Goldman Sachs, JPMorgan, Citigroup e Wells Fargo martedì, Bank of America e BlackRock mercoledì, Charles Schwab e TSMC giovedì
Tredici società del nostro universo riportano nei prossimi sette giorni. Oggi tocca a Delta Air LinesShort. Martedì 13 ottobre la stagione americana si apre con le banche, Goldman SachsShort, JPMorganShort, CitigroupShort e Wells FargoShort, insieme a Johnson & JohnsonLong e UnitedHealthShort; mercoledì 14 arrivano Bank of AmericaShort e BlackRockShort, giovedì 15 Charles SchwabShort, Interactive BrokersShort, IridiumShort e TSMCLong.
Venerdì 9 ottobre
Delta Air Lines Short
Martedì 13 ottobre
Goldman Sachs Short
JPMorgan Chase Short
Citigroup Short
Wells Fargo Short
Johnson & Johnson Long
UnitedHealth Short
Mercoledì 14 ottobre
Bank of America Short
BlackRock Short
Giovedì 15 ottobre
Charles Schwab Short
Interactive Brokers Short
Iridium Communications Short
TSMC Long
Analisi tecnica di SPY e QQQ, l'ETF sull'S&P 500 e l'ETF sul Nasdaq 100: QQQ perde l'1,34% e passa in vendita sul giornaliero, SPY mette alla prova il proprio livello e lo tiene
QQQLong, l'ETF sul Nasdaq 100, ha perso l'1,34% con scambi del 49% sopra la media delle ultime venti sedute, e ha chiuso nel terzo più basso del range di giornata. Le conseguenze sul grafico sono due: il segnale giornaliero è passato in vendita, per la prima volta dal 17 settembre, e il prezzo è rientrato nella zona di attesa da cui era uscito lunedì. Il segnale settimanale resta in acquisto, e il livello che lo giudica sta il 3,22% sotto i corsi. SPYLong, l'ETF sull'S&P 500, ha ceduto lo 0,42% con scambi del 12% sotto la media. In seduta è sceso sotto il proprio livello giornaliero e ha chiuso lo 0,31% sopra: il livello è stato messo alla prova e ha tenuto. Quello settimanale sta il 2,09% sotto i corsi, e il massimo storico di martedì dista meno dell'1%.
Sugli obiettivi le fasi restano opposte. SPY ha attraversato tutte e tre le finestre di alleggerimento e si gestisce con il Punto di Inversione settimanale, che sta molto sopra il prezzo d'ingresso. QQQ è all'ottava settimana con due finestre ancora davanti, e il suo livello settimanale è ancora sotto l'ingresso: il trade non è al riparo.
Il quadro d'insieme: il mercato cambia argomento
Per due settimane il mercato ha avuto un solo padrone, il costo del denaro. Giovedì ne ha trovato un secondo: la stima dei ricavi di OpenAI ha messo in dubbio la spesa che sostiene tutta la filiera dei semiconduttori, e il Nasdaq 100 ha perso il segnale di breve mentre l'S&P 500 lo teneva. Sul fronte dei tassi è arrivata una tregua, con un'asta del trentennale americano ben accolta e lo spread fra BTP e Bund in discesa, ma le banche europee sono state vendute lo stesso e Milano ha chiuso ancora in coda. Il petrolio è tornato protagonista e l'energia è stata il primo settore sulle due sponde dell'Atlantico. Il nostro modello ci arriva in acquisto sull'energia da luglio e sulla tecnologia da agosto, in vendita su banche europee, auto, sanità europea e sui quattro indici europei. Stasera chiude la candela settimanale: decide le vendite e gli acquisti ancora provvisori, e dice se il Nasdaq 100 finisce la settimana sopra il proprio livello.
Cosa trovate qui. Chi cerca di capire come si gestisce il rischio nel trading, con stop, stop al pareggio, trailing e dichiarazione degli stop superati, o come si leggono le figure sui grafici (doppio minimo, bande di Bollinger, nuvola di Ichimoku, price action), qui trova il diario di trading del desk: pubblicato ogni mattina prima dell'apertura americana, con la posizione del nostro modello su ogni titolo citato.
Le analisi complete che stanno dietro alle schede di questa pagina.
* Il nostro sistema. Le righe di nomi in fondo a ogni scheda riportano la posizione del nostro modello, long o short. Posizione dell'ultima analisi settimanale pubblicata. Livelli, obiettivi e piano operativo nella scheda di ogni titolo. Le due lettere fra parentesi portano alla scheda del titolo (G) e all'analisi completa (P).